Anteprima, Foot Afrique

Speciale Coppa d’Africa 2012: il gruppo D

GHANA – Alla stessa maniera degli Elefanti ivoriani, anche le Black Stars si presentano all’appuntamento in Gabon e Guinea Equatoriale con la vittoria finale come unico obiettivo. L’ambita consacrazione manca ormai dal 1982, dal successo sulla Libia nella prima finale della storia della Coppa d’Africa decisa dai calci di rigore, ad una nazionale ghanese che in precedenza si era già imposta nel 1963, 1965 e 1978 ed è pertanto con quattro titoli conquistati seconda solo all’Egitto – in compagnia del Camerun – nell’albo d’oro; una nazionale giunta alla sua diciannovesima apparizione, terzo posto assoluto dietro ai Faraoni e alla Costa d’Avorio, e che può contare su infrastrutture ed organizzazione di livello superiore rispetto alla gran parte delle altre federazioni del continente. Il Ghana è anche una delle squadre africane apparse maggiormente in ascesa negli ultimi due anni ed all’eccellente cammino del 2010, con il raggiungimento della finale persa ai rigori contro l’Egitto nell’edizione angolana della CAN e dei quarti di finale al Mondiale sudafricano, in cui le Black Stars avrebbero meritato miglior sorte di fronte all’Uruguay,  è seguita una brillante campagna di qualificazione conclusa al primo posto del girone I davanti a Sudan, Congo e Swaziland, in virtù di cinque vittorie ed un unico pareggio; i ghanesi arrivano dunque alla massima competizione continentale nelle migliori condizioni ed a bocce ferme appaiono con tutte le carte in regola per provare finalmente a rompere il lungo digiuno. Lo zoccolo duro del mondiale sudafricano è rimasto pressoché invariato, benché ci siano da registrare gli importanti forfait di Essien, appena ristabilitosi da un serio infortunio e rimasto a Londra a curarsi, e Kevin-Prince Boateng, che ha deciso di rinunciare alla nazionale, due assenze che conferiscono ancora maggiori responsabilità ad André Ayew, giovanissimo pilastro del Ghana di oggi. Il figlio di Abedì Pelè, dopo essere stato tra gli artefici del trionfo al Mondiale U20 2009 ed essersi poi rivelato al grande pubblico proprio con la maglia delle Black Stars al Mondiale sudafricano, è definitivamente esploso in questa stagione in Ligue 1, dove nel frattempo si è affacciato alla ribalta anche il fratello minore Jordan, pure lui della spedizione e destinato a rivestire un ruolo da protagonista in attacco. In un gruppo complessivamente molto giovane ma che può già vantare un certo vissuto alle spalle, il baby è il diciannovenne Masahudu Alhassan, esterno sinistro della Primavera del Genoa già aggregato alla prima squadra dall’ex tecnico Malesani, uno dei soli sei giocatori tesserati per club italiani che partecipano alla competizione. Il commissario tecnico Goran Stevanovic, quarantacinquenne ex Partizan Belgrado, prosegue la tradizione dei selezionatori serbi alla guida delle Black Stars, dopo Dujkovic in panchina al Mondiale del 2006 e Rajevac a quello del 2010, e rispetto al suo predecessore ha cambiato poco negli uomini e nello stile: il Ghana generalmente adotta un 4-2-3-1 con pochi fronzoli e molta concretezza, che ha nella forza del centrocampo e nella velocità delle ripartenze le sue armi migliori; una squadra tra le più complete presenti al via in quest’edizione, poiché unisce impatto fisico ad ottima qualità tecnica ed è anche discretamente evoluta tatticamente. Abedì Pelè, uno dei più grandi giocatori nella storia del calcio africano, non si aggiudicò mai il titolo continentale, al massimo arrivò a sfiorarlo nella finale del 1992, quando le Black Stars si inchinarono di fronte alla Selephanto dopo una sequenza interminabile di rigori; saranno invece i suoi figli a riuscire oggi  nell’impresa?

GUINEA – Il selezionatore francese della Guinea Michel Dussuyer, cinquantaduenne ex portiere di Nizza e Cannes, in passato era già stato seduto sulla panchina della Syli National (*) dal 2002 al 2004, guidando i guineani fino ai quarti di finale della CAN disputata nel 2004 in Tunisia; quando è stato richiamato nel giugno 2010, reduce da un’esperienza a Cannes e da un’altra in Benin, al suo ritorno ha trovato una nazionale nel caos, in seguito alla mancata partecipazione all’edizione 2010 dopo una disastrosa campagna di qualificazione con cinque sconfitte in sei partite e tre allenatori cambiati in sei mesi. Dussuyer ha piano piano rimesso un po’ d’ordine ed il percorso che ha condotto la Syli in Gabon e Guinea Equatoriale è stato più che soddisfacente, con il primo posto nel girone B davanti allo spauracchio Nigeria, all’Etiopia ed al Madagascar, nessuna sconfitta e quattro vittorie in sei partite ed il fiore all’occhiello di aver strappato con merito quattro punti alle Super Eagles nigeriane. Quella guineana è una squadra che mescola l’esperienza di veterani come Pascal Feindouno, giunto alla sua quarta Coppa d’Africa, Ismael Bangoura o Dianbobo Baldé, alla freschezza di altri elementi cardine, con ben quindici convocati che non raggiungono le venti presenze in nazionale. Il simbolo della nuova guardia è un gioiello ancora relativamente sconosciuto a chi non segue d’abitudine i campionati francesi, il trequartista classe 1990 Sadio Diallo, protagonista d’eccezione in Ligue 2 con la maglia del Bastia, che inizialmente rappresentava per Dussuyer solo un prezioso jolly ma che adesso sembra ormai destinato a partire dal primo minuto. Un altro ragazzo che probabilmente vedremo all’opera è Abdoul Camara, ventunenne cresciuto nel Rennes ed attualmente a Sochaux, ex nazionale francese a livello giovanile alla sua prima convocazione nella Syli, grande talento che non è mai riuscito ad esplodere e che potrebbe trovare spazio sul fronte sinistro dell’attacco in assenza di Fodé Mansaré infortunato; non ci sarà invece Kevin Constant, che ha scelto di rinunciare alla convocazione per concentrarsi sulla sua carriera nel club. L’incognita principale per una squadra dal potenziale interessante appare una difesa che nel corso delle qualificazioni era stata rassicurante ma che nelle amichevoli di avvicinamento ha dato segnali preoccupanti: la cerniera centrale formata dal capitano Zayatte e dal trentaseienne Dianbobo Baldé assicura prestanza fisica, carisma ed esperienza ma va in difficoltà se presa in velocità, mentre mancano certezze tra i pali dove il titolare Naby Yattara è il portiere di riserva dell’Arles-Avignon che in tre stagioni ha giocato quattro partite in tutto. Il secondo posto nel gruppo alle spalle del Ghana sulla carta è comunque ampiamente alla portata per la Syli, selezione giunta alla sua decima partecipazione al torneo ed il cui miglior risultato resta la finale raggiunta nel 1976  e persa di fronte al Marocco, seguita dai quarti di finale delle edizioni 2004, 2006 e 2008; l’obiettivo è quello di fare una buona Coppa d’Africa che serva da trampolino per la qualificazione al Mondiale 2014, il vero sogno dei guineani che nella storia non hanno mai preso parte alla massima competizione mondiale, e a lanciare finalmente nel calcio che conta un paese che si scontra con la difficoltà di non beneficiare a livello locale nè di un campionato professionistico nè di centri di formazione di livello.

(*) Syli significa elefante in lingua malinké.

MALI – Il Mali non si presenta purtroppo sotto i migliori auspici ai nastri di partenza della massima competizione continentale:  quando mancavano appena tre giorni al calcio d’inizio del torneo, è arrivata la tegola del duplice forfait per infortunio dell’esperto difensore del Toulouse Mohamed Fofana e dell’interessante centrocampista dell’Odense Kalilou Traoré, destinati entrambi ad essere titolari, forfait che si sono aggiunti a quelli noti da tempo dei pilastri Adama Coulibaly, Amadou Sidibé e Sigamary Diarra;  neanche il tempo di far arrivare in tutta fretta in Gabon i sostituti, che alla vigilia del debutto contro la Guinea, in teoria la principale rivale in ottica secondo posto, la lista degli indisponibili si è ulteriormente allungata: altri due teorici titolari, il centrocampista offensivo del Metz Mahamana Traoré, uno degli uomini più in forma, e Cheick Diabaté, il centravanti del Bordeaux che è stato il capocannoniere delle qualificazioni per le Aquile, sono stati costretti ad alzare bandiera bianca – per il secondo le speranze di recupero sono più alte – mentre anche l’uomo più conosciuto e rappresentativo della selezione, il blaugrana Seydou Keita, non sta benissimo. Visto il ritiro internazionale di Momo Sissoko e Frédéric Kanouté e considerando che non c’è nemmeno Mahamadou Diarra, che pena a trovare squadra, Keita è rimasto l’ultimo esponente della generazione dorata che si era spinta sino alle semifinali nel 2002 e nel 2004, primatista di presenze (68) e di reti (18) in nazionale, alla sua quinta partecipazione ad una Coppa d’Africa ed autentico totem a cui un Mali drammaticamente indebolito si stringe alla ricerca di certezze. Guidato da Alain Giresse, l’indimenticabile centrocampista del Bordeaux e della Francia campione d’Europa 1984, che nella sua carriera in panchina non ha finora avuto altrettanta fortuna e nella precedente edizione della CAN era il commissario tecnico del Gabon padrone di casa, il Mali è in assoluto la più francese tra le squadre presenti al via, con la quasi totalità dei convocati nati o formati calcisticamente in Francia e quattordici, cioè più della metà del gruppo, che ci gioca tuttora. Per una rosa nella quale solo Keita ed il capitano Kanté hanno raggiunto la soglia dei trent’anni, con un’età media molto bassa per i parametri di una competizione di questo tipo (24,4) e con dieci debuttanti assoluti, i principali pericoli appaiono logicamente l’inesperienza e l’assenza di automatismi collaudati; prima dell’ultima ondata di infortuni, l’impressione era stata quella di una formazione capace di dominare sul piano della manovra penando tuttavia a concretizzare, caratteristica tipica delle squadre inesperte, ma ora ci sarà da verificare l’impatto sugli equilibri di gioco delle ulteriori assenze. Alla settima partecipazione al torneo, le Aquile si sono qualificate con estrema fatica dopo aver battagliato fino all’ultimo con un sorprendente e tenace Capo Verde, su cui alla fine sono riuscite ad avere la meglio solo grazie alla differenza reti favorevole, dopo un percorso controverso con tre vittorie, un pareggio e due sconfitte in un girone sulla carta non certo impossibile che comprendeva anche Liberia e Zimbabwe; l’obiettivo della vigilia era quello di voltare pagina dopo l’esito negativo delle ultime due spedizioni in Coppa d’Africa concluse con l’eliminazione al primo turno, ma eguagliare i suoi migliori risultati, le semifinali raggiunte nel 1994, 2002 e 2004 o addirittura la finale raggiunta nel 1972, in queste condizioni sarebbe davvero un’impresa rimarchevole per il Mali.

BOTSWANA – Nemmeno il Botswana, nazionale che occupa il novantacinquesimo posto della classifica FIFA e mai presente ad un Mondiale, ha vissuto in maniera tranquilla l’avvicinamento alla prima partecipazione alla Coppa d’Africa della propria storia. I giocatori hanno deciso di scioperare e si sono a lungo rifiutati di allenarsi per una questione di premi, pretendendo ciascuno 10.000 euro supplementari; di fronte all’inflessibilità della federazione si sono in seguito arresi, ma permangono nel gruppo tensioni sotterraneee. Le Zebre avevano costituito una delle più grosse sorprese delle qualificazioni, diventando addirittura la prima selezione tra le sedici ad aggiudicarsi il proprio biglietto per il Gabon e la Guinea Equatoriale, staccato già nello scorso marzo, e riuscendo a vincere un girone non semplice come il K, l’unico a cinque squadre, sopravanzando la Tunisia battuta due volte e perdendo uno solo dei suoi otto match. L’exploit è riuscito a Stanley Tshosane, cinquantacinque anni, selezionatore in carica dal 2008 con una lunga esperienza sulle panchine dei club locali, che si dice fosse stato chiamato soltanto perchè la federazione non poteva permettersi un tecnico di nome; adorato dai suoi connazionali, ha tuttavia recentemente subito molte critiche dalla stampa botswanese per la sua scelta di non convocare Moloi, considerato uno dei migliori giocatori. L’inesperienza a certi livelli potrebbe essere un grosso handicap per una squadra nella quale dei ventitrè selezionati, che formano un gruppo dall’età media relativamente alta, ben sedici militano nel campionato locale, affiancati dai pochi elementi più esperti che giocano in Sudafrica; un solo giocatore ha precedenti trascorsi europei e precisamente in Danimarca, il trentatreenne Dipsy Selolwane, attaccante ora schierato in posizione più arretrata che può vantare anche un passato nella MLS ed è l’uomo più rappresentativo nonché il primatista di presenze e reti della selezione. Il mattatore della fase di qualificazione è stato invece un altro attaccante, Jerome Ramatlhakwane, ventiseienne con buone doti di opportunismo ed un buon colpo di testa, in questo momento paradossalmente l’unico senza club in seguito ad una controversia: Ramatlhakwane ha messo a segno cinque dei sette gol di un attacco che si è rivelato il peggiore tra quelli delle sedici squadre qualificate a pari merito con quello dell’Angola, specchio di una formazione che si trova a disagio quando è nella condizione di dover costruire gioco; per contro la difesa ha tenuto bene, con soli tre gol subiti in otto partite,  Anche il Botswana non è stato risparmiato dagli infortuni: il capitano Mompathi Thuma è in gruppo sebbene infortunato, mentre all’ultimo minuto Tshosane ha perso una pedina fondamentale come Joel Mogorosi, esterno prezioso per la sua velocità, vittima di una frattura all’avambraccio in allenamento, ed è stato costretto a convocare al suo posto Powell, una sola presenza alle spalle. La squadra sembra oggettivamente la più debole del girone ed una delle più deboli in assoluto, ma è venuta con il principale obiettivo di ben figurare e di accumulare esperienza, ha il vantaggio di giocare senza pressione e proverà a puntare sull’effetto sorpresa che l’ha già premiata nelle qualificazioni.

Il programma degli incontri:

24 gennaio 2012
Ghana Drapeau du Ghana Match 7 Drapeau du Botswana Botswana Stade de Franceville, Franceville (17.00)
Guinea Drapeau de Guinée Match 8 Drapeau du Mali Mali Stade de Franceville, Franceville (20.00)
28 gennaio 2012
Guinea Drapeau de Guinée Match 15 Drapeau du Botswana Botswana Stade de Franceville, Franceville (17.00)
Ghana Drapeau du Ghana Match 16 Drapeau du Mali Mali Stade de Franceville, Franceville (20.00)
1 febbraio 2012
Mali Drapeau du Mali Match 23 Drapeau du Botswana Botswana Stade d’Angondjé, Libreville (19.00)
Ghana Drapeau du Ghana Match 24 Drapeau de Guinée Guinea Stade de Franceville, Franceville (19.00)

TUTTI  I CONVOCATI ED IL CALENDARIO COMPLETO

IL GRUPPO A

IL GRUPPO B

IL GRUPPO C

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