Espoir del mese, Estero, Ligue 2, Talenti

L’espoir del mese – Alla scoperta dei fratelli Pogba

Fratelli dagli eccezionali mezzi fisici e dal grande potenziale, contesi tra due nazioni, presenti sui taccuini di tanti club: questo mese conosciamo più da da vicino Paul e Florentin Pogba, ma anche il meno noto Mathias.

Nome : PAUL POGBA

Ruolo : Centrocampista

Data di nascita :15 marzo 1993

Luogo di nascita : Lagny-sur-Marne (Île de France – Francia)

Nazionalità : Francese/Guineana

Altezza e peso : 186 cm per 80 kg

Piede preferito : Destro

Club di appartenenza : Manchester United (scadenza contratto: giugno 2012)

Club precedenti : Roissy-en-Brie (09/1999-06/2006), US Torcy (07/2006-06/2007), Le Havre Athletic Club (07/2007-06/2009).

Debutto pro : 20 settembre 2011, Leeds United-Manchester United 0-3 (Carling Cup)

In selezione nazionale : Francia U16 (17 presenze), Francia U17 (10 presenze), Francia U18 (6 presenze), Francia U19 (5 presenze) – Dati aggiornati a dicembre 2011

UN CASO INTERNAZIONALE – Molti ricorderanno che poco più di due anni fa, nell’estate del 2009, Paul Pogba fu al centro di un vero e proprio caso internazionale. Figlio di genitori guineani ma nato nella Seine-et-Marne, dipartimento della periferia est di Parigi, il piccolo Paul attira le attenzioni già all’epoca dei suoi primi passi calcistici nella banlieue, con l’US Roissy-en-Brie prima e l’US Torcy poi, e così quando più tardi brilla di mille luci nelle fila degli U17 del Le Havre, protagonisti di una grande stagione culminata nell’approdo alla fase finale del campionato nazionale di categoria, e contemporaneamente trascina la Francia U16 alla vittoria dei noti tornei internazionali giovanili Val De Marne e Aegean Cup, è inevitabile che innumerevoli occhi siano puntati su di lui ormai da tempo. Finché un giorno il ragazzo, di comune accordo con la sua famiglia, decide di lasciare il club normanno e di volare oltre la Manica per tentare l’avventura al Manchester United, come tanti altri calciatori adolescenti che inseguono il miraggio di una carriera ad alto livello e cercano fortuna all’estero senza il consenso del proprio club formatore. Ma il Le Havre non ci sta e si rivolge alla FIFA, sostenendo di avere con Pogba un accordo precedente e mettendo all’indice i presunti metodi poco ortodossi di cui gli inglesi si sarebbero serviti per ottenere il consenso dei genitori, offrendo loro una casa ed un assegno da 87.000 euro. Nella vicenda s’intromette anche il Torcy, pubblicando sul proprio sito ufficiale un comunicato in cui denuncia che, fatte le debite proporzioni, lo stesso Le Havre aveva a suo tempo fatto ricorso a metodi similari per convincere il ragazzo a lasciare la periferia parigina per l’Alta Normandia. E così, due anni dopo il sollevamento di un polverone analogo intorno a Kakuta fuggito dal Lens con destinazione Chelsea, per cui proprio nel 2009 arriverà la severa condanna della giustizia sportiva col divieto per il club londinese di operare sul mercato, scoppia un altro caso che pone all’attenzione il problema dei trasferimenti dei minori all’estero e catapulta nell’occhio del ciclone un ragazzino che non ha ancora mai giocato una partita tra i professionisti. Stavolta la querelle ha però un esito differente: la FIFA assolve il Man Utd, non avendo riscontrato prove di un vincolo contrattuale preesistente nè di altre irregolarità, mentre il Le Havre decide di non ricorrere in appello e preferisce invece trovare un accordo amichevole con gli inglesi; alla fine, Paul raggiunge ufficialmente Manchester il 6 ottobre 2009.

Paul in azione con l’Academy del Manchester United – foto Maxppp

COSA É ACCADUTO DA ALLORA – Pensando ad un  Kakuta che oggi si è un po’ perduto, sballottato tra la squadra riserve del Chelsea e prestiti poco fruttuosi, viene naturale domandarsi cosa ne sia stato invece di Paul Pogba, a distanza di quattordici mesi dal suo burrascoso trasferimento. E’ innegabile che fin dal debutto avvenuto contro il Crewe Alexandra nell’ottobre del 2009, il suo percorso nell’Academy dei Red Devils sia stato scintillante, condito da elogi unanimi, gol spettacolari che hanno fatto il giro di You Tube e trofei in bacheca, tra i quali menzioniamo le affermazioni nella Premier Academy League 2009-10 e nella FA Youth Cup 2010-11. Parallelamente, un Europeo Under 17 giocato da protagonista con la maglia della Francia fino alla finale persa nel maggio 2010 di fronte all’Inghilterra, poi il passaggio all’U18 ed infine all’U19, nella quale ha esordito il 6 settembre 2011 con due assist nell’amichevole contro l’Italia (3-1), mentre la Guinea continua a tentarlo sperando di convincerlo a cambiare maglia; ed ancora, le positive apparizioni con la squadra riserve, con cui il debutto è datato 2 novembre 2010 (3-1 sul Bolton) ed a cui è stato stabilmente aggregato all’inizio della stagione 2011-12, e la prima convocazione di Ferguson in occasione del match di FA Cup contro il Crawley Town (19 febbraio 2011), senza tuttavia scendere in campo. Ed il 20 settembre 2011 ecco finalmente anche l’atteso esordio in prima squadra, facendo il proprio ingresso nella ripresa nella vittoria sul Leeds United in Carling Cup (3-0), con il numero 42 sulle spalle; a questa prima apparizione ne seguiranno altre due nella medesima competizione, contro l’Aldershot al quarto turno (25 ottobre, 3-0) e contro il Crystal Palace al turno successivo, in una prima volta all’Old Trafford che coincide con una clamorosa eliminazione (30 novembre, 1-2).  “Dobbiamo dare a Pogba l’opportunità di mostrare quello che è capace di fare con la prima squadra, altrimenti cosa accadrebbe? Che alla scadenza del suo contratto andrebbe a cercare la stessa opportunità altrove”: questo aveva dichiarato Sir Alex Ferguson ad inizio stagione, e sembra che le sue parole si stiano rivelando profetiche; infatti il ragazzo, a quanto pare insoddisfatto dello scarso tempo di gioco concessogli fin qui, non ha ancora accettato di prolungare il contratto che scade a giugno del prossimo anno, con opzione di rinnovo per altri dodici mesi. Inutile dire che si sono ingolositi in parecchi: Amburgo, Arsenal, i rivali cittadini del Manchester City e soprattutto Inter e Milan – attraverso la mediazione di Mino Raiola, secondo alcune indiscrezioni – sarebbero le più attente all’evoluzione del dossier.

Paul con la maglia della Francia – Foto Getty Images/Bongarts/Getty Images for DFB

PERCHÉ TUTTI LO VOGLIONO – Ma cos’ha Pogba di così speciale da suscitare tante attenzioni illustri? In effetti, fin dal momento in cui il suo approdo a Manchester l’ha posto sotto i riflettori, per lui i paragoni si sono sprecati, ed in particolare sono stati gli accostamenti ad Abou Diaby e ad un mostro sacro come Patrick Vieira a ricorrere frequentemente. Se è vero che sotto alcuni aspetti, su tutti la struttura morfologica longilinea e certe movenze, il giovane francese può ricordare i suoi sopra citati connazionali, va tuttavia detto che si tratta di un giocatore dalle caratteristiche peculiari. Ciò che lo rende potenzialmente straordinario è la combinazione di qualità fisico-atletiche veramente notevoli con una padronanza tecnica non comune, ed il suo essere a proprio agio alla stessa maniera quando si tratta di difendere e quando si tratta di attaccare; è un vero e proprio centrocampista box to box, forte fisicamente, resistente, combattivo e creativo, dotato di gran controllo di palla, facilità di passaggio sia corto che lungo con entrambi i piedi, visione di gioco e capacità di dettare i tempi della manovra dando l’impressione di sapere sempre qual è la cosa migliore da fare in un determinato momento. Con in più la micidiale arma del tiro dalla lunga distanza, potente ed imprevedibile: davvero eccezionali alcune traiettorie che il ragazzo riesce a trovare con il destro, con una frequenza degna di nota. Pogba si è poi distinto sin da piccolo per la sua personalità da leader, come dimostra la fascia di capitano portata al braccio già ai tempi del Torcy, a tredici anni, e poi in tutte le selezioni giovanili francesi, se si eccettuano i sei mesi in cui è stato sospeso dalla Federazione in seguito alla controversa vicenda del suo trasferimento.

Foto Getty Images

LE INCOGNITE – Gli interrogativi nel suo caso riguardano principalmente la capacità di riprodurre nel calcio dei grandi lo stesso livello di prestazioni offerte nel contesto dei tornei giovanili. Entrando più nello specifico, la prima incognita in tal senso è rappresentata senz’altro dall’aspetto mentale, ovvero dall’attitudine a convivere con la pressione e con le esigenze tipiche della competizione ad altissimi livelli; inoltre, è da verificare l’adattamento ad una gestione differente dei tempi di gioco, dell’intensità, in generale delle scelte da compiere in campo da parte di un giocatore che nelle categorie giovanili era abituato a sovrastare gli avversari sul piano fisico e tecnico. Sotto questi punti di vista il ragazzo deve certamente fare ancora progressi, come si è visto nelle sue prime partite di Carling Cup in cui non ha trasmesso le stesse sensazioni di tranquillità e di totale controllo che ha sempre dato con l’Academy. Di certo, se si considera il puro potenziale siamo di fronte ad un elemento di valore assoluto, e chi segue abitualmente le formazioni giovanili dei Red Devils sostiene che dai tempi di Giuseppe Rossi non si vedevano da quelle parti giocatori tecnicamente dotati come Pogba o come l’altro gioiello Ravel Morrison, opinione condivisa anche da vari compagni della prima squadra che hanno avuto modo di osservarlo da vicino in allenamento; ed il timore di alcuni tifosi è che, proprio come Giuseppe Rossi, Paul Pogba sia un gioiello destinato a risplendere altrove, dopo aver regalato i suoi primi bagliori nelle riserve dello United. Ferguson, che ne ha lodato più volte i mezzi, non lo considera del tutto pronto mentalmente ma è consapevole che continuare a centellinarne l’impiego aumenta esponenzialmente il rischio di perderlo e, complici le tante indisponibilità a centrocampo, non è affatto da escludere che decida finalmente di rompere gli indugi e di lanciarlo in Premier League; ma forse, a giudicare dalle voci di mercato che si accavallano sempre più insistenti, potrebbe già essere troppo tardi.

Il video include gli splendidi gol segnati nell’Academy contro West Bromwich, Portsmouth e Derby County

Nome : FLORENTIN POGBA

Ruolo : Difensore

Data di nascita : 19 agosto 1990

Luogo di nascita : Conakry (Guinea)

Nazionalità – Francese/Guineana

Altezza e peso : 188 CM per 87 kg

Piede preferito : Sinistro

Club di appartenenza : CS Sedan Ardennes (scadenza contratto: giugno 2013)

Club precedenti : US Roissy-en-Brie (1998-2003), US Alfortville FC (2003-2005), FC Ozoir-la-Ferrière (2005-2007), Celta Vigo (2007-2009).

Debutto pro : 20 novembre 2010, Steinseltz-Sedan 0-2 (Coupe de France)

In selezione nazionale : Francia U20 (3 presenze), Guinea (1 presenza) – Dati aggiornati a dicembre 2011

DALLA GALIZIA ALLE ARDENNE – Maggiore di due anni e mezzo del richiestissimo fratellino Paul, Florentin attira su di sè certamente meno attenzioni ma gioca già titolare in Ligue 2 e silenziosamente inizia ad imporsi. Nato a Conakry, la capitale della Guinea, otto mesi prima che i suoi genitori partissero per la Francia e si stabilissero a Roissy-en-Brie alle porte di Parigi, dopo aver speso i suoi primi anni calcistici in diversi club amatoriali della regione parigina tenta diciassettenne l’esperienza estera, trasferendosi in Spagna al Celta Vigo. Nel settore giovanile del club galiziano il ragazzo brilla ed è finalista in campionato e semifinalista in Copa del Rey nella categoria Juvenil; sebbene riceva una proposta di prolungamento del contratto da parte della dirigenza spagnola e lo cerchino anche alcuni club portoghesi e belgi, prevale la voglia di tornare in patria e così due anni dopo si cimenta con successo in un provino con il Sedan. Dopo un’ottima stagione con la squadra riserve rossoverde in CFA 2 nel 2009-2010, viene aggregato stabilmente al gruppo della prima squadra con cui già si allenava da gennaio 2010; fa il suo esordio tra i professionisti  in Coupe de France contro lo Steinseltz  il 20 novembre, poi il 5 febbraio 2011 debutta in Ligue 2 alla ventiduesima giornata contro il Boulogne e praticamente non esce più di squadra: dalla trentaduesima alla trentottresima è sempre titolare, mettendo insieme alla fine tredici presenze; sono invece tredici già oggi – tutte dal primo minuto – su diciassette partite complessive disputate dal Sedan, le sue apparizioni nel campionato in corso. Le prestazioni convincenti di Florentin, che aveva firmato il suo primo contratto professionale nel marzo 2010 per un anno più due opzionali, hanno convinto i dirigenti a proporre al ragazzo di far valere l’opzione: nel maggio 2011 il franco-guineano si è cosi legato agli ardennesi fino al 2013.

Florentin in un’immagine recente, in azione con la maglia del SedanFoto lunionpresse.fr

TRA DUE BANDIERE – In seguito al famigerato scandalo delle cosiddette quote etniche, in Francia negli ultimi mesi si è dibattuto a lungo sulla questione dei binazionali che vengono calcisticamente allevati dai club francesi, fanno tutta la trafila delle giovanili con i Bleuets e poi vengono cercati dalle federazioni dei paesi di cui sono originarie le rispettive famiglie e scelgono di cambiare bandiera; Florentin rappresenta il perfetto esempio di binazionale conteso, ma il suo è uno dei rari casi nel quale il percorso è stato  quello inverso: il ragazzo ha infatti ricevuto la sua prima convocazione in una rappresentativa nazionale da parte di Michel Dussuyer, il tecnico francese della Guinea, quando ancora non aveva giocato alcuna partita da professionista con il Sedan, nell’agosto 2010; con la maglia della Syli national (“Elefante nazionale”, così com’è chiamata la nazionale maggiore di calcio dai guineani, ndr)  ha anche esordito contro il Mali, ma poiché la partita in questione era un’amichevole quest’apparizione non ha compromesso un suo eventuale avvenire con i Bleus; in seguito è stato chiamato nuovamente in occasione dei due incontri ufficiali contro Etiopia e Madagascar, senza tuttavia scendere in campo: la cosa ha suscitato in Guinea una polemica nei confronti del commissario tecnico, perchè impiegarlo anche solo per un minuto avrebbe significato assicurarsi appunto il futuro del giocatore, che non avrebbe potuto più essere schierato dalla nazionale maggiore di un altro paese. Ed invece poco più tardi, nel giugno 2011, Pogba, che nel frattempo si è fatto notare in Ligue 2, è stato incluso per la prima volta nella lista di una selezione giovanile francese in occasione del Festival Espoirs di Toulon, poi disputato da protagonista giocando da titolare quattro partite su cinque e finendo sul taccuino di molti osservatori; così adesso il suo destino calcistico resta in bilico tra i due paesi. Florentin ha comunque già fatto sapere che se avrà l’opportunità di scegliere, la sua preferenza andrà alla Francia: “Io sono cresciuto in Francia e mi sento francese”, ha dichiarato.

Florentin nell’undici iniziale schierato dalla Francia contro l’Ungheria al Festival Espoirs di Toulon  dello scorso giugno: è il terzo da sinistra in alto – Foto tratta da fff.fr

COLOSSO MANCINO – Struttura fisica più potente di quella del fratello Paul, questo autentico colosso che sfiora il metro e novanta e pesa quasi novanta chili ha iniziato a giocare da centrocampista difensivo. Trasformato ai tempi del Celta Vigo in difensore centrale, ruolo che recentemente ha sostenuto di prediligere, Florentin è tuttavia esploso nella posizione di esterno sinistro di difesa, quella che occupa abitualmente tuttora, nella quale è stato schierato anche in nazionale a Toulon – tranne in un’unica circostanza in cui è stato riportato al centro – e nella quale a Sedan è ormai il titolare nonostante la concorrenza di un altro giovane di talento come Lionel Carole, arrivato la scorsa estate in prestito dal Benfica. La sua forza nel ruolo in questione, oltre che dalle buone doti di corsa, è data soprattutto dal suo asso nella manica: un ottimo piede mancino, che gli consente di essere preciso e pericoloso nei cross e di sfornare spesso e volentieri assist decisivi per la sua squadra, così come è avvenuto in occasione del debutto tra i professionisti in Coupe de France, proseguendo sulla stessa falsariga nel passato campionato in cui ne ha confezionati tre, poi ancora al Festival di Toulon ed infine nella stagione in corso, nella quale è già a quota due. Inoltre la sua abilità nel gioco aereo lo rende non solo prezioso nella propria area di rigore ma anche temibile in quella avversaria, e proprio di testa sugli sviluppi di un corner ha realizzato in questa stagione il suo primo gol ufficiale nel calcio professionistico, il 20 settembre nel derby contro il Troyes, per poi andare nuovamente a segno un mese dopo contro l’Amiens. Punti deboli sono il destro, certamente migliorabile, e la fase difensiva, dove deve progredire ancora nel senso della posizione e nell’anticipo; Landry Chauvin, il tecnico che l’ha lanciato tra i professionisti, trova comunque che abbia già fatto passi da gigante dal momento del suo arrivo nelle Ardenne, quando “aveva dalla sua mezzi fisico-atletici notevoli, ma mancava di cultura tattica ed aveva anche qualche carenza tecnica” secondo l’attuale allenatore del Nantes. Ad ogni modo, considerando che il suo valore di mercato è ancora inferiore al milione di euro, un giocatore del genere, per età, potenzialità e versatilità può rappresentare di sicuro un ottimo affare e non stupisce che parecchi club abbiano già messo gli occhi su di lui: a meno che non sia promosso in Ligue 1 al termine della stagione, è probabile che il Sedan cerchi di realizzare la plusvalenza la prossima estate, ad un anno dalla scadenza del contratto.

Mathias in azione con la maglia del Wrexham – Foto da wrexhamfc.co.uk

IL FRATELLO GEMELLO – Florentin ha un gemello, Mathias, un attaccante che è certamente il meno illustre dei tre fratelli calciatori ma che sta provando a ritagliarsi il suo spazio nelle categorie minori inglesi: precisamente nel Wrexham, club gallese che gioca nella Blue Square Bet Premier, quinta divisione inglese, dove si è guadagnato un ingaggio convincendo l’ex manager Dean Saunders dopo un periodo di prova nell’estate del 2010; alto 190 cm per, tipico attaccante dal grande impatto fisico, dotato di una buona mobilità e con grandi margini di miglioramento, il ragazzo è rappresentato da Gaël Mahé, lo stesso agente dei fratelli, ed in precedenza aveva militato come Florentin nel settore giovanile del Celta Vigo e poi nel Quimper, club dilettantistico bretone. Le buone prestazioni di Mathias, autore di sette gol in quattordici presenze tra campionato e FA Cup quest’anno, dopo i quattro gol messi a segno con le riserve l’anno scorso, hanno attirato addirittura le attenzioni di due club di Championship: Leeds United e Millwall lo stanno tenendo d’occhio e non è dunque escluso che anche il terzo dei fratelli Pogba cambi presto maglia. Intanto ha già conquistato i tifosi del Wrexham che come d’abitudine gli hanno dedicato un coro ad hoc: “Who needs Drogba…we have Pogba”.

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Discussione

6 pensieri su “L’espoir del mese – Alla scoperta dei fratelli Pogba

  1. There is definately a great deal to learn about this issue.
    I love all of the points you’ve made.

    Pubblicato da www.michaelnoblebankruptcylaw.net/ | 7 agosto 2013, 03:49

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