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AS Monaco, ripartire dalla Gambardella

Gli Under 19 Nazionali del Monaco si aggiudicano allo Stade de France l'edizione 2011 della Coupe Gambardella- Foto Chevalier

Dall’alto del Rocher e di un blasone nobilitato da sette titoli di campione di Francia, nel Principato ci si ripeteva che alla fine in un modo o nell’altro si sarebbe riusciti a salvare la pelle, arroccati su quello sperone che giornata dopo giornata si faceva più pericolante ed aggrappati a certezze che via via si sgretolavano; fino all’ultima domenica ed alla spallata fatale assestata impietosamente dal Lyon, con la rovinosa caduta e l’amara e definitiva constatazione che dopo trentaquattro stagioni di permanenza ininterrotta nella massima serie ed a soli sette anni di distanza dalla finale di Champions League persa contro il Porto di Mourinho, la Ligue 2 è diventata ufficialmente la realtà con cui l’AS Monaco è costretto a fare i conti nel presente.

Va ad onor del vero riconosciuto che Laurent Banide, chiamato a sostituire Guy Lacombe in panchina dopo la sosta natalizia, ha fatto comunque un buon lavoro, trasmettendo nuove motivazioni, assestando la squadra intorno ad una retroguardia solida e piazzandosi al decimo posto nella classifica relativa al girone di ritorno con venticinque punti conquistati; e che il Monaco ha avuto senz’altro la sua buona dose di sfortuna nel retrocedere malgrado il raggiungimento di quota quarantaquattro, battendo il precedente record detenuto dal Caen 2004-2005 e dal Nancy 1999-2000, ai quali quarantadue punti non erano stati sufficienti ad evitare la discesa.

Un'immagine dei tempi d'oro: il Monaco guidato da Jean Tigana festeggia il titolo di campione di Francia 1996-1997, il penultimo della sua storia; nella foto si riconosce anche un giovanissimo Henry, che nel Principato ha iniziato la sua carriera da professionista -foto Reuters

Ma è noto che quasi sempre ciò che avviene in maniera apparentemente casuale, e che nel calcio prende generalmente le sembianze dei classici episodi che fanno pendere da una parte l’ago della bilancia, racchiude in sè una spiegazione perfettamente logica ed affonda le radici ben più in lontananza. E le radici di questa retrocessione sono da ricercare in primis nella perdita di una stabilità finita con la fine dell’era Campora (1976-2003), della quale la cavalcata europea dei ragazzi di Deschamps ha rappresentato l’ultimo sussulto postumo e dopo la quale in otto anni si sono succeduti cinque presidenti ed otto allenatori, con la conseguente impossibilità di stabilire una linea guida univoca e definita per il club. E di riflesso, nel progressivo abbandono di una politica sportiva fondata sui frutti di un centro di formazione dalla nota tradizione, che dei successi passati aveva costituito una delle travi portanti e che alla Francia aveva regalato quattro campioni del mondo 1998, Lilian Thuram, Emmanuel Petit, Thierry Henry e David Trezeguet; a vantaggio di un’improvvisazione che ha portato a scelte di mercato spesso quantomeno rivedibili, con esempi freschissimi quali quelli di uno Mbokani costato più di sette milioni di euro ed ingestibile dal punto di vista comportamentale, o di un Mahamadou Diarra perennemente alle prese con gli infortuni che ha finito con l’incidere molto più sul monte ingaggi che non sul campo.

Se in questo senso, nel quadro di una ristrutturazione che il Principe Alberto aveva preannunciato prima della retrocessione, sembra già un segnale confortante l’appena ufficializzato arrivo dal Lille -in qualità di nuovo responsabile di mercato- di Jean-Luc Buisine, l’uomo che ha portato nel Nord a costo zero o a prezzo d’occasione giocatori come Sow, Bastos, Bodmer, Lichsteiner e Odemwingie tra gli altri, la speranza condivisa da molti tifosi monegaschi è che il passo successivo sia il ritorno alla valorizzazione del centro di formazione.

Centro di formazione che, lo ricordiamo, è tuttora assestato su livelli d’eccellenza, come testimoniato dalla classificazione di categoria 1, classe A e dal secondo posto alle spalle di quello del Rennes nella graduatoria più recente resa nota dalla FFF; o dall’evidenza che gli elementi più positivi in un’annata da dimenticare e gli ultimi ad arrendersi sul campo siano stati proprio i ragazzi cresciuti alla Turbie come il camerunense Nkoulou, appena sacrificato sull’altare di un bilancio tutt’altro che florido ed involatosi verso la vicina Marseille, o il portiere e capitano Ruffier, destinato a breve ad una sorte simile. O ancora, dall’ottima stagione di tutte le formazioni giovanili biancorosse, dalle riserve – allenate da dodici anni da Frédéric Barilaro, che dal 2008 è anche il direttore del centro – che nel girone C dello Championnat Amateur sono arrivati a soli tre punti dal Lyon campione, agli Under 17 di Bruno Irles, piazzatisi secondi nel proprio gruppo dietro l’OM poi sconfitto in finale dal fortissimo PSG di Yaisien e protagonisti della terza stagione consecutiva ad alti livelli; e soprattutto degli Under 19 di François Ciccolini, che hanno dato seguito al brillante 2009-2010 concluso da vice campioni di Francia aggiudicandosi meritatamente la Gambardella 2011, la competizione giovanile che più di ogni altra rimane impressa nella memoria collettiva degli appassionati francesi, al termine di una finale palpitante e dal buon livello tecnico in cui hanno avuto la meglio ai calci di rigore sul Saint-Étienne.

Al Louis II, i ragazzi della Gambardella presentano il trofeo al Principe Alberto -foto asm-fc.com

Guardare a posteriori le immagini della gioia dei ragazzi di Ciccolini contrapposta alle lacrime della prima squadra suggerisce implicitamente la miglior via da seguire per la ricostruzione, a prescindere dalle future evoluzioni sul piano societario e dall’auspicato ingresso nel capitale di nuovi investitori. Banide, saggiamente confermato, dall’alto dei suoi otto anni di esperienza al centro di formazione della Turbie appare come la persona giusta per lavorare con il gruppo della Gambardella, formato da un promettente mix di elementi delle generazioni 1992 e 1993 in cui spiccano individualità quali Appiah, Mendy o Eysseric, gruppo a cui va aggiunto qualche interessante classe 1990 o 1991 che nella scorsa stagione ha giocato essenzialmente con le riserve, come il portiere L’Hostis visto all’opera all’ultimo Festival di Toulon, l’attaccante Germain recentemente convocato nell’Under 21 di Mombaerts o i difensori Isaac Koné e Ferblantier: alcuni di questi ragazzi sono partiti per il ritiro precampionato all’Île de Ré con una prima squadra il cui organico è ancora tutto da definire e non potrebbero capitare circostanze più favorevoli di quella contingente per programmarne l’integrazione in pianta stabile nella rosa.

Naturalmente non si vuole asserire che una vittoria in Gambardella sia sinonimo di una successiva carriera ad alti livelli, discorso che vale per qualunque successo a livello giovanile, nè tantomeno si può ragionevolmente pensare di sostenere un campionato duro come la Ligue 2 con una squadra composta unicamente da diciottenni. Ma è bello ricordare che da una finale di Gambardella sono passati tra gli altri sei dei giocatori che compongono l’attuale gruppo di Blanc, ovvero Mexès (Auxerre 1999), Gourcuff (Rennes 2003), Rèmy e Benzema (Lyon 2006), Martin (Sochaux 2007) e M’Vila (Rennes 2008), o anche i neo campioni di Francia Béria e Obraniak (Metz 2001); ed altrettanto bello immaginare un AS Monaco che affronti la sua ricostruzione stringendosi intorno a figure di riferimento come gli stessi Barilaro e Banide o come l’attuale consigliere sportivo Jean Petit, in biancorosso dal 1969, e schierando sul campo tre-quattro ragazzi cresciuti in casa che possano costituire l’ossatura della squadra di domani; e che ritrovi così, prima ancora della Ligue 1, la propria identità e la propria anima.

E’ con quest’auspicio che vi presentiamo brevemente tutti i ragazzi che hanno giocato la finale dello Stade de France, ricordando che l’ultima volta che il Monaco vinse una Coupe Gambardella, nel 1972, la prima squadra retrocesse in Ligue 2 ma risalì immediatamente nella stagione successiva.

Martin SourzacTitolare indiscutibile tra i pali, di lui si dice un gran bene e la sua assenza per infortunio è coincisa con il peggior periodo stagionale della squadra. Classe 1992, alto 184 cm per 78 kg, fu notato dal Monaco e da altri club come Lorient e Nantes proprio in Gambardella, nell’edizione 2007-2008 quando difendeva i pali del FC Sens. Il dodicesimo è Julien Grondin (1993), originario di Saint-Louis de La Réunion.

Jérôme Phojo – Piacevole sorpresa della stagione, e’ uno dei sette giocatori del gruppo nati nel 1993, che hanno integrato quest’anno lo zoccolo duro formato dai ragazzi classe 1992. Si è alternato sulla fascia destra della difesa con Florian Pinteaux (1992), giocando la semifinale e la finale mentre il suo compagno era stato titolare in quasi tutti i turni precedenti, e ha mostrato anche un discreto cross.

Dennis Appiah – Capitano di questa squadra e della Francia Under 19, è uno degli elementi che sembrano destinati ad un sicuro avvenire: difensore centrale in grado di trasmettere tranquillità ai compagni, compensa un fisico normale (178 cm per 70 kg) con altre qualità ed è in grado di disimpegnarsi bene anche da esterno destro o da centrocampista davanti alla difesa. Classe 1992, ha già esordito con la prima squadra e abitualmente gioca con le riserve in CFA.

Jérémy Labor – Anche lui nazionale francese Under 19, con i compagni di squadra Appiah, Kurzawa e Mendy ha partecipato a maggio alla Fase Elite degli Europei di categoria. Classe 1992, forma con Appiah la coppia titolare al centro della difesa ma è stato assente per gran parte della stagione a causa di un infortunio alla coscia: in Gambardella è tornato in tempo per la semifinale e per la finale, in cui ha firmato il gol del Monaco con un perentorio stacco di testa su corner.

Layvin KurzawaEsterno sinistro di difesa dalle caratteristiche spiccatamente offensive e dalla buona qualità di percussione e di cross, eredità del suo passato da centravanti, posizione in cui ha giocato fino all’età di quattordici anni; deve progredire soprattutto nella fase difensiva. Nato a Fréjus nel settembre del 1992, può vantare cinque presenze in Ligue 1 ed otto nell’ Under 19 francese.


Aadil Assana – Aggregato al gruppo degli U19 dopo un’eccellente stagione 2009-2010 con gli U17. Centrocampista centrale classe 1993, alto 175 cm per 65 kg, con Mendy forma davanti alla difesa un duo di brevilinei estremamente dinamico ed in finale si è mostrato molto efficace nel soffocare le velleità offensive avversarie.

Jessy Pi – Centrocampista centrale classe 1993, in finale è stato lui a far coppia davanti alla difesa con Assana per via dell’assenza di Mendy e si è rivelato uno dei protagonisti più positivi. Nativo di Manosque ed arrivato al Monaco nel 2008, alto 179 cm per 71 kg, è dotato di un primo rilancio rapido e preciso e pare che nei mesi scorsi sia finito sul taccuino di vari club tra cui Inter, Juventus e Sunderland.

Florian Valot – Centrocampista offensivo che il tecnico Ciccolini ha schierato generalmente a destra sulla linea dei tre trequartisti, preferendolo al più talentuoso Ferreira Carrasco per la sua maggiore abnegazione nel coprire la corsia. Basco di Pau, classe 1993, nella stagione precedente era stato vice campione di Francia Under 17 con il Paris Saint-Germain.

Valentin Eysseric –  Senza dubbio l’elemento in assoluto più dotato sul piano della tecnica pura: classico numero dieci, capace di giocare anche sulle fasce, ottimo dribbling e specialista nella trasformazione di rigori e punizioni. Capace di grandi colpi come di sparire dalla partita, a volte mostra un po’ di sufficienza e di eccessivo individualismo. Classe 1992, alto 180 cm per 71 kg, ha segnato otto gol in questa Gambardella di cui quattro al Blanquefort. Conta due presenze in amichevole con l’U19 francese.


Dominique Pandor – Centrocampista offensivo o ala classe 1993, forma con Eysseric e Valot il trio dietro l’unica punta Makengo. Ottimi la protezione del pallone, il dribbling e la velocità di esecuzione; capace di accellerare come di tener palla in attesa di sostegno, è abile anche nella trasformazione dei calci piazzati. Un po’ discontinuo nel corso della stagione, in Gambardella è andato a segno tre volte.

Terence Makengo –  Attaccante classe 1992 dalle ottime doti atletiche e molto utile per le sue qualità di pivot, è stato tuttavia frenato nella sua crescita da reiterati infortuni di natura muscolare e può senz’altro progredire sul piano della lucidità offensiva. E’ stato il più giovane giocatore del Monaco a firmare un contratto da professionista.

Benjamin Morel –  Esterno destro di difesa classe 1993 originario di Salon-de-Provence, brevilineo rapido con i suoi 173 cm per 60 kg, è un comprimario di questo gruppo diventato l’eroe inatteso della finale: entrato in campo all’88’, è lui a trasformare con freddezza il rigore decisivo che regala la coppa al Monaco.

Yannick Ferreira Carrasco – Nazionale Under 18 belga arrivato l’estate scorsa dal Genk, dove giocava dall’età di dodici anni. Centrocampista offensivo/attaccante classe 1993 considerato molto promettente, era seguito da parecchie altre squadre europee e col Monaco ha già firmato il primo contratto da professionista. Cinque gol per lui in quest’edizione della Gambardella.

Quentin Ngakoutou Yapende – Attaccante potente, protagonista di un grande campionato la scorsa stagione con gli U17 Nazionali, con un bottino di venti reti all’attivo: insieme al difensore Cristopher Lina, è l’unico elemento classe 1994 che ha fatto parte del gruppo della Gambardella, rivelandosi una buona alternativa per l’attacco.


Nampalys Mendy – Non ha giocato la finale perché squalificato ma la citazione è d’obbligo, trattandosi di un insostituibile e soprattutto di uno dei ragazzi che sembrano già pronti a giocare ad un livello più alto. Centrocampista classe 1992 di origini senegalesi, instancabile recuperatore di palloni che con i suoi 168 cm. per 68 kg ricorda un po’ Makelele, conta già tredici apparizioni in Ligue 1 e dopo diverse selezioni con la Francia U18 e U19 ha recentemente esordito nell’Under 21 di Mombaerts.


(N.B. Tutte le foto dei ragazzi sono tratte da planete-asm.fr)

 

L'undici sceso in campo nella finale della Gambardella 2011 -foto asm-fc.com

 
 

Il tabellino della finale:

Finale Coupe Gambardella, Stade de France
ASSE – AS Monaco 1-1 (3-4 d.c.r.)
Arbitro : M. Leggeri
Marcatori : Douline (81′) per l’ASSE ; Labor (5′) per il Monaco
Sequenza rigori: Mahaya (riuscito), Cros (mancato), Diomandé (r), Douline (r), Saadi (m)  per l’ASSE ; Eysseric (r), Appiah (r), Pi (r), Ferreira (m), Morel (r)  per il Monaco
Ammoniti : Assana (43′), Makengo (45′), Eysseric (90′)  per il Monaco
ASSE : Sanou, Pellet, Zouma, Cros, Polomat, Diomandé, Douline, Bulut (Argaud 73′), Saadi (cap), Mahaya, Mayi (Aouacheria 61′). Allenatore: Bouhazama
Monaco : Sourzac; Phojo (Morel 88′), Appiah, Labor, Kurzawa – Assana, Pi – Valot (Ferreira Carrasco 66′), Eysseric, Pandor – Makengo (N’Gakoutou 78′). Allenatore : Ciccolini
 

Una sintesi di sette minuti:

 
 
Il percorso e i marcatori del Monaco fino alla finale:
– 64mi di finale, 16 gennaio 2011, AjaccioAC Ajaccio – AS Monaco FC : 1-2
Marcatori per il Monaco : autorete, Ferreira-Carrasco
– 32mi di finale, 6 febbraio 2011, Chamalières
FC Chamalières – AS Monaco FC : 1-3
Marcatori : Makengo, Ferreira-Carrasco (2)
– 16mi di finale, 27 febbraio 2011, Fos-sur-Mer
FC Istres – AS Monaco FC : 1-3
Marcatori : Ferreira-Carrasco, Assana, Eysseric
– Ottavi di finale, 20 marzo 2011, Blanquefort
US Blanquefort – AS Monaco FC : 0-6
Marcatori : Eysseric (4), Pinteaux, Pi
– Quarti di finale, 10 avril 2011, Guingamp
EA Guingamp – AS Monaco FC : 2-4
Marcatori : Eysseric (2), Pandor, Ferreira-Carrasco
-Semifinali, l’1 maggio a Mérignac
CS Sedan Ardennes – AS Monaco 1-3
Marcatori: Eysseric, Pandor (2)
 

Due momenti della finale: sopra, Makengo controllato dal difensore dell'ASSE Zouma, recentemente visto all'opera anche al Mondiale Under 17 con la Francia di Gonfalone -foto asm-fc.com; sotto, le squadre si stringono a centrocampo durante la lotteria dei rigori -foto foot42.fr

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