Talenti

Adrien Rabiot, il tesoro nascosto dello sceicco

Abbiamo più volte parlato della regione parigina come di uno straordinario vivaio di talenti in parte ancora inesplorato, ed in una fresca intervista a France Football lo stesso presidente del Paris Saint-Germain Nasser Al-Khelaïfi, nel garantire sull’impegno della nuova proprietà a non trascurare il centro di formazione, ha espresso l’auspicio di vedere il nuovo Messi venir fuori dall’Île de France; ma per ora la realtà sembra distante anni luce dalle buone intenzioni, con un mercato sempre più rivolto verso l’esterno, gli spazi che si restringono a vista d’occhio per i ragazzi cresciuti in casa e persino Sakho e Chântome, che rappresentavano l’orgoglio del club proprio perchè puri prodotti locali, che hanno chiesto recentemente di andare via temendo di ritrovarsi irrimediabilmente chiusi dai nuovi arrivi. La speranza di tutti coloro che hanno a cuore l’adeguata valorizzazione di uno dei centri di formazione francesi dagli standard di qualità più elevati attualmente si chiama Adrien Rabiot, il primo giocatore formato a Camp des Loges ad avere firmato un contratto professionistico con il Paris Saint-Germain dal momento dell’insediamento dei qatarioti, una promessa che Ancelotti ha chiesto espressamente di aggregare alla prima squadra e che dunque con i suoi diciassette anni appena compiuti sarà il più giovane componente della rosa del PSG per la stagione 2012-13. Conosciamolo meglio.

Rabiot con la maglia della Francia (cliccare per ingrandire).

Nome – Adrien Rabiot Provost

Ruolo – Centrocampista

Data di nascita – 3 aprile 1995

Luogo di nascita – St.-Maurice (Île de France, France)

Nazionalità – Francese

Piede preferito – Sinistro

Altezza e peso – 189 cm per 75 kg

Club di appartenenza – Paris Saint-Germain (arrivo al club luglio 2010; scadenza contratto giugno 2015)

Carriera in nazionale – Stagione 2010-11: Francia U16, 2 presenze (1 da titolare); stagione 2011-12: Francia U17, 5 presenze (2 da titolare).

Palmarès – 1 campionato francese U17 (PSG 2010-11)

[ Dati aggiornati a luglio 2012 ]

Rabiot riceve il premio di miglior giocatore del match contro l’Al Alhy all’Al Kass U17 Cup

La carriera: un passaggio al Manchester City nel 2009 – Adrien Rabiot, classe 1995, nasce nei dintorni di Parigi e precisamente a Saint-Maurice nel dipartimento della Val-de-Marne, ma è destinato ad un lungo periplo prima di approdare al centro di formazione del PSG. Inizia infatti a giocare nella banlieue sud-est con i colori dell’US Créteil-Lusitanos, in cui – se si esclude una breve parentesi nella vicina Alfortville – rimane fino al 2009, quando cede alle lusinghe del Manchester City, uno dei grossi club che non tardano a mettergli gli occhi addosso: gli inglesi gli propongono un contratto di sei anni che prevede un passaggio automatico allo statuto professionistico al compimento del diciassettesimo anno di età, ed il ragazzo si trasferisce dunque oltre la Manica in compagnia della madre; l’adattamento sembra procedere per il meglio, ma è fuori dal campo che qualcosa si rompe e per una questione di promesse non mantenute dai dirigenti dopo soli sei mesi i due ritornano in Francia. Adrien ricomincia così da una piccola realtà del sud-ovest, il Pau FC, e contemporaneamente frequenta il centro di preformazione federale di Castelmaurou, lo stesso da cui sono passati giocatori come Barthez, Mexès, Clichy o più recentemente Saphir Taïder. É al termine del biennio di preformazione, a quindici anni, che il PSG, che lo monitorava da un po’, lo fa tornare a casa: nella sua prima stagione nel settore giovanile del club della capitale (2010-11) gioca con gli U17 Nazionali e disputa un ottimo campionato impreziosito da 5 realizzazioni personali, rivelandosi uno degli artefici della conquista del titolo di categoria e guadagnandosi anche la chiamata dell’U16 francese. Nella seconda viene aggregato in anticipo agli U19 Nazionali ed inizialmente patisce il salto, ma dopo la pausa invernale le sue prestazioni sono un continuo crescendo e di nuovo riveste un ruolo da protagonista nell’approdo della squadra alla finale del campionato nazionale, stavolta conclusasi con una sconfitta di fronte all’Auxerre (2-3), nonostante il gol del provvisorio 2-1 siglato proprio da Rabiot. Nel frattempo, a gennaio, si mette in luce all’Al-Kass U17 Cup in Qatar, competizione internazionale di prestigio a cui partecipano anche Barcelona, Ajax e Juventus, mentre prosegue la sua avventura con la maglia della Francia con le prime presenze in U17: sono stati in molti a non spiegarsi la sua successiva esclusione dai convocati per l’Europeo di categoria in Slovenia dello scorso maggio, terminato in maniera molto deludente per i Bleuets. Ad ogni modo, le sue qualità vengono notate da Ancelotti che a marzo lo fa allenare per la prima volta ai suoi ordini, in un momento in cui il ragazzo non ha ancora nemmeno esordito con le riserve, esordio che avverrà poco tempo dopo; gli allenamenti con il gruppo dei professionisti diventeranno un’abitudine ed in estate arriverà la grande svolta: il 2 luglio 2012, in contemporanea alla presentazione di Lavezzi alla stampa, Adrien firma in sede il suo primo contratto professionistico, che lo lega al PSG per tre anni, ed il tecnico italiano decide di inserirlo nella rosa della prima squadra, con la quale parte per il ritiro in Austria e gioca la sua prima partita in occasione dell’amichevole contro lo Stegersbach (11 luglio 2012, 9-0).

Rabiot ascolta i consigli di Carlo Ancelotti

Un profilo atipico e la stima di Ancelotti – Rabiot è un giocatore che colpisce immediatamente l’attenzione perchè ha un profilo senza dubbio atipico, che lo rende inconfondibile in campo alla stessa maniera della folta chioma riccia che porta fin da bambino: altezza che sfiora l’1,90, morfologia longilinea, mancino puro, a dispetto della sua struttura caratterizzata dal baricentro alto mostra coordinazione e finezza tecnica, persino una certa eleganza, ed aggiunge a queste qualità naturali una promettente intelligenza di gioco; con le sue lunghe leve è capace di rubare il pallone all’avversario, di distribuire il gioco e di proiettarsi rapidamente in avanti palla al piede, di portare la superiorità numerica in fase offensiva accompagnando l’azione ed inserendosi con tempismo, di servire i compagni in verticale ed anche di andare pericolosamente alla conclusione, forte di un ottimo tiro di sinistro; inoltre, favorito naturalmente dalla sua altezza, si fa valere nel gioco aereo ed i suoi colpi di testa rappresentano una minaccia costante anche in area avversaria. Centrocampista dallo stile tendenzialmente sobrio, ama stare nel cuore del gioco e toccare molti palloni, e le sue caratteristiche gli consentono di ricoprire diverse posizioni della mediana: tuttavia, benchè sia in grado di esprimersi con buoni risultati sia davanti alla difesa che in un ruolo più avanzato sulla trequarti, la sua collocazione ideale sembra sul centro-sinistra di un centrocampo a tre, poichè è quella che gli consente di sfruttare al meglio la sua propensione all’inserimento e le sue qualità balistiche. É interessante evidenziare che, se al momento del suo arrivo al PSG gli veniva inizialmente rimproverata una scarsa presenza in fase di recupero del pallone, ha saputo fare notevoli progressi sotto questo aspetto fino a venire addirittura schierato un tempo da difensore centrale nella finale degli U17 Nazionali vinta nel 2010-11 contro il Marseille, cavandosela egregiamente nell’inedito ruolo. Deve crescere sul piano dell’impatto fisico e del volume di gioco e ha ancora enormi margini di miglioramento, considerando tra l’altro che si tratta di un giocatore che deve ancora fare il suo esordio ufficiale tra i professionisti e che quindi per forza di cose manca di esperienza, ma le sue caratteristiche rare hanno sedotto Ancelotti, che in una delle prime conferenze stampa della stagione l’ha apertamente elogiato: “Rabiot è molto forte per la sua età e ha tutte le qualità per far parte del gruppo fin da questa stagione”. Ed anche Leonardo non è stato avaro di complimenti nei suoi confronti: “Ha appena diciassette anni ed è già incredibilmente maturo. Ha una grande personalità, dentro e fuori dal campo”.

Di certo non è semplice sbilanciarsi sulle prospettive di un giocatore così giovane, anche perchè nella stragrande maggioranza dei casi i ragazzi cresciuti a Camp des Loges che hanno firmato precocemente un contratto pro non hanno poi avuto la progressione auspicata, però si può tranquillamente affermare che Rabiot sia il solo fra i gioielli di casa ad avere al momento possibilità effettive di ritagliarsi un piccolo spazio in prima squadra; se si prendono difatti in esame gli elementi attualmente più in vista del settore giovanile, ovvero quelli che sono partiti per lo stage austriaco con il gruppo di Ancelotti (un 1993, il difensore Arrondel, due 1994, l’esterno destro Ikoko ed il trequartista Yaisien – entrambi con la Francia al Mondiale U17 2011 in Messico – più il portiere classe 1995 Maignan, che ha difeso i pali dei Bleuets all’Euro U17 2012 in Slovenia) e quelli che hanno partecipato all’Euro U19 in Estonia conclusasi domenica (Areola, Bahebeck e Samnick, classe 1993), la sensazione è che tutti siano destinati alla squadra riserve o ad un prestito, e che Rabiot abbia scavalcato nelle gerarchie anche alcuni compagni più vecchi e celebrati di lui: diversi sono i segnali in questo senso, dal fatto che abbia quasi saltato a piè pari il passaggio intermedio della squadra riserve fino a quello più indicativo, ovvero l’essere stato l’unico dei giovani partiti per il ritiro precampionato che Ancelotti ha mandato in campo nella prima amichevole di prestigio internazionale, quella del 14 luglio contro il CSKA Mosca (2-2), giocando l’intero secondo tempo e destando peraltro un’ottima impressione, sebbene abbia osato meno di quanto non faccia d’abitudine tra i pari età. In un momento in cui per cercare il proprio posto al sole molte delle migliori promesse locali scelgono la via dell’esilio – ricordiamo solo gli ultimi due casi, quelli del centrocampista Boccara (1993) e dell’attaccante Dembélé (1996), accasatisi rispettivamente all’Ajax e al Fulham nei giorni scorsi – tutto farebbe dunque pensare che Rabiot rappresenti “il prescelto” destinato a farsi portabandiera del centro di formazione in seno al nuovo PSG versione multinazionale, e chissà che malgrado l’agguerrita concorrenza a centrocampo proprio lui non finisca per rivelarsi una delle sorprese della stagione. L’interessato intanto sembra avere le idee chiare e i piedi per terra: “Aver firmato un contratto professionistico è una grande tappa, non è certo una cosa che capita a tutti e sono cosciente che in tanti vorrebbero essere al mio posto. Sono stato scelto e conto di fare tutto quello che sarà necessario per guadagnarmi il mio spazio. Ma non è un punto di arrivo, è solo l’inizio della carriera, devo ancora provare tutto. Per quest’anno il mio obiettivo è quello di riuscire a fare qualche apparizione in partite ufficiali”.

Una recentissima immagine di Rabiot, in azione contro il CSKA Mosca in amichevole

Un dramma familiare alle spalle – Se Rabiot mostra una maturità non comune in un ragazzo della sua età, probabilmente è anche per via di una situazione familiare particolare. Va innanzitutto sottolineato come il giovane centrocampista sia del tutto estraneo all’influenza di consiglieri vari, visto che il suo agente – caso più unico che raro – di fatto non è altri che la madre Veronique: è stata proprio lei a sedersi al tavolo con Leonardo al momento della negoziazione del suo primo contratto professionistico e, come racconta lo stesso Rabiot, sebbene la signora sia regolarmente sollecitata da diversi procuratori, continua a declinare tutte le proposte, ritenendo che al momento non ci sia alcuna necessità di affidarsi a qualcun altro per gestire gli interessi del figlio. Anche il padre Michel è sempre stato molto vicino ad Adrien e fino a cinque anni fa non si perdeva una sua partita, seguendolo dappertutto; ma nel 2007, proprio mentre si recava in macchina ad assistere ad un incontro, è rimasto vittima di un drammatico incidente che ha avuto conseguenze terribili: colpito dalla locked-in syndrome, malattia neurologica rarissima che provoca la paralisi totale – alcuni la ricorderanno mirabilmente descritta nel pluripremiato film “Le scaphandre et le papillon” di Julian Schnaber (in italiano “Lo scafandro e la farfalla”), tratto dall’omonimo libro autobiografico di Jean-Dominique Bauby – pur essendo perfettamente cosciente non può più muoversi nè parlare e può comunicare esclusivamente attraverso il battito delle palpebre. Da allora è ricoverato in un ospedale di Auxerre, e ogni volta che ha un momento libero da partite e allenamenti Adrien corre da lui; grazie all’impegno della signora Veronique che si è adoperata per convincere i dirigenti delle due squadre e grazie alla collaborazione della struttura ospedaliera, l’anno scorso intorno a Natale è stato possibile organizzare un’amichevole tra gli U19 dell’Auxerre e quelli del PSG per consentire allo sfortunato Michel Rabiot, trasportato per l’occasione fino allo stadio, di rivedere giocare il figlio per la prima volta dopo cinque anni: nell’occasione Adrien ha messo la firma con una doppietta sulla vittoria finale del PSG (3-2) e a fine primo tempo è stato sostituito per assistere al secondo a bordo campo al fianco del padre. Pochi giorni fa, interrogato sull’argomento, ha detto poche ma toccanti parole: “Se uno non vive una situazione come questa in prima persona, non può rendersi conto veramente di quanto sia dura. Dal giorno del suo incidente, tutte le volte che scendo in campo lotto anche per mio padre. E quando sono andato a dirgli che avevo firmato il mio primo contratto da professionista, ho capito dal suo sguardo che era molto fiero di me”.

Rabiot con il suo agente: la madre Veronique

[ Credit photo Le Parisien e psg.fr ]

Advertisements

Discussione

9 pensieri su “Adrien Rabiot, il tesoro nascosto dello sceicco

  1. Bellissimo pezzo. Che storia…

    Pubblicato da Salvatore | 27 luglio 2012, 14:37
  2. Excellent post. I was checking constantly this blog and I am impressed!
    Extremely useful info specifically the last part 🙂 I care for such info much.
    I was looking for this particular info for a long time. Thank you and
    best of luck.

    Pubblicato da Judy | 18 giugno 2013, 21:00
  3. It’s in reality a great and useful piece of info. I’m satisfied that
    you just shared this useful information with us. Please stay us informed like this.
    Thank you for sharing.

    Pubblicato da DVDFab Blu-ray Copy | 26 luglio 2013, 22:00

Trackback/Pingback

  1. Pingback: Ligue 1 2012-13, la presentazione delle venti squadre « - 10 agosto 2012

  2. Pingback: Neal Maupay e i record di precocità in Ligue 1 « - 17 dicembre 2012

  3. Pingback: Al via la Fase Elite dell’Euro U17 2013: focus su Kingsley Coman | - 21 marzo 2013

  4. Pingback: Focus su Corchia: carriera, progressi e prospettive | - 21 giugno 2013

  5. Pingback: Paris Saint-Germain – Le promesse del centro di formazione | - 25 luglio 2013

  6. Pingback: Hervin Ongenda, l’asso nella manica di Blanc | - 27 settembre 2013

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: