Anteprima, Ligue 2

Ligue 2, quintultima giornata: programma e prospettive

Mercoledì 4 maggio 2011, scritto per Ligue2edintorni.tk
 

Sagbo esulta dopo aver segnato il gol dell'1-0 al Le Mans

Venerdì 6 maggio 2011, ore 20.00

Angers – Vannes

Qualunque sia il risultato con cui si concluderà, Angers-Vannes è una partita che con ogni probabilità finirà per rivelarsi inutile per entrambe le squadre. L’Angers, sull’onda della convincente serie di undici risultati utili consecutivi tra la ventunesima e la trentunesima giornata, aveva creduto di potersi reinserire nella lotta per la promozione a dispetto della falsa partenza, ma l’eliminazione in semifinale di coppa subita ad opera del PSG ha bruscamente spezzato l’incantesimo e da quel momento sono arrivate due sconfitte di fila anche in campionato, che hanno di fatto azzerato le speranze. Forse non hanno contribuito a tenere alta la concentrazione le voci sulla partenza a fine stagione del tecnico Jean-Louis Garcia, accostato negli ultimi giorni pure al Lens dopo che in precedenza si era parlato di Nancy e Bordeaux: l’addio dovrebbe essere ormai scontato, tanto che il club avrebbe già individuato il sostituto in David Guion, che ricordiamo per la recentissima impresa in Coupe de France alla guida dello Chambéry e che affiancherebbe in panchina l’attuale tecnico della squadra riserve Moulin. Giungono nel frattempo cattive notizie dall’infermeria: la stagione è purtroppo finita per Renouard, uno degli uomini più in forma del momento, che ha riportato la frattura del quinto metatarso.

Il Vannes dal canto suo ha dato qualche timido segnale di ripresa, conquistando sette punti e due vittorie nelle ultime sei giornate e mostrando anche una bella reazione d’orgoglio venerdì sera contro l’Istres, quando ha saputo approfittare dell’espulsione di Barillon per rimontare due gol di svantaggio e chiudere sul 2-2. Ma obiettivamente recuperare nelle prossime cinque partite i quattro punti che separano i bretoni dal Metz quartultimo sembra una missione quantomeno ardua, con gli handicap del peggior attacco (ventisette gol fatti) e della peggior difesa (cinquantuno gol subiti) della categoria, malauguratamente due costanti dall’inizio del campionato. La squadra bianconera non può neanche fare più di tanto affidamento sulla Rabine, visto che non riesce a vincere sul proprio campo da cinque gare, nè sembra esserci l’elemento in grado di fare la differenza: non per niente qualche tempo fa, in un’intervista a France Football, l’allenatore Le Mignan dichiarava di rimpiangere ancora la cessione di Sammaritano all’Auxerre, concretizzatasi in extremis il 31 agosto scorso; in una rosa già povera quantitativamente e qualitativamente, il susseguirsi degli infortuni ha poi fatto il resto.

Clermont – Nantes

Undicesimo in classifica e sospeso nel suo limbo distante otto punti dal terzo come dal terzultimo posto, anche se matematicamente tutto è ancora possibile, realisticamente il Clermont non ha più molto da chiedere a questo campionato. In Auvergne i dirigenti iniziano già a guardarsi intorno in vista del prossimo anno, alla ricerca degli uomini giusti per raccogliere la scomodissima eredità di Sloan Privat, di proprietà del Sochaux e destinato a tornare al suo club formatore, e probabilmente anche di Romain Alessandrini, concupito da innumerevoli pretendenti: una coppia dai numeri impressionanti, ventinove gol e undici assist in due. Proprio l’inseguimento di Privat al trono dei cannonieri, nell’entusiasmante duello senza esclusione di colpi con Ribas in cui il terzo incomodo Helstad è pronto ad inserirsi, è forse il tema più interessante di questo scorcio finale della stagione rossoblu; un vero peccato perchè, alla luce del potenziale offensivo mostrato e dell’ottimo girone di ritorno, in un campionato tanto livellato sarebbe bastata un po’ di attenzione difensiva in più, specialmente nei minuti finali nei quali sono stati persi parecchi punti pesantissimi (Laval, 1-1 al 92′; Grenoble, 2-2 al 91′; Evian, 1-1 al 95′; Metz, 3-3 al 94′), per vedere il Clermont competere per le posizioni di vertice.

Per un Nantes che fatica a sollevarsi dalla mediocrità in cui per l’ennesima volta si è inabissato dopo la sosta natalizia, sono stati invece d’importanza capitale i tre punti strappati in qualche modo all’Angers in un derby dominato dai bianconeri, visto che la salvezza non è ancora acquisita e che nelle ultime quattro giornate i Canaris dovranno affrontare Istres, Sedan, Le Havre e Le Mans, con almeno due di queste squadre che presumibilmente si giocheranno fino alla fine le proprie chances di promozione. Mentre anche nella Loira Atlantica si lavora per il futuro, con il nuovo direttore sportivo Guy Hillion che si è già insediato alla Jonelière e con l’arrivo dell’attuale tecnico del Sedan Landry Chauvin che ormai non è più un segreto per nessuno, il pubblico non ne può più di anni di cattivi risultati e di continui ribaltoni e c’è chi manifesta il proprio dissenso in maniera impropria: la scorsa settimana, nella notte qualcuno si è introdotto alla Beaujoire lasciando ovunque scritte ostili al proprietario del club Waldemar Kita; si teme che l’erba del campo possa esserne rimasta irrimediabilmente danneggiata (foto) e la società ha sporto denuncia contro ignoti. Intanto, Ndy Assembe ha un problema agli adduttori e al Gaston Petit di Clermont dovrebbe esserci l’esordio da titolare per il diciannovenne portiere Erwin Zelazny, prodotto della Maison Jaune così come Maxime Dupé, diciassette anni, che andrà in panchina nel ruolo di dodicesimo.

(foto ouest-france)

Dijon – Châteauroux

Issatosi per la prima volta sul podio alla trentesima giornata, la vera rivelazione del campionato è senza dubbio il Dijon, che insegue il sogno della prima promozione in Ligue 1 della propria storia con una formazione tipo composta in buona parte da ragazzi pescati nelle divisioni inferiori, che non avevano mai giocato in questa categoria e che si stanno rivelando tra i migliori nei rispettivi ruoli. Certo, la mancanza di esperienza non gioca a favore della squadra di Patrice Carteron e la difesa dà l’impressione di essere un po’ troppo perforabile; d’altro canto, i Rouges hanno dalla loro l’entusiasmo, la totale assenza di pressione e un attacco da quarantotto gol (il terzo del campionato) trascinato dal suo capitano Ribas – destinato ad un sicuro addio a fine stagione, comunque vadano le cose – in condizioni di forma eccellenti; in generale, il gruppo sta molto bene fisicamente e Carteron attribuisce grandi meriti al fascioterapeuta Stéphane Renaud, che lavora anche al Chelsea con Drogba e Malouda e che a detta dell’allenatore sarebbe stato fondamentale nell’aiutare i giovani provenienti da campionati amatoriali o semiamatoriali a meglio sopportare i carichi di lavoro della Ligue2. La dinamica è ottima, con il miglior rendimento assoluto del girone di ritorno ed un’imbattibilità che dura da sei partite, ma tenendo presente che le dirette inseguitrici Sedan e Le Mans non hanno un calendario impossibile, il Dijon non può permettersi rallentamenti ed i tre punti contro lo Châteauroux sono una necessità.

Anche sull’altro fronte il morale è alto: manca ormai pochissimo per la certezza matematica della salvezza e se davvero dovesse arrivare in anticipo si tratterebbe di un’impresa nell’impresa, visto che è dalla stagione 2006-2007 che la Berrichonne non è costretta ad aspettare l’ultimo secondo dell’ultima giornata per assicurarsi la permanenza in Ligue 2. I Castelroussins hanno saputo mantenere la compattezza e risollevarsi dopo la serie negativa di otto partite senza vittoria tra novembre e febbraio e adesso sono imbattuti da cinque turni, nei quali sono arrivati nove punti; il tecnico Tholot, per tenere alta la tensione e mettersi al riparo da spiacevoli sorprese, ha fissato il nuovo obiettivo di un piazzamento finale nella prima metà di classifica. La vittoria di venerdì scorso contro il Clermont, che dopo la caduta dell’Angers nel turno precedente era diventata la squadra con la più lunga serie positiva in corso (nove partite), ha fatto salire sugli scudi Bryan Bergognoux, il ventisettenne centrocampista offensivo in prestito dal Lecce che ha segnato il primo hat-trick della carriera: davvero una bella soddisfazione per un giocatore che nel Salento ha trovato poco spazio e che in questa stagione, arrivato in condizioni fisiche precarie anche a causa della lunga inattività, è riuscito ad imporsi come titolare solo nelle ultime giornate.

Lo Châteauroux vorrebbe tenere Bergougnoux ma a decidere sarà il Lecce, col quale il giocatore ha un altro anno di contratto -foto nouvellerepublique.fr

Grenoble – Evian

Per il Grenoble i giochi si sono quasi certamente chiusi venerdì scorso, quando gli alpini, in vantaggio per 2-0 allo Stade de la Vallée du Cher di Tours a sette minuti dal termine, si sono lasciati raggiungere sul 2-2 al 90′, nella partita su cui erano state sospese le scommesse in seguito ad un flusso anomalo di puntate sulla vittoria dei padroni di casa: è stata l’ennesima occasione sprecata di una stagione maledetta fin dall’inizio e adesso, con la prospettiva di ricevere l’Evian e di andare a Dijon e Le Havre nelle ultime cinque giornate, credere in un miracolo è davvero più difficile che mai. Ad ogni modo, almeno sul fronte societario la salvezza parrebbe vicina, benchè l’epilogo imprevisto della precedente trattativa con Thierry Granturco renda ancora più obbligatorio l’uso del condizionale: è ad un passo l’accordo tra gli attuali azionisti giapponesi della Index e l’acquirente Cristophe Maillol, ex giocatore di rugby che in passato ha fondato in Brasile un’agenzia di gestione sportiva professionale e che a quanto pare l’anno scorso avrebbe già provato ad acquistare il Nantes; in caso di salvezza, Maillol ha promesso ai giocatori di sborsare di tasca propria un cospicuo premio in denaro, che in base alle presenze stagionali di ciascuno potrebbe arrivare fino a 50.000 euro a testa.

Gli umori sono per forza di cose completamente differenti in casa Evian: la vittoria sul Le Mans nel posticipo di lunedì sera (video), netta e senza ombre, equivale ad un’ipoteca sulla promozione, per sancire la quale ormai serve solo l’avallo della matematica; e difatti a fine gara si sono viste scene di giubilo in campo e negli spogliatoi. Nella stagione dei Roses non sono mancati dei passaggi a vuoto, con un momento particolarmente complicato a febbraio, ma le quattro vittorie e il pari conquistati nelle ultime cinque partite con il contemporaneo rallentamento di tutte le avversarie dirette hanno dilatato a sei lunghezze il vantaggio sul quarto posto; con cinque giornate davanti e la prospettiva di affrontare solo avversari della seconda metà di classifica non sembra certo un margine impossibile da gestire. I tre gol rifilati al Le Mans hanno anche consentito alla squadra di Casoni di sorpassare nuovamente il Sedan in testa alla classifica delle reti segnate, cinquantuno contro cinquanta, mentre è da segnalare l’esplosione del ventiduenne centravanti Sagbo, andato a bersaglio cinque volte nelle ultime quattro gare e sicuramente da tenere d’occhio.

Istres – Laval

In compagnia del Dijon, i Violets costituiscono la più bella sorpresa della Ligue 2 2010-2011. L’avvio difficile aveva fatto temere una stagione di sofferenza come la precedente: invece la squadra provenzale, partendo dal budget più basso del campionato (5,5 milioni), è uscita alla distanza e nel girone di ritorno si è stanziata stabilmente nella prima metà di classifica; ha messo in mostra sprazzi di bel gioco, individualità interessanti in tutti i reparti e una forza mentale notevole che ha portato addirittura dieci punti nei dieci minuti finali delle partite e il conseguente primato nella graduatoria relativa ai punti conquistati nel secondo tempo. L’ambiente è molto sereno ed è stata gestita bene anche la vicenda di Dimitri Lesueur, l’attaccante che nei giorni scorsi è stato arrestato per un presunto accoltellamento dopo una lite in discoteca. Considerati i sei punti di distacco e le tante rivali davanti, tuttavia, non è molto realistico pensare che la squadra di Pasqualetti possa ancora riuscire ad impadronirsi di uno dei primi tre posti; se vuole quantomeno provarci fino in fondo, non può però esimersi dal battere un Laval che finora è stato semplicemente disastroso in trasferta, nonostante a Grenoble alla ventottesima giornata sia riuscito finalmente a togliersi la soddisfazione del primo successo: dei suoi quarantatrè punti, infatti, solo otto sono stati presi lontano dal Francis Le Basser, con la miseria di sei gol segnati in quindici partite. Dunque il Laval, Dr.Jekyll e Mr.Hyde per eccellenza del campionato, se vede la salvezza da vicino deve ringraziare un rendimento casalingo (trentacinque punti totalizzati) secondo solo a quello dell’Ajaccio, leader in questa particolare classifica con trentotto punti; e se riuscirà a non perdere le prossime due partite interne, chiuderà la stagione da unica squadra imbattuta sul proprio campo: l’impresa non appare comunque semplice, visto che alla trentacinquesima arriverà in Mayenne il lanciatissimo Evian, miglior squadra in trasferta con ventisei punti e sette vittorie in quindici gare. In generale, la squadra di Hinschberger non deve abbassare la guardia perchè il calendario non è dei migliori e ci sono dei precedenti poco confortanti relativi alle ultime due stagioni, in cui l’Amiens prima e il Guingamp poi retrocedettero in National con quarantatrè punti, esattamente gli stessi che hanno oggi i Tangos; e proprio come i Tangos, l’Amiens alla trentatreesima giornata aveva sette lunghezze di vantaggio sulla terzultima.

Le Havre – Troyes

Le Havre ed ESTAC si incontrano in un momento negativo per entrambe, accomunate da una serie di sei partite consecutive senza vittoria e dalla data dell’ultimo successo, che risale all’11 marzo: da allora, tre pari e tre sconfitte per gli uomini di Daury, addirittura un pari e cinque sconfitte per quelli di Furlan, del quale peraltro si ricorda l’inquietante precedente della retrocessione in Ligue 2 dello Strasbourg 2007-2008, con undici sconfitte nelle undici giornate conclusive. Da notare che non è mai accaduto, da quando nel 1993-94 è stata introdotta la formula corrente, che la squadra con la migliore difesa non sia stata promossa in Ligue 1 al termine del campionato: il Le Havre a questo punto ha discrete probabilità di aggiudicarsi un poco ambito primato, dato che allo stato attuale la sua retroguardia è la meno battuta con ventotto gol subiti e che gli ultimi risultati sembrano aver allontanato irrimediabilmente il terzo posto. I Ciel et Marine non sono riusciti a dar seguito all’unica vittoria in trasferta, che resta quella di Istres del 19 ottobre scorso, nè a vincere due partite consecutive, proprio come Metz, Vannes e Grenoble, tre delle ultime quattro in classifica; non sono certo queste le migliori premesse per pensare ad un improbabile exploit, come non lo è la sterilità offensiva che ha rappresentato il vero tallone d’Achille della stagione dell’HAC.

Se tuttavia il rischio maggiore per i normanni dovrebbe essere quello di giocare per il terzo anno di fila in Ligue 2, è senz’altro molto più delicata la situazione del club dell’Aube, che battendo il Dijon alla ventisettesima si era installato al settimo posto e puntava al podio distante solo quattro punti, ma che la spirale negativa in cui si è lasciato risucchiare nelle sei giornate successive ha trascinato sul bordo del precipizio: a distare quattro punti adesso è la terzultima posizione, con le squadre che inseguono che continuano a fare risultato. Concessa l’attenuante degli infortuni che hanno falcidiato l’organico, in particolare al centro della difesa, l’aspetto più preoccupante è però quello mentale: sconcertante la maniera in cui venerdì sera, davanti al proprio pubblico, l’ESTAC si è liquefatta dopo aver subito su rigore il pareggio del Nîmes; è la terza débâcle consecutiva allo Stade de l’Aube e a fine partita il presidente Daniel Masoni, furente, si è scusato con i tifosi per lo spettacolo indecoroso. Anche sul piano fisico la squadra appare in difficoltà e l’unico appiglio è fornito dal calendario, che dopo il trittico terribile Le Havre-Le Mans-Evian offre ai biancazzurri l’opportunità di ricevere in casa in successione Laval e Vannes nelle ultime due giornate.

Le Mans – Tours

Se non si può definire derby nel senso stretto del termine, Le Mans-Tours viene da sempre considerato come tale: le due città appartengono infatti amministrativamente a due regioni diverse ma i rispettivi dipartimenti sono confinanti, tanto che il presidente del club Ciel et Noir Frédéric Sebag poco tempo fa aveva chiesto al suo omologo Henri Legarda l’autorizzazione ad utilizzare la MMArena per le partite casalinghe in caso di promozione in Ligue 1, visto che lo Stade de la Vallée du Cher non è a norma. Nessuna delle due squadre arriva comunque all’appuntamento con il morale alle stelle: il Le Mans, con il budget più alto della categoria (24,4 milioni) e l’organico più forte sulla carta, non può assolutamente permettersi di mancare l’immediata risalita, anche perchè il nuovo stadio ha costi di gestione troppo alti per la Ligue 2. Ma i segnali che arrivano al momento sono tutt’altro che incoraggianti, con un solo gol segnato nelle ultime sei partite e addirittura una sola vittoria nelle ultime undici (in entrambi i casi, si tratta di Le Mans-Le Havre 1-0 della trentunesima); la squadra fa fatica a cambiare ritmo ed è troppo dipendente da Helstad, che da solo ha segnato il 50% dei gol giallorossi, diciassette su trentaquattro. Così, la favorita nei pronostici di tutti gli addetti ai lavori, che era arrivata ad avere sei punti sulla quarta in classifica alla ventitreeesima giornata, si è trasformata adesso in un’inseguitrice in affanno. Se giocare sotto pressione sicuramente non facilita il compito, in compenso una mano potrebbe arrivare dalla magnanimità del calendario: Tours, Laval e Nantes da affrontare in casa, Troyes e Vannes in trasferta, sono avversari che autorizzano un certo ottimismo, a patto naturalmente di trovare in tempo i correttivi giusti.

I due soli punti ottenuti nelle ultime cinque giornate hanno invece definitivamente gelato le ambizioni di promozione che il Tours aveva nutrito a lungo, dopo la brillante ed inattesa prima parte di campionato. Se nella fase iniziale del girone di ritorno l’illusione era tenuta in vita dall’ottimo rendimento tra le mura amiche, con l’immancabile sconfitta esterna sempre compensata da una vittoria casalinga, da aprile in avanti la squadra di Daniel Sanchez ha continuato a perdere fuori ma in casa ha messo insieme solo due deludenti pareggi acciuffati per il rotto della cuffia. Più che sugli sprechi sotto porta, che comunque hanno costituito una costante della stagione, il dito va puntato innanzitutto sulla tenuta difensiva: impossibile pensare seriamente alla Ligue 1 con la peggiore retroguardia della categoria, cinquantuno gol subiti come il Vannes, che costringono il Tours al paradosso di avere una differenza reti negativa nonostante il terzo miglior attacco del campionato (quarantotto reti, come il Dijon) dietro ad Evian e Sedan.

I tifosi del Le Mans la prendono con ironia

Nîmes-Reims

Ad oggi, a fare compagnia a Grenoble e Vannes in National sarebbe il Nîmes: i Crocodiles sono la peggior squadra del girone di ritorno con appena dieci punti, nove dei quali conquistati da Froger nelle ultime sette giornate, a fronte dell’unico targato Tosi nelle precedenti sette. L’ennesimo cambio in panchina ha prodotto sì qualche miglioramento, ma non la scossa forte che ci si attendeva -come riconosciuto dallo stesso Froger- e la preziosissima vittoria di Troyes di venerdì scorso, la seconda del 2011, per la verità sembra essere arrivata più per demeriti degli avversari che per particolari meriti propri; se alla fine riuscirà a salvarsi il club del Gard dovrà ringraziare quello biancazzurro, contro il quale tra andata e ritorno ha fatto bottino pieno. Ad ogni modo, se si vogliono continuare a coltivare speranze concrete, non si può prescindere dal segnare qualche gol in più: il Nîmes ha infatti anche il secondo peggior attacco del campionato con ventinove reti realizzate e il peggior attacco in assoluto del ritorno con dieci, di cui peraltro quattro su rigore e uno su punizione; e soprattutto è necessario trarre il massimo dalle prossime tre partite, quelle casalinghe contro Reims e Tours e la trasferta di Vannes, considerando che le ultime due appaiono poi molto più proibitive, con lo scontro diretto al Saint-Symphorien di Metz e l’arrivo allo Stade de la Costières dell’Ajaccio, che molto probabilmente verrà a giocarsi la Ligue 1 proprio nel Gard.

Il Reims, per contro, nel girone di ritorno è apparso trasformato in positivo, in special modo all’Auguste Delaune dove ha fatto vittime illustri come Le Mans (3-0), Le Havre (2-1), Boulogne (4-1) e Tours (4-1) e dove anche venerdì contro il Dijon avrebbe meritato perlomeno il pareggio: se avessero tenuto questa media fin dall’inizio, gli Stadistes si troverebbero adesso a lottare per la promozione e non per la salvezza; e senza dubbio da promozione è la produzione offensiva della squadra biancorossa, che ha segnato solo cinque gol in meno (quarantasei contro cinquantuno) dell’Evian capolista e che vanta un’interessante varietà di soluzioni e una buona dose di qualità da centrocampo in su, con i vari Toudic, Courtet, Romain Amalfitano, Fortes, Gragnic, Fauré. La prima sconfitta interna del 2011, unita alle contemporanee vittorie delle dirette concorrenti, fa sì tuttavia che la sofferenza si prolunghi: il calendario non è dei più semplici, dovendo affrontare tra l’altro il derby col Sedan e l’Evian, ma un unico successo dovrebbe essere sufficiente a garantire la salvezza.

Sedan – Metz

E’ molto alta la posta in gioco nella sfida del Louis Dugauguez tra i due club storici dell’Est.
Il girone di ritorno dei Sangliers è stato deludente, sia sul piano del gioco che su quello dei risultati, e non sono mancate le polemiche intestine. In particolare, la situazione ha rischiato di degenerare quando il vulcanico presidente Pascal Urano ha scoperto che il suo allenatore Chauvin (foto) -in scadenza di contratto a fine stagione- si era incontrato con i rappresentanti del Nantes e, sentitosi tradito, aveva inizialmente deciso di esonerarlo subito, per poi tornare sui suoi passi; ricordiamo anche il caso Allart, l’attaccante messo fuori rosa per essersi rifiutato di giocare con la squadra riserve, che ha accusato la società di agire in tal modo nei suoi riguardi a causa del mancato accordo sul prolungamento del contratto. Ma ora, anche se il dialogo tra Urano e il tecnico è ridotto al minimo così come quello di Allart con i dirigenti, apparentemente tutti sono concentrati sull’obiettivo comune, la conquista della massima serie: con l’arrivo di Chauvin nell’estate 2008 era stato pianificato un progetto triennale ben preciso, che prevedeva la promozione da ottenere in tre anni e la contemporanea valorizzazione di ragazzi cresciuti in casa o pescati nei campionati amatoriali e tra gli scarti degli altri centri di formazione; trascorsi i tre anni stabiliti, si può dire che la seconda parte dell’obiettivo sia stata raggiunta, se si pensa ad esempio ad Oliveira, Le Bihan, Ismaël Traoré, Abdallah, Lautoa, Karaboué, Court, Valdivia, Florentin Pogba o Abdoulay Diaby. Manca dunque solo la Ligue 1 per completare l’opera e Chauvin ci tiene ad andarsene lasciando un bel regalo d’addio: la squadra rossoverde resta tuttora in posizione favorevole, quarta a due sole lunghezze dall’Ajaccio terzo, il calendario è abbordabile e dopo la pesante sconfitta interna con l’Evian nelle successive tre partite ha conquistato sette punti, di cui uno sul difficile campo dello stesso Ajaccio.

Le turbolenze interne non hanno certamente risparmiato nemmeno i Grenats, soprattutto dopo l’infausta sconfitta casalinga della ventinovesima giornata contro il Grenoble, che ha portato Bijotat a puntare il dito contro il coinvolgimento a suo dire non sufficiente di una parte della squadra ; qualche elemento ha poi fatto le spese della piccola rivoluzione che ne è seguita, in particolare l’attaccante maliano Tenema N’Diaye, che non è più stato convocato dal tecnico nelle successive partite. Finalmente venerdì scorso, dopo cinque giornate senza vittoria, è arrivata una boccata d’ossigeno con il successo del Saint-Symphorien sul Boulogne, che ha consentito di conservare la quartultima posizione in virtù della migliore differenza reti nei confronti del Nîmes e che è stato tra l’altro accompagnato da una delle prestazioni stagionali più convincenti. C’è comunque da sottolineare che raramente il Metz è stato surclassato dal punto di vista del gioco e che ha perso un numero relativamente basso di partite: la causa dei suoi stenti in classifica è da ricercare soprattutto nei troppi pareggi, ben quindici, e nella scarsa efficacia nei trenta metri avversari. Sul fronte infortuni, stagione finita purtroppo per i giovani Büssmann e Kehli, in compenso per lo sprint conclusivo è tornato a disposizione Kévin Diaz -fuori sei mesi per la rottura dei legamenti crociati- che contro il Boulogne è stato uno dei migliori in campo.

(foto EQ)

Ore 20.30, diretta su Eurosport France

Boulogne – Ajaccio

Se è probabile, conoscendo le caratteristiche delle due squadre, che non ci si possa attendere un posticipo dei più spettacolari, è altrettanto probabile che in compenso da questa partita possano arrivare risposte molto importanti. Il Boulogne è il simbolo della mancanza di certezze da cui quest’edizione della Ligue 2 è stata caratterizzata fin dall’inizio, se si pensa che con un attacco che ha segnato quanto quello del Nîmes ed una differenza reti negativa resta a cinque punti dal terzo posto, o che dopo aver stabilito il record di pareggi nel girone di andata ha solo vinto o perso in quello di ritorno; analizzandone le prestazioni, comunque, si ha il quadro di una squadra troppo macchinosa ed improduttiva nel gioco e troppo fragile mentalmente per poter aspirare ad una delle prime tre posizioni e la secca sconfitta di Metz sembra aver rafforzato quest’idea. Estevan, chiamato a fine girone di andata al capezzale dei rossoneri soprattutto per le sue doti da motivatore, venerdì sera è apparso molto deluso: “Il mio messaggio evidentemente non passa fino in fondo…c’è troppa sufficienza, manca l’attitudine per competere a certi livelli”, ha dichiarato. Nonostante tutto, nell’ambiente c’è la consapevolezza che battere l’Ajaccio accorcerebbe la classifica e riaprirebbe inevitabilmente ogni discorso, anche in considerazione del fatto che nelle ultime giornate resterebbe poi da affrontare solo un’altra delle prime dieci, il Dijon .

I corsi, dal canto loro, se confermassero i progressi mostrati negli ultimi tempi in trasferta ed uscissero dallo Stade de la Libération con un risultato soddisfacente, avrebbero fatto un ulteriore passo avanti verso la Ligue 1, poichè sono molti i punti a favore della squadra di Pantaloni, dall’ottimo rendimento al François Coty ad un gruppo particolarmente solido. Inoltre, proprio come il Dijon l’ACA può giocarsi le sue carte senza alcuna pressione, essendo partito con l’unico obiettivo di una tranquilla salvezza; e come i Rouges è imbattuto da sei gare, al momento la più lunga striscia positiva ancora in corso. In un contesto come quello delle partite di fine stagione, spesso condizionate dalla tensione e dall’usura fisica e quindi bloccate, non è da sottovalutare nemmeno l’arma dei calci piazzati, con le pericolosissime traiettorie di Kinkela, sette assist in campionato, che calcia forte a rientrare verso la porta e ha già mandato a segno più volte i compagni in questo modo. Un elemento che potrebbe pesare negativamente è invece la difficile situazione finanziaria del club, che rischia di non avere le garanzie economiche per disputare la Ligue 1 in caso di promozione.

La classifica dopo la trentatreesima giornata:

 La classifica marcatori (prime posizioni) :
1. Ribas (Dijon), Privat (Clermont), 19 ;
2. Helstad (Le Mans), 17 ;
4. Guié-Guié (Tours), Thil (Boulogne), 13 ;
6. Socrier (Ajaccio), Toudic (Reims), 12 ;
8. Alessandrini (Clermont), Jovial (Le Havre), Akrour (Istres), Lebouc (Laval),10;
12. Djordjevic (Nantes), Rivière (Ajaccio), Fauvergue, Allart (Sedan), Marcos (Troyes), 9 ;
17. Dupuis (Berrichonne), 8.

Il calendario degli ultimi cinque turni:

34 giornata-
Venerdì 6 maggio 2011

35 giornata-
Lunedì 9/Martedì 10 maggio 2011

36 giornata-
Venerdì 13 maggio 2011/ Lunedì 16 maggio 2011

37 giornata-
Venerdì 20 maggio 2011


38 giornata-
Venerdì 27 maggio 2011

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