Anteprima, National e CFA, Varie

National, CFA, CFA 2: la giustizia sportiva e la rivoluzione dei campionati

DNCG, I GIORNI DEL TERRORE

L’ecatombe – Lo spauracchio del calcio francese si nasconde dietro un’asettica sigla, DNCG, quattro lettere che estate dopo estate hanno il potere di turbare il sonno dei dirigenti, di riscrivere classifiche e calendari, di mandare in frantumi sogni e speranze di intere tifoserie. La Direction Nationale du Contrôle de Gestion, sede a Parigi, diciotto membri in carica per quattro anni con mandato rinnovabile, è l’organo della Lega preposto alla vigilanza dei conti delle società professionistiche, ed è nota per non fare alcuno sconto: se il 30 giugno il bilancio non chiude in attivo e se non ci sono garanzie economiche sufficienti anche per la stagione successiva, cala implacabile la ghigliottina. E mentre un club di Ligue 1 può spesso contare sull’aiuto di azionisti o sponsor facoltosi per mettere una pezza dove serve, è salatissimo il prezzo da pagare nelle categorie inferiori, dove sempre più spesso si consuma l’agonia di realtà calcistiche dal passato glorioso nell’indifferenza delle collettività locali e dei media nazionali. Quest’estate l’ecatombe ha assunto proporzioni più drammatiche del solito, visto che solo in National sono state spazzate via cinque squadre, ovvero un quarto delle partecipanti al campionato di terza divisione; e tre di esse non sono squadre qualsiasi, ma club che hanno scritto pagine di storia del calcio esagonale: l’AS Cannes in cui Vieira e Zidane hanno mosso i loro primi passi sul rettangolo verde; il Grenoble Foot 38 che appena tre anni fa era in testa alla classifica della Ligue 1; e quel Racing Strasbourg il cui palmarès conta sette titoli nazionali maggiori tra campionato e coppe. E se il primo – i cui dirigenti non si sono tuttora arresi e dopo averle tentate tutte aspettano il responso definitivo del Tribunale Amministrativo previsto per il 30 agosto- è stato retrocesso d’ufficio in CFA, gli altri due dovranno ripartire addirittura dal CFA 2 (*), la quinta divisione, l’ultimo gradino della piramide dei campionati nazionali gestiti dalla Federazione prima dell’abisso senza fondo del calcio regionale e dipartimentale. Il GF 38 si è ritrovato nello stesso girone di uno Stade Olympique Chambéry il cui ritorno sulla terra è stato senza dubbio molto brusco: agli onori delle cronache fino a pochi mesi fa per l’impresa storica di avere eliminato in Coupe de France tre formazioni di Ligue 1 una dietro l’altra, a maggio aveva suggellato una stagione da incorniciare con la promozione in CFA; ma la DNCG è stata ancora una volta inflessibile ed alla luce di una situazione finanziaria non ineccepibile i savoiardi sono stati puniti con l’ “interdiction de monter“, il divieto a salire di categoria; stessa sorte toccata ad un altro club che ricordiamo per la sua epopea in coppa, quel Calais RUFC che nel 2000 aveva raggiunto addirittura la finale dello Stade de France: anche i nordisti si erano guadagnati la promozione in quarta divisione sul campo ma sono malinconicamente rimasti al piano inferiore. Così come si sono rivelati vani gli sforzi di due squadre che nel National 2010-2011 erano riuscite a salvare la pelle all’ultima giornata, Gap e Pacy-sur-Eure, ma che adesso si ritrovano ugualmente in CFA per volere della DNCG. Tra sanzioni di tutti i generi, dalla semplice ammenda fino al divieto di operare sul mercato in entrata, ci sono i club che se la sono cavata in extremis come Angers e Tours, inizialmente retrocessi in National ma poi riammessi in Ligue 2 in appello, ed anche quelli a cui purtroppo è andata peggio: la punizione più severa è toccata allo Sporting Toulon Var, ininterrottamente in Ligue 1 dal 1983 al 1993, escluso da tutte le competizioni nazionali.

I parametri europei –   Mettendo da parte alcuni casi specifici come quelli di Grenoble e Strasbourg, dove una liquidazione giudiziaria è stata pronunciata dal tribunale e dove quindi le cose non sarebbero potute finire diversamente, è evidente che il numero spropositato di pene comminate ispira quantomeno un paio di riflessioni. Prendiamo in considerazione a titolo esemplificativo solo i primi tre campionati europei secondo il ranking UEFA: in Germania, che insieme alla Francia è il paese in cui il deficit complessivo delle società calcistiche ha proporzioni minori, la DFL ha introdotto una regola che impone loro di ridurre progressivamente l’indebitamento, nella misura del 10% per quel che concerne i club di prima divisione, del 5% i club di di seconda, pena sanzioni che vanno dall’ammenda alle penalizzazioni in classifica; un approccio senza dubbio meno brutale di quello francese in un contesto nel quale, lo ricordiamo, le squadre possono peraltro contare, al contrario di quelle dell’Esagono, su consistenti introiti provenienti da sfruttamento degli stadi, merchandising e sponsorizzazioni. Per quanto riguarda la Premier League e la Liga, i due campionati che vanno per la maggiore ed in cui è considerato perfettamente normale – quasi legittimo – che i club siano indebitati per centinaia di milioni di euro, la prima cosa che salta all’occhio è che se venissero applicati gli stessi parametri applicati in Francia, allo stato attuale delle cose semplicemente non si potrebbe disputare nessuna competizione. In Spagna è saltata la prima giornata del campionato 2011-2012 per lo sciopero voluto dall’AFE, l’associazione dei calciatori spagnoli, che in alcuni casi non vedono uno stipendio da mesi e che giustamente reclamavano una qualsiasi forma di tutela, chiedendo alla LFP di non consentire ai club con i bilanci in rosso ed impossibilitati a pagare i propri tesserati di iscriversi ai campionati, o comunque di istituire un fondo a cui attingere per garantire i salari. In Inghilterra ci sono stati in passato alcuni casi di sanzioni nei confronti dei club indebitati, come quello del Leeds United e più recentemente del Portsmouth, ma sono una rarità ed in ogni caso l’entità della punizione in rapporto alla colpa non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella in voga dalle parti di Parigi: basti pensare che l’ammontare dei debiti del Portsmouth, posto in amministrazione controllata e penalizzato di nove punti in Premier nel 2010, era di 87 milioni di euro; lo Chambéry si è visto negare la promozione conquistata sul campo per un debito di 230.000 euro; il buco di bilancio di Grenoble e Strasbourg raggiungeva a stento i cinque milioni di euro. Non sarebbe male se si riflettesse anche e soprattutto su questo punto quando si aprono dibattiti sulla mancanza di competitività nelle coppe internazionali delle squadre francesi, già vessate da un sistema di tassazione iniquo e costrette impotenti ad essere depredate sul mercato da club a cui non dovrebbe nemmeno essere permesso di acquistare; che si studiasse il sistema per trovare una maggiore uniformità e che, nell’attesa, la DNCG provasse magari ad essere ogni tanto un po’ meno rigida.

Un’estate nel caos – La seconda riflessione riguarda l’opportunità di rivedere un meccanismo di giudizio che, così com’è strutturato attualmente, conduce inevitabilmente ad una situazione ingestibile ed al limite del grottesco che si ripete un’estate dopo l’altra. La possibilità per un club, in caso di verdetto sfavorevole della DNCG, di inoltrare ricorso prima alla Commissione d’Appello della Federazione, poi al Comitato Olimpico (CNOSF) – che non ha potere esecutivo ma può semplicemente fornire un parere che è nuovamente il Consiglio Federale della FFF a dover in seguito avallare – ed in ultima istanza alla giustizia ordinaria, finisce per dilatare enormemente i tempi di attesa, con la conseguenza che, con la partenza del National prevista per il 5 agosto, quest’anno si è arrivati a due settimane dall’inizio senza che ancora fossero usciti i calendari, i quali rischiano tra l’altro di subire ulteriori modifiche nel caso di un reintegro in extremis del Cannes. Inutile enumerare la serie di problemi logistici che si presentano in circostanze del genere e di cui molti dirigenti si sono lamentati apertamente: dai disagi relativi all’organizzazione tardiva delle trasferte, che per un club dal budget limitato s’ingigantiscono notevolmente, diventando enormi nel caso di un viaggio in Corsica nei mesi estivi; fino all’impossibilità di pianificare nel migliore dei modi una stagione, come illustra alla perfezione l’esempio dell’ultima delle ripescate, il Bayonne, che, retrocessa a maggio, aveva lasciato partire i migliori elementi impostando logicamente un mercato pensato per il CFA ed ora si ritrova in National con un organico depauperato; con l’ulteriore paradosso che a salvarsi a sue spese, per un solo gol di vantaggio nella differenza reti, era stato proprio quel Gap che la DNCG ha poi spedito d’ufficio in CFA. Insomma, un caos, che raggiunge il suo apice nel caso limite del Cannes: i dirigenti biancorossi sostengono che solo per un disguido con la banca il bonifico a copertura del debito non sia arrivato in tempo per il 30 giugno e dunque, convinti che la loro esclusione dal National sia stata troppo severa, hanno presentato appello al CNOSF ottenendo parere favorevole al reintegro; tuttavia la Federazione, che l’anno scorso su queste stesse basi aveva riammesso il Bastia, probabilmente per evitare un nuovo campionato a ventuno squadre e il moltiplicarsi dei ricorsi al Comitato Olimpico, ha ignorato il parere ed il Cannes allora si è rivolto al Tribunale Amministrativo di Nizza: il risultato è che tuttora nessuno sa in quale campionato giocheranno i Dragons, che in occasione della prima giornata di CFA non si sono presentati in campo ed alla seconda si sono presentati per evitare l’esclusione automatica dalla competizione, ma per ovvi motivi non potevano avere la concentrazione necessaria e hanno finito per perdere sul terreno di un avversario pienamente alla portata quale il Tarbes. L’anomalia della situazione genera poi di riflesso altri episodi singolari, come quello accaduto al Red Star, terza ripescata in National: una diatriba si è creata tra dirigenza biancoverde ed alcuni componenti della rosa e dello staff tecnico 2010-2011, oggi in forza ad altri club, che hanno bussato in sede chiedendo il premio promozione pattuito ad inizio stagione e sentendosi rispondere che non è tanto grazie a loro quanto grazie ai problemi altrui se la squadra oggi si ritrova in National.


I dirigenti dell’AS Cannes impegnati in una discussione a margine dell’udienza al Tribunale Amministrativo di Nizza -foto Anthony Boyer

La nuova fisionomia del National – La lunga estate funesta del calcio francese ha avuto tra le sue conseguenze più evidenti anche quella di delineare uno Championnat National dalla fisionomia completamente stravolta e dalle caratteristiche peculiari. Il campionato precedente era stato caratterizzato dalla presenza di quattro squadre di caratura superiore, Bastia, Amiens, Guingamp e Strasbourg: tre sono state promosse al termine della stagione e, a conferma del loro valore, stanno affrontando la Ligue 2 con organici sostanzialmente immutati, mentre la quarta, lo Strasbourg, sebbene tormentata da problemi finanziari e vicissitudini societarie inenarrabili ha perso lo sprint con il Guingamp solo all’ultima giornata dando nove punti di distacco alla quinta, il Cannes. Quest’anno, perse in un sol colpo le quattro squadre suddette, persa una delle tre retrocesse dalla Ligue 2 ovvero il Grenoble, perso molto probabilmente anche l’ambizioso Cannes, non sembrano esserci sulla carta la formazione o le formazioni in grado di dettare legge. E a fronte di due sole squadre provenienti dal piano di sopra, Nîmes e Vannes, che peraltro per motivi differenti al momento nemmeno appaiono irresistibili, il meccanismo dei ripescaggi ha fatto sì che ci siano stati non uno ma due biglietti per il National per ciascuno dei quattro gironi di CFA, più una miracolata tra le retrocesse, per l’incredibile totale di otto neopromosse e di cinque club che avrebbero dovuto giocare in quarta divisione e non in terza. Contando Nîmes e Vannes si arriva a dieci partecipanti su venti cambiate rispetto allo scorso anno, dunque addirittura il cinquanta per cento: il risultato di tutto ciò è che diventa per forza di cose difficilissimo fare qualsiasi previsione su un campionato che si è trasformato in un’indefinibile palude a metà tra National e CFA, il contesto ideale per favorire le possibili sorprese ed in cui ogni punto potrebbe rivelarsi fondamentale nel computo finale, perché chiunque può sognare di inserirsi nella lotta al vertice e chiunque, se non sta in guardia, può rischiare di essere risucchiato sul fondo. L’augurio è che queste particolari condizioni consentano quantomeno di assistere ad una stagione 2011-2012 avvincente fino all’ultimo.


LE VENTI SQUADRE DI NATIONAL

Presentiamo sinteticamente le venti partecipanti, un variegato panorama in cui convivono fianco a fianco la metropoli parigina ed il villaggio dei Pirenei, puntualizzando nuovamente che ad esse potrebbe ancora aggiungersi l’AS Cannes, in caso di parere favorevole del Tribunale Amministrativo.

– LE RETROCESSE

Nîmes Olympique – Dopo il triplo infruttuoso cambio della scorsa stagione, il presidente Jean-Louis Gazeau ha finalmente optato per la linea della continuità confermando in panchina Thierry Froger. Il blasone, l’esperienza, il maggior budget del campionato con sei milioni di euro a disposizione, una campagna acquisti che ha portato in biancorosso giocatori di categoria superiore quali Carlier (Troyes) e Ogunbiyi (Guingamp), o anche il capocannoniere del CFA 2010-2011 Seydou Koné, ventidue reti con la maglia del Pau, avevano inevitabilmente collocato i Crocodiles nel ruolo di favoriti d’obbligo, nonostante le perdite pesanti di Butelle e Gigliotti: ma l’onda negativa del disastroso girone di ritorno che aveva spinto una squadra nona in Ligue 2 al momento della sosta natalizia a sprofondare inesorabilmente in quel National lasciato appena tre stagioni prima, non si è ancora esaurita e la partenza è stata da incubo con tre sconfitte nelle prime tre giornate. Per correre ai ripari ci si è rivolti nuovamente al mercato ed in settimana è arrivato dall’Arles-Avignon il ventinovenne Emmanuel Corrèze, il centrocampista che Froger cercava per dare più grinta e sostanza al reparto.

Vannes OC – Anche in Bretagna si riparte con l’allenatore della retrocessione, Stéphane Le Mignan, a Vannes ormai dal 2002, dopo la bella rimonta dello scorso finale di stagione che ha condotto i bianconeri ad un solo punto dalla salvezza; c’è un po’ di delusione nell’ambiente perché fino all’ultimo il club del Morbihan aveva sperato nel ripescaggio, contando sul fatto che la sanzione della DNCG che aveva retrocesso d’ufficio Angers e Tours fosse confermata anche dai gradi di giudizio successivi almeno in uno dei due casi, e perché il nuovo campionato non è iniziato secondo le aspettative: tuttavia in queste prime giornate la pecca dei bretoni, complessivamente dominanti sul piano del gioco, è sembrata soprattutto un po’ di mancanza di efficacia sotto porta e si spera di aver risolto con l’arrivo proprio negli ultimi giorni di mercato di un nuovo attaccante, Haquin dal Clermont, che proverà a colmare il vuoto lasciato da Reset, il miglior marcatore della scorsa stagione, partito nel corso dell’estate per Boulogne.

Nimes e Vannes nella scorsa stagione si sono affrontate in Ligue 2, quest’anno si sono rirovate in National già alla prima giornata (1-2)

– LE NEOPROMOSSE

US Quevilly – Il club di Petit Quevilly, noto al grande pubblico soprattutto per i ripetuti exploit in Coupe de France, aspira ormai ad imporsi all’attenzione generale anche per il suo rendimento in campionato: vincitore del girone A di CFA al termine di una battaglia serrata con Red Star e Cercle Athlétique Bastiais conclusasi solo all’ultima giornata, ha raggiunto la terza divisione per la prima volta da quando quest’ultima ha assunto l’attuale denominazione di National; nella sua storia c’era già riuscito nel corso degli anni settanta, quando ancora si parlava di Division 3, prima che il fallimento societario costringesse i Jaunes a ripartire dalla base della piramide. I normanni, con pochi cambiamenti degni di nota, Régis Brouard confermato in panchina ed una rosa composta in massima parte da giocatori senza alcuna esperienza nella categoria, stanno sfruttando la dinamica positiva con cui avevano concluso la scorsa stagione ed al momento sono la sorpresa numero uno, l’unica squadra ad aver vinto le prime tre partite.

Besançon Racing Club – Nel 2009 l’antico club del capoluogo del Doubs, quarantun anni consecutivi in seconda divisione tra il 1945 e il 1986, è stato davvero sull’orlo del precipizio: alla gioia per il National riconquistato dopo la retrocessione del 2005 era subito seguita la disillusione, con la DNCG che l’aveva spedito in CFA 2 ed il fallimento ad un passo; poi il ripescaggio in CFA grazie al Comitato Olimpico ed il sostegno finanziario trovato in extremis in seguito all’intervento di una nuova dirigenza l’hanno salvato per il rotto della cuffia e, sebbene fosse stato per forza di cose deciso di ridimensionare le ambizioni e volare basso, sono arrivati un quarto posto nel 2009-2010 ed il clamoroso primo posto nel gruppo B l’anno successivo: merito di un’impressionante serie nel girone di ritorno che ha consentito ai Bisontins di superare il favorito Épinal, poi ripescato. Mantenuta la spina dorsale della scorsa stagione, interessanti alcuni giocatori giovani arrivati ad integrare la rosa, in teoria ci sarebbero i mezzi per fare un campionato tranquillo.

Gazélec Football Club Olympique Ajaccio – Vincitore del girone C del CFA, il Gaz ha contribuito alla primavera perfetta del calcio corso, che ha visto le contemporanee promozioni dei concittadini dell’ACA in Ligue 1, del Bastia in Ligue 2 e del Calvi in CFA. Ritrovato dopo cinque anni il National, il club rossoblu, per lunghi anni il primo nella gerarchia cittadina e tuttora quello che incarna l’anima più popolare di Ajaccio, per cominciare vuole stabilizzarsi in maniera salda al livello appena raggiunto e a questo scopo negli ultimi mesi ha lavorato alacremente in tutte le direzioni, dal rinnovamento dell’organigramma al rimodernamento delle infrastrutture, fino alla messa a punto di un nuovo programma di formazione. Ottimo l’acquisto di Henry Michel Gbizie, il ventiquattrenne attaccante ivoriano rivelazione del National 2010-2011 con la maglia del Bayonne. Allo stadio Mezzavia, ribattezzato Ange Casanova in memoria di un ex dirigente del club, non passa nessuno dall’agosto 2008.


Le Poiré-sur-Vie Vendée Football – Davvero da applausi il 2010-2011 della piccola squadra della Vandea -fino al 2007 Sainte Jeanne d’Arc Le Poiré Football- che dopo un inizio di stagione stentato e dopo aver battagliato a lungo con i rivali regionali del Les Herbiers ha vinto il gruppo D consacrandosi campione di Francia amatori ed approdando in National per la prima volta nella sua storia iniziata nel 1954, unica delle otto tra neopromosse e ripescate a non aver mai conosciuto la terza divisione. Primo in ordine cronologico ad assicurarsi la promozione, il club si affaccia alla categoria con ambizioni dimostrate da una campagna acquisti di alto profilo. Da sottolineare la bella storia che riguarda il tecnico della promozione, Alain Ferrand, professore di educazione fisica nella vita di tutti i giorni che, sapendo che allenare in terza serie comporta un impegno a tempo pieno e non volendo abbandonare la scuola, ha deciso di rinunciare all’opportunità del National preferendo farsi carico della squadra riserve e lasciando il suo posto ad Oswald Fanchot, l’anno scorso sulla panchina del La Vitréenne, uno degli avversari del Le Poiré-sur-Vie nel girone.

Il GFCOA – foto Jean-Pierre Belzit

– LE RIPESCATE

Aviron Bayonnais – Ultima delle retrocesse nel 2010-2011 ed ultima nell’ordine di ripescaggio previsto dal regolamento, che privilegia le migliori seconde classificate dei gironi di CFA, la squadra basca festeggia dunque la quarta salvezza consecutiva in National dopo le tre ottenute sul campo, ma si trova di fronte alla prospettiva di un’ennesima stagione di sofferenza, com’era prevedibile e come le prime giornate hanno lasciato intravedere: il club era stato costretto a lasciar andare quasi una ventina di giocatori e non è stato facile poi ricostruire un organico partendo dal budget più basso della categoria, circa 800.000 euro – il budget di una squadra media di CFA – in una terra dove tutto l’interesse è rivolto al rugby; in questi casi sono fondamentali un po’ di creatività ed anche un po’ di fortuna nell’individuare il giocatore giusto, cosa che era successa l’anno scorso con Gbizie: ora, partito per Ajaccio il miglior realizzatore della scorsa stagione, si prova a sostituirlo ritentando la sorte con Gauthier Diafutua, pescato in Belgio. Una piccola impresa attende Alain Pochat, che con i suoi quattro anni alla guida degli Txuri Urdin è l’allenatore attualmente più a lungo in carica su una panchina di National; il ventiseienne capitano Michel Bidegain è invece qui addirittura dal 2000 ed incarna lo spirito basco del club.

AS Cherbourg – Sebbene il club della Bassa Normandia possa vantare un passato recente in National dal 2002 al 2009, la sua presenza ai nastri di partenza della stagione 2011-2012 ha davvero dell’incredibile, se consideriamo che al momento della sosta natalizia occupava la penultima posizione del girone D del CFA e la sua unica preoccupazione era quella di evitare la retrocessione: premiato un girone di ritorno eccellente ed il fatto di averci creduto fino in fondo, approfittando del crollo di Les Herbiers e La Vitréenne, i principali avversari del Le Poiré-sur-Vie nel corso della stagione – i quali persa la possibilità di raggiungere il primo posto hanno inconsciamente tirato i remi in barca –  per installarsi sorprendentemente alle spalle della capolista e beneficiare poi del ripescaggio come ultima tra le seconde. Ad ogni modo, quella biancoblu è un’altra squadra il cui obiettivo di partenza non può che essere la salvezza, anche perché l’aver appreso solo il 18 luglio del ripescaggio non ha consentito di operare in modo adeguato sul mercato; è inoltre tra quelle che incontreranno maggiori difficoltà logistiche per le trasferte: noto porto sulla Manica, la città ha un aeroporto che non garantisce voli verso altre località francesi e quindi si renderà necessario passare ogni volta da Parigi.

SAS Épinal – Meritato il ripescaggio -come seconda tra le seconde dei quattro gruppi- dello Stade Athlétique Spinalien, che nel corso della scorsa stagione si era dimostrata una delle squadre più regolari e più difficili da battere di tutto il CFA, a lungo in testa nel gruppo B e poi costretta ad arrendersi di fronte allo sprint finale del Besançon. Il club dei Vosgi, nel cui passato ricordiamo dieci stagioni in seconda divisione, impreziosite da una prestigiosa vittoria contro l’Olympique Marseille ottenuta nel 1995-1996 nel piccolo stadio della Colombière da 6000 posti, non è stato particolarmente attivo sul mercato nè in entrata nè in uscita e dunque scommette sulla continuità e sugli automatismi già acquisiti: la partenza promette bene ed i due punti in più ottenuti grazie alla vittoria a tavolino sul Colmar l’hanno proiettato addirittura in testa alla classifica. Da notare la protesta di molti tifosi nei confronti del nuovo logo del club, adottato dall’anno scorso al posto di quello storico, la cui forma era ispirata al castello medievale simbolo della città, presente anche nel blasone municipale: l’attuale è accusato di essere troppo anonimo e poco rappresentativo ed è oggettivamente difficile dare torto a chi la pensa così.

FC Martigues – Migliore seconda dopo un vano inseguimento al Gazélec nel gruppo C, in una stagione 2010-2011 complessivamente positiva caratterizzata anche da un eccellente percorso in Coupe de France conclusosi solo agli ottavi di fronte al Paris Saint-Germain, il club provenzale ritrova il National dopo tre stagioni di assenza: tra le squadre presenti ai nastri di partenza di questo campionato un po’ anomalo è senza dubbio una di quelle dal passato più nobile, potendo vantare anche tre stagioni in Ligue 1 negli anni novanta, ed appare sulla carta come la più affidabile delle ripescate. Per sostituire il tecnico della scorsa stagione Franck Priou, andato al Fréjus Saint-Raphaël, si è optato per la soluzione interna con Jérôme Erceau, alle spalle un solo anno d’esperienza in panchina, nel quale ha allenato la squadra B in Division d’Honneur. I pali sono difesi da Franck L’Hostis, eletto miglior portiere all’ultimo Festival Espoirs di Toulon ed arrivato in prestito dal Monaco con l’obiettivo di fargli fare esperienza: la curiosità è che il secondo di L’Hostis a Toulon era Gorgelin, a sua volta prestato dall’OL ad un’altra delle ripescate in National, il Red Star.

Red Star FC 93 – Grazie al ripescaggio come terza tra le seconde, il mitico club dalla maglia verde con la stella rossa sul petto ritrova dopo dieci anni il National, completando il trio dell’Île de France che può contare anche su Paris FC e Créteil e diventa così la regione più rappresentata nella categoria. Difficile fare ipotesi sulle possibilità di una formazione che si presenta al via con molti cambiamenti, nell’organico come in panchina, dove è arrivato Athos Bandini reduce da un’ottima stagione alla guida del Fréjus Saint Raphaël: quest’ultimo ha dichiarato che spera che la sua squadra possa essere la guastafeste del campionato. Da segnalare il ritorno dell’ex nazionale Steve Marlet, che proprio qui si era rivelato giovanissimo segnando quaranta gol e che, dopo una carriera al di sotto delle aspettative e gli ultimi due anni trascorsi in CFA ad Aubervilliers, a trentasette anni viene a portare in dote la sua esperienza. La Red Star sarà l’unica squadra di National a giocare sul sintetico, novità di questa stagione, e Bandini lo considera un vantaggio.

Steve Marlet di nuovo con la maglia della Red Star – foto Cédric Lecocq


– LE ALTRE

AS Beauvais Oise – Settimi in classifica al termine del National 2010-2011 dopo aver nutrito fino ad un certo punto della stagione qualche speranza di inserirsi nella lotta per il terzo posto, i piccardi a bocce ferme entrano di diritto nel novero delle squadre che teoricamente quest’anno possono aspirare alla promozione. Ma i riscontri sul campo finora sono stati piuttosto deludenti: se individualmente è incontestabile il valore dei nuovi acquisti, alla luce di ciò che si è visto nelle prime partite sembra che non si sia creata ancora la giusta osmosi nella squadra, rinnovata per il 50%. Anche per il Beauvais, che ricordiamo a lungo in seconda divisione nel periodo compreso tra la seconda metà degli anni ottanta e l’inizio del nuovo millennio, c’è stato un recentissimo cambio di emblema societario: dall’aprile 2011 è stato scelto di adottare un logo che ricorda un vero e proprio blasone, per testimoniare l’attaccamento del club ai valori storici e regionali, con i colori scelti che sono il rosso di Beauvais e l’oro del dipartimento dell’Oise ed il motto latino della città “Palus ut hic fixus constans et firma manebo”, “Come questo palo conficcato, fermo e costante rimarrò”.

US Créteil – Lusitanos  Dal momento della sua retrocessione dalla Ligue 2 al termine della stagione 2006-2007, il Créteil si è sempre piazzato tra le prime dieci in classifica, ma non è mai riuscito a fare il salto di qualità necessario per aspirare davvero alla risalita. Anche quest’anno in realtà le premesse non sembrano particolarmente incoraggianti, dopo due pareggi e l’umiliante 5-1 subito alla terza giornata dal neopromosso Épinal; e per la squadra della banlieue sud-est di Parigi un problema supplementare, in caso del permanere di risultati deludenti, può essere rappresentato dall’ambiente non particolarmente tranquillo: ricordiamo che nella scorsa stagione l’allora tecnico Hubert Velud, già scampato appena un anno prima al famoso agguato al bus del Togo durante la Coppa d’Africa in Angola, era stato picchiato a sangue davanti al garage della propria abitazione da un gruppo di uomini incappucciati, che gli rimproveravano alcune scelte di formazione; a raccogliere l’eredità di Velud è stato Jean-Luc Vasseur, reduce dal trionfo nel campionato nazionale U17 alla guida del Paris Saint-Germain di Yaisien, che ha sempre lavorato al centro di formazione del PSG ed ora alla guida dei Béliers (Arieti) è sicuramente atteso da un compito molto delicato.

SR Colmar – Dopo la triste sorte toccata al Racing Strasbourg, è ormai lo Sports Réunis de Colmar la squadra alsaziana a giocare ad un livello più alto. Il momento di maggior gloria nella lunga storia del club dell’Alto Reno risale agli anni del secondo dopoguerra, quando al termine della stagione 1947-48 i Verts festeggiarono per la prima volta la conquista della prima divisione, dopo aver raggiunto la semifinale della Coupe de France. Attualmente stanno vivendo la fase più felice della loro storia recente: nel 2009-2010 sono arrivati il titolo di Champion de France Amateur ed il conseguente ritorno in terza divisione, oltre ad un’altra bella impresa in coppa con l’eliminazione del Lille ai trentaduesimi; nella stagione successiva una salvezza ottenuta con straordinario carattere, quando tutti avevano già dato per sicura retrocessa la squadra allenata da Damien Ott. Adesso, con un anno di esperienza della categoria sulle spalle, l’obiettivo dichiarato è quello di vivere un campionato con meno patemi. Gli alsaziani sono partiti con tre pareggi nelle prime tre giornate ma uno di essi, quello ottenuto sul campo dell’Épinal, è stato successivamente tramutato in sconfitta a tavolino per aver maldestramente inserito in distinta un giocatore squalificato.

Étoile Fréjus Saint-Raphaël – L’Étoile è nata appena nel 2009 dalla fusione tra Stade Raphaëlois ed Étoile Sportive Fréjusienne; come Arles-Avignon ed Evian TG è un esempio di club che rappresenta più città e l’ambizione della dirigenza, forte del terzo budget della categoria, è quella di seguire le orme delle squadre sopracitate tentando la scalata verso l’élite del calcio francese: dopo un ottavo ed un sesto posto nelle due precedenti stagioni, potrebbe essere proprio questa la volta buona; è vero che diversi componenti della rosa dell’anno scorso sono partiti con direzione Ligue 1 o Ligue 2, ma è anche vero che tra i nuovi arrivi ci sono elementi come il giovane portiere Matthieu Dreyer, ventitré partite nella massima serie con il Sochaux, o un difensore d’esperienza quale Jacques Abardonado o ancora il bomber Mathieu Scarpelli, quindici reti nella passata stagione con la maglia del Guingamp ed autore del primo gol del National 2011-2012 sul campo della Red Star: tutta gente che in questa categoria può senz’altro fare la differenza. Ed a guidarli in panchina c’è un tecnico di valore come l’ex attaccante Franck Priou, artefice del miracolo Gap con la promozione in terza serie nel 2009-2010 e successivamente di un ottimo lavoro a Martigues.

Scarpelli in azione sul campo del Red Star – foto Le Parisien

US Luzenac – E’ una favola autentica quella del Luzenac, club di un villaggio di seicento abitanti nel cuore dei Pirenei Orientali, una teleferica che passa pochi metri sopra il campo di gioco del piccolo stadio Paul Fédou, un’unica tribuna da duecentocinquanta posti e novanta fedeli abbonati; si tratta del più piccolo comune ad avere mai giocato in National e del secondo più piccolo budget del campionato dopo quello del Bayonne; i giocatori ed il tecnico Cristophe Pélissier, per una questione puramente pratica, vivono tutti a Toulouse, la città più vicina, e si allenano al centro federale di Castelmaurou. Eppure, nei suoi due anni di permanenza in questa categoria dopo la promozione del 2009, incredibilmente il Luzenac non è mai stato in zona retrocessione, abbinando una filosofia fondata sulla ricerca del bel gioco ad una certa solidità difensiva e piazzandosi al decimo posto nella stagione 2009-2010 ed al dodicesimo in quella successiva. L’estate non ha portato grandi cambiamenti ma quest’anno, per la prima volta, con l’inizio di campionato sono arrivati dei segnali fortemente negativi: tre sconfitte con nove gol subiti nelle prime tre giornate ed il derby dei Pirenei previsto per sabato sera contro il Bayonne che assume già i contorni dell’ultima spiaggia.

Chamois Niortais FC- Nel 1925 il proprietario della chamoiserie Boinot fonda a Niort un club calcistico e decide di chiamarlo Chamois (camoscio), con l’animale che compare anche nel logo societario. La squadra è l’unica rappresentante dalla Ligue 1 al National della bellissima regione Poitou-Charentes e nella sua storia ha conosciuto anche una stagione in prima divisione, nel 1987-88, prima di mettere radici stabili in seconda; nel 2007 l’inizio del disastro, con il doppio salto all’indietro dalla Ligue 2 al CFA in due stagioni, a cui sono seguite la risalita in National l’anno successivo ed un campionato anonimo con il tredicesimo posto finale nel 2010-2011. Adesso gli uomini di Gastien si candidano al ruolo di possibile outsider: i dirigenti sembrano averci visto giusto con l’acquisto di Mustapha Durak, il promettente attaccante franco-turco che aveva già segnato tredici gol con la maglia del Gap nella passata stagione, nonostante avesse messo insieme solo venti presenze per via degli infortuni, e che quest’anno ha avuto una partenza sprint con tre gol nelle prime tre uscite. La curiosità è che uno dei cardini della squadra, il giovane centrocampista Johan Gastien, indicato dagli addetti ai lavori come uno dei giocatori più interessanti visti in campo nello scorso National, è il figlio dell’allenatore Pascal.

US Orléans – Promosso in National al termine della stagione 2009-2010, il club Sang et Or è stato una piacevole sorpresa, rivelandosi di gran lunga la migliore delle neopromosse con il nono posto finale. Quest’anno parte con grandi ambizioni ed è la squadra che più di ogni altra ha rivoluzionato l’organico, con più di quindici nuovi giocatori approdati nel Loiret; tra loro anche l’interessante diciannovenne N’Doumbou, giunto in prestito da Marseille grazie ai buoni uffici del neo presidente dell’OM Labrune, nativo di Orléans e molto legato al club della sua città. Piacevole a vedersi ma spesso poco concreto nella scorsa stagione, dopo la sconfitta della prima giornata l’USO sembra avere imboccato in questo campionato la via opposta, quella del pragmatismo portato all’estremo, almeno a giudicare da ciò che si è visto nelle due giornate successive. Il club può vantare in bacheca solo un titolo amatori e svariati titoli regionali ma tra il 1980 e il 1992 ha avuto lo statuto pro, disputando diversi campionati consecutivi in seconda divisione; il suo maggiore orgoglio resta la finale di Coupe de France raggiunta nel 1980 e persa al Parc des Princes contro il Monaco.

Paris Football Club – Al momento del suo ritorno in terza divisione al termine della stagione 2005-2006, il secondo club di Parigi si era posto come obiettivo dichiarato quello di raggiungere la Ligue 2 in un triennio, regalando così alla capitale una seconda realtà calcistica professionistica: ma le cose non sono andate secondo le previsioni e, dopo una serie di campionati mediocri – con un sesto posto come miglior piazzamento – i parigini languono ancora in National. La scorsa stagione è stata se possibile più anonima delle precedenti, con l’unico lampo arrivato dall’exploit ai trentaduesimi di Coupe de France ai danni del Toulouse ed il rimarchevole percorso parallelo dei ragazzi Under 19 giunti fino ai quarti di finale della Gambardella. Quest’anno si è deciso di voltare pagina: Jean-Luc Vannuchi è stato sostituito in panchina da Alain Mboma, fratello dell’ex nazionale camerunense Patrick, l’anno scorso in CFA al Red Star e grande conoscitore del calcio della regione, che dalla squadra biancoverde ha portato con sè alcuni ragazzi come Macalou, Gazeau e Germain. Alcuni degli elementi più promettenti come Vincent e Lala hanno lasciato Parigi e Mboma ha affermato che l’obiettivo stagionale è un piazzamento tra l’ottavo e il dodicesimo posto; ma chissà che in un contesto particolare come quello del campionato attuale il rinnovamento operato ed il profilo basso non portino finalmente i frutti tanto attesi.

FC Rouen – E’ l’ambiziosa per eccellenza del campionato 2011-2012: persino sul suo sito ufficiale si legge lo slogan “La Ligue 2 c’est maintenant!” e venti allenatori di National su venti, compreso lo stesso tecnico dei Diables Rouges Éric Garcin, nel sondaggio che ha preceduto l’inizio delle ostilità l’hanno indicata come candidata più autorevole alla promozione, davanti al Vannes con diciannove nominations ed a Nîmes e Fréjus Saint-Raphaël con diciotto. L’antichissimo club dell’Alta Normandia, diciannove stagioni in prima divisione e trentasei in seconda, una finale di Coupe de France ed una di Coupe de la Ligue, ha conservato in organico tutti gli elementi di maggior peso e si è rinforzato con giocatori come Morisot (Dijon) o Chaussidière (Clermont), in un interessante mix di gioventù ed esperienza; dopo l’ottavo posto dello scorso campionato, l’occasione che si presenta quest’anno viene considerata imperdibile e  l’inizio è stato complessivamente incoraggiante. In attesa del sognato derby con il Le Havre, con il quale la rivalità regionale è molto sentita, ci sarà un altro derby ad infiammare tutta una regione, quello cittadino che l’opporrà all’USQ: Petit Quevilly è un paese dell’arrondissement di Rouen e sarebbe uno scenario incredibile se le due squadre si giocassero tra loro anche la promozione.

I Diavoli Rossi del Rouen possono contare sull’appoggio di una delle tifoserie più calde del National

Risultati, classifica e calendario

I GIRONI DI CFA E CFA 2

Il CFA è la massima categoria a cui possono aspirare le squadre riserve dei club professionistici, che partecipano a questo campionato insieme ai club amatoriali; le prime possono di conseguenza retrocedere (parecchi club di L1 hanno le riserve molto più in basso, dalla Division d’Honneur in giù) ma non possono essere promosse in National; tra le quattro squadre riserve meglio piazzate a fine stagione in ciascuno dei quattro gironi, si disputa tuttavia un mini torneo articolato in semifinali e finale che consente di proclamare uno Champion des Réserves Professionnelles, titolo che il Lyon B si aggiudica da tre anni consecutivi.

Le quattro vincitrici dei gironi – o le meglio piazzate, nel caso in cui a vincere il girone sia una delle squadre riserve – sono promosse in National e quella che ha totalizzato il maggior numero di punti complessivi diventa Champion de France Amateur, titolo che conta a tutti gli effetti nel palmarès; le ultime quattro squadre presenti nell’albo d’oro sono Croix-de-Savoie – oggi Evian TG – nel 2008, US Luzenac nel 2009, SR Colmar nel 2010 e Le Poiré-sur-Vie nel 2011. Retrocedono in CFA 2 le ultime tre di ogni girone, quindi dodici squadre in tutto. Il sistema di assegnazione dei punti in questi campionati è particolare e piuttosto cervellotico: quattro punti per la vittoria, due per il pareggio ed uno per la sconfitta; la suddivisione dei gironi segue logicamente criteri geografici e può variare di anno in anno a seconda delle promozioni e retrocessioni.

Da notare che le riserve del Lille, retrocesse in CFA 2 al termine di una stagione 2010-2011 disastrosa che ha fatto da contraltare a quella indimenticabile della prima squadra, hanno beneficiato del ripescaggio in qualità di seconda miglior sedicesima dei quattro gruppi ed avranno così l’opportunità di giocare nuovamente in CFA; da notare anche che nel CFA 2 2011-2012 spicca la presenza di due antichi campioni di Francia, non solo il Racing Strasbourg nel girone C ma anche il Racing Levallois 92, ex Racing Club de France, nel girone B.

– I quattro gironi di CFA (*)


Evidenziate con lo sfondo azzurro le squadre riserve partecipanti. Per il motivo spiegato poco più in basso, dal girone B va depennato lo Strasbourg, che invece prende il posto dello Strasbourg 2 nel girone C del CFA 2; le riserve dello Strasbourg giocheranno in Division d’Honneur, mentre nel girone B di CFA il campionato si disputerà a diciassette squadre anziché diciotto.

– Gli otto gironi di CFA 2

(*) Situazione particolare quella del Racing Strasbourg, per il quale la sanzione comminata dalla DNCG per il passivo di bilancio relativo alla scorsa stagione era la retrocessione a tavolino in CFA e non in CFA2; poiché successivamente, il 22 agosto 2011, la società è stata posta in liquidazione giudiziaria dal Tribunale di Strasbourg ed il regolamento della FFF dice chiaramente che in casi simili è prevista senza eccezioni la retrocessione a tavolino da rendere esecutiva nella stagione successiva, piuttosto che giocare in CFA sapendo che nel 2012-2013 l’ulteriore retrocessione in CFA 2 sarebbe stata inevitabile, la nuova équipe dirigente che ha preso in carico il club ha preferito a malincuore ripartire volontariamente dalla quinta divisione fin da subito, ottenendo l’avallo della Federazione.

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Discussione

11 pensieri su “National, CFA, CFA 2: la giustizia sportiva e la rivoluzione dei campionati

  1. Complimenti Isabella per l’analisi !!!!!
    Mauro Cesarini

    Pubblicato da Anonimo | 29 agosto 2011, 14:46
  2. Grazie! I complimenti di un esperto di categorie minori quale sei tu non possono che essere graditissimi!

    Pubblicato da Isabella Rubens | 29 agosto 2011, 19:18

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