Espoir del mese, Talenti

L’Espoir del mese – Yassine Benzia

Ogni mese Foot Hexagonal sceglierà e presenterà un talento nato dal 1990 in poi, tenendo in considerazione i giocatori appartenenti a club francesi di qualsiasi categoria, indipendentemente dalla nazionalità, nonché i giocatori di nazionalità francese appartenenti a club esteri: l’Espoir (*) del mese di luglio 2011 è Yassine Benzia, autore di cinque gol in cinque partite con la Francia Under 17 al mondiale di categoria giocato in Messico.

Foto maxppp

Nella Francia Under 17 che nel maggio 2004 si laureava campione continentale, sconfiggendo per 2-1 i pari età spagnoli nella finale di Châteauroux, si era messo in luce tra gli altri un attaccante delle giovanili del Lyon, radici algerine e doti tecniche superiori alla media: un certo Karim Benzema, oggi titolare con Blanc al centro dell’attacco dei Bleus ed atteso alla stagione della consacrazione nel Real Madrid di Mourinho. A sei anni di distanza è ancora con la maglia di una selezione francese Under 17 che è salito alla ribalta Yassine Benzia, stesso ruolo, stesse origini, stesso club di appartenenza e persino una sorprendente assonanza nel cognome. Naturalmente il suo exploit al mondiale messicano non poteva passare inosservato e, amplificato ulteriormente dalla serie di curiose coincidenze, ha mobilitato intorno a lui un’attenzione mediatica di certo eccessiva per un ragazzo della sua età, che per di più non ha ancora giocato un solo match professionistico in carriera e che fino a due mesi fa era conosciuto solo da chi segue i campionati giovanili francesi, e lo ha trasformato improvvisamente nel “nuovo Benzema”. Si sa come i successi nelle competizioni giovanili vadano presi cum grano salis e, tanto per restare nell’ambito dei mondiali U17, si può ricordare che in occasione delle ultime due partecipazioni francesi il miglior marcatore dei Bleuets fu nel 2007 Damien Le Tallec, talento rimasto tuttora inespresso, e nel 2001 Florent Sinama-Pongolle, appena rientrato in Francia dopo una carriera all’estero certamente al di sotto delle attese; lungi dunque dal voler emettere precoci ed inopportune sentenze, proviamo a tracciare un ritratto il più completo possibile di Yassine Benzia e ad inquadrarne le potenzialità.

CARTA D’IDENTITÀ

Nome: Yassine Benzia

Ruolo: Attaccante

Data di nascita: 8 settembre 1994

Luogo di nascita: Saint-Albin-lès-Elbeuf (Haute-Normandie, France)

Nazionalità: Francese/Algerina

Altezza e peso: 179 cm per 72 kg

Piede preferito: Destro

Club di appartenenza: Olympique Lyonnais


I PRIMI PASSI

Ciò che di certo è innegabile è la rapidità dell’ascesa di Benzia, passato in meno di due anni dalla Division d’Honneur regionale con gli U15 di un club amatoriale al Mondiale con la selezione francese. Normanno di nascita ed algerino di sangue, Yassine vede la luce in un paese di circa ottomila abitanti nei dintorni di Rouen, dipartimento della Senna Marittima, da una famiglia originaria del porto di Oran, Algeria nord-occidentale. Orfano di padre dall’età di tredici anni, la sua trafila giovanile si snoda inizialmente nelle piccole realtà calcistiche della zona, tra Saint-Aubin FC (dal 2000 al 2005), Oissel (2005- 2006) e R.C Caudebecais (2006-2009), fino ad approdare al ben più noto US Quevilly: conosciuto dagli appassionati soprattutto per le due indimenticabili epopee in Coupe de France, con la semifinale raggiunta nel 1968 e poi bissata nel 2010, il club giallonero è adesso in una fase di grande crescita, avendo investito molto nelle spese di formazione ed essendo stato ripagato al termine della scorsa stagione dalla prima promozione in National della sua storia, oltre che dalla constatazione di come sempre più frequentemente i suoi ragazzi vengano scelti per integrare i settori giovanili delle squadre più blasonate dell’Esagono. Ad ogni modo, appena arrivato Benzia non ci mette molto a farsi notare: inserito inizialmente, vista l’età, nella squadra U15 che gioca in Division d’Honneur Haute-Normandie (*), nell’ottobre 2009 viene occasionalmente aggregato agli U17 Nazionali per la partita di campionato contro il Beauvais e, mandato in campo dal tecnico Arnaud Cambremer ad un quarto d’ora dalla fine, in pochi minuti segna un gol, offre un assist e provoca un rigore; da quel momento non uscirà più dal gruppo U17 e concluderà da miglior marcatore, con dodici reti in quindici presenze, la sua prima ed unica stagione nelle fila dei Jaunes, fondamentale anche per aver contribuito in modo determinante all’affinamento della sua cultura tattica.

Avvicinato dagli osservatori dell’OL a margine dell’incontro tra gli U17 di US Quevilly e RC Lens, viene invitato a Lyon per un provino che avrà esito positivo; dal luglio 2010 si lega al club rodaniano con un contratto di aspirante della durata di due anni e lascia dunque la Normandia, non prima di aver ricevuto il riconoscimento di miglior giovane nell’appuntamento annuale con il Podium des Espoirs dell’USQ: a testimonianza dell’ottimo lavoro svolto dagli educatori gialloneri, da notare che anche il secondo classificato, il difensore Robin Lebourg, partirà nella stessa estate per raggiungere il  Bordeaux. E’ ancora una volta eccellente l’impatto di Benzia con la nuova realtà: negli U17 Nazionali lionesi allenati da Stéphane Roche – oggi promosso alla direzione del centro di formazione in seguito al passaggio di Rémi Garde alla guida della prima squadra-  nel campionato 2010-2011 è di nuovo il capocannoniere con il più che cospicuo bottino di trentasei reti in ventidue partite della stagione regolare; solo ai playoff non riuscirà ad incidere, ad immagine di una formazione che nel proprio girone era stata dominante, con una serie record di diciassette vittorie consecutive ed un gioco scintillante, ma che nella poule conclusiva delude lasciando la finale all’Olympique Marseille poi sconfitto dal Paris Saint-Germain (qui il video della finale); i gol messi finora a segno da Yassine con la maglia dei Gones sono comunque complessivamente trentotto, perché in entrambe le occasioni in cui nel corso della passata stagione è sceso in campo con gli U19 Nazionali il ragazzo è riuscito ad andare a segno. Nel 2011-2012, la sua aggregazione alla squadra U19 sarà stabile ed è previsto che nella seconda parte del campionato inizi ad allenarsi con le riserve, che giocheranno nel girone B di CFA: tutti i tecnici del Lyon, interpellati a proposito di Benzia, insistono sulla necessità di non bruciare le tappe della sua formazione nonostante la straordinarietà delle performances, per una questione di gestione psicologica ma anche di gestione dei carichi di lavoro fisico; in linea di principio, difficilmente vedremo dunque Yassine fare la sua comparsa nel gruppo professionistico prima della stagione 2012-2013.



Benzia con la maglia degli U17 Nazionali dell'OL -foto olweb.fr

IN NAZIONALE

Patrick Gonfalone, il tecnico federale che ha guidato l’Under 17 francese al mondiale, nota Benzia per la prima volta nella primavera 2010, quando il ragazzo è ancora al Quevilly e disputa con una rappresentativa giovanile normanna un incontro al quale il selezionatore si trova ad assistere, e decide così di convocarlo e di mandarlo in campo in occasione delle tre amichevoli a distanza ravvicinata che la Francia (al tempo ancora Under 16) gioca a maggio contro Belgio e Svizzera e a giugno contro la Germania. Da quel momento in poi, però, lo accantona e non c’è più traccia di Yassine in nazionale in tutto il periodo delle qualificazioni europee, poi nella Fase Elite ed infine nella fallimentare fase finale dell’Europeo in Serbia, che nonostante tutto consente ai Bleuets di strappare il biglietto per il Messico; per vederlo ricomparire nei radar federali dovremo attendere proprio la vigilia della partenza per il Mondiale quando, mentre ci si interroga sulle reali possibilità di una squadra che ha evidenziato tra le altre cose una certa difficoltà in fase realizzativa, viene inserito a sorpresa nella lista dei convocati (qui ne avevamo tracciato sul momento una breve presentazione); il commissario tecnico dirà poi di essersi accorto fin dal primo momento di avere di fronte un giocatore dalle doti speciali, a cui sembrava però mancare ancora qualcosa sul piano fisico, e di aver tentato in seguito “il colpo di poker”, come lo definisce lui stesso.

Comunque sia, Benzia viene schierato per la prima volta da titolare in una gara ufficiale di una selezione francese proprio in occasione del debutto al mondiale messicano contro l’Argentina (3-0), il 18 giugno 2011, e mette immediatamente a segno una doppietta; nella fase a gironi va di nuovo in gol nella terza partita contro la Giamaica (1-1) e poi trascina ai quarti di finale i suoi, sotto 2-0 al 25′ dell’ottavo contro la Costa d’Avorio, trasformando il rigore che dà il via alla rimonta, servendo l’assist in profondità a Nangis per la rete del pareggio ed infine segnando quella della vittoria (3-2) nel finale con una gran conclusione dai venti metri. L’avventura della Francia si fermerà di fronte ai padroni di casa del Messico al turno successivo, dopo una campagna in cui la squadra di Gonfalone ha confermato i suoi limiti ma ha comunque messo in evidenza alcune individualità che potrebbero avere delle prospettive, in particolar modo i due funamboli di origine maghrebina che si sono divisi la ribalta, lo stesso Benzia ed il già noto Yaisien (Vedere box “Yaisien,la punta di diamante della generazione 94“), ma anche giocatori come Benjamin Mendy, Ikoko, Zouma, Meite o Nangis.

Da segnalare tuttavia che l’Algeria è in pressing su Yassine Benzia per indurlo a cambiare in corsa la sua scelta e ad indossare la casacca dei Fennecs, secondo la prassi abitualmente usata dalle federazioni africane per convincere i figli di emigranti nati sul suolo transalpino ad abbracciare la causa del paese delle radici; a questo proposito ricordiamo il fresco esempio della piccola perla del Sochaux Ryad Boudebouz (classe 1990), oggi nazionale maggiore algerino dopo aver fatto la trafila delle giovanili con i Bleuets. Per il momento ad ogni modo Benzia ha fatto sapere di essere concentrato sulla Francia e di volerci restare più a lungo possibile, ma la sua risposta che diplomaticamente non esclude a priori alcuna possibilità gli consente di tenersi aperto uno spiraglio nel caso in cui vedesse le sue prospettive con la nazionale francese volgere al peggio. Sui siti d’informazione nordafricani gira anche un’indiscrezione secondo cui tempo fa il giovane attaccante si sarebbe proposto attraverso un agente al selezionatore dell’U17 algerina Salim Benad, ma che quest’ultimo avrebbe ignorato la sollecitazione sostenendo di non avere tempo per visionare il giocatore; in seguito sarebbe arrivata la chiamata di Gonfalone e a quel punto l’entusiasmo di Benzia per la maglia algerina si sarebbe per forza di cose raffreddato: peraltro, una storia simile a quella che si racconta nei riguardi di un franco-algerino ben più illustre, Zinedine Zidane.

Benzia impegnato in allenamento con la Francia U17 -foto fff.fr

CARATTERISTICHE E PERSONALITÀ

Benzia è un giocatore dalle potenzialità estremamente interessanti perché unisce qualità tecniche superiori alla media a grande concretezza. Con Benzema, se vogliamo continuare il gioco dei paragoni,  ha in comune il fatto di non essere il tipico attaccante d’area di rigore ma di avere un certo gusto per il gioco, con la propensione a partire palla al piede come a muoversi pericolosamente lungo tutto il fronte; inoltre, il trovarsi a proprio agio sul lato sinistro dell’attacco pur mantenendo come zona di predilezione quella centrale, che naturalmente gli consente una maggiore vicinanza alla porta. Schierato da punta centrale nella sua breve carriera di club, sia con gli U17 dell’US Quevilly che con quelli dell’OL – precedentemente, nel R.C. Caudebecais, essendo tecnicamente di gran lunga al di sopra degli altri ragazzi veniva impiegato un po’ in tutti i ruoli – ha caratteristiche tali da consentirgli di essere adattato con successo a diverse posizioni offensive: ad esempio in nazionale con Gonfalone l’abbiamo visto quasi sempre partire dalla fascia sinistra in un 4-2-3-1 o 4-3-3, zona di campo in cui sa essere molto temibile perché sfrutta il suo eccellente dribbling per rientrare verso l’area e calciare di destro o proporre l’uno-due. Dal punto di vista atletico non ha potenza o velocità eccezionali ma compensa con l’agilità, la notevole abilità palla al piede negli spazi stretti, la facilità nel saltare l’uomo e la capacità di smarcamento, nonché quella nel riuscire a crearsi angoli di tiro in condizioni difficili; vede bene la porta, è freddo a sufficienza ed in più ha senso del gioco e creatività degni di nota, che gli permettono di farsi trovare al posto giusto al momento giusto o di individuare il varco buono per servire un compagno. Ottimi la protezione del pallone ed il primo tocco, la sua arma principale è il destro, con il quale ha segnato tutti e cinque i suoi gol al Mondiale, ma se la cava bene anche con il sinistro e di testa.

Il suo difetto maggiore resta l’eccessivo individualismo che a volte, unito ad una certa tendenza a cercare il fallo appoggiandosi sul difensore che lo marca, può rendere il suo gioco irritante per compagni di squadra e avversari. Più in generale, Yassine dovrà fare attenzione soprattutto alla mentalità: così come il sano egoismo dell’attaccante è una dote che se portata all’estremo può diventare un limite, allo stesso modo l’ambizione e la fiducia nei propri mezzi che lo animano possono condurlo a degli eccessi, cosa che è apparsa evidente proprio in occasione del quarto di finale perso contro il Messico, in cui è arrivato ad aggredire in campo il compagno Laborde colpevole di un errore. Inutile dire quanto sia fondamentale che non si monti la testa e che la sua frenesia di raggiungere grandi traguardi, esternata anche nelle dichiarazioni ai media con il riferimento a Benzema che dagli U17 del Lyon passò direttamente con i professionisti, non gli faccia affrontare con lo spirito sbagliato le tappe intermedie necessarie alla sua evoluzione. Se da una parte la perdita precoce del padre, come sottolineato dal suo allenatore all’US Quevilly Cambrener, lo ha rafforzato psicologicamente, contribuendo probabilmente a forgiare lo spirito da competitore che tutti i suoi tecnici presenti e passati gli riconoscono, è anche vero che questa particolare circostanza lo rende ancora più bisognoso di qualcuno che possa fargli da guida, soprattutto in un momento in cui intorno a lui gli adulatori spuntano come funghi. Rémi Garde, che ne apprezza particolarmente le qualità, l’ha compreso benissimo e si è premurato di dichiarare alla stampa francese che il ragazzo deve ancora crescere sul piano fisico e psicologico e va protetto. L’auspicio per il suo futuro è comunque nelle parole che Yassine affida all’inviato di Lyon Capitale:  “Il mio modello è Benzema. Abbiamo le stesse origini, praticamente lo stesso nome. E poi, lui ha giocato a Lyon come me ed oggi gioca al Real Madrid, la mia squadra del cuore. Io lavoro duro per sperare di fare una carriera altrettanto bella”.

Benzia in azione nel corso del Mondiale U17 in Messico -foto lyoncapitale.fr

LA CURIOSITÀ 

Yassine ha due fratelli di cui uno, il diciannovenne Farid, ha appena firmato un contratto professionistico della durata di tre anni, il primo della carriera, con i campioni di Francia del Lille: centrocampista offensivo, anch’egli cresciuto calcisticamente in Alta Normandia e precisamente nel centro di formazione del Le Havre, ha tentato l’avventura estera giocando per due anni nelle giovanili del Nacional Madeira in Portogallo prima di scegliere di tornare in patria; nel LOSC sarà inizialmente aggregato alla squadra riserve in CFA 2. A differenza del fratello minore, ha già espresso pubblicamente una netta preferenza per l’Algeria e secondo le indiscrezioni dovrebbe essere prossimamente incluso nel gruppo dell’Under 21 dei Fennecs.

VIDEO: I gol ed una selezione di giocate di Benzia al Mondiale U17 (durata otto minuti circa)


(*) La traduzione letterale della parola francese “espoir” è “speranza”; in gergo calcistico, con questo termine ci si riferisce genericamente ai giovani talenti, e più specificamente con “Espoirs” (declinato esclusivamente al plurale) si intende la nazionale Under 21, mentre per l’U20 e le classi d’età inferiori si usa regolarmente la sigla classica.

(*) Nella categoria U15 i campionati vengono disputati su base regionale e non su base nazionale come invece avviene per gli U17 e U19.

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