Talenti

L’espoir del mese (marzo 2012) – Geoffrey Kondogbia

Kondogbia in azione in Ligue 2 - foto da lensois.com

Ai primi di aprile del 2010 il Lens convocava in sede tre giovanissimi della squadra riserve per far firmare loro il primo contratto professionistico della carriera: erano Raphaël Varane, Thorgan Hazard e Geoffrey Kondogbia, i tre gioielli della generazione 1993 della Gaillette, una generazione d’oro che simboleggia lo stridente contrasto tra un centro di formazione che negli anni ha continuato a sfornare elementi di valore in serie ed un club che per diverse ragioni non ha saputo volgere quest’arma a proprio vantaggio ed è malinconicamente sprofondato in un grigiore che oggi lo vede navigare a vista nelle retrovie della Ligue 2, mentre il ricordo del titolo vinto nel 1998 si fa sempre più sbiadito. Effettivamente, fa una certa impressione scorrere l’elenco dei ragazzi cresciuti alla Gaillette che oggi giocano ad un certo livello, tra i quali possiamo menzionare lo stesso Varane nella Liga, Benoît Assou-Ekotto e Adel Taarabt in Premier League, Nolan Roux, Kévin Monnet-Paquet, Gaël Kakuta e Serge Aurier in Ligue 1, Steven Joseph-Monrose in Jupiler Pro League; a questi vanno poi aggiunti coloro che proprio negli ultimi mesi sono partiti per tentare l’avventura estera, come il diciannovenne trequartista Mehdi Abeid approdato al Newcastle o l’attaccante Mamadou Doucouré, altro esponente della generazione 1993, all’Atletico Madrid. Tra i pochi che almeno per il momento sono rimasti nell’Artois, diversi oggi si sono ritagliati il proprio spazio in prima squadra, favoriti dal contesto attuale in cui le miserie della Ligue 2 impongono per forza di cose di non fare follie: oltre a Kondogbia e Hazard, il centravanti belga Pollet (1988), l’esterno sinistro marocchino Bergdich (1989) ed il mediano franco-maliano Samba Sow (1989), più qualche altro elemento che ha raccolto spezzoni di partita come il difensore Rémy (1991) ed il centrocampista Coeff (1992). In questo gruppo, Kondogbia si staglia nettamente agli occhi di tutti gli osservatori come il giocatore provvisto del potenziale per affermarsi ad alto livello: conosciamone meglio percorso e caratteristiche.

Nome: Geoffrey Kondogbia

Ruolo: Centrocampista

Data di nascita: 15 febbraio 1993

Luogo di nascita: Nemours (Seine-et-Marne, France)

Nazionalità: Francese/Centrafricana

Altezza e peso: 188 cm per 77 kg

Piede preferito : sinistro

Club di appartenenza: RC Lens (Scadenza contratto: giugno 2014)

Club precedenti: FC Nandy (1999 – 2003); US Sénart-Moissy (2003-2004)

In nazionale: Francia U16 (5 presenze) – Francia U17 (6 presenze) – Francia U18 (12 presenze, 5 reti) – Francia U19 (5 presenze) [Dati aggiornati a fine marzo 2012]

Un undici del Lens 2011-12: Kondogbia è il quarto in piedi da sinistra - foto da lensois.com

Carriera in club e in nazionale – Geoffrey Kondogbia, figlio di genitori originari della Repubblica Centrafricana, è nato il 15 febbraio 1993 a Nemours ed è dunque uno dei tanti calciatori di talento prodotti da una fucina inesauribile come la regione parigina; dopo aver mosso i primi passi calcistici nel FC Nandy, è stato scoperto dal Lens nell’US Sénart-Moissy di Moissy-Cramayel, curiosamente lo stesso piccolo club nel quale il Paris Saint-Germain ha scovato Abdel Barrada: superati con successo diversi provini con i Sang et Or si è così trasferito all’età di undici anni nel Pas-de-Calais dove, messo alle spalle il complicato periodo iniziale di ambientamento, si è distinto durante l’intera trafila delle giovanili. Logica conseguenza di prestazioni e qualità sopra la media evidenziate nel Lens B in CFA, a soli diciassette anni è arrivato il suo esordio in prima squadra e non si è trattato di un esordio  banale: il 21 novembre 2010 Geoffrey è infatti subentrato nel secondo tempo di Lens-Lyon (1-3) della quattordicesima giornata di Ligue 1, lanciato nella mischia da Wallemme, lo stesso tecnico che appena due settimane prima aveva fatto debuttare nel calcio professionistico Varane; ma se il difensore prodigio del Real Madrid si sarebbe poi gradualmente imposto come titolare, nella sfortunata stagione culminata con la retrocessione Kondogbia avrebbe trovato in seguito pochissimo spazio, raggranellando solo qualche panchina ed altre due presenze, di cui una dal primo minuto all’ultima di campionato contro il Nancy (0-4) con la squadra già aritmeticamente condannata. Quella in corso si può quindi considerare a ragion veduta la sua prima vera stagione nel calcio professionistico, nella quale con Jean-Louis Garcia in panchina è pian piano diventato un titolare pressochè inamovibile, accumulando in trenta gare di Ligue 2 disputate finora dal Lens venticinque presenze di cui ventitré dall’inizio, con la soddisfazione di essere eletto miglior giocatore del girone di andata in un sondaggio indetto dal sito di riferimento dei tifosi Sang et Or. Parallelamente al suo percorso nel Lens si è snodato quello nelle nazionali giovanili francesi: Kondogbia ha infatti indossato la maglia di tutte le selezioni dall’U16 fino all’U19, nella quale gioca attualmente e costituisce un punto fermo del centrocampo insieme all’altro gioiello Paul Pogba; la Francia deve tuttavia fare attenzione visto che anche per lui potrebbe presto diventare d’attualità la sempre spinosa questione del binazionalismo: il ragazzo ha già ricevuto diverse sollecitazioni dalla Repubblica Centrafricana, per la quale ha tra l’altro scelto di giocare il fratello Evans – un attaccante classe 1989 tesserato in terza divisione belga – e per il momento ha preferito mantenersi diplomatico in merito alla scelta da compiere in futuro. Di certo non si può dire che Kondogbia non sia conteso: persino il selezionatore della Repubblica Democratica del Congo Claude Le Roy, evidentemente male informato da qualcuno sulle origini del calciatore, nel settembre scorso l’aveva incluso in una lista allargata di binazionali potenzialmente selezionabili, lista che comprendeva tra gli altri Kakuta, Kembo-Ekoko e Jordan Lukaku.

A destra, Kondogbia con Lucas Digne (Lille) e Paul Pogba (Man Utd), suoi compagni nell'U19 francese

Caratteristiche e prospettive – Se Kondogbia fa gola a molti, è essenzialmente perchè appartiene a quella categoria di giocatori che sono dotati di un potenziale fisico-atletico sopra la media ed allo stesso tempo delle doti tecniche necessarie per farlo fruttare al meglio, e rappresenta il prototipo del centrocampista moderno in grado di dare un grosso contributo sia sul piano difensivo che nel sostegno alla manovra offensiva. Alto 1,88 cm per 77 kg di peso, mancino, dotato di forza fisica e dinamismo, può giocare davanti alla difesa in coppia con un altro mediano in un 4-4-2 o in un 4-2-3-1, oppure da interno sinistro in un centrocampo a tre, il ruolo che forse valorizza maggiormente la sua attitudine a fare da pistone tra difesa e attacco, la sua capacità di recuperare palloni e quella di proiettarsi rapidamente in avanti e tentare la conclusione; nella stagione in corso, nel tourbillon di uomini e moduli provati da Garcia alla ricerca di una difficile quadratura del cerchio, è già stato schierato in tutte le posizioni suddette e nella gara di Ligue 2 Le Havre-Lens del 13 gennaio 2012 (0-0) per la prima volta anche dietro le punte, mostrando di avere certamente bisogno di tempo per prendere le misure ad un ruolo che fino a quel momento aveva ricoperto soltanto in qualche occasione a livello giovanile ma che potenzialmente può rappresentare per lui un’opzione supplementare interessante: può infatti consentirgli di liberare con maggiore frequenza il potente mancino dalla distanza, senz’altro una delle sue qualità degne di nota, a cui fa abitualmente ricorso senza paura evidenziando anche una certa personalità; nelle formazioni giovanili ha sempre assicurato tra le cinque e le dieci reti stagionali, bottino arricchito dalle cinque segnate con la maglia della Francia U18, e pure quest’anno è andato in diverse occasioni vicino al bersaglio. La sua notevole duttilità è ugualmente da sottolineare, dato che all’occorrenza Kondogbia può adattarsi a fare anche il centrale difensivo o l’esterno sinistro di difesa. Il giovane centrocampista, i cui modelli dichiarati sono Abou Diaby, Étienne Capoue e Blaise Matuidi, e che da molti estimatori è stato paragonato piuttosto a Seydou Keita, è dotato inoltre di un piede educato grazie al quale ha servito già tre assist in campionato; va detto tuttavia che per il momento pecca un po’ nella visione di gioco e sbaglia a volte nelle scelte, tende ad essere confusionario in campo o a tenere troppo palla invece di darla via velocemente: se migliorasse dal punto di vista tattico ed imparasse a giocare più spesso ad un solo tocco, progredendo contemporaneamente nella costanza di rendimento, potrebbe con ogni probabilità rivelarsi un giocatore in grado di fare la differenza anche nel calcio che conta.

Comunque sia, è indubbio che il potenziale su cui lavorare sia alto e ad accorgersene sono stati in parecchi: l’approdo per lui più probabile sembra l’Italia, dove tra Napoli, Roma, Milan e Juventus la lista delle pretendenti è lunga e di prestigio, o in alternativa l’Inghilterra, con l’onnipresente Newcastle che negli ultimi anni è diventato uno dei club di Premier League meglio organizzati nello scouting sul territorio francese; e se è ancora troppo presto per esprimere ipotesi fondate sulla destinazione finale del ragazzo – che in tempi non sospetti aveva espresso la sua preferenza per il calcio inglese e per l’atmosfera di Anfield Road, ma che da quando le voci di mercato hanno iniziato ad accavallarsi ha scelto correttamente di non esprimersi pubblicamente e di concentrarsi sul finale di stagione del Lens – quello su cui sembrano esserci ormai pochi dubbi è che il prossimo anno Kondogbia non giocherà più al Felix Bollaert e che il suo diventerà l’ennesimo nome sulla lunga lista della diaspora della Gaillette.

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