Espoir del mese, Ligue 1, Talenti

Wissam Ben Yedder, dal futsal alla Ligue 1

Credit Photo Maxppp

La più interessante rivelazione del primo, breve scorcio di Ligue 1 che ha preceduto la sosta consacrata alle nazionali è certamente il ventiduenne franco-tunisino Wissam Ben Yedder, da noi indicato in sede di presentazione della stagione come prossimo talento in rampa di lancio della prolifica fucina del Toulouse: il tecnico dei Violets Alain Casanova non ci ha smentito dandogli subito fiducia, probabilmente spinto anche dalla ristrettezza di un organico nettamente impoverito dal mercato, ed è stato ripagato da tre reti nelle prime quattro giornate di campionato, ovvero il 60% delle realizzazioni della sua squadra. Un anno fa, di questi tempi, in testa alla hit-parade di fine estate c’era Alain Traoré, il primo giocatore a riuscire nell’exploit di segnare 4 reti nelle prime 5 partite del massimo campionato francese dal 2002-03; ma il burkinabè si sarebbe poi gradualmente spento, lasciando emergere in tutta la loro evidenza le gravi lacune dell’Auxerre che le sue prodezze avevano inizialmente mascherato. Inevitabile dunque seguire con curiosità l’evoluzione di Ben Yedder nei mesi che verranno: saprà affermarsi definitivamente come la rivelazione del campionato in corso o sarà ricordato soltanto come la rivelazione dell’estate 2012?

Nome – Wissam Ben Yedder

Ruolo – Attaccante

Data di nascita – 12 agosto 1990

Luogo di nascita – Sarcelles (Île-de-France, France)

Nazionalità – Francese/Tunisina

Piede preferito – Destro

Altezza e peso – 1, 70 m per 68 kg

Club di appartenenza – Toulouse Football Club (arrivo al club luglio 2010; scadenza contratto giugno 2015)

Carriera in nazionale – Stagione 2012-13: 2 presenze Francia U21

Ben Yedder con la maglia del Garges Djibson Futsal – Credit Photo Ice QSept/Garges Djibson Futsal

DAL FUTSAL AL TFC – L’interesse intorno a Ben Yedder è sicuramente ingigantito dal fatto che non si tratta di uno di quei talenti di cui gli addetti ai lavori seguono la trafila fin dai primi passi nelle giovanili, provando ad indovinarne le prospettive future: è infatti approdato solo due anni orsono nel circuito dei club professionistici ed invece delle consuete apparizioni con le varie rappresentative nazionali di categoria, nel suo curriculum ci sono tre presenze nelle selezioni francesi di futsal, due con la nazionale “A” ed una con le “Espoirs” (l’equivalente dell’U21, ndr). Anche se possiamo comunque citare il precedente illustre del franco-marocchino Youssef El-Arabi, oggi a Granada, che prima di esplodere in Ligue 1 con la maglia del Caen era stato selezionato proprio nella nazionale “Espoirs” di futsal, non si può dire che il calcio a 5, sport in grande crescita in Francia, costituisca tradizionalmente nell’Esagono un bacino di pesca per il calcio a 11, al contrario di quanto avviene in Portogallo, Spagna o in Brasile dove il passaggio da una disciplina all’altra è abbastanza comune; e dunque suscita curiosità l’insolito percorso di Ben Yedder, che a dieci anni ha iniziato a tirare calci non sull’erba ma in sala, nelle fila del Garges Djibson Futsal di Garges-les-Gonesse, uno dei club di futsal più dinamici dell’Île de France, regione nella quale il ragazzo è nato nell’agosto 1990 da genitori di origine tunisina. Prima di vestire la maglia del Toulouse, l’esperienza di Wissam nel calcio a 11 si riassume a due anni tra i dilettanti dell’US Saint-Denis (2007-2009) e mezza stagione all’UJA Alfortville (campionato 2009-10), due club della banlieue parigina nelle cui fila il giovane franco-tunisino milita parallelamente alla sua carriera nel futsal: ad Alfortville il tecnico Azzedine Meguellati lo lancia in CFA (la quarta divisione francese, ndr) a diciannove anni e Ben Yedder dimostra immediatamente di saperci fare, andando in gol già alla prima partita e ripetendosi con due reti ed un assist alla seconda; diventa ben presto evidente che le sue doti tecniche sono superiori alla media e che fra gli amatori è fuori posto, e così dopo 9 reti e 16 assist in soli sei mesi di CFA sono parecchie le squadre a piombare su di lui nell’estate 2010 per offrirgli un’opportunità nel calcio professionistico; delle varie proposte, tra cui spiccano anche quelle di Lille e Monaco, Ben Yedder sceglie di privilegiare quella del TFC, sedotto dalla fama di trampolino per i giovani che accompagna il club della Ville Rose, e contemporaneamente decide di abbandonare il futsal per consacrarsi totalmente alla nuova sfida.

VIDEO: HIGHLIGHTS DI BEN YEDDER NEL GARGES DJIBSON FUTSAL

IL DIFFICILE ADATTAMENTO AL CALCIO PROFESSIONISTICO –  Ben Yedder va in ritiro precampionato con la prima squadra fin dalla prima stagione, ma la sua esplosione non è immediata, anzi i mesi iniziali sono estremamente difficili per lui: non essendo cresciuto in un centro di formazione, non è minimamente preparato alla vita da atleta di alto livello e fa enorme fatica ad adattarsi, in particolare per quanto riguarda le esigenze legate all’alimentazione ed ai ritmi di vita di un calciatore professionista, e per di più la sua timidezza non lo aiuta ad integrarsi. Così, benchè già nel campionato 2010-11 arrivi il suo esordio in Ligue 1, alla fine della stagione avrà racimolato in tutto quattro sole apparizioni, di cui l’unica da titolare in Coupe de France, giocando per il resto principalmente con la squadra riserve, nella quale mette in mostra tutte le sue qualità con 12 reti e 6 assist in 17 match di CFA; il tecnico Casanova ha confessato recentemente a L’Equipe di aver nutrito dubbi sulla capacità del ragazzo di imporsi ad alto livello: “Avevo l’impressione che non avesse alcuna ambizione, che considerasse il contratto firmato con noi un punto di arrivo e si accontentasse”. Per la stagione successiva l’idea iniziale è quindi quella di prestarlo ad una squadra di National (terza serie, ndr), in modo da dargli la possibilità di mettersi alla prova ad un livello più alto del CFA, ma i notevoli miglioramenti di attitudine mostrati da Ben Yedder in allenamento convincono infine Casanova a trattenerlo e a concedergli spazio in Ligue 1 nella seconda parte del campionato 2011-12, che chiuderà con 9 presenze coronate dal suo primo gol da professionista, messo a segno il 21 aprile 2012 contro l’Evian TG (1-2): il preludio dell’esplosione di questa stagione, nella quale dopo un precampionato molto convincente ed il prolungamento del suo contratto fino al 2015, va a segno già alla prima giornata, regalando ai suoi il pareggio nel finale sul campo dei campioni in carica del Montpellier (1-1), concede il bis alla seconda nel 2-0 al Saint-Étienne, che coincide con la sua prima partita da titolare in Ligue 1, ed il tris alla quarta contro il Reims, con un gol che ancora una volta si rivela decisivo (1-1); in questo 2012-13 ha già giocato nella massima serie 289 minuti, ovvero più di quanti ne abbia accumulati in totale nelle sue due prime stagioni in Alta Garonna (272).

Ben Yedder si è conquistato la fiducia di Casanova – Credit Photo Panoramic

TECNICA E CONCRETEZZA –  L’eredità del futsal si può leggere in diverse caratteristiche di Ben Yedder, dalla proprietà tecnica alla qualità del suo dribbling, dalla rapidità di esecuzione all’abilità di movimento negli spazi stretti e alla capacità di giocare ad un tocco e di scambiare in velocità palla a terra con i compagni. Brevilineo alto 1,70 per circa 68 kg, il franco-tunisino è destro naturale ma se la cava benissimo con il sinistro e nonostante la bassa statura è capace di segnare anche di testa grazie al suo tempismo, benchè il gioco aereo non sia certo il suo forte: da notare infatti che in questo inizio di campionato è andato a segno una volta di destro, una volta di sinistro e una di testa. Interessante cocktail di tecnica, intelligenza di gioco e concretezza, Ben Yedder ha in un istinto naturale per il gol ed in generale in una grande efficacia negli ultimi venti metri le sue doti migliori; sicuramente non eccezionale sul piano dell’impatto fisico, dell’aggressività e del lavoro difensivo, anche se è cresciuto parecchio sotto questi aspetti dal momento del suo arrivo al TFC, non è il genere di attaccante in grado di scardinare con la forza le difese avversarie e neanche di prendere per mano la squadra, ma ha nelle sue corde gesti tecnici risolutivi e rappresenta il perfetto prototipo di giocatore che in talune gare si vede pochissimo ma a cui spesso è sufficiente toccare un unico pallone per essere decisivo. Nonostante sia stato impiegato a volte sulla fascia nei suoi inizi nel calcio dilettantistico, predilige decisamente muoversi per vie centrali ed inoltre è fondamentale che sia schierato non troppo distante dalla porta per sfruttare la sua pericolosità negli ultimi metri. Nel collaudato 4-1-4-1 a cui Casanova è fedele da due stagioni, nelle prime quattro giornate di campionato l’abbiamo visto in due differenti posizioni: principalmente in quella di unica punta, cosa che può apparire sorprendente alla luce del fatto che non abbiamo di fronte il classico giocatore da cui ci si aspetta che possa sostenere da solo il peso dell’attacco; eppure è stata finora piuttosto riuscita la sua interpretazione del ruolo, parzialmente ispirato al modello di successo spagnolo, di falso centravanti che più che scattare in profondità viene incontro, apre spazi attirando su di sè i difensori avversari e favorendo gli inserimenti dei centrocampisti, si offre agli uno-due con i compagni e rafforza la superiorità numerica nella zona mediana del campo; di certo si tratta di un sistema che non sempre può funzionare, perchè è un tipo di gioco che inevitabilmente lo porta ad essere troppo poco presente in area. In questo senso sembra più congeniale a sfruttare le sue caratteristiche il ruolo di punta d’appoggio in una sorta di 4-4-1-1 che Casanova ha schierato nelle situazioni di svantaggio – è partendo da questa posizione che Ben Yedder è andato a segno contro Montpellier e Reims – che però probabilmente non vedremo spesso dall’inizio.

Ben Yedder alle prese con Kurt Zouma in TFC-ASSE della seconda giornata di campionato – Credit Photo AFP

Ben Yedder con la maglia della Francia U21: si tratta del primo giocatore francese ad aver giocato sia con la nazionale di futsal che con quella di calcio a 11 – foto da fff.fr (cliccare per ingrandire)

IL GOLEADOR TANTO ATTESO? –  Ad ogni modo il suo brillante inizio di stagione ha attirato l’attenzione di Erick Mombaerts, il selezionatore dell’U21 francese, che l’ha convocato in vista del doppio appuntamento settembrino dei Bleuets, impegnati prima in Slovacchia nell’ultima partita del girone di qualificazione all’Europeo di categoria e poi a La Rochelle in amichevole contro il Cile: in un momento in cui due habitués del gruppo come Brahimi e Kakuta sono stati lasciati fuori dalla lista perchè in attesa di trasferimento e quindi in mancanza di tempo di gioco – proprio nei giorni conclusivi del mercato sono poi stati prestati rispettivamente a Granada e Vitesse – si può dire che sia capitata a proposito l’esplosione di Ben Yedder, che Mombaerts ha detto di considerare principalmente un attaccante d’appoggio. E così, entrando in campo nella ripresa di Slovacchia-Francia dello scorso 7 settembre (2-1, sconfitta ininfluente in quanto i Bleuets si erano qualificati con un turno di anticpo ai playoff di ottobre), Wissam è entrato anche nella storia per essere il primo ed unico giocatore ad avere finora vestito la maglia della Francia sia in una rappresentativa di futsal che in una di calcio a 11; pochi giorni dopo, il 10 settembre contro il Cile (4-0), si è concretizzato anche il suo debutto dal primo minuto, per la verità non fortunatissimo poichè il ragazzo si è fatto parare un rigore. Difficile al momento prevedere se la sua avventura con la nazionale francese potrà avere un seguito, considerato tra l’altro che pare che la Tunisia si sia attivata per convincerlo a sposare la causa delle Aquile di Cartagine, contando sulla complicità di Abdennour, pilastro della difesa tunisina e di quella del Toulouse; ma intanto Ben Yedder si gode quest’insperata avventura insieme ad altri due compagni di club come Ali Ahamada ed Emmanuel Rivière, e la contemporanea presenza dei tre fa sì che il TFC sia il club più rappresentato nell’U21 transalpina insieme all’ Olympique Lyonnais: se si pensa che c’è anche Étienne Capoue con Deschamps, si ha la misura degli eccellenti risultati di questo club dai mezzi finanziari contenuti che fa della formazione giovanile un fiore all’occhiello. Probabilmente, ciò che è mancato finora ai Violets per fare il definitivo salto di qualità è stata soprattutto l’incisività offensiva, visto che la squadra di Casanova è solida dietro, eccelle nel recupero e nella conservazione del pallone ma dalla stagione d’oro di Gignac, capocannoniere con 24 reti con la maglia del TFC nel 2008-09, non riesce più a trovare un attaccante in grado di assicurare un certo numero di gol; tutti quelli che si sono avvicendati dopo di lui si sono rivelati in misura diversa dei fallimenti, da Tafer a Santander fino a Umut Bulut, ed anche lo stesso Emmanuel Rivière, su cui il club ha investito parecchio, fa fatica ad incidere e nella stagione scorsa ha segnato solo cinque reti. Il tempo ci dirà se sarà proprio l’uomo più inatteso, il piccolo Wissam Ben Yedder, a regalare finalmente una soluzione al problema.

Da ammirare la bella volée di sinistro di Ben Yedder che regala il  pareggio al Toulouse contro il Reims nel finale di partita (minuto 2.10)

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Discussione

4 pensieri su “Wissam Ben Yedder, dal futsal alla Ligue 1

  1. I Think article, “Wissam Ben Yedder, dal futsal alla Ligue 1
    ” was in fact good! Icannot agree with u more! Finally appears like
    Icame across a blog page worthy of checking out. Thank you, Frankie

    Pubblicato da http://google.com | 14 febbraio 2013, 14:22

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