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Abdelaziz Barrada, la rivelazione della Coppa d’Africa U23

Barrada in azione contro l'Egitto nella semifinale della Coppa d'Africa U23 - Foto AFP

L’ESPLOSIONE – Nella Coppa d’Africa Under 23 che si è disputata in Marocco dal 26 novembre al 10 dicembre a laurearsi campione è stato sorprendentemente il Gabon, che ha così conquistato il primo alloro continentale della propria storia; ma se si pensa ai ragazzi che più hanno rubato l’occhio degli osservatori uno dei primi nomi che viene in mente è senz’altro quello di Abdelaziz Barrada, trequartista di ventidue anni, scintillante nella talentuosa rappresentativa olimpica marocchina che davanti al proprio pubblico era convinta di vincere e si è dovuta alla fine accontentare della piazza d’onore. Barrada conclude da capocannoniere della manifestazione con tre reti in compagnia del nigeriano Lawal, al termine del torneo entra nell’undici ideale pubblicato sul sito ufficiale della CAF ed è eletto a larga maggioranza miglior giocatore della giovane squadra di Pim Verbeek dei tifosi dei Leoni dell’Atlas. Artefice massimo del 3-2 sull’Egitto che vale al Marocco la finale ed un biglietto per le Olimpiadi di Londra 2012, grazie ad una doppietta e ad una prestazione di altissimo livello, quel giorno Abdelaziz esce dal campo salutato da una standing ovation, e nella testa di tanti sostenitori marocchini resta il dubbio che se il Getafe non l’avesse richiamato in Spagna prima dell’atto conclusivo per giocare la partita di Liga dell’11 dicembre contro il Granada, magari le sorti dell’ultima sfida avrebbero potuto essere diverse. Ad ogni modo, voci di corridoio riferiscono che tra coloro che sono rimasti positivamente colpiti dal rendimento del ragazzo ci sarebbe anche Éric Gerets, il selezionatore della nazionale maggiore attesa il mese prossimo alla fase finale della Coppa d’Africa in Gabon e Guinea Equatoriale, che starebbe valutando l’idea di aggregare uno o due elementi della squadra olimpica ad un gruppo già ricchissimo di qualità. Nel frattempo Barrada non si ferma più e sabato 17 dicembre ha coronato il suo momento magico con un’altra doppietta che vale oro, quella che in occasione della diciassettesima giornata del massimo campionato spagnolo ha consentito al suo Getafe di imporsi per 2-1 in rimonta sul campo del Mallorca, trovando una vittoria esterna che agli Azulones mancava addirittura dal 19 dicembre 2010 e allontanandosi momentaneamente dalla zona più pericolosa della classifica.

Barrada il giorno della firma del suo primo contratto da professionista nella sede del Paris Saint-Germain.

FLASHBACK – Non si può dire che sia stato convenzionale il percorso di questo talento che dà l’idea di essere sulla via della definitiva esplosione, e vale la pena di fare qualche passo indietro per conoscerne la storia. La famiglia Barrada ha lasciato da diversi anni il Marocco per trasferirsi alle porte di Parigi quando Abdelaziz nasce il 19 settembre 1989 a Provins, cittadina della Seine-et-Marne dichiarata Patrimonio dell’umanità UNESCO per le sue fortificazioni medievali; il pallone è l’unica cosa che ha in testa fin da bambino e a sei anni inizia dunque a giocare nella squadra locale in cui resta fino ai dodici, per poi passare all’US Sénart-Moissy di Moissy-Cramayel, il club dilettantistico di riferimento del dipartimento. Ma sembra non sia destino che il calcio diventi la sua carriera, visto che tra i tredici e i diciassette anni non si contano i provini senza esito che tenta tenta qua e là: Lille, Rennes, Auxerre, Troyes, Strasbourg, sempre respinto perchè a quanto pare ritenuto non idoneo fisicamente; e, colmo della sfortuna, un infortunio lo mette fuori gioco proprio due giorni prima di partecipare alla selezione per il celebre INF di Clairefontaine, l’istituto di preformazione della Federazione Francese per il quale aveva già superato dei test preliminari. Così il ragazzo continua a Moissy-Cramayel, ad eccezione di un’unica stagione giocata nelle fila di un altro club della periferia parigina, il Brétigny, e milita in tutte le categorie giovanili dell’US Sénart-Moissy.

La prima svolta arriva nel gennaio 2007 grazie a Daniel Zehringer, l’allenatore della squadra senior dell’USSM iscritta al CFA (Championnat de France Amateur, quarta divisione francese, ndr), che decide di aggregarlo appena diciassettenne al suo gruppo in occasione della delicata trasferta sul campo del Concarneau. Abdelaziz entrerà in campo nella ripresa e segnerà il gol che deciderà la sfida, in breve tempo diventerà il beniamino di tifosi e compagni di squadra – quasi tutti ultratrentenni –  e soprattutto andrà incontro al suo sogno. Nello stesso girone giocano infatti le riserve del Paris Saint-Germain, che arrivano al piccolo stadio André Trémet di Moissy-Cramayel il 7 aprile 2007: di fronte ad un certo Sakho, Barrada gioca una grande partita e ancora una volta è lui a siglare il gol che vale la vittoria dei suoi (2-1); gli osservatori del PSG rimangono conquistati e poco dopo arriva la proposta di raggiungere Camp des Loges. A quel punto anche Le Mans, Lens, Guingamp ed un paio di squadre inglesi si mostrano interessati ma Abdelaziz sceglie il club della capitale, massima aspirazione per ogni ragazzo cresciuto nell’Île de France, ed il giorno del suo diciottesimo compleanno sigla con i parigini un contratto stagiaire di due anni.

Nelle riserve del PSG

All’inizio tutto procede nel migliore dei modi: Barrada si unisce alla squadra riserve nella quale gioca una stagione piena con venticinque partite all’attivo; la sua progressione è costante e all’inizio di quella successiva comincia ad allenarsi agli ordini di Le Guen con la prima squadra, al fianco di Makelele, Giuly, Rothen tra gli altri. Il 4 marzo 2009 arriva la prima panchina in Rodez-PSG, ottavi di finale di Coupe de France, a cui seguono diverse altre convocazioni tra campionato e coppe, senza che tuttavia il giovane franco-marocchino abbia mai modo di scendere in campo; ed il 7 maggio arriva anche il primo contratto da professionista, che Abdelaziz firma per un anno più due opzionali. Ma quella che ha tutta l’aria di essere la premessa del grande salto finirà per rivelarsi il punto più alto della parabola parigina di Barrada: alla fine del campionato 2008-2009 Le Guen parte e nei piani del nuovo tecnico Kombouaré per lui non sembra esserci posto; nella rosa della prima squadra ci sono undici centrocampisti e a luglio, alla vigilia della partenza per lo stage estivo di preparazione, Barrada apprende di non essere nemmeno stato inserito tra i convocati. Proprio quando pensava di essere in rampa di lancio, si ritrova inaspettatamente a giocare l’ennesima stagione in CFA e capisce che per lui a Parigi non ci sono prospettive. E così, a malincuore, nell’estate del 2010 prende la sua decisione.

La gioia di Barrada dopo aver segnato il gol del pareggio del Getafe contro il Mallorca – Foto di Miquel Borras, AS.

LA SPAGNA, UN ALTRO MONDO – La nuova occasione si materializza sotto forma di un provino offertogli dal Getafe, il club della provincia madrilena che vive nell’ombra dei colossi cittadini Real Madrid e Atlético Madrid, ma che ha saputo recentemente ritagliarsi il suo spazio nell’élite del calcio spagnolo ed è ormai giunto al suo ottavo anno consecutivo di permanenza nella Liga; il test ha un esito positivo e a quel punto il ragazzo si trova di fronte ad un dilemma, perchè gli viene proposto di essere aggregato alla squadra riserve e quindi di fare un passo indietro, ovvero di rinunciare al contratto da professionista che aveva conquistato appena  un anno prima per tornare ad uno da amatore. Ma Abdelaziz sa di essere in una situazione di stallo, ha già fatto quattro anni in CFA tra US Sénart-Moissy e PSG, veramente troppi per un ragazzo che non ha neanche trascorso gli anni delle giovanili nel centro di formazione di un club professionistico e che rischia di veder frenare irrimediabilmente la sua crescita calcistica; accetta dunque di correre il rischio e parte per la Spagna. Nelle riserve del Getafe guidate da Emilio Ferreras l’impatto è positivo: alla sua prima stagione gioca trentaquattro partite in Segunda B e va a segno quattro volte; proprio in quel periodo rilascia un’intervista ad un inviato francese, che appare su Le Parisien nella rubrica della cronaca locale di Moissy-Cramayel, nella quale racconta di non essersi pentito: “Qui è davvero un altro mondo, la gente vive di calcio e agli allenamenti lavoriamo sempre con il pallone…gioco in terza serie ma è stimolante, affrontiamo le riserve del Real Madrid e dell’Atlético davanti a duemila persone. Mi trovo praticamente a metà strada tra Marrakech e Provins, i miei due punti di riferimento, e mi sono ambientato bene”.

Con la maglia della selezione olimpica marocchina

La sua scelta porta presto il primo frutto tangibile, quando nel febbraio 2011 Barrada viene incluso nella lista dei convocati per un’amichevole che il Marocco U23 deve giocare contro il Burkina Faso: nella circostanza il ragazzo impressiona favorevolmente Verbeek e poco più tardi, in marzo, ecco l’esordio in una gara ufficiale in Marocco-Mozambico (2-0), valida per la fase eliminatoria della Coppa d’Africa di categoria e dei Giochi Olimpici 2012. Una felice coincidenza vuole che proprio nel giorno in cui riceve la notizia della convocazione per questa partita, la sua prima ufficiale con la nazionale olimpica marocchina, firmi con il Getafe il tanto atteso contratto professionistico che lo lega al club spagnolo per tre anni. Nell’estate 2011 Luis Garcia, il nuovo tecnico della prima squadra con la quale Abdelaziz si era già allenato in diverse occasioni nel 2010-2011, ha modo di osservarlo durante la preparazione precampionato e, soddisfatto da ciò che vede, decide di lanciarlo nella Liga, facendolo debuttare contro il Levante il 28 agosto alla prima giornata e schierandolo finora in tredici occasioni di cui dieci dal primo minuto.

In realtà il Getafe, partito con l’intenzione di fare il salto di qualità certificata da una campagna acquisti di alto profilo, alla prova del campo non ingrana e si trova ben presto impantanato nelle insidiose paludi della bassa classifica; ma Barrada, dopo un inizio piuttosto anonimo, piano piano cresce fino a diventare per gli Azulones la rivelazione di una stagione che rischia di essere molto sofferta, ed un grande motivo di soddisfazione per un club nel quale i ragazzi provenienti dall’equipo filial fanno abitualmente fatica ad emergere in prima squadra, tra chi finisce altrove e chi si perde per strada. Il punto di svolta è rappresentato dal derby vinto per 3-2 sull’Atletico Madrid alla dodicesima giornata (6 novembre) in cui Barrada realizza l’1-1 con una splendida punizione, trovando un gol prezioso che serve a sbloccarlo, il primo nella Liga ed il primo in assoluto da professionista, e poco dopo anche un assist ed il riconoscimento di uomo del match. Inizia cosi il crescendo di fine 2011, con la Coppa d’Africa U23 giocata da protagonista e la prima rete con la maglia della selezione olimpica marocchina in Marocco-Nigeria (1-0) del 26 novembre, un rigore trasformato impeccabilmente, a cui seguono la doppietta in semifinale all’Egitto e quella all’Iberostar Estadi di Palma de Mallorca, gradito regalo natalizio per un Getafe che potrà cosi affacciarsi al nuovo anno con rinnovata serenità; ed infine, puntuali, le prime voci di mercato che lo riguardano: Villareal e Sevilla sarebbero i primi club ad aver manifestato il proprio interesse, ma secondo un’indiscrezione clamorosa tra i suoi ammiratori ci sarebbe addirittura Zinedine Zidane, che avrebbe consigliato al Real Madrid di non perderlo di vista.

Foto Maxppp

GENIALITÀ E TIMIDEZZA – Abdelaziz è un centrocampista offensivo che predilige partire da posizione centrale e giocare tra le linee. Può essere schierato da vertice alto del rombo in un 4-3-1-2, leggermente più avanzato in appoggio ad una punta o al centro del trio dei trequartisti in un 4-2-3-1: è proprio in quest’ultimo ruolo che l’abbiamo visto nella nazionale olimpica marocchina, generalmente in mezzo ad altri due giocatori molto interessanti di cui è immaginabile che si sentirà parlare ancora, Bidaoui e Tighadouini, ed anche nel Getafe nello scorcio iniziale della stagione; tuttavia, nell’ultima partita prima della sosta natalizia, quella della doppietta al Mallorca, Luis Garcia ha cambiato il suo modulo abituale in un 4-4-2, con due punte di ruolo, Guiza e Miku, e Barrada che partiva dalla fascia sinistra, esperimento che ha avuto successo e che quindi è molto probabilmente destinato ad avere un seguito. E’ indubbio che una certa polivalenza sia una delle doti del franco-marocchino, che oltre che sulle fasce è in grado di esprimersi con buoni risultati come mezzala, facendo valere le sue buone doti di corsa e di inserimento; nelle riserve del PSG è stato impiegato occasionalmente persino da centrocampista davanti alla difesa, ma non si tratta certamente del ruolo a lui più congeniale. Giocatore dalla struttura fisica normolinea e dalle ottime qualità tecniche, non è velocissimo ma è dotato di velocità di pensiero, fantasia, facilità nel muoversi negli spazi stretti e nel giocare ad un solo tocco. Ama avere il pallone tra i piedi e svariare a piacimento su tutto il fronte offensivo, ed al repertorio classico del trequartista, con l’abilità di servire spesso assist illuminanti ai compagni, abbina la capacità di finalizzare e quella di saper seguire l’azione e farsi trovare al posto giusto al momento giusto. Molto pericoloso nelle conclusioni dalla media distanza con il destro, sia nel Marocco U23 che nel Getafe calcia i rigori e gestisce tutte le situazioni di palla ferma. E’ descritto come un ragazzo umile e volenteroso, che si applica molto per migliorare nei punti deboli quali la velocità o il gioco aereo, e almeno un paio di fattori possono essere presi in considerazione per spiegare la sua esplosione tardiva: il fatto di essere approdato a diciotto anni ad un club professionistico, iniziando solo in quel momento ad allenarsi regolarmente, e secondariamente una certa timidezza e la tendenza a non credere troppo in se stesso. Accentuata dal fatto che inizialmente non conoscesse nemmeno una parola di spagnolo, motivo per il quale il suo punto di riferimento nello spogliatoio è diventato l’algerino Mehdi Lacen, l’unico a parlare francese, la sua timidezza è confermata anche da Luis Garcia: “Mi ricordo il suo match di debutto contro il Levante in cui era nervosissimo: è normale perchè è un ragazzo molto timido. Abbiamo deciso di scommettere su di lui ed ora è un giocatore in grande progresso, con ulteriori margini di miglioramento”.

La foto ufficiale di Abdelaziz Barrada sul sito del PSG nel 2009

RIMPIANTI PARIGINI – L’esplosione di Barrada porta all’attenzione diversi temi che meriterebbero di essere approfonditi singolarmente, da quello di un calcio marocchino in ascesa costante, con la nazionale dei Leoni dell’Atlas che mai come oggi può attingere ad un serbatoio tanto variegato e ricco di talento, a quello della regione parigina come inesauribile vivaio le cui potenzialità immense non sono ancora state capite fino in fondo, nè tantomeno sfruttate appieno; riporta alla luce anche gli interrogativi sulle concrete possibilità per i ragazzi cresciuti nel Paris Saint-Germain di affermarsi nel proprio club formatore, tema che era stato d’attualità per anni, prima che il recente approdo in prima squadra di giocatori quali Sakho, Chântome o anche Bahebeck facesse pensare che il vento stesse cambiando: ma di fondo la situazione rimane immutata e rischia di accentuarsi con la nuova proprietà, più attenta per una questione di prestigio alle star internazionali che al centro di formazione locale. Fa un certo effetto leggere oggi le frasi pronunciate da Barrada appena due anni fa: “Il mio sogno più grande è quello di diventare titolare al PSG, giocare tutti i sabati al Parc des Princes davanti alla mia famiglia e ai miei amici. Io sono nato nella regione e rappresentare i colori della mia squadra del cuore sarebbe qualcosa di magnifico”. Più recentemente, in occasione dell’intervista a Le Parisien menzionata in precedenza il ragazzo confessa: “Il PSG mi ha insegnato molto e sono fiero di averne fatto parte. Sono andato vicino tante volte all’esordio, ma alla fine non ho giocato neanche un minuto con quella maglia. Resterà la mia più grande frustrazione”. Adesso che si sussurra che lo sceicco amerebbe vedere a Parigi un grande giocatore di origine araba, con nomi come quelli dei giovani marocchini Belhanda o Taarabt che sarebbero finiti sul taccuino dei dirigenti, chissà che presto anche il Paris Saint-Germain non si trovi a rimpiangere di non aver dato a Barrada la sua chance.

LA SCHEDA DI BARRADA

Nome : Abdelaziz Barrada

Ruolo : Centrocampista offensivo/Trequartista

Data di nascita :19 giugno 1989

Luogo di nascita : Provins (Île de France, Francia)

Nazionalità : Francese/Marocchina

Altezza e peso :185 cm/78 kg.

Piede preferito : Destro

Club di appartenenza : Getafe CF


– Barrada alla Coppa d’Africa U23 2011 in Marocco-

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