Anteprima, Foot Afrique

Speciale Coppa d’Africa 2012: il gruppo A


GUINEA EQUATORIALE – Da mesi un’euforia contagiosa regna in ogni angolo di questo piccolo stato di 600.000 abitanti, di fronte alla prospettiva di giocare in casa la prima Coppa d’Africa della propria storia calcistica. Nonostante l’appoggio del pubblico e nonostante il dato statistico che vuole che dal 1996 il paese ospitante sia sempre riuscito a superare la prima fase, a volte anche con la complicità di arbitraggi benevoli, è oggettivamente difficile pensare che la Nzalang Nacional (letteralmente “fulmine nazionale”, è il soprannome della Guinea, ndr), qualificata d’ufficio in quanto organizzatore della competizione ed ultima nella classifica FIFA tra le partecipanti con il suo centocinquantesimo posto, possa staccare il biglietto per i quarti di finale. Poiché la Guinea Equatoriale è una vecchia colonia spagnola e l’unico stato africano in cui lo spagnolo figura come lingua ufficiale, i migliori elementi della selezione sono in linea di massima un manipolo di giocatori con la doppia nazionalità tesserati in Spagna, quasi tutti nelle serie inferiori; tra loro il più conosciuto è probabilmente il capitano Rodolfo Bodipo, attaccante di trentaquattro anni, attualmente al Deportivo La Coruña dopo una dignitosa carriera spesa nelle fila di diversi club iberici, il cui picco è stato rappresentato dai sedici gol con l’Alavés 2004-05. In una squadra che per il resto è composta da sei giocatori rimasti in patria e sei sparpagliati in realtà estere di secondo piano, di cui parecchi sono in realtà stranieri naturalizzati – sudamericani o africani originari di altri paesi, come Narcisse Ekanga del TP Mazembe, che ha un passato nelle nazionali giovanili camerunensi –  l’influenza spagnoleggiante lascia un’impronta anche nello stile di gioco, che si discosta abbastanza da quello estremamente fisico tipico della gran parte delle selezioni del continente. A soli diciotto giorni dall’inizio del torneo c’è stato un improvviso cambio di guida tecnica, con il francese Henri Michel che si è dimesso lamentando ingerenze politiche nel suo lavoro ed è stato sostituito dal brasiliano Gilson Paulo, sessantaduenne ex direttore del centro di formazione del Vasco da Gama; ha fatto scalpore a livello locale l’esclusione da parte di quest’ultimo di Ivan Zarandona, il guineano con il maggior numero di presenze in nazionale. L’arma principale di una contendente che appare tra le più povere a livello qualitativo è l’entusiasmo di un gruppo in cui per la maggioranza dei giocatori la partecipazione alla Coppa d’Africa rappresenterà l’evento sportivo maggiore della carriera.

ZAMBIA – Per due volte nella sua storia lo Zambia ha raggiunto una finale di Coppa d’Africa, nel 1974 e soprattutto nel 1994, quando la leggenda del calcio zambiano Kalusha Bwalya, oggi presidente della federazione, scampato per caso al drammatico incidente aereo in cui il 28 aprile 1993 perì tutta la squadra che stava andando a Dakar a giocare una partita di qualificazione alla Coppa del Mondo, riuscì nell’impresa di far rinascere dalle proprie ceneri la selezione nazionale in meno di un anno, guidandola da allenatore-giocatore alla finale persa contro la Nigeria (2-1). A condurre in seguito i Chipolopolos (proiettili di rame, ndr) fino ai quarti di finale dell’edizione 2010, il primo squillo di tromba dopo quindici anni di assoluto anonimato, è stato invece il giovane tecnico francese Hervé Renard, grande conoscitore del calcio africano con trascorsi da assistente di Claude Le Roy sulla panchina del Ghana; lasciato l’incarico in Zambia animato dalla volontà di provare altre esperienze che l’ha portato ad allenare l’Angola prima e l’USM Alger poi, era stato sostituito dall’italiano Dario Bonetti, a sua volta artefice di un ottimo lavoro con il pass per la CAN 2012 ottenuto da vincitore del proprio gruppo; ma a testimonianza dell’eterno caos che regna in molte federazioni africane, appena tre giorni dopo l’ufficialità della qualificazione Bonetti è stato ringraziato, e si è fatto appello nuovamente a Renard. L’obiettivo per il francese è quello di puntare al secondo posto nel girone alle spalle del favoritissimo Senegal, il sogno di fare meglio dell’ultima volta raggiungendo le semifinali; e la forza della squadra a lui affidata è soprattutto la qualità del suo gioco, fondato sul possesso palla e votato all’offensiva, che aveva rappresentato una delle novità più interessanti dell’edizione precedente e che può contare su meccanismi sufficientemente oliati, visto che la quasi totalità dei titolari gioca insieme in nazionale già da tempo. Orfano del suo cannoniere, il centravanti dell’Utrecht Jacob Mulenga infortunatasi al ginocchio, lo Zambia ripone le proprie speranze nella vena di Emmanuel Mayuka, ventunenne stellina dello Young Boys entrata ormai nel mirino di parecchi club europei: uno dei talenti in rampa di lancio in un gruppo costituito in massima parte da giocatori appartenenti a club africani, e nel quale vale la pena di non perdere di vista nemmeno l’attaccante classe 1994 Evans Kangwa, miglior marcatore al recente Mondiale U20 COSAFA, una competizione riservata esclusivamente ai paesi dell’Africa meridionale.

@ copyright photo jj ewong

SENEGAL – Forte dell’aura conquistata grazie all’epopea del Mondiale in Corea del Sud e Giappone nel 2002, con l’entusiasmante cavalcata fermatasi ai supplementari del quarto di finale contro la Turchia, il Senegal è considerato una delle realtà calcistiche di spicco del continente malgrado incredibilmente non sia mai riuscito ad alzare al cielo la Coppa d’Africa; in dieci precedenti partecipazioni, ci è andato davvero vicino solo nel 2002, sconfitto in finale dal Camerun ai calci di rigore, in quello che si può definire il suo vero e proprio anno di grazia. Poi, dal 2004 al 2010, è andato in scena uno dei periodi più neri della storia del calcio senegalese, con una serie di risultati disastrosi culminata nella mancata partecipazione all’ultima edizione del torneo continentale, complice probabilmente una generazione di giocatori non all’altezza della precedente. Ma adesso, per la prima volta da quell’indimenticabile 2002, ecco che il Senegal fa di nuovo paura. Il selezionatore Amana Traoré, ex nazionale presente alla spedizione asiatica ed in carica dal dicembre 2009, ha dato alla sua squadra un’impronta iper-offensiva: davanti ad una difesa arcigna – costruita interamente intorno a giocatori che giocano o hanno giocato in Ligue 1 – e ad un centrocampo votato soprattutto al recupero del pallone, schiera a volte anche quattro attaccanti in contemporanea, scelta che finora ha pagato alla luce della constatazione che i Leoni di Téranga hanno chiuso con il migliore attacco delle qualificazioni dopo quello della Costa d’Avorio, sedici gol segnati in sei partite. Ed effettivamente non può che saltare agli occhi l’impressionante batteria di bocche di fuoco di cui dispone Traoré, con i vari Moussa Sow, Demba Ba, Papiss Cissé che ha appena raggiunto il compagno al Newcastle, Mamadou Niang o la rivelazione del Copenaghen Dame N’Doye. Con un solo superstite della squadra del 2002, il difensore del Brest Omar Daf che si accinge a disputare la quinta Coppa d’Africa della carriera, il Senegal è una formazione esperta, nella quale il più giovane dei titolari abituali è il gioiello del Toulouse Cheikh M’Bengue, binazionale nato in Francia nel 1988, e soltanto altri quattro convocati hanno meno di venticinque anni. Concluso in testa e da imbattuto il girone di qualificazione con Repubblica Democratica del Congo, Isole Mauritius e soprattutto Camerun, in virtù di cinque successi ed un unico pareggio ottenuto proprio contro i Leoni Indomabili eliminati a sorpresa, il Senegal si candida autorevolmente non solo al primo posto del suo gruppo, ma anche ad essere una credibile alternativa a Costa d’Avorio e Ghana per la vittoria finale; le ultime amichevoli hanno tuttavia messo in evidenza le principali lacune che potrebbero frenare gli uomini di Traoré, ovvero qualche calo di concentrazione di troppo e soprattutto la mancanza di creatività a centrocampo, che potrebbe rappresentare un problema se la squadra dovesse trovarsi nella necessità di inseguire il risultato.

LIBIA – Per la Libia la presenza in Gabon e Guinea Equatoriale, la sua terza partecipazione ad una Coppa d’Africa dopo i precedenti del 1982, edizione in cui raggiunse l’unica finale della propria storia perdendola ai rigori contro il Ghana, e del 2006, ha un forte valore simbolico perchè ha il sapore della libertà riconquistata dopo i lunghi anni di oppressione del regime di Gheddafi. E va sottolineato che l’intreccio tra le vicende politiche e quelle della nazionale di calcio è stato inevitabilmente molto stretto, se si pensa che Al Saadi Gheddafi, il figlio del colonnello noto tra le altre cose per la sua parentesi calcistica in Italia, si era autoproclamato presidente della Federazione che gestiva con metodi dittatoriali; o che tre componenti della rosa attuale, il secondo portiere Jumaa Gtat ed i centrocampisti Oussama Abdelsalem e Walid el-Khatroushi, hanno partecipato attivamente alla rivoluzione, mentre altri ex nazionali sono stati messi da parte in quanto ritenuti troppo vicini al precedente regime, su tutti Tariq-al-Taïb, capitano fino a otto mesi fa. Composta in prevalenza da giocatori del campionato libico ed in particolare del suo club più titolato, l’Al-Ittihad, con due soli elementi che militano in Europa, il difensore Mounir nel FK Jagodina (Serbia) ed il più noto centrocampista Djamal Mahamat – passato anche per le serie inferiori francesi –  nel Braga, la Libia è una delle squadre in assoluto meno accreditate dai pronostici della vigilia; tuttavia nella fase di qualificazione, in cui ha disputato i suoi impegni casalinghi in trasferta per via della situazione nel paese, ha fatto molto bene, piazzandosi alle spalle proprio dello Zambia in un girone non impossibile che comprendeva anche Mozambico e Isole Comore e passando come migliore seconda: ai Chipolopolos ha tolto quattro punti su sei, non ha mai perso e la sua difesa, stretta intorno al trentanovenne portiere e capitano Samir Aboud, è risultata la migliore delle qualificazioni con un solo gol incassato. Si è parlato a lungo di Claudio Gentile, nato a Tripoli, come possibile selezionatore, ma per il momento in panchina c’è sempre il brasiliano Marcos Paqueta, in carica dal luglio 2011, vincitore con il Brasile del Mondiale U17 e U20 nel 2003 e guida tecnica dell’Arabia Saudita al Mondiale 2006. Se in un torneo che di scontato non ha mai nulla vogliamo dare per scontato che il Senegal andrà ai quarti, nella lotta per aggiudicarsi il secondo posto disponibile i libici avanno come armi principali la solidità difensiva e lo spirito di corpo; un handicap potrebbe essere invece rappresentato dalla mancanza di competizione, dato che il campionato è stato sospeso a lungo.

I giocatori della Libia festeggiano la vittoria nella partita di qualificazione alla CAN 2012 contro il Mozambico (1-0), la prima ufficiale dell'era post-Gheddafi - Copyright foto REUTERS/Amr Abdallah Dalsh

Ecco il programma degli incontri:

21 gennaio 2012
Guinea equatoriale Drapeau de Guinée équatoriale Match 1 Drapeau de la Libye Libia Estadio de Bata, Bata (19.30)
Zambia Drapeau : Zambie Match 2 Drapeau du Sénégal Senegal Estadio de Bata, Bata (22.00)
25 gennaio 2012
Zambia Drapeau : Zambie Match 9 Drapeau de la Libye Libia Estadio de Bata, Bata (17.00)
Guinea equatoriale Drapeau de Guinée équatoriale Match 10 Drapeau du Sénégal Senegal Estadio de Bata, Bata (20.00)
29 gennaio 2012
Guinea equatoriale Drapeau de Guinée équatoriale Match 17 Drapeau : Zambie Zambia Nuevo Estadio de Malabo, Malabo (19.00)
Senegal Drapeau du Sénégal Match 15 Drapeau de la Libye Libia Estadio de Bata, Bata (19.00)

QUI LE LISTE DEI CONVOCATI DELLE QUATTRO SQUADRE

N.B.: Domani su Foot Hexagonal la presentazione del girone B

Discussione

Trackback/Pingback

  1. Pingback: Speciale Coppa d’Africa 2012: il gruppo D « - 24 gennaio 2012

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: