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Retrospettiva Festival Espoirs Toulon 2011 – Gli highlights, i gol più belli, i talenti da seguire

Nella cornice sempre evocativa della Costa Azzurra si è svolta dall’1 al 10 giugno la trentanovesima edizione del Festival Espoirs de Toulon et du Var, appuntamento ad inviti ormai di culto per i cacciatori di talenti e per gli appassionati di calcio giovanile, vetrina in passato per giocatori del calibro di Zidane, Henry, Shearer, Rui Costa, Riquelme, Sagnol, quest’ultimo presente peraltro in tribuna in qualità di osservatore del Bayern Monaco; e più recentemente per Marvin Martin, Gameiro, Mavuba, Sakho e, se vogliamo guardare al di fuori dei confini dell’Esagono, Cristiano Ronaldo, Mascherano, Guarín o il neo madridista Nuri Sahin. Tradizionalmente un torneo molto considerato anche dai tecnici federali, che ne fanno un laboratorio d’eccezione in vista delle competizioni ufficiali, ed una tappa fondamentale nella carriera di un gran numero di giovani calciatori, quelli che ha rivelato per la prima volta all’attenzione generale come quelli che ha rilanciato in un momento in cui si trovavano costretti a mordere il freno.

In un’edizione forse meno scoppiettante della precedente, che ha evidenziato una volta di più come l’attenzione agli aspetti tattici sia ormai predominante anche a livello giovanile, ma comunque godibile per intensità, equilibrio e spunti tecnici offerti, la Francia padrona di casa è arrivata a cinque minuti dal fregiarsi per la dodicesima volta del titolo, beffata sul filo di lana dall’ormai insperato pareggio di Banguero e poi dalla lotteria dei rigori che ha premiato la maggiore freddezza dei colombiani. Ma può comunque ritenersi soddisfatta del suo torneo, concluso con il miglior attacco, la miglior difesa a pari merito con il Portogallo e molte note liete sia a livello individuale che collettivo; e soprattutto, con la confortante conferma di quanto sia vasto e ricco di qualità il serbatoio a cui attingere, considerando che quella guidata da Mankowski era una selezione sperimentale, un misto di ragazzi suscettibili di integrare prossimamente l’Under 21 di Mombaerts e di pochi altri convocati nell’ottica di un imminente inserimento nell’Under 20 di Smerecki in partenza per il Sudamerica.

E così ad aggiudicarsi il trofeo è stata la Colombia di Eduardo Lara, che entra per la terza volta nell’albo d’oro dopo aver già trionfato nel 1999 e nel 2000: una Colombia venuta con tutte le intenzioni di fare sul serio, avendo come obiettivo dichiarato quello di preparare al meglio il Mondiale Under 20 che giocherà in casa a partire dal 29 luglio; formazione talentuosa, tipicamente sudamericana anche nella poca dimestichezza ad alzare il ritmo quando la partita lo richiede, ma mentalmente solida e sempre insidiosa, come dimostra il fatto che sia la squadra ad aver centrato più volte lo specchio della porta nel corso del torneo. Ad andare in finale sono state probabilmente proprio le due selezioni che potevano vantare la maggiore qualità complessiva, ma non le uniche che al torneo hanno fatto vedere cose interessanti: l’Italia del nuovo corso di Ciro Ferrara, ad esempio, si è giocata alla pari la semifinale con la Francia pagando nella circostanza un’inconsueta mancanza di cinismo, e ha suggerito di essere sulla buona strada nel suo progetto di ricostruzione, edificato sulle fondamenta di una difesa solida in cui si è messo in particolare evidenza Crescenzi, ma anche di una discreta dose di talento dalla trequarti in su; la quarta semifinalista, il Messico, globalmente non ha entusiasmato ma ha sfoggiato una piccola perla di assoluto valore come Ulises Dávila, di cui parleremo a parte. Miglior fortuna avrebbe certamente meritato il Portogallo, sorteggiato nel “girone della morte” con Colombia, Italia e Costa d’Avorio e condannato all’eliminazione solo dalla differenza reti: ha destato un’ottima impressione peccando solo nell’atavica difficoltà a concretizzare la mole di gioco espressa e mettendo in mostra elementi di avvenire in tutti i reparti, dal centrale difensivo del Benfica Miranda al gigantesco (193 cm per 90 kg) ma tutt’altro che goffo attaccante di origine guineana Balde, due gol ed un assist nel torneo, appena prestato dallo Sporting Lisbona al Cercle Brugge. L’Ungheria, che ha ad un certo punto accarezzato il sogno di approdare in semifinale, conferma che il suo movimento calcistico attraversa una fase di lenta crescita, presentando un gruppo erede di quello che si è piazzato terzo al Mondiale Under 20 di due anni fa nel quale spicca certamente il portiere Gulácsi, di proprietà del Liverpool, che  ha ben figurato anche nelle recentissime esperienze in prestito con Hereford United e Tranmere Rovers. Di una  Cina volenterosa ma decisamente ancora troppo leggera a questi livelli, il cui intento principale era invece la preparazione dei prossimi Giochi Olimpici, ricorderemo soprattutto la bella punizione di Shuai contro il Messico; infine la grande delusione arriva dalla Costa d’Avorio campione in carica, composta per dieci ventesimi da elementi appartenenti a club francesi, che saluta la manifestazione con tre sconfitte ed un solo gol all’attivo: ma la drammatica situazione politica del paese africano, con molti ragazzi che hanno parenti rimasti in patria, è in questo caso un’attenuante più che lecita.

LA SQUADRA CAMPIONE – COLOMBIA

Si scatena la gioia dei colombiani dopo l’ultimo rigore -foto da colfutbol.org

Ecco di seguito la rosa completa della Colombia campione; da notare che tutti i venti ragazzi presenti al Festival Espoirs sono stati inseriti dal tecnico Lara anche nella lista dei trenta preselezionati per il Mondiale Under 20 che i sudamericani giocheranno in qualità di paese ospitante a partire dal 29 luglio, lista che sarà prossimamente sfoltita fino a ridursi alle canoniche ventuno unità. Oltre alla stella e capitano James Rodriguez, sono parecchi gli elementi da tenere d’occhio; tra questi certamente il portierino Christian Bonilla Garzón, appena diciottenne, che riceve il Trofeo SBS Cup destinato al giocatore più giovane della competizione ma che avrebbe probabilmente meritato quantomeno l’ex aequo con Franck L’Hostis come miglior portiere in assoluto, dopo una serie di prestazioni di alto livello suggellate dal colpo di coda finale con due tiri su quattro parati dal dischetto agli avversari francesi; Pedro Franco Ulloa, difensore centrale dalle ottime doti tecniche molto bravo a far ripartire l’azione; Héctor Quiñónez, uno dei migliori laterali visti all’opera nella competizione, a suo agio in entrambe le fasi, dotato di corsa e tiro, già titolare nel Deportivo Cali; o Edwin Cardona Bedoya, centrocampista offensivo sempre ispiratissimo negli ultimi trenta metri, miglior marcatore colombiano del torneo con tre reti e omaggiato del Premio Speciale dalla giuria.

IL MIGLIOR GIOCATORE DEL TORNEO- JAMES RODRIGUEZ (Colombia)

Non ha bisogno di presentazioni James David Rodriguez Rubio, meglio conosciuto semplicemente come James Rodriguez, ormai popolarissimo anche tra gli appassionati europei che hanno avuto modo di ammirarlo nel Porto cannibale di André Villas Boas, con il quale ha vinto in un colpo solo campionato, Europa League, coppa e Supercoppa portoghesi. Ala mancina che sa svariare lungo tutto il fronte dell’attacco, dotato di dribbling e visione di gioco eccellenti, di un ottimo sinistro secco ed anche di un fisico potente (180 cm per 78 kg) che lo aiuta a reggere bene i contrasti, James è cresciuto calcisticamente in patria, nell’Envigado, dove già sedicenne ha esordito da professionista in seconda divisione mettendo a segno undici reti in quindici partite e dove ha fatto in tempo a giocare un solo campionato -quello 2006-2007- prima che il Banfield se lo portasse in Argentina; qui da autentico predestinato realizza un gol decisivo contro il Rosario Central diventando il più giovane straniero ad aver segnato nel locale campionato e la stampa si scatena immediatamente in scomodi paragoni con Cristiano Ronaldo.Il Porto lo acquista nell’estate 2010 per una cifra intorno ai cinque milioni di euro e soprattutto nella seconda metà di stagione il ragazzo si impone gradualmente nella nuova squadra, chiudendo con trentadue presenze e sei gol e finendo in gloria con una tripletta e un assist nel 6-2 al Vitoria Guimaraes in Coppa di Portogallo (sopra, nella foto AFP). Fresco di rinnovo di contratto, allungato fino al 2016 con una clausola rescissoria di 45 milioni, a Toulon il colombiano non ha fatto nulla di trascendentale ma ha messo comunque il suo zampino con due gol su rigore e due assist, tra cui quello su corner che nella finale contro la Francia è valso il pareggio in extremis, dimostrando di saper essere determinante anche quando non brilla particolarmente ed aggiudicandosi il premio individuale più prestigioso messo in palio dalla giuria; e si è altresì rivelato come il vero leader carismatico dei Cafeteros, che proverà a trascinare anche in occasione del prossimo Mondiale di categoria.

IL CAPOCANNONIERE- STEVEN JOSEPH-MONROSE (Francia)

Conclude il torneo con cinque reti, tra le quali la bellissima sforbiciata contro il Messico, e con il trofeo di miglior marcatore (nella foto Rousset, il momento della consegna), ma soprattutto conquista tutti gli osservatori inanellando una serie di prestazioni di alto profilo, in cui si muove continuamente su tutto il fronte dell’attacco senza dare punti di riferimento, lotta con caparbietà e si mostra attaccante completo, nettamente progredito anche in quelli che al principio della sua carriera erano considerati i punti deboli, ovvero il colpo di testa e la capacità di giocare per il collettivo. Ha stupito molto la sua perfetta interpretazione del ruolo di punta unica nel 4-2-3-1, considerando che il ragazzo aveva iniziato da attaccante ma che in seguito aveva giocato quasi esclusivamente sulle due fasce, preferibilmente la destra, e raramente da trequartista; nell’unica circostanza in cui in tempi recenti era stato schierato in quella posizione, Nancy-Lens (4-0) dell’ultima giornata di Ligue 1 2010-2011, la sua risposta non era stata positiva, anche se indubbiamente va tenuto conto del contesto, con la squadra ormai in totale disarmo; ad ogni modo, bisognerà rivederlo all’opera per capire se quelli visti a Toulon siano stati fuochi fatui o segnali di autentica crescita: dopo la sua entrata in scena folgorante con la chiamata di Blaquart nella Francia U16, il premio Eric Sikora di miglior giovane del centro di formazione del Lens nel 2007, l’esordio nella squadra riserve a soli diciassette anni e quello in prima squadra in Ligue 2 a diciotto, il parigino che si ispira ad Henry si era infatti un po’ perso; e nonostante l’8 agosto 2009 fosse arrivata anche la prima presenza in Ligue 1 e l’11 dicembre 2010 la prima da titolare, complessivamente ha trovato poco spazio, è finito in prestito per sei mesi allo Châteauroux (gennaio 2010) e nelle occasioni in cui ha giocato raramente ha entusiasmato.Tutto faceva pensare che la nuova retrocessione del Lens e l’annunciata intenzione di puntare per la ricostruzione sui ragazzi usciti dall’ottimo centro di formazione -finora colpevolmente trascurati, se si eccettua il caso eclatante di Varane- fossero l’occasione ideale per metterlo alla prova con continuità in maglia Sang et Or, ma pochi giorni dopo la conclusione del Festival sul sito ufficiale del KV Kortrijk è apparsa la notizia di un suo impegno di tre anni con il club fiammingo; inizialmente molti hanno pensato che si trattasse di una bufala, ma in seguito il presidente del Lens Martel ha fatto sapere di aver effettivamente stabilito un accordo di partenariato con i belgi per mandare qualche ragazzo del centro di formazione a fare esperienza nelle Fiandre: nella prossima stagione vedremo dunque Monrose in azione nella Jupiler League.

La classifica finale dei marcatori, prime posizioni:

IL GOL PIU BELLO – ULISES DAVILA (Messico)

Sembra che parte della giuria del Festival propendesse per assegnare proprio a lui il riconoscimento di miglior giocatore della competizione: alla fine Ulises Dávila deve accontentarsi invece del premio Jean-Philippe Rethacker per il più bel gesto tecnico -lo splendido gol segnato contro l’Ungheria- e del premio John Haynes Scout7 di rivelazione del torneo. Alla vigilia, i nomi più accreditati nelle fila dei messicani erano quelli del centravanti Guarch e dell’esterno offensivo mancino Villalobos, due giocatori da non perdere comunque di vista, ma già nella prima partita contro la Francia tutti gli occhi erano per lui, eletto addirittura Homme du Match a dispetto della pesante sconfitta subita dalla sua squadra; dopo averlo ammirato all’opera anche contro l’Ungheria, a Toulon ormai non si parlava d’altro. Nella seconda parte del torneo è rimasto maggiormente in ombra, tuttavia quanto fatto intravedere fino a quel momento è stato sufficiente per attirare sul suo dossier l’attenzione di parecchi operatori di mercato, considerato anche il costo non ancora spropositato. Nato a Guadalajara il 13 aprile 1991, cresciuto nel Club Deportivo Guadalajara a cui frequentemente ci si riferisce con l’appellativo di Chivas (Capre) e che ricordiamo per aver lanciato tra gli altri Carlos Vela e soprattutto il Chicharito Hernandez, Ulises è un mancino brevilineo (172 cm. per 65 kg.) che usa bene anche il destro e che può giocare da esterno d’attacco, trequartista o al limite seconda punta; colpisce per padronanza tecnica, rapidità di esecuzione e creatività, è molto mobile, pericolosissimo se lanciato in velocità nell’uno contro uno e di grande efficacia negli ultimi metri, sia che si tratti di trovare il varco giusto per servire un compagno che di andare alla conclusione personale. Nel giro delle selezioni messicane fin dai tempi dell’Under 17, ha fatto benissimo con il club a livello giovanile, vincendo tra le altre cose la molto considerata Manchester United Premier Cup, e adesso spera che le prestazioni convincenti in nazionale lo aiutino a conquistare un posto da titolare anche in prima squadra.

Ecco il gol di Davila premiato dalla giuria:

Ed ecco una piccola selezione dei gol più belli visti nel torneo:

-Il gol di Monrose (Francia) contro la Cina

-Il gol di Quinones (Colombia) contro l’Italia

-Il gol di Cardona (Colombia) contro il Messico

-Il gol di Shuai (Cina) contro il Messico


IL MIGLIOR GIOCATORE DEL TORNEO PER Ligue 2 e dintorni –   Frédéric DUPLUS (Francia)


Giusto dare anche un riconoscimento simbolico ad un giocatore meno appariscente di quelli citati fin qui: protagonista di un torneo quasi perfetto, simbolo di una difesa compatta perforata solo in due occasioni, il capitano dei Bleuets (nella foto in alto, in azione con la maglia del Vannes) ha anche dato prova di ottime doti di leadership. Esemplari la freddezza e la precisione con cui ha trasformato il suo rigore in un momento delicatissimo della lotteria finale dal dischetto, unico francese a riuscire nell’intento. Esterno destro di difesa dal fisico normolineo (175 cm per 66 kg) bravo nelle due fasi, si è distinto per solidità nei duelli, senso della posizione, attenzione nelle diagonali difensive ed ottime sovrapposizioni in avanti; inoltre ha confermato la propensione già evidenziata in campionato a spingersi nell’area avversaria sui calci piazzati per sfruttare il colpo di testa: è lui infatti ad incornare in rete il corner battuto da Trebel, per l’1-1 nei minuti di recupero che gli vale la nomina di “Homme du match” al termine della sfida contro l’Ungheria, a cui a fine torneo si aggiungerà anche il premio di giocatore più elegante della competizione. Cresciuto nel centro di formazione del Sochaux, era il più giovane del gruppo capitanato da Marvin Martin vincitore della Coupe Gambardella nel 2007; con la prima squadra non ha tuttavia finora avuto altrettanta fortuna, visto che dopo l’esordio da professionista avvenuto nel settembre 2008 in occasione dei sedicesimi di Coupe de la Ligue contro l’Olympique Marseille, ha debuttato da titolare in Ligue 1 un mese dopo procurandosi immediatamente la rottura dei legamenti crociati in seguito ad uno scontro con Benzema; rimasto fuori sei mesi, non ha più trovato spazio sufficiente e a gennaio 2011 è stato ceduto in prestito al Vannes in Ligue 2, dove ha giocato quasi sempre da titolare e ha ben figurato, senza tuttavia riuscire ad evitare una triste retrocessione. Si pensava che adesso potesse avere finalmente la sua occasione in gialloblu, ma il forte interessamento della dirigenza per Corchia, che gioca nello stesso ruolo, dà adito a molti dubbi. Sempre presente nelle selezioni giovanili francesi fin dall’U16, Duplus ha partecipato al Festival Espoirs anche nella scorsa edizione.

I 20 BLEUETS CHE HANNO PRESO PARTE ALLA SPEDIZIONE

Franck L’Hostis  (in basso, nella foto asm-fc.com)–  Portiere, nato il 3/4/1990, AS Monaco- Premiato dalla giuria come miglior portiere della manifestazione, ha effettivamente disputato un ottimo torneo mostrando buona personalità e sfoderando in particolare una prestazione degna di menzione nella sfida vinta contro l’Italia; peccato per quell’unica incertezza proprio in finale, sul colpo di testa di Banguero che a pochi minuti dal termine ha regalato il pari alla Colombia. Alto 1.87 per 77 kg, nato e cresciuto nel Gard, in passato ha partecipato con l’Under 19 all’Europeo 2009 in Ucraina; arrivato a Montecarlo nel 2008, nella scorsa stagione figurava nell’organico della prima squadra come terzo portiere alle spalle di Ruffier e Chabbert e nel finale di campionato, in conseguenza dell’infortunio del primo, si è seduto qualche volta in panchina; nel frattempo ha giocato regolarmente con la squadra riserve, protagonista di una stagione positiva e piazzatosi quinta nel proprio girone di CFA.

Mathieu Gorgelin Portiere, nato il 5/8/1990, Olympique Lyonnais- Ha bisogno di riprendere fiducia dopo i due clamorosi errori che il 24 marzo scorso hanno regalato due gol alla Spagna nel successo in amichevole della Francia Under 21 sui coetanei iberici (3-2), in seguito ai quali sembrerebbe aver perso il posto nella selezione di Mombaerts: sebbene non sia sceso in campo, il fatto che sia stato convocato per Toulon indica però che gode ancora della considerazione dei tecnici federali, anche in virtù di un ottimo campionato in cui ha difeso per ventisei volte la porta della squadra riserve dell’OL, quarta in CFA nel girone C (tre punti sopra il Monaco di L’Hostis) e poi trionfatrice per il terzo anno di seguito nello Championnat de France des Réserves Professionnelles, il breve torneo conclusivo a cui partecipano le quattro squadre riserve meglio piazzate nei quattro gironi di CFA.

Frédéric Duplus  – Difensore, nato il 7/04/1990,  Sochaux – Vedere sopra.

Nicolas Isimat-Mirin-  Difensore, nato il 15/11/1991, Valenciennes- Sicuramente positivo il suo torneo: schierato al centro della difesa in coppia con Koulibaly, assente solo nella terza partita del girone contro l’Ungheria per far ruotare l’organico, ha dato in diversi frangenti prova delle sue doti di velocità e di anticipo che, unite ad un fisico di tutto rispetto (187 cm. per 74 kg), ne fanno un giocatore di buona prospettiva, in grado all’occorrenza di giocare anche sulla fascia: d’altronde, aveva già mostrato cose interessanti nelle circostanze in cui Montanier l’aveva impiegato da titolare in campionato col Valenciennes, sei in totale. Nato nella regione parigina ma originario della Guadalupe, prima di approdare nel Nord il ragazzo è passato dall’INF di Clairefontaine e dal centro di formazione del Rennes, in cui ha incrociato tra gli altri M’Vila e Brahimi.

Kalidou Koulibaly-  Difensore, nato il 26/6/1991, FC Metz- Senz’altro una delle note più liete non solo del Festival ma dell’ intera stagione: centrale dal fisico impressionante, 186 cm. per 78 kg, dopo essere stato tra i protagonisti della conquista da parte del Metz della Gambardella 2010 si è imposto gradualmente in prima squadra dando un importante contributo alla permanenza in Ligue 2 dei Grenats, sempre presente dal primo minuto nelle dodici giornate conclusive che sono coincise con il momento migliore della formazione lorena. Ha deciso di andare con il gruppo di Mankowski nonostante fosse stato contemporaneamente chiamato anche dal selezionatore della nazionale olimpica senegalese Sarr; la solidità e la tranquillità sfoggiate a Toulon hanno convinto Smerecki che l’ha scelto per sostituire lo sfortunato Johan Martial, infortunatosi all’ultimo momento: lo vedremo dunque anche al Mondiale Under 20 in Colombia.

Koulibaly in azione con la maglia del Metz -foto Pascal Brocard

Florentin Pogba-  Difensore, nato il 18/8/1990, CS Sedan- In origine difensore centrale, si è ormai imposto nel ruolo di esterno sinistro di difesa sia nel club che in nazionale. Nato a Conakry in Guinea e trasferitosi con la famiglia in Francia all’età di otto mesi, è approdato nelle Ardenne nell’estate 2009 dopo due anni nelle giovanili del Celta Vigo; nel novembre del 2010 ha esordito con la prima squadra in Coupe de France e nella seconda parte della stagione è entrato stabilmente nell’undici titolare. In possesso del doppio passaporto,stazza notevole (188 cm per 88 kg), è apparentemente il perfetto prototipo di quei “Grand Blacks” evocati nella famigerata riunione dei quadri tecnici federali che ha scatenato la polemica delle quote: in realtà, la qualità tecnica non gli manca, come si evince dai tre assist in campionato a cui ha puntualmente fatto seguito quello servito a Monrose contro il Messico a Toulon. Inoltre ha già fatto sapere di sentirsi francese e di dare la sua priorità ai Bleus, benché abbia già esordito in amichevole anche con la maglia della Guinea. Tutti i suoi fratelli giocano a calcio: il gemello Mathias, attaccante, è al Wrexham nella Blue Square Premier (quinta divisione inglese); il minore è invece il più celebre Paul, centrocampista del Manchester United.

Matthieu Saunier–  Difensore, nato il 7/2/1990,  Troyes- Difensore centrale alto 181 cm per 77 kg, destro e dotato di un buon rilancio, può giocare anche sulla fascia: al Festival di Toulon lo abbiamo visto in entrambi i ruoli, nella sua posizione naturale contro l’Ungheria e in quella di esterno sinistro contro la Cina. Nato a Hyères,  proprio in una delle città del dipartimento del Var che hanno ospitato il torneo, è cresciuto nel Bordeaux dove ha giocato con la squadra riserve in CFA e dove aveva attirato l’attenzione di Blanc, all’epoca allenatore dei Girondins; arrivato in prestito a Troyes nell’estate 2010 dopo un precedente prestito a Rodez in National, nella scorsa stagione ha totalizzato tredici presenze in Ligue 2 di cui dodici da titolare: adesso il club dell’Aube ha deciso di acquistarlo definitivamente, facendogli firmare un contratto fino al 2014.

Loïc Nego-  Difensore, nato il 15/1/1991, FC Nantes- Campione d’Europa Under 19 con la Francia di Smerecki nel 2010, è un esterno destro di difesa dalle ottime qualità tecniche e atletiche che può occupare anche gli altri ruoli difensivi o avanzare a centrocampo. Nella stagione appena conclusa ha messo insieme dodici presenze in Ligue 2, di cui sei da titolare; a Toulon ha giocato dal primo minuto contro la Cina a destra e contro l’Ungheria a sinistra, disimpegnandosi bene in particolar modo nella prima circostanza. Avevamo parlato di lui lo scorso dicembre, nel momento migliore del Nantes, e ne riparleremo a breve, poiché anche stavolta fa parte della lista dei venti convocati di Smerecki per il Mondiale Under 20 in Colombia. Avendo rifiutato la proposta di prolungamento offertagli dai dirigenti del club gialloverde, è giunto alla scadenza del suo contratto ed è finito nel mirino di parecchie squadre: secondo L’Equipe, Saint-Étienne, Porto e Roma -quest’ultima specialmente- sarebbero le più interessate.

Abdoulwahid Sissoko (Qui sopra, nella foto Rousset)Centrocampista, nato il 20/3/1990, Troyes – Tra i Bleuets che hanno maggiormente impressionato nel corso del torneo. E’ uno dei fratelli del Sissoko juventino: come lui è un centrocampista centrale e come lui è cresciuto calcisticamente a Troyes, anche se Mohamed ha lasciato l’Aube anzitempo per completare la sua formazione ad Auxerre. Abdou ha tuttavia caratteristiche peculiari, essendo dotato di impatto fisico, resistenza, percussione, capacità di anticipo e di recupero del pallone, ma anche di abilità nell’orientamento del gioco e nel passaggio sia corto che lungo. Nel 2009 ha firmato con l’ESTAC il suo primo contratto professionale, della durata di tre anni, e nella scorsa stagione ha giocato regolarmente da titolare con la prima squadra in Ligue 2. In possesso di doppio passaporto, ha per il momento scelto di vestire la maglia della Francia, a differenza del fratello che difende i colori del Mali: le quattro partite che ha giocato dall’inizio al Festival di Toulon sono state anche le sue prime presenze in una selezione francese.

Adrien Trebel-  Centrocampista, nato il 3/3/1991, FC Nantes – Inconfondibile sul campo per i suoi capelli rossi, è uno dei ragazzi più interessanti usciti recentemente dalla Jonèliere, il celebre centro di formazione del Nantes nel quale Adrien è arrivato all’età di tredici anni. Le sue ottime prestazioni con la squadra riserve in CFA 2 hanno persuaso l’allora tecnico dei Canaris Gentili a farlo debuttare in prima squadra nella sfida dei trentaduesimi di Coupe de France contro il Cognac l’8 gennaio 2011 e a distanza di pochi giorni anche in Ligue 2, dove da quel momento in avanti ha partecipato a tutte le ultime sedici partite. Mancino, è un vero e proprio tuttofare del centrocampo, che compensa un fisico non stratosferico (170 cm per 60 kg) con combattività, intelligenza tattica e buona qualità tecnica; al Festival Espoirs, scelto da Mankowski per giocare la finale dal primo minuto dopo essere sceso in campo anche nelle quattro precedenti partite, ha svolto molto bene il ruolo di spalla di Sissoko. Grande ammiratore di Xavi e Iniesta, nonostante la giovane età ha già subito due infortuni gravi, la frattura della caviglia a quindici anni e una distorsione al ginocchio a diciotto, superandoli con grande forza caratteriale.

Loïc Damour-  Centrocampista, nato l’8/1/1991, RC Strasbourg – A sedici anni, quando era all’INF di Clairefontaine e capitano della Francia U16, aveva attirato su di sè attenzioni illustri, perfino quelle di Milan e Liverpool. Centrocampista centrale dal grande talento naturale, a cui tutti gli osservatori riconoscono doti tecniche e di visione di gioco superiori alla media, finora gli è tuttavia mancato qualcosa soprattutto sul piano mentale per poter compiere il salto di qualità e ad un certo punto la sua ascesa, fulminante sino al 2008, ha subito una battuta d’arresto, complice anche qualche infortunio in momenti chiave. Nell’aprile 2008 ha firmato il primo contratto professionale con lo Strasbourg, il club dove ha completato la propria formazione e nel quale ha giocato ininterrottamente fino alla scorsa stagione: tuttavia adesso, a causa della drammatica situazione della squadra alsaziana, appena retrocessa d’ufficio in CFA  e ad un passo dal fallimento, è destinato certamente a cambiare maglia e l’interessamento più concreto sembrerebbe al momento quello del Saint-Étienne. Faceva parte dell’U17 finalista all’Europeo 2008 in Turchia;a Toulon è stato schierato dall’inizio in due occasioni e ha ben figurato specialmente nella bella prova collettiva contro il Messico.

Fabien Jarsalé-  Centrocampista, nato il 20/8/1990,  Vannes OC – Il Festival Espoirs 2011 ha rappresentato la sua prima esperienza con una selezione francese: è stato impiegato tre volte da titolare segnando un gol ed è entrato in campo negli ultimi minuti della finale contro la Colombia sbagliando il proprio tentativo dal dischetto. E’ un centrocampista centrale con caratteristiche principalmente difensive ed una buona capacità di inserimento, 190 cm per 75 kg, utilizzato in passato anche da esterno destro basso; nato a Vannes, non si è mai mosso dalla sua Bretagna, tirando i primi calci nel Muzillac Olympique Sport dove l’ha pescato il VOC. Giocare alla Rabine era il suo sogno di ragazzino: l’esordio in Ligue 2 con la maglia bianconera è avvenuto nel 2009, ma è nel campionato appena trascorso che è stato aggregato definitivamente alla prima squadra, con tredici presenze dal primo minuto; tra queste, le ultime quattro vittoriose partite, quelle della disperata rimonta che non è servita al club bianconero ad evitare la retrocessione in National.

Knockaert in azione contro il Messico -foto AFP

Anthony Knockaert– Centrocampista, nato il 20/11/91, EA Guingamp -Interessante rivelazione della stagione: nativo del Nord e scartato dal centro di formazione del Lens per il suo fisico esile (oggi misura 172 cm per 69 kg), gioca in Division d’Honneur con l’US Lesquin quando a sedici anni e mezzo finisce nel mirino del Leeds United, che lo invita in Inghilterra per un provino; nonostante l’esito positivo, il trasferimento alla fine non si concretizza a causa dell’indennità troppo elevata che il club britannico dovrebbe versare alla FFF, trattandosi di un minore. Un anno dopo, è così il Guingamp a mettergli gli occhi addosso e a portarlo in Bretagna: un eccellente campionato con le riserve in CFA2 nel 2009-2010 e poi nel 2010-2011 il salto in prima squadra in National, dove contribuisce alla promozione con due gol e ben otto assist nonostante giochi da titolare solo undici volte; a questi vanno aggiunti altri tre gol e due assist in sei presenze nelle due coppe nazionali. Convocato da Smerecki per uno stage di preparazione al Mondiale colombiano, segna subito una doppietta nell’amichevole contro gli USA dello scorso 17 maggio. A Toulon è stato un’insidiosa spina nel fianco per le difese, schierato a destra sulla linea dei trequartisti completata generalmente da Tafer al centro e Bourgeois a sinistra.

Maxime Bourgeois-  Centrocampista, nato il 3/2/1991, AJ Auxerre – E’ un’ala che generalmente gioca sulla fascia mancina sebbene il suo piede preferito sia il destro; alto 183 cm, dotato di buona tecnica ed ottimo spunto, può sprintare per andare a crossare dal fondo o rientrare improvvisamente verso il centro, come gli abbiamo visto più volte fare al Festival Espoirs. Cresciuto nell’Auxerre, ha debuttato in prima squadra nel corso della stagione 2009-2010, nella quale all’ultima giornata ha servito al 90′ a Hengbart l’assist per il gol-vittoria che ha regalato la partecipazione alla Champions League; nella stagione seguente si è tolto la soddisfazione di una breve apparizione nella fase a gruppi della massima competizione continentale, giocando gli undici minuti finali di Ajax-Auxerre 2-1 del 19 ottobre 2010; tuttavia, non ha mai trovato molto spazio e ha fatto quasi sempre parte del gruppo della squadra riserve in CFA. Proprio in questi giorni è andato in prestito senza diritto di riscatto allo Châteauroux nel quadro dell’operazione Haddad, finito in Borgogna a titolo definitivo.

Nicolas Bénézet-  Centrocampista, nato il 24/2/1991, Nîmes Olympique – Centrocampista offensivo o seconda punta, tecnico e sgusciante con i suoi 172 cm per 61 kg, una delle poche note positive nel Nîmes appena retrocesso in National dopo un disastroso girone di ritorno. Prima di entrare nelle giovanili dei Crocos nel 2004, aveva iniziato il suo percorso calcistico nel centro di formazione del club rivale per eccellenza, il Montpellier; proprio nella stagione appena trascorsa ha firmato il primo contratto da professionista, fatto il suo esordio in Ligue 2 (in Istres-Nîmes del 15 ottobre 2010) e segnato il primo gol ufficiale, ancora una volta contro l’Istres nel 3-2 in Coupe de France del 10 dicembre. A fine campionato sono arrivate a sorpresa la convocazione per il Festival Espoirs e l’inserimento nell’elenco allargato dei trenta preselezionati per il Mondiale U20 in Colombia: come i compagni Bourgeois e Knockaert, tuttavia, è rimasto fuori dalla lista definitiva nonostante gli spunti interessanti -compresi un gol e due assist- mostrati nelle sue tre apparizioni a Toulon, in cui è stato schierato a destra sulla linea dei trequartisti, dal primo minuto contro l’Ungheria ed in sostituzione di Knockaert nelle altre due circostanze. La retrocessione del Nîmes potrebbe favorire un suo imminente cambio di maglia.

Yohan Court Centrocampista, nato il 14/1/1990, CS Sedan- E’ il classico esempio di giocatore cresciuto nel centro di formazione di un club di prima fascia e non trattenuto, che sale alla ribalta successivamente grazie a un club minore che gli offre una seconda chance: Court si è infatti calcisticamente formato all’OL, disputando tra l’altro un’eccellente stagione nel 2009-2010 con la squadra B in CFA, conclusa da una doppietta messa a segno nella finale del torneo riserve; nonostante ciò il Lyon non gli ha offerto un contratto da professionista e l’ha lasciato libero di accasarsi a Sedan. In maglia rossoverde ha collezionato ventuno presenze di cui quindici dal primo minuto, affermandosi tra i titolari nella seconda parte del campionato -così come il compagno di squadra e di nazionale Pogba- e mettendo a segno sei gol. Si tratta di un centrocampista offensivo, 172 cm per 65 kg, che può giocare da ala sinistra, come l’abbiamo visto al Festival Espoirs in cui partendo da quella posizione ha servito due assist, o centralmente a sostegno della punta. E’ legato ai Sangliers fino al 2014.

Tafer posa negli spogliatoi con il trofeo dopo il trionfo all’Europeo U19 2010 -foto FFF

Yannis Tafer-  Attaccante, nato l’11/02/1991, Olympique Lyonnais- Una sorpresa piacevole del torneo, al termine di una stagione per lui molto deludente. Origini algerine, cresciuto nell’OL, Yannis era stato la stella dell’Europeo U17 2008, perso in finale dalla Francia contro la Spagna, con quattro reti in cinque incontri, e successivamente campione d’Europa U19 2010 con lo stesso gruppo guidato da Smerecki. Bisognoso di una squadra che lo facesse giocare con continuità, nel corso della scorsa campagna trasferimenti era stato prestato dal Lyon al Toulouse, in cerca nel frattempo di un sostituto per Gignac: l’operazione ha finito per rivelarsi un totale fallimento, con Tafer che ha concluso il suo campionato con sole quattro presenze da titolare e 453 minuti giocati con i Violets. A Toulon, schierato non da centravanti ma sulla linea dei trequartisti dietro Monrose, ha mostrato buone cose suggerendo implicitamente che un cambio di posizione, considerate le sue caratteristiche tecniche e fisiche, potrebbe essere la chiave della rinascita. Come Koulibaly e a Nego, avremo l’opportunità di rivederlo in Colombia e di avere le prime verifiche in tal senso.

Steven Joseph-Monrose-   Attaccante, nato il 20/7/1990, KV Kortrijk  -Vedere sopra

Damien Le Tallec-  Attaccante,  nato il 14/4/1990, Borussia Dortmund- Campione di Germania 2011 senza mai scendere in campo, Le Tallec dà al momento l’impressione di essere il tipico grande talento destinato a rimanere inespresso. Pescato all’età di quindici anni dal Rennes nel Le Havre, club formatore del fratello Anthony e del cugino acquisito Sinama Pongolle, Damien è un attaccante completo considerato all’epoca uno dei ragazzi maggiormente dotati di quella generazione: il punto più alto della sua parabola ascendente è rappresentato dalla finale della Gambardella 2008, in cui un fortissimo Rennes polverizzò (3-0) il Bordeaux di Obertan, altro talento che fin qui ha deluso le attese, con le reti di M’Vila e dello stesso Le Tallec. In seguito, impaziente di giocare ad alti livelli ed insoddisfatto delle prospettive a Rennes dove si ritrova quasi costantemente con la squadra B in CFA, decide nell’estate 2009 di lasciare la Bretagna per Dortmund: tuttavia la sua situazione non migliora e, complice un doppio infortunio alla spalla, anche nella Ruhr è aggregato alle riserve. A Toulon, impiegato da titolare contro Cina e Ungheria e subentrato contro Messico e Colombia, non incide e sbaglia il suo rigore nella sequenza dal dischetto che decide il torneo.

Andy Delort-   Attaccante, nato il 9/10/1991, AC Ajaccio- Cresciuto nella squadra della sua città natale, il leggendario FC Sète, primo club nella storia del calcio francese a realizzare il doublé campionato-Coupe de France nel 1934 e adesso malinconicamente in DH dopo la liquidazione giudiziaria del 2009, è stato adocchiato dagli osservatori dell’Ajaccio che l’hanno convinto a trasferirsi in Corsica a diciassette anni. Protagonista nel 2008 di un exploit degno di nota nelle fila degli U19 dell’ACA, con il record stagionale di trenta reti realizzate in campionato, nella stagione appena conclusa lo è stato dell’inaspettata promozione in Ligue 1 dei biancorossi, a cui ha dato un buon contributo con quattro gol e tre assist sebbene sia stato schierato da titolare in sole tre occasioni. Punta centrale di 182 cm. per 82 kg, Andy ha la sua miglior qualità nell’opportunismo, nella capacità di trovare il varco giusto al momento giusto: non per niente, il capitano Debès l’ha descritto al quotidiano locale Corsematin come “il Jean-Pierre Papin dell’Ajaccio”; deve tuttavia disciplinarsi un po’, soprattutto fuori dal campo. A Toulon non ha giocato nemmeno un minuto.

L’undici francese sceso in campo in finale. In alto da sinistra: Pogba, Monrose, Bourgeois, Isimat-Mirin, Sissoko e L’Hostis; in basso: Koulibaly, Knockaert, Duplus, Tafer e Trebel -foto Rousset

Tutti gli incontri del torneo:

Mercoledi 1 giugno -Prima giornata gruppo A

  • Colombia-Portogallo : 1-1, stade Mayol, Toulon (marcatore Colombia : James Rodrigues Rubio (33′ s.p.) ; marcatore Portogallo : Baldé (73′)). VIDEO
  • Costa d’Avorio-Italia : 0-2, stade Mayol, Toulon ( marcatori Italia : Alberto Paloschi (4′), Manolo Gabbiadini (19′)). VIDEO

Giovedi 2 giugno -Prima giornata gruppo B

  • Cina-Ungheria : 0-3 (marcatori Ungheria : Maté Katona (42′), Marko Futacs (53′), Marton Eppel (81′)), stade Perruc, Hyères. VIDEO
  • Francia-Messico :  4-1 (marcatori Francia: Anthony Knockaert (5′), Steven Joseph-Monrose (40′), Yannis Tafer (64′), Nicolas Benezet (70′); marcatore Messico : Ulises Davila (25′)), stade Perruc, Hyères. VIDEO

Venerdi 3 giugno – Seconda giornata gruppo A

  • Colombia-Costa d’Avorio : 4-1 (marcatori Colombia : Franco Ulloa (3′, aut.), James Rodriguez (7′ rig.), Cardona Bedoya (13′, 19′), Muriel Fruto (45′)), stade de l’Estérel, Saint-Raphaël. VIDEO
  • Italia-Portogallo : 1-1 (marcatore Italia : Manolo Gabbiadini (25′); marcatore Portogallo : Balde (72′), stade de l’Estérel, Saint-Raphaël. VIDEO

Sabato 4 giugno – Seconda giornata gruppo B

  • Ungheria-Messico : 0-2 (marcatori Messico : Ulises Davila (57′), Carlos Orrantia (65′)), stade du Ray de Nice (16.15). VIDEO
  • Francia-Cina : 4-0 (marcatori Francia : Steven Joseph-Monrose (21′, 40′), Nicolas Benezet (64′), Fabien Jarsale (70′)), stade du Ray, Nice. VIDEO

Domenica 5 giugno – Terza giornata gruppo A

  • Colombia-Italia : 1-1 (marcatore Colombia : Quinones Fortes (17′); marcatore Italia : Alberto Paloschi (57′)), Grand Stade du Lavandou. VIDEO
  • Costa d’Avorio-Portogallo : 0-1 (marcatore Portogallo : Nelson Oliveira (48′)), stade De Lattre, Aubagne. VIDEO

Classifica finale gruppo:
1-Colombia : 5 punti (+3)
2- Italia : 5 punti (+2)
3-
Portogallo : 5 punti (+1)
4- Costa d’Avorio : 0 punti (-5)

Lunedi 6 giugno – Terza giornata gruppo B

  • Cina-Messico : 1-2 (marcatore Cina : Shuai Pei (10′); marcatori Messico : David Izazola (40′ su rig), Diego Reyes (65′)), stade Marquet, La Seyne.VIDEO
  • Francia-Ungheria : 1-1 (marcatore Francia : Frédéric Duplus (80’+2), marcatore Ungheria:Marko Futacs (50′)), stade De Lattre, Aubagne. VIDEO

Classifica finale gruppo:
1- Francia : 7 punti (+7)
2- Mexique : 6 punti (0)
3- Ungheria : 4 punti (+1)
4- Cina : 0 punti (-8)

Un’immagine dal basso dello Stade Mayol di Toulon, che tradizionalmente ospita alcuni incontri del Festival Espoirs, tra cui le semifinali e le finali, e in cui abitualmente gioca il Rugby Club Toulon -foto Panoramic


Mercoledi 8 giugno- Semifinali

  • Semifinale, stade Mayol, Toulon : Colombia-Messico : 2-1 (marcatori Colombia : Cardona Bedoya (38′), Valencia Arrechea  (47′) ; marcatore Messico : David Izazola (80’+2). VIDEO
  • Semifinale, stade Mayol, Toulon : Francia-Italia : 1-0 (marcatore : Steven Joseph-Monrose, 62′).VIDEO
COLOMBIA- Cristian Bonilla; Santiago Arias, Pedro Franeo, Murillo, Héctor Quiñonez, Juan Cabezas, Andrés Escobar (José Valencia-31′), Didier Moreno, Cardona Bedoya (Yerson Candelo Miranda-68′), James Rodríguez (Johnny Mosquera Mena-63′), Muriel Fruto (Duvan Zapata-71′). DT Eduardo Lara
MEXICO- José Rodríguez; Alexis Loera (Alan Pulido-54′), Néstor Araujo, Diego Reyes, Saúl Villalobos, Diego de Buen, Marvin Piñon (David Izazola-54′), César Ibáñez, Ulises Dávila, Erick Torres (Edson Rivera-41′), Tauric Guarch (Carlos Orrantia-54′). DT Juan Carlos Chávez.

Un momento chiave della semifinale tra Francia e Italia: L’Hostis esce alla disperata e salva su Paloschi

 
 ITALIA  (4-4-2) : 1 Viotti; 13 Donati, 14 Capuano, 6 Caldirola, 2 Santon; 7 D’Alessandro (64′ 11 Destro), 8 Marrone, 18 Rossi, 10 Fabbrini (54′ 17 Saponara); 9 Paloschi, 19 Gabbiadini.
A disp.: 12 Silvestri, 22 Caroppo, 5 Mori, 15 Misuraca.
All.: Ferrara.
FRANCIA (4-2-3-1) : 1 L’Hostis; 2 Duplus, 4 Koulibaly, 15 Isimat-Mirin, 17 Nego; 20 Sissoko, 18 Jarsale, 14 Knockaert, 13 Bourgeois (74′ 11 Court); 9 Tafer (80′ 12 Trebel), 8 J. Monrose.
A disp.: 16 Gorgelin, 3 Pogba, 5 Saunier, 6 Damour, 7 Le Tallec, 10 Benezet, 19 Delort.
All.: Mankowski.
Marcatori: 62′ J. Monrose
Ammoniti: 48′ Isimat-Mirin.
Note: recupero 1’pt, 3’st.
Arbitro: Ando Szabo (Ungheria).
 
 

Venerdi 10 giugno – Finali

  • 3°/4° posto : Italia-Messico : 1-1, 5-4 d.c.r.(marcatore Italia : Mattia Destro (43′) ; marcatore Messico :  Taufic Guarch (33′)), stade Mayol, Toulon (18.30). VIDEO

Francia-Colombia, finale: i due capitani Rodriguez e Duplus si scambiano i gagliardetti sotto gli occhi dell’arbitro De Marco -foto Alain Rousset.

  • Finale 1° posto : Francia-Colombia : 1-1, 1-3 dopo i calci di rigore (marcatore Francia : Joseph-Monrose (52′) ; marcatore Colombia : Banguero (77′)), stade Mayol, Toulon (21.00)
A Toulon, stade Mayol
FRANCIA – COLOMBIA 1-1 (0-0), 1-3 d.c.r.
Arbitro M. De Marco (Italie) 
Spettatori: 15.000 circa
Marcatori : Monrose (51′), Banguero (76′) 
France : L’Hostis – Duplus (cap), Koulibaly, Isimat-Mirin, Pogba – Sissoko, Trebel, Bourgeois (Court 68′), Knockaert (Le Tallec 79′) – Tafer (Jarsale 73′), Monrose. Allenatore : Pierre Mankowski
Colombie : Garzon – Naranjo (Banguero 75′), Ulloa, Ceron, Cortes – Asprilla, Nunez, Arrechea (Diaz 79′), Bedoya (Miranda 41′) – Rodriguez (cap), Fruto. Allenatore : Eduardo Lara
Ammoniti: Sissoko (68′)
 

Video highlights  finale:

Video sequenza rigori (telecronaca tv colombiana):

 

 
 
 

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