Coppe nazionali, Coupe de France

Review della settimana di coppe

Archiviata la pausa natalizia, da venerdì 6 a mercoledì 11 gennaio in Francia si sono disputate senza soluzione di continuità trentasei partite di coppa, valide per i trentaduesimi di Coupe de France e per i quarti di Coupe de la Ligue. Nella più prestigiosa e amata delle due competizioni il record stabilito proprio nel gennaio di un anno fa, con dieci club di Ligue 1 su venti eliminati ai trentaduesimi, è rimasto ineguagliato, ma anche stavolta le grosse sorprese non sono mancate e sono ben sette le squadre della massima categoria che hanno mestamente salutato la compagnia nel turno in cui facevano il loro ingresso in scena: Saint-Etienne e Nancy che si sono inchinate di fronte a rivali di pari grado, ma anche Caen, Lorient e Sochaux estromesse da avversari di Ligue 2 e Brest e Toulouse addirittura da avversari di National. Ancora più rimarchevoli le imprese compiute da Sablé FC e Limoges, due club di CFA 2 che hanno eliminato rispettivamente Sedan e Boulogne, tre categorie più in alto; delle sette rappresentanti della Ligue 2 uscite in questo turno, altre due hanno subito un sovvertimento di gerarchia, la capolista Clermont sul campo dell’Orléans (National) ed il Laval su quello del Valence (CFA). C’è anche chi è stato ad un passo dal miracolo ed alla fine non ce l’ha fatta, ma merita ugualmente un plauso: su tutti il Saint-Colomban Locminé neopromosso in CFA 2 che ha venduto carissima la pelle al Paris Saint-Germain, nella partita che resterà negli annali per essere stata la prima ufficiale di Carlo Ancelotti sulla panchina del club della capitale. Nel frattempo la coppa minore, quella che in tanti vorrebbero abolire ma che al momento clou tutti vogliono vincere, conferma di essere un torneo con il quale l’Olympique Marseille ha un particolare feeling: gli uomini di Didier Deschamps, trionfatori nelle ultime due edizioni, volano in semifinale all’inseguimento di uno storico tris che non è riuscito a nessuno in precedenza.

– COUPE DE FRANCE, TRENTADUESIMI DI FINALE –

Carlo Ancelotti siede per la prima volta sulla panchina del PSG, in compagnia di uno dei suoi assistenti, Claude Makelele.

La prima di Ancelotti e gli altri esordi – É stato un vero e proprio battesimo di fuoco quello toccato ad Ancelotti con il Paris Saint-Germain, e per lunghi minuti sullo Stade du Moustoir di Lorient ha aleggiato la paura che proprio nel giorno del debutto del tecnico italiano prendesse vita lo scenario favolistico più classico della Coupe de France, nel quale i dilettanti del villaggio bretone, budget societario totale pari a 235.000 euro, riescono ad avere la meglio sulle star di fama internazionale di uno dei club più ricchi del mondo; c’è voluto un colpo di testa in pieno recupero di Lugano, fino a quel momento uno dei parigini meno convincenti, per togliere le castagne dal fuoco ed infrangere i sogni di un valoroso Saint-Co, davvero ammirevole non soltanto per l’abnegazione ma anche per la buona qualità mostrata in campo, e capace di pareggiare al 73′ su calcio di rigore la rete iniziale di Pastore. Assenti Gameiro, Ménez, Matuidi e Chântome per acciacchi vari e l’ivoriano Tiéné partito per la Coppa d’Africa, Ancelotti ha modificato il 4-2-3-1 utilizzato generalmente da Kombouaré in un 4-3-2-1 ad albero di Natale su cui sembrerebbe intenzionato a puntare anche nel prosieguo, con Nenê e Pastore dietro all’unica punta Hoarau, un centrocampo composto dal trio Jallet-Bodmer-Sissoko ed una linea difensiva con Bisevac – schierato a sorpresa a destra – e Armand sulle fasce e Lugano-Sakho coppia centrale; tuttavia nella circostanza sono stati in pochi a brillare e, in attesa dei prossimi riscontri, la cosa più positiva della serata in Bretagna resta sicuramente la qualificazione.

Altri due allenatori subentrati durante la sosta facevano il loro esordio ufficiale in occasione dei trentaduesimi di Coupe de France: Pablo Correa, che dopo nove campionati alla guida del Nancy alla fine della passata stagione aveva deciso di propria iniziativa di concedersi un anno sabbatico, ha accettato la proposta dell’Evian Thonon Gaillard di prendere il posto di Bernard Casoni, il cui esonero a dispetto dei buoni risultati della squadra non sorprende più di tanto, visto che già l’anno scorso in Ligue 2 era emerso il suo scarso feeling con la società; il tecnico uruguayano, che ha assistito alla partita dalla tribuna perché squalificato, se l’è vista davvero brutta, con i Roses che al Saint-Symphorien di Metz, dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari, al 110′ si sono ritrovati sotto di due gol: ma loreni possono davvero mordersi le mani per non essere stati capaci di gestire il comodo vantaggio e, incassato al 122′ il clamoroso pareggio di un Sagbo in gran forma ed osservato nell’occasione dagli emissari di diversi club inglesi, si sono poi arresi ai calci di rigore. Debutto decisamente meno fortunato quello di Denis Zanko, l’ormai ex direttore del centro di formazione del Le Mans al quale il presidente del club della Sarthe Henri Legarda si è rivolto per sostituire in panchina Arnaud Cormier, nel tentativo di risollevare una squadra che non riesce a tirarsi fuori dai bassifondi di classifica della Ligue 2, categoria nella quale la nuova guida tecnica giallorossa aveva già avuto un’esperienza da allenatore, con il Valence nel 1999; alla MMArena i padroni di casa piacciono più del Valenciennes ma emergono i noti limiti di concretezza ed a complicare le cose ci si mettono un paio di indecisioni del giovane portiere georgiano Makaridze sui due gol degli ospiti, che riescono così a superare lo scoglio dei trentaduesimi per la prima volta dopo quattro anni.

Lo scambio di gagliardetti tra i due capitani di OM e Red Star Mandanda e Marlet, l'ex di turno.

Record assoluto di spettatori – Splendida la cornice nella quale si è svolta Red Star-Olympique Marseille, giocatasi allo Stade de France in luogo che allo Stade Bauer di Saint-Ouen per ragioni di capienza: grazie anche alla presenza nell’Île de France di numerosi tifosi marsigliesi che hanno risposto in massa all’appello, si è toccata la cifra record di 50.892 spettatori paganti, che secondo le informazioni diffuse dalla Federazione Francese è l’affluenza di pubblico più alta mai registrata per una partita dei trentaduesimi di finale in novantacinque anni di storia della Coupe de France; batte inoltre il precedente record di affluenza raggiunta in occasione di un incontro casalingo del club parigino, risalente al 1999 e ad un Red Star-Saint-Etienne di seconda divisione. L’attesa sfida di coppa, a dispetto di quello che il punteggio di 5-0 potrebbe far credere, nel primo tempo è stata combattuta ed i padroni di casa hanno creato non poche insidie alla difesa marsigliese, ma è mancato loro qualcosa negli ultimi metri ed alla fine è stata come spesso accade la maggior classe individuale dei marsigliesi a fare la differenza, con i fratelli Ayew in partenza per la Coppa d’Africa che hanno salutato i compagni con una prestazione coi fiocchi, ricordando casomai ce ne fosse bisogno che sostituirli non sarà affatto semplice; i giochi si sono chiusi quando al 60′ André Ayew, dopo una splendida azione individuale sulla sinistra, ha servito al centro il pallone che Valbuena con una conclusione altrettanto bella ha insaccato per il 2-0; l’OM ha poi dilagato nei dieci minuti finali. Da segnalare lo striscione esposto dal collettivo “Amis du Red Star”, che si sta battendo contro la demolizione dello storico Stade Bauer e la costruzione di un nuovo impianto, prevista nel 2016.

Opposte dal sorteggio a tre dei quattro Petit Poucet, gli unici club di Division d’Honneur arrivati fino a questo stadio del torneo, altre tre squadre di Ligue 1 si sono imposte con un punteggio molto largo: troppo ardua si è rivelata l’impresa per il Prix-les-Mézières, contro un Montpellier nel quale l’ottima prova del giovane Rémy Cabella, autore di una doppietta nello 0-4 finale, conforta in vista della lunga assenza di Belhanda, in Coppa d’Africa con il suo Marocco; per lo Chantilly, che in campionato è imbattuto da quattro mesi con sole sei reti subite e che ha ammirevolmente provato a giocarsela a viso aperto contro il Lille, finendo travolto (0-6) con tripletta di Joe Cole, doppietta di Jelen e gol di Hazard; ed infine per il Versailles, che nel dicembre 2009, quando ancora giocava in DSR (settimo livello, ndr), era riuscito clamorosamente ad eliminare all’ottavo turno proprio il Dijon di Carteron, allora in Ligue 2, che stavolta invece non si è fatto sorprendere e si è preso la sua rivincita (1-5).

I giocatori del Saint-Etienne assistono ai calci di rigore – foto Philippe Vacher, da Le Progrès

Il Bordeaux sfata il tabù – Un’altra vendetta sportiva si è compiuta sabato sera a Saint-Étienne. I Verts avevano eliminato il Bordeaux nelle ultime tre circostanze in cui i due club si erano incontrati in coppa: nel gennaio 2009 allo Chaban-Delmas, proprio in un trentaduesimo di finale di Coupe de France, poi due volte al Geoffroy-Guichard, nell’ottobre 2010 agli ottavi di Coupe de la Ligue e nella stagione in corso ancora in Coupe de la Ligue, in questo caso sedicesimi; non contenti, erano pure andati a vincere in casa dei Girondins nell’agosto 2011 alla prima di campionato. Così, quando al 95′ Guilavogui aveva pareggiato il gol di Jussié (35′) portando i suoi ai supplementari, appena quattro minuti dopo che Bellion aveva fallito il rigore del possibile 2-0, tutto aveva fatto pensare che una volta di più le sorti di una sfida intensa e complessivamente equilibrata, caratterizzata dalle eccellenti  prove dei due portieri Ruffier e soprattutto Carrasso, stessero volgendo a favore della squadra di Galtier; è invece andata diversamente e dopo i tempi supplementari in cui il punteggio è rimasto invariato, sono stati gli errori di Ebondo e Nicolita dal dischetto a regalare la qualificazione ai Marine et Blanc. Anche per quest’anno dunque il Sainté è costretto a riporre nel cassetto il sogno di riconquistare quel trofeo che nella sua gloriosa storia ha vinto sei volte ma che manca in bacheca ormai dal 1977. Intanto, si teme la mano pesante della giustizia sportiva per la bagarre scoppiata a fine gara, quando Henrique, dopo aver calciato il rigore decisivo, ha colpito con un pugno Sinama-Pongolle che in precedenza gli aveva a sua volta rifilato una gomitata non vista dall’arbitro. Nell’altra contesa che opponeva due formazioni di Ligue 1, il Nancy si è rivelato più arrendevole e fragile difensivamente di quanto non sia normalmente in campionato, ed il Rennes ha avuto vita facile chiudendo per 3-0 con le reti di Kembo-Ekoko, Féret e Boukari e mostrando anche scampoli di bel gioco.

Tripletta nel derby per uno scatenato Lisandro Lopez

Lisandro scatenato – Quello che ha avuto luogo alla Gerland è stato un derby cittadino molto particolare, non solo per il fascino del confronto tra i pluridecorati professionisti ed il club amatoriale più importante della città, ma perchè nel Lyon Duchère attuale militano ben nove giocatori che sono passati dal centro di formazione dell’Olympique Lyonnais, senza poi riuscire ad affermarsi nel calcio che conta; uno di loro, l’estremo difensore titolare Daniel Jaccard, oggi allena i portieri dell’OL femminile, mentre l’allenatore Éric Guichard, l’unico che ha vestito la maglia dei Gones da professionista, è tuttora rimasto in contatto con l’ex compagno di squadra Rémi Garde. Un contesto simile avrebbe potuto essere quello ideale per una sorpresa, ma alla prova del campo la partita non ha avuto storia, chiusa già prima dell’intervallo dalla tripletta di un Lisandro Lopez che, gol a parte, si sta rivelando sempre più come l’autentico leader e trascinatore del nuovo corso lionese. Da notare che a causa delle numerose assenze in difesa, tra infortuni (Cris, Lovren) e partenze per la Coppa d’Africa (Bakary Koné, Mensah), Garde è stato costretto a schierare una coppia centrale difensiva del tutto inedita, arretrando Gonalons ed affiancandogli il giovane Samuel Umtiti, diciottenne all’esordio ufficiale con la prima squadra, rivedibile nei piazzamenti ma molto elegante palla al piede.

Sebbene chiuda sul 3-0, incontra qualche difficoltà in più l’AC Ajaccio allo Stade Pourcin, in casa di un Fréjus Saint-Raphaël che non demerita affatto e subisce il secondo ed il terzo gol solo nell’ultimo quarto di gara; non entusiasma neanche l‘OGC Nice che sul campo del Marck si limita al minimo indispensabile (0-2), riuscendo a sbloccare il risultato ad inizio ripresa grazie ad un rigore trasformato dal solito Monzon e trovando il raddoppio nei minuti di recupero. Davvero sofferta infine la qualificazione dell’Auxerre: per sbarazzarsi dei piccardi dello Chambly, primi in classifica nel girone A di CFA, c’è bisogno di un rigore fischiato dall’arbitro a quattro minuti dalla fine dei supplementari e provocato da un’uscita avventata del portiere Debernes, fino a quel momento mattatore con le sue parate; bello il gesto dei giocatori dell’AJA, che a fine partita attendono gli avversari all’uscita degli spogliatoi e regalano loro i propri equipaggiamenti da gioco.

Splendido ambiente al Mezzavia, ribattezzato Ange Casanova in memoria di un dirigente del GFCOA

Gazélec, dodicesima vittoria di fila – Trascorso il primo quarto di campionato, il neopromosso Gazélec Football Club Olympique Ajaccio, meglio noto semplicemente come GFCOA o Gazélec, annaspava nella parte bassa della classifica del National; oggi, al culmine di una serie di dodici vittorie consecutive tra campionato e coppa, la squadra più amata di Ajaccio sarebbe sul podio senza i punti di penalizzazione inflitti dalla Federazione per la rissa scatenatasi a margine della gara contro il Beauvais e si appresta a disputare i sedicesimi di finale di Coupe de France dopo aver fatto fuori il Toulouse settimo in Ligue 1; sostenuto da un tifo infernale degno del diavolo che campeggia sullo stemma del club, il GFCOA fa valere l’inesorabile legge del Mezzavia, il suo piccolo stadio da cui è uscito sconfitto una sola volta negli ultimi tre anni, imponendosi grazie ad un gol di Colloredo su un TFC che non ha particolari demeriti ma che ha dovuto capitolare di fronte all’eccellente partita dei corsi in stato di grazia. Altra squadra di terza serie che in questo momento sembra avere qualcosa in più è il Niort: gli Chamois (Camosci) hanno concluso il girone di andata in testa con sette punti di vantaggio sul quarto posto, vincono esprimendo un gioco convincente e recentemente si sono aggiudicati il riconoscimento assegnato annualmente dalla FFF al club amatoriale che si è maggiormente distinto a livello giovanile; ciliegina sulla torta è lo scalpo del Brest, conquistato nettamente e con merito alla Venise Verte (2-0). Un terzo club di National riesce ad eliminarne uno gerarchicamente superiore: guidato in panchina dall’ex centrocampista Yann Lachuer, adepto del possesso palla e del bel gioco, l’Orléans che in campionato naviga al momento in un’anonima posizione di metà classifica ottiene il suo exploit superando ai rigori il Clermont, la capolista a sorpresa della Ligue 2, che in coppa ha scherzato un po’ troppo con il fuoco e dopo due qualificazioni acciuffate per il rotto della cuffia stavolta finisce per soccombere.

David Suarez festeggia la sua doppietta con il capitano Yannick Cahuzac - Da sc-bastia.net

Crisi profonda per il Sochaux – La Corsica in questi trentaduesimi di finale fa la parte del leone: la città di Ajaccio è l’unica a qualificare due club per i sedicesimi ed anche il Bastia passa il turno ed entusiasma, annichilendo (4-1) il Sochaux e mostrando ancora una volta che individualità come Wahbi Khazri o Sadio Diallo sono al di sopra della media e meritano un palcoscenico più prestigioso di quello della Ligue 2; i Lionceaux dal canto loro sprofondano sempre più in una crisi che ha ormai assunto contorni inquietanti facendoli precipitare in zona retrocessione alla vigilia della sosta natalizia, mentre i casi di ammutinamento di Maïga e Anin tengono ancora banco e nell’ambiente gialloblu ci si chiede se Bazdarevic abbia realmente in pugno lo spogliatoio. Un altro club che aveva concluso male l’anno vecchio ed inizia quello nuovo sulla stessa falsariga è il Caen, reduce da una serie negativa con due soli punti raggranellati nelle ultime sei giornate di campionato, che fa infuriare il suo presidente Fortin per l’approccio molle alla partita giocata tra le mura amiche del Michel D’Ornano contro un Troyes che finora in Ligue 2 non ha mai vinto una sola gara in trasferta: non bastano la vivacità di Hamouma e Fajr e la rimonta da 0-2 a 2-2, perchè nei tempi supplementari lo Stade Malherbe, di nuovo apatico, consente agli ospiti di portarsi ancora in vantaggio e poi di chiudere i conti sul 2-4. Nemmeno il Lorient sta attraversando in campionato un momento particolarmente felice, pagando soprattutto l’incapacità a essere incisivo e concretizzare la mole di gioco prodotta; ma al Jules Deschaseaux di Le Havre, in una partita godibilissima per gli spettatori presenti (4-3), sconta principalmente i reiterati errori difensivi, con l’attenuante che Gourcuff è stato costretto a mandare in campo una cerniera centrale sperimentale, composta da Lamine Koné e da Romao – un centrocampista – per via delle assenze degli abituali titolari Ecuele Manga, con il Gabon in Coppa d’Africa, e Bourillon infortunato. Spettacolo ed identico punteggio anche al Jean Bouin di Angers, con la bellezza di sei gol segnati nei primi quarantacinque minuti: i padroni di casa si fanno raggiungere per tre volte da un buon Monaco e alla fine la spuntano in chiusura di partita grazie alla trasformazione dal dischetto di Keserü dopo un fallo di mano sulla linea di porta di Hansson. Completano il quadro delle sette squadre di Ligue 2 qualificate per i sedicesimi l’Istres dell’inossidabile Akrour, il trentasettenne algerino che non perde il vizio del gol e rifila una tripletta anche al Thiers (1-4), e i due club maggiori del Centro, lo Châteauroux ed il Tours, che senza acuti fanno rispettare il pronostico sui campi di Cherbourg (National) e Vitré (CFA).

I giocatori di TA Rennes e US Quevilly mescolati insieme nella foto di rito del prepartita, come vuole il protocollo della Coupe de France - da tafoot.com

Quevilly e Drancy si ripetono – Parecchie sono state le partite ricche di gol: appassionante fino all’ultimo secondo anche il 3-3 di Drancy, banlieue nord di Parigi, dove i padroni di casa della Jeanne d’Arc – che occupano la seconda metà di classifica del girone A di CFA – ospitavano il Racing Strasbourg sprofondato in CFA 2; tanti rimpianti per gli alsaziani, che in vantaggio 2-0 si fanno raggiungere sul 2-2, poi trovano il gol del 3-2 a tre minuti dal 90′ e si lasciano nuovamente riagguantare nel recupero, prima di cedere nella lotteria finale dagli undici metri. La JAD, che l’anno scorso era salita alla ribalta per avere superato i trentaduesimi per la prima volta nella propria storia, eliminando poi il Boulogne ai sedicesimi e fermandosi agli ottavi di fronte al Nice, riesce così a ripetersi; e si ripete anche l’US Quevilly, club che ormai ha una vera e propria tradizione in questa competizione: dopo l’indimenticabile semifinale conquistata nel 2010 e persa davanti al Paris Saint-Germain, quando ancora giocava in CFA, nel 2011 è arrivato fino ai sedicesimi e adesso che è ormai in National prosegue nella sua serie eliminando il quarto dei Petit Poucet, la Tour d’Auvergne Rennes di cui avevamo ampiamente parlato in occasione del turno precedente; davvero un peccato per i Noirs bretoni che ancora una volta fanno una gran partita e benché in dieci contro undici riescono a trascinare la sfida ai rigori, ma a differenza di quanto accaduto contro il Nantes stavolta hanno la peggio; per il Quevilly si tratta della seconda affermazione consecutiva dal dischetto dopo quella sul Feignies. Oltre a Drancy-Strasbourg, una seconda gara metteva di fronte una squadra alsaziana ed una dell’Île de France: Mulhouse, CFA, contro Créteil, National, ed anche in questo caso sono stati i banlieuesards ad uscire vincitori (1-3).

Vézine incorna in rete il pallone che regala una storica vittoria al Limoges - foto Thomas Jouhanaud

I nuovi Petit Poucet Ed eccoci agli eroi di giornata, Sablé FC e Limoges FC, ovvero le sole due squadre capaci in questo turno di qualificarsi a spese di un avversario superiore di tre categorie; il primo è il club di Sablé-sur-Sarthe, comune di poco più di 12.000 abitanti nel dipartimento della Sarthe (Paesi della Loira), gioca in CFA 2 dal 2010 dopo due promozioni consecutive e per adesso langue al terzultimo posto della classifica del girone E, lo stesso del Saint-Colomban Locminé; al termine di una partita folle, finita 3-3 dopo centoventi minuti, elimina ai rigori il Sedan ridotto in nove dalle espulsioni di Ramé e Le Moigne, e merita particolari elogi per i nervi saldi mostrati nella sequenza finale dal dischetto, dopo aver subito il gol del pareggio su rigore nei minuti di recupero malgrado la doppia superiorità numerica. Nella sua storia non aveva mai raggiunto i sedicesimi di Coupe de France e ha ricevuto le congratulazioni del primo ministro francese François Fillon, che dal 1983 al 2001 è stato il sindaco della città. Al vecchio stadio Beaublanc destinato alla demolizione è invece un gol segnato di testa sugli sviluppi di un corner dal difensore Vézine, il capitano, a portare il Limoges ai sedicesimi ai danni del Boulogne, sorpreso da una prova eccezionale degli avversari sul piano fisico e dell’aggressività; Limoges è il capoluogo di una regione, il Limousin, dove è da sempre il rugby a farla da padrone, e della quale il FCL è il club calcistico di riferimento, forte delle tre stagioni nella massima serie tra il 1958 e il 1962. La squadra biancorossa, oggi miseramente ultima in quinta serie nel girone G, può fregiarsi anche di due qualificazioni ai quarti di Coupe de France negli anni sessanta, mentre i trentaduesimi non li aveva più superati dal 1986, quando era ancora in seconda divisione prima del fallimento societario sopraggiunto l’anno successivo. Alla luce dell’eliminazione delle quattro formazioni di Division d’Honneur, a diventare i nuovi Petit Poucet sono proprio a questi due club, gli unici di CFA 2 ad andare avanti: e se il Limoges può ragionevolmente sperare di proseguire la sua corsa perché l’urna ha stabilito che ospiterà il Drancy, gerarchicamente superiore di una sola categoria, al Sablé FC è toccato l’onore di accogliere il Paris Saint-Germain, in una partita che si disputerà alla vicina MMArena di Le Mans visto che lo stadio Rémy Lambert di Sablé-sur-Sarthe dispone di 1500 posti e non è omologato per ricevere una squadra di Ligue 1.

Insieme al Drancy, altri quattro club di CFA sono rimasti in corsa. Da sottolineare in particolar modo l’impresa del Valence, che dopo Arles-Avignon e Grenoble fa fuori il Laval, dominatore nei centoventi minuti ma sconfitto ai rigori, e la presenza di AFC Compiègne e Vendée Luçon Football, che come il Sablé FC parteciperanno ai sedicesimi per la prima volta nella propria storia: il Compiègne (Piccardia) gioca nello stesso girone A del Drancy ed il suo allenatore Patrick Vallée vanta nel proprio palmarès un campionato ed una coppa di Singapore vinti alla guida dell’Étoile Football Club, mentre il Luçon (Paesi della Loira) è l’inatteso leader del girone D; entrambi hanno saputo approfittare al meglio di un sorteggio che le aveva opposte a due avversari alla portata, discorso che vale anche per il Bourg-Péronnas, rivale principale di Lyon Duchère e Valence per il primo posto nel girone B (Qui, per chi fosse interessato, la composizione completa dei gironi di CFA e CFA 2 ed il regolamento). Tutte e quattro queste squadre ospiteranno ai sedicesimi una rappresentante della massima categoria: Ajaccio per il Bourg-Péronnas, Evian TG per il Valence, Lyon per il Luçon ed infine i detentori del Lille per il Compiègne.

La festa del Sablé FC a fine partita

TUTTI I RISULTATI:

Venerdì 6 gennaio

La Tour d’Auvergne – Quevilly : 0-0 (4-5 ai rigori)

Le Mans – Valenciennes : 0-2

Sabato 7 gennaio

Versailles – Dijon : 1-5

Limoges – Boulogne sur Mer : 1-0

AS Marck – Nice : 0-2

Bourg Péronnas – FC Montceau : 2-1 (dopo i tempi supplementari)

Chambly – Auxerre : 0-1 (dopo i tempi supplementari)

Luçon – US Avranches 2-1

Sablé sur Sarthe – Sedan 3-3 (4-2 ai rigori)

Niort – Brest 2-0

Le Havre – Lorient 4-3

Compiègne – Montagnarde 2-1 (dopo i tempi supplementari)

Vitré – Tours 1-2

Orléans – Clermont Foot 0-0 (5-3 ai rigori)

Cherbourg – Châteauroux 1-2

AS Valence – Laval 1-1 (7-6 ai rigori)

Fréjus-St-Raphaël – Ajaccio 0-3

Chantilly – Lille 0-6

Saint Etienne – Bordeaux 1-1 (2-4 ai rigori)

Red Star – Marseille 0-5

Bastia – Sochaux 4-1

Caen – Troyes 2-4 (dopo i tempi supplementari)

Rennes – Nancy 3-0

Domenica 8 gennaio

Thiers – Istres 1-4

JA Drancy – Strasbourg : 3-3 (4-2 ai rigori)

GFCO Ajaccio – Toulouse 1-0

Lyon Duchère – Lyon 1-3

Mulhouse – Créteil 1-3

Metz – Evian Thonon Gaillard : 2-2 (3-5 ai rigori)

Saint Colomban Locminé – Paris SG : 1-2

Prix les Mézières – Montpellier : 0-4

Lunedì 9 gennaio

Angers – Monaco 4-3

Joe Cole in azione contro lo Chantilly

LE TRENTADUE SQUADRE QUALIFICATE ED IL SORTEGGIO DEI SEDICESIMI DI FINALE:

Ligue 1 (13) : AC Ajaccio, Auxerre, Bordeaux, Dijon, Evian TG, Lille, Lyon, Marseille, Montpellier, Nice, Paris SG, Rennes, Valenciennes.
Ligue 2 (7) : Angers, Bastia, Châteauroux, Istres, Le Havre, Tours, Troyes.
National (5) : GFCO Ajaccio, Créteil, Niort, Orléans, Quevilly.
CFA (5) : Bourg-Péronnas, Compiègne, JA Drancy, Luçon, Valence.
CFA2 (2): Limoges, Sablé-sur-Sarthe.
 
 
DA VENERDÍ 20 A LUNEDÍ 23 GENNAIO
Ligue 1 contro Ligue 1
Nice (L1) – Rennes (L1)
 
Ligue 1 contro Ligue 2
Dijon (L1) – Istres (L2)
Marseille (L1) – Le Havre (L2)
Auxerre (L1) – Chateauroux (L2)
Valenciennes (L1) – Bastia (L2)
Tours (L2) –  Montpellier (L1)

Ligue 1 contro National
Créteil (National) – Bordeaux (L1)
 
Ligue 1 contro CFA
Valence (CFA) – Evian TG (L1)
Luçon (CFA) – Lyon (L1)
Compiègne (CFA) – Lille (L1)
Bourg-Péronnas (CFA) – AC Ajaccio (L1)
 
Ligue 1 contro CFA 2
Sablé-sur-Sarthe (CFA 2) – Paris SG (L1)
 
Ligue 2 contro National
Quevilly (National) – Angers (L2)
GFCO Ajaccio (National) – Troyes (L2)
 
National contro National
Niort (National) – Orléans (National)

CFA 2 contro CFA
Limoges (CFA 2) – Drancy (CFA)
Le date dei prossimi turni

I giocatori dell'OM festeggiano Valbuena, grande protagonista della vittoria contro il Caen.

COUPE DE LA LIGUE, QUARTI DI FINALE

La partita di cartello dei quarti di finale di Coupe de la Ligue era senza dubbio quella della Gerland, dove un Olympique Lyon straordinario per volontà e spirito di sacrificio, in dieci contro undici dal decimo minuto di gioco, riesce a ribaltare il risultato contro il Lille, passato in vantaggio alla mezz’ora con Joe Cole ed un po’ troppo supponente: ancora una volta a segnare il gol della vittoria è Lisandro Lopez, mentre in una difesa in emergenza assoluta si rivede la coppia centrale Gonalons-Umtiti, in progresso e candidata a questo punto ad essere schierata anche in campionato, e Bastos è protagonista di una prova notevole nell’insolito ruolo di terzino destro. I Gones andranno allo Stade du Moustoir ad affrontare in un’ostica semifinale il Lorient di Christian Gourcuff che, eliminato appena tre giorni prima dalla Coupe de France per mano di una squadra di Ligue 2, stavolta non ci ricasca e contro il solito Le Mans dalla preoccupante sterilità offensiva mantiene la propria porta inviolata nonostante le perduranti assenze nel reparto arretrato e si qualifica grazie ad una rete di Sunu a venti minuti dalla fine; interrompe finalmente così la sua striscia negativa di quattro sconfitte e un pareggio nelle ultime cinque partite.

Dopo l’uscita dalla Coupe de France e la sfuriata del suo presidente, cambia l’attitudine con la quale il Caen scende in campo e si vede una squadra molto più determinata e propositiva di quella sconfitta in casa dal Troyes; ma l’esito rimane invariato e i Malherbistes lasciano anche la seconda delle coppe nazionali, per mano di un Olympique Marseille a cui Valbuena, autore di una gara maiuscola, spiana la strada sin dall’inizio sbloccando il punteggio al 7′ con un pregevole calcio piazzato; è indubbio che gli uomini di Deschamps si siano ormai gettati alle spalle il periodo nero, resta tuttavia da verificare l’impatto effettivo che potranno avere le partenze pesanti per la Coppa d’Africa. In semifinale l’OM attenderà al Vélodrome l’OGC Nice, che allo Stade du Ray ha la meglio sul Dijon al termine di una partita rocambolesca ed emozionante, nella quale i Rouges di Carteron mostrano belle cose sul piano delle individualità come su quello del gioco, e dal canto loro gli Aiglons sono da applaudire per lo spirito di reazione con il quale, tre volte in svantaggio, trovano le risorse per riacciuffare il risultato: l’ultima ad un minuto dalla fine dei tempi supplementari, grazie ad una punizione contestata che Monzon trasforma splendidamente; sarà poi Sankharé, tra i migliori in campo, a sbagliare il tiro decisivo dagli undici metri.

Monzon riacciuffa il Dijon sul 3-3 con la sua splendida punizione

Risultati e marcatori:

Martedì 10 gennaio: Caen-Marseille 0-3 (Valbuena 7′, Rémy 21′, Valbuena 52′).

Mercoledì 11 gennaio: Nice-Dijon 3-3, 5-3 ai calci di rigore (Guerbert 19′ (D), Mounier 35′ (N), Jovial 62′ (D), Civelli 78′ (N), Bauthéac su rig.117′(D), Monzon 119′ (N)).

Le Mans-Lorient 0-1 (Sunu 70′)

Lyon-Lille 2-1 (J.Cole 28′, Källström 41′, Lisandro Lopez 65′).

Il programma delle semifinali:

31 gennaio, Stade du Moustoir (Lorient): Lorient-Lyon

1 febbraio, Stade Vélodrome (Marseille): Marseille-Nice


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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