Estero, Talenti

Yaya Sanogo, scommessa a costo zero per l’Arsenal

auxerreIl 1° luglio, all’apertura del calciomercato, l’Arsenal ha reso ufficiale un’operazione che in realtà aveva già chiuso diverse settimane prima, ovvero l’arrivo a parametro zero dall’Auxerre del centravanti classe 1993 Yaya Sanogo, legatosi al club di North London per quattro stagioni. Negli stessi giorni Sanogo stava disputando il Mondiale U20 in Turchia, dimostrandosi uno degli elementi più interessanti di quella Francia che si è laureata campione del mondo di categoria per la prima volta nella sua storia: conosciamo meglio questo ragazzo che appena un anno fa sembrava sul punto di lasciare il calcio e che ora è tornato inaspettatamente sotto i riflettori.

BABY PRODIGIO – Quella di Yaya Sanogo, nato nei pressi di Parigi ma origini miste ivoriane e maliane, è la storia di un baby prodigio che già a sedici anni aveva gli occhi dei più prestigiosi club europei addosso, ma il cui sogno era stato spezzato precocemente da un grave infortunio, che l’aveva tenuto lontano dai campi per quasi un anno e mezzo, facendolo cadere nel dimenticatoio con la stessa velocità con la quale si era affacciato alla ribalta. Poi l’inatteso ritorno a suon di gol, e con esso i nuovi elogi, le nuove attenzioni, e soprattutto la nuova opportunità con l’Arsenal. Wenger si era interessato a lui già nella primavera del 2009, quando Sanogo brillava con la maglia della Francia al torneo di Montaigu – nota manifestazione internazionale riservata agli U16 – ma all’epoca il ragazzo, seguito anche da Chelsea e Manchester United, aveva ritenuto più saggio restare ancora in Francia e firmare il suo primo contratto da professionista con l’Auxerre, il club che l’aveva accolto all’età di dodici anni, dopo le sue prime esperienze calcistiche in diversi club minori della regione parigina; Sanogo era così diventato il più giovane professionista nella storia dell’Auxerre, vezzeggiato dal club come una perla rara per il suo profilo atipico e per delle statistiche che, per quanto naturalmente certe performances a livello giovanile vadano sempre relativizzate, indubbiamente erano fuori dall’ordinario, con 25 gol e 17 assist messi insieme in sole 14 gare nel campionato nazionale U14; prestazioni che inevitabilmente gli avevano aperto le porte della Francia U16, dove aveva iniziato brillantemente la sua carriera nelle selezioni giovanili transalpine, per poi in seguito diventare capitano dell’U17 e, promosso direttamente all’U19 senza passare dall’U18, diventare famoso tra gli appassionati per un gol contro il Brasile che all’epoca aveva fatto il giro del web. Nel frattempo, dopo la firma del contratto professionistico con il suo club, Sanogo era stato inizialmente aggregato alla squadra riserve, diventandone il capocannoniere ad appena sedici anni, ed aveva presto avuto modo di muovere i primi passi anche in prima squadra, sebbene l’allora allenatore Jean Fernandez e la società fossero d’accordo nel centellinare il più possibile il suo impiego: l’esordio in Ligue 1 era arrivato il 5 maggio 2010, a diciassette anni e due mesi, nella stagione che si sarebbe di lì a poco conclusa con l’inattesa qualificazione alla Champions League dell’Auxerre.

yaya-sanogo

Yaya Sanogo in azione contro la Spagna ai tempi dell’U17

IL CALVARIO… – Ma quando la carriera del ragazzo sembra ormai in rampa di lancio, ecco l’episodio che fa da spartiacque: il 24 settembre 2010, durante una partita di quarta divisione della squadra riserve dell’Auxerre contro il Mulhouse, Sanogo sfugge ad un avversario che lo falcia, provocandogli la frattura scomposta di tibia e perone. Nessuno in quel momento può immaginare che questo sarà solo l’inizio di un calvario apparentemente senza fine: dopo sette lunghi mesi di rieducazione e dopo aver perso l’intera stagione 2010-11, Sanogo farà appena in tempo a tornare e giocare la sua prima partita da titolare in campionato, a fine estate 2011 contro il Sochaux, e a concedersi poco dopo il lusso del suo primo ed unico gol in Ligue 1 contro il Toulouse (6 novembre 2011) e della prima convocazione con l’U21, prima di arrendersi ad un male oscuro. Il terribile infortunio gli ha infatti lasciato come strascico un dolore insopportabile al tendine rotuleo, probabile conseguenza di un’infezione al ginocchio provocata da una vite. Sebbene da tutti gli esami effettuati non risulti nulla, i giorni ed i mesi passano ed il ginocchio non si sgonfia, tanto da rendergli estremamente difficoltoso persino camminare. Inevitabilmente Sanogo perde così anche la stagione 2011-12 ed intanto il dolore non passa, così il ragazzo inizia a pensare addirittura al ritiro ed annuncia alla madre la sua intenzione di andare a lavorare alle Poste.

…E LA RINASCITA – Poi un giorno decide improvvisamente di rompere gli indugi e di forzare, provando a correre di nuovo nonostante il dolore: all’inizio, dopo ogni tentativo la sofferenza è terribile, ma continuando ad insistere il dolore diventa con il passare dei giorni via via più sopportabile, fino a consentirgli sorprendentemente di riprendere gli allenamenti con l’Auxerre, che nel frattempo è retrocesso in Ligue 2: tuttora i medici non sono riusciti a trovare alcuna spiegazione a quanto accaduto. Benchè sia costretto a convivere con il dolore, Sanogo riesce così a tornare in campo nel dicembre 2012; e il 1 febbraio 2013 torna anche a segnare e lo fa nella maniera più eclatante possibile, con quattro gol realizzati in appena sedici minuti – nuovo record per la Ligue 2 – nel rocambolesco 5-4 con cui l’Auxerre s’impone sul campo del Laval, exploit a cui appena una settimana dopo seguirà la tripletta al Tours, per l’incredibile totale di sette gol in due partite. Dopo essersi nuovamente fermato per qualche settimana a causa di un problema all’adduttore, conseguenza comprensibile della lunghissima inattività, rientra e segna ancora contro Angers e Nîmes, concludendo il campionato con sei partite da titolare di fila (record personale per lui) e con 9 reti totali in sole 9 presenze dal primo minuto, che portano a 10 reti in 22 gare il suo bottino complessivo con l’Auxerre tra Ligue 1 e Ligue 2. Logica conseguenza della sua insperata rinascita è il ritorno in nazionale, con la convocazione da parte di Mankowski per il Mondiale U20 in Turchia, dove Sanogo è titolare e si fa valere mettendo a segno 4 gol in 7 partite, di cui uno su rigore: anche se è tuttora costretto a fare impacchi dopo ogni partita, il ragazzo ha fatto sapere che più trascorre il tempo più il dolore al ginocchio diminuisce.

Sanogo festeggia un gol con Kondogbia al recente mondiale U20

Sanogo festeggia un gol con Kondogbia al recente mondiale U20

LA FIDUCIA DI WENGER – Il contratto che legava il giocatore all’Auxerre era in scadenza a giugno 2013 e l’offerta di prolungamento da parte dei dirigenti dell’AJA è arrivata quando era ormai troppo tardi: infatti Sanogo, come lui stesso ha dichiarato in diverse interviste, all’inizio del 2012 aveva chiesto al club di prolungargli di un anno il contratto, disposto a un cospicuo abbassamento salariale pur di ricevere un segnale di fiducia in un momento molto delicato della sua carriera; ma l’Auxerre, inquieto davanti al protrarsi del suo infortunio, aveva fatto orecchie da mercante e così l’attaccante, deluso dal trattamento ricevuto, aveva da tempo maturato la decisione di andar via a parametro zero. A mostrare un interesse concreto erano stati soprattutto due club, Lille ed Arsenal, e nel far pendere l’ago della bilancia in favore dei londinesi alla fine si è rivelato decisivo soprattutto un particolare, ovvero il fatto che all’incontro in un hotel parigino previsto tra Sanogo e lo scout dell’Arsenal Gilles Grimandi si sia a sorpresa presentato Arsène Wenger in persona: “Sono rimasto impressionato. Mi ha detto che mi seguiva da tanto tempo, mi ha rassicurato sul mio infortunio e mi ha promesso che all’Arsenal avrei avuto la mia chance”, racconta Sanogo ai media per motivare la sua scelta.

CARATTERISTICHE – Di certo Wenger è cosciente del fatto che si tratta di un’autentica scommessa, ma anche di un giocatore dalle caratteristiche rare e dalle grandi potenzialità e dunque, a costo zero, è probabilmente un rischio che è valso la pena correre. Ciò che rende speciale Sanogo sono innanzitutto una velocità e un’agilità assolutamente fuori dalla norma per un giocatore della sua taglia, unite per di più ad una rimarchevole finezza tecnica. Alto 1,91 per 74 kg, struttura fisica longilinea e dinoccolata, è una punta centrale che non eccelle solamente nel gioco aereo e nella capacità di fare da pivot, ma è anche dotato di un eccellente controllo di palla e di un primo tocco notevole, è in grado di saltare l’uomo ed è molto difficile da fermare una volta lanciato; abile nel proteggere il pallone con il corpo e nel difenderlo spalle alla porta, sa allo stesso modo usare la sua velocità esplosiva ed il suo ottimo dribbling per bruciare il diretto marcatore e puntare la porta, oppure incunearsi alle spalle della difesa con rapidi tagli. La sua completezza gli consente una grande varietà di gioco: è infatti una prima punta adatta a tenere palla e far salire la squadra, ma anche a giocare in profondità e – eredità forse dei primi passi calcistici mossi da numero dieci – a partecipare alla costruzione della manovra, trovandosi a proprio agio nello scambiare il pallone con i compagni e nel combinare palla a terra con veloci uno-due. Molto mobile, dotato di un destro potente, di velocità di esecuzione e di una buona freddezza sotto rete, ha nel senso del piazzamento e nella scelta dei tempi di inserimento un’altra rimarchevole dote, con un istinto naturale nel sapersi trovare al posto giusto nel momento giusto che lo porta a segnare spesso anche i cosiddetti “gol facili”. Si tratta di un tipo di attaccante che sa rendersi molto utile alla squadra anche nelle giornate di non particolare brillantezza, in quanto dei suoi intelligenti movimenti e della sua capacità di fungere da perfetto punto d’appoggio beneficiano inevitabilmente i compagni di reparto o i centrocampisti propensi all’inserimento, cosa che si è vista chiaramente anche al mondiale U20. In Turchia Sanogo è stato schierato da unico terminale offensivo del 4-2-3-1 di Mankowski – che in alcuni frangenti si  è trasformato in 4-3-3 – ruolo che ha ricoperto abitualmente anche nell’Auxerre e che gli è senza dubbio congeniale perchè è un giocatore in grado di sostenere tranquillamente da solo il peso del reparto, ma le sue caratteristiche lo rendono altrettanto adatto a muoversi in coppia con un partner d’attacco. I suoi margini di crescita sono ancora notevoli, in particolare il suo piede sinistro appare decisamente migliorabile.

sanogo in azione

In azione con la maglia dell’Auxerre

INCOGNITE E PROSPETTIVE – È chiaro che in un caso come il suo il principale punto interrogativo concerne la questione della tenuta fisica. C’era inevitabilmente molto scetticismo riguardo alla possibilità di rivedere il giocatore che tanto aveva ben impressionato agli esordi, dopo un infortunio così grave ed uno stop tanto lungo in un momento in cui la sua crescita non era ancora terminata, ma in questo senso i primi responsi dati dalle partite giocate in Ligue 2 e al Mondiale U20 sono stati rassicuranti; resta da vedere però quale sarà la risposta del suo corpo sul lungo periodo, specialmente in un contesto dall’intensità fisica altissima quale quello della Premier League, tenendo presente inoltre che se il fastidio al ginocchio non dovesse scomparire del tutto o, peggio, dovesse riacutizzarsi, continuare a giocare sul dolore alla lunga potrebbe diventare problematico. Quest’incognita primaria si aggiunge naturalmente a quelle che ci sarebbero state a prescindere, in considerazione del fatto che che si tratta pur sempre di un calciatore che finora ha fatto faville quasi esclusivamente a livello giovanile e che ha soltanto una manciata di partite da professionista alle spalle, e che dovrà far fronte all’adattamento ad un nuovo campionato e confrontarsi alle esigenze di un grande club e alle logiche della concorrenza. A suo favore gioca il potenziale che indubbiamente non manca, unito ad una buona predisposizione al lavoro e ad una mentalità che è sempre stata positiva ed è uscita ulteriormente rafforzata dalle sofferenze dei mesi passati, che gli hanno tra l’altro insegnato a relativizzare e quindi a non esaltarsi e deprimersi facilmente. Molti tifosi dell’Arsenal temono che tutto ciò non basti e che possa ripetersi il calvario vissuto con Diaby, grande talento la cui carriera è stata purtroppo pregiudicata da una cronica fragilità fisica, suggestionati negativamente da alcune analogie inquietanti tra i due francesi come la struttura morfologica molto simile e la comune provenienza dall’Auxerre; altri, aspettando speranzosi il colpo in attacco che stenta a concretizzarsi, preferiscono sognare ed aggrapparsi invece ad un particolare beneaugurante, ovvero il fatto che all’età di dodici anni il giovane attaccante abbia vestito la maglia del Les Ulis, proprio lo stesso club della banlieue parigina nel quale ha mosso i suoi primi passi calcistici una leggenda dei Gunners come Thierry Henry. Per adesso, in attesa che il campo dia il suo verdetto definitivo, è bello vedere che il sogno interrotto di Yaya Sanogo sia ricominciato.

– LA CARTA D’IDENTITÀ –


Nome: Yaya Sanogo
Ruolo: Attaccante
Data di nascita:  23 gennaio 1993
Luogo di nascita:  Massy (France)
Nazionalità: Francese
Altezza e peso: 1,91 m per 74 kg
Piede preferito: Destro
Club di appartenenza: Arsenal FC (da luglio 2013)
Club precedenti: Club Multi Sports de Pantin (2000-2002), Eaubonne CS Municipal (2002-2003), AS Bondy (2003-2004), Montrouge FC 92 (2004-2005), CO Les Ulis (2005-2006), AJ Auxerre (2006-2013)
Debutto professionistico: 5 maggio 2010 (Lyon-Auxerre 2-1, Ligue 1)
Carriera in nazionale: Francia U16, Francia U17 (16 presenze, 9 reti), Francia U19 (9 presenze, 2 reti), Francia U20 (10 presenze, 4 reti), Francia U21 (2 presenze).
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Discussione

Un pensiero su “Yaya Sanogo, scommessa a costo zero per l’Arsenal

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    Pubblicato da Juliet | 12 settembre 2014, 15:10

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