Ligue 2

Ligue 2, penultima giornata: la prima volta dell’Evian TG, l’harakiri del Le Mans

Mercoledì 25 maggio 2011, scritto per Ligue 2 e dintorni

E’ noto come il calcio sia lo sport democratico per eccellenza, tema prediletto di tanti trattati sociologici per la naturalezza con la quale riesce ad abbattere ogni barriera di classe sociale nello spazio di novanta minuti: sfondo ideale, dunque, per la sceneggiatura post-rivoluzionaria in cui, mentre nobili decadute quali Nantes o Stade de Reims languono da anni nelle categorie inferiori, avanza a passi da gigante la realtà piccolo-borghese dell’Evian Thonon Gaillard Football Club, che ha visto la luce solo nel 2007 e che venerdì 20 maggio 2011 ha sancito ufficialmente il suo ingresso nel salotto buono diventando la prima squadra dell’Alta Savoia ad essere promossa in Ligue 1. Mai come stavolta il riferimento geografico è opportuno, visto che si tratta probabilmente del primo caso di una certa risonanza in cui il club non si identifica come da tradizione nei colori di una città o di un paese, ma è stato concepito per essere espressione di un’intera regione, precisamente quella che costeggia le sponde francesi del Lago Lemano, dipartimento Haute-Savoie, Rhône-Alpes. Per avere un’idea concreta, basti pensare che per collocare dal punto di vista spaziale l’Evian bisogna prendere in considerazione un’area di circa 90 km, tra una sede a Thonon-les-Bains e una a Publier, il centro di allenamento della prima squadra ad Amphion Port-Pinard, il campo dove giocano la squadra riserve ed i ragazzi delle giovanili a Gaillard, lo stadio ad Annecy: fino alla scorsa stagione le partite casalinghe venivano disputate allo Stade Joseph Moynat di Thonon-les-Bains, ma con la promozione in Ligue 2 è avvenuto il trasferimento al Parc des Sports per ragioni di capienza; adesso i 12.000 posti sono diventati insufficienti ed è prevista la messa a norma con l’ampliamento a 15.000, soluzione provvisoria in attesa della costruzione di un nuovo impianto in un luogo ancora da definire. Il presidente onorario Franck Riboud, direttore generale di Danone che ha sede a Thonon-les-Bains e che dell’Evian TG è sponsor e principale finanziatore con una cifra di circa tre milioni di euro annui -corrispondente a un terzo del budget totale del club- in un’intervista all’autorevole quotidiano Le Parisien spiega: “Si deve tener presente che nella zona circa il 60% della popolazione è impiegata dalla Danone: noi abbiamo sempre ritenuto che il ruolo di un’impresa non si fermasse ai muri delle fabbriche e così l’idea iniziale era quella di servirci del calcio come mezzo di aggregazione sociale; a quel punto ci hanno contattato da Gaillard, dove il club locale si trovava in difficoltà, ed il progetto si è ampliato su base regionale”.

Franck Riboud con Zidane e Lizarazu -foto Norbert Falco

L’Evian Thonon Gaillard FC nasce dunque il 1° luglio 2007 dalla fusione dell’Olympique Thonon Chablais, anno di fondazione 1909, con il Football Croix-de-Savoie 74, a sua volta nato dall’unione datata 2003 di Football Club Gaillard (1924) e Ville Le Grand (1928); inizialmente il nuovo club prende il nome di Olympique Croix-de-Savoie 74, che al termine della stagione 2008-2009 festeggerà la promozione in National. E’ a questo punto che avviene un passaggio cruciale, con la trasformazione in SASP, la nomina del presidente ad oggi in carica Patrick Trotignon, il coinvolgimento di piccoli azionisti quali Zidane e Lizarazu -che investono una cifra di circa 10.000 euro a testa- e l’assunzione della denominazione sociale odierna: importante sottolineare, a scanso di equivoci, che con Evian si intende riferirsi alla nota marca di acque minerali di proprietà del gruppo Danone e non alla vicina località di Évian-les-Bains, dove gioca a livello amatoriale (District) un altro club, l’Union Sportive Évian Lugrin, che peraltro con l’Evian TG ha stabilito un accordo di partenariato; com’è facile supporre, la scelta della denominazione orientata più verso criteri di business che non al rispetto della tradizione non ha mancato di suscitare la contrarietà di alcune associazioni storiche di tifosi. Ad ogni modo, nel 2009-2010 parte con successo la scalata alla Ligue 2, con l’attuale allenatore Bernard Casoni che arriverà nel gennaio 2010 in sostituzione di Stéphane Paille ed il campionato che si concluderà trionfalmente con il record assoluto di punti per il National, ottantacinque, il miglior attacco e la miglior difesa della categoria.
Nella stagione in corso la squadra ha il merito di partire forte imponendosi fin da subito all’attenzione generale come sorpresa del campionato, ma soprattutto quello di saper gestire e superare senza contraccolpi i momenti di crisi, concludendo poi in bellezza su una serie di nove partite utili di cui sei vittorie, benché dopo la brillante affermazione sul Le Mans della trentaquattresima giornata un po’ di rilassamento ed i due conseguenti pareggi consecutivi abbiano costretto a rinviare l’ufficialità della promozione: ufficialità che arriva al termine di una prestazione per la verità non delle più brillanti, sul campo di un ottimo Reims che dopo essersi meritatamente salvato in anticipo ci teneva a salutare il suo esigente pubblico con un risultato di prestigio e che, seppur in inferiorità numerica per buona parte dell’incontro, crea le migliori occasioni e non avrebbe assolutamente meritato di perdere; l’Evian dà però ancora una volta prova della spietata concretezza che ne ha fatto la miglior squadra da trasferta del campionato ed in questa circostanza beneficia anche della collaborazione dell’arbitro, che in un momento di difficoltà concede piuttosto generosamente il rigore del pareggio: è bello poi che a siglare il gol vittoria all’87’ con una splendida conclusione dalla distanza sia Cédric Cambon, uno che negli ultimi mesi ha giocato pochissimo, simbolo di una squadra la cui forza principale risiede nel gruppo, costruita senza stelle di prima grandezza ma con un mix equilibrato d’esperienza e di gioventù.

Cambon rivolge lo sguardo al cielo dopo aver segnato il gol che vale la Ligue 1

Così, tra i protagonisti della cavalcata verso la Ligue 1, troviamo ragazzi di prospettiva come Bérigaud, il senegalese Pouye, gli ivoriani Dja Djédjé, Tié-Bi e Sagbo o il ghanese Rabiu, ventunenne centrocampista di proprietà dell’Udinese esploso nella parte finale della stagione; ma anche elementi non più di primo pelo come il capitano Cédric Barbosa, trentacinquenne che dopo l’amarezza di quattro retrocessioni con Alès, Montpellier, Troyes e Metz si toglie finalmente un’immensa soddisfazione, il trentenne difensore Aldo Angoula, approdato al calcio professionistico solo nel 2007, oppure Olivier Sorlin, classe 1979, affidabile centrocampista dal rendimento costante che entra nella squadra ideale della Ligue2 2010-2011 eletta dal sindacato calciatori (UNFP); o ancora l’ultimo arrivato, il brasiliano Claudio Caçapa, sei volte campione di Francia con il Lyon, che a gennaio ha accettato di rimettersi in gioco in Alta Savoia con un contratto di sei mesi, affacciandosi in punta di piedi nello spogliatoio a dispetto del suo curriculum. Fondamentale poi Bernard Casoni, stesso carattere da combattente di una carriera da calciatore che l’ha visto vestire la maglia dei Bleus ed alzare al cielo la Coppa dei Campioni 1993 con l’OM: la sua esperienza ad altissimi livelli si è rivelata preziosa nel motivare i giocatori e nel gestire i momenti delicati, compresi quelli vissuti sul piano personale, quando nel periodo più critico attraversato dalla squadra era entrato nel mirino per i suoi frequenti viaggi in Corsica, dove in passato ha allenato il Bastia e dove oggi vive la sua compagna. Adesso, la linea dirigenziale è quella di confermare per quanto possibile la squadra che ha conquistato la promozione facendo pochi innesti mirati e di non discostarsi dalla politica economica seguita fin qui, conservando un modello di gestione basato sulla Ligue 2 nonostante il previsto aumento degli introiti legati ai diritti televisivi. Spiega ancora Riboud a Le Parisien: “Io voglio assicurare un futuro al club. Cosa accadrebbe se un giorno la Danone venisse rilevata da persone che non fossero interessate a portare avanti il progetto sportivo e tagliassero la voce del budget attualmente destinata all’Evian TG? Se oggi ci sono milioni di deficit nei bilanci, succede proprio perché i dirigenti dei club perdono il controllo e vivono al di sopra delle proprie possibilità”. Venerdì sera i Roses proveranno dunque ad aggiudicarsi il titolo di campione di Ligue 2 che non dovrebbe sfuggire, poiché al Parc des Sports è atteso un Metz appagato dalla faticosa salvezza appena conquistata, e poi saranno pronti a lanciarsi nella sfida della quarta categoria differente nello spazio di cinque anni: sembrano esserci tutte le premesse perché le affinità con l’Arles-Avignon, altro club che unisce idealmente due città distinte e protagonista di una rapida scalata dal CFA alla Ligue1, si fermino alle apparenze e l’Evian Thonon Gaillard possa diventare una realtà solida della massima serie continuando a far sognare un’intera regione.

Stade de Reims – Evian Thonon Gaillard FC 1-2 (Primo tempo 1-0)

Stade Auguste Delaune di Reims , venerdì 20 maggio 2011 ore 20.30
Marcatori : Fauré (34e) per lo Stade de Reims / Bérigaud (48′, rig) et Cambon (87′) per l’EvianTG
 
Stade de Reims : Agassa – Deaux (Manzorro, 78′) – Biancalani Tacalfred (cap) – Weber – Mandi – Gamiette – Gragnic (Krychowiak, 58′) – Fortes – Fauré (Taudic, 58′) – Courtet. Allenatore : Hubert Fournier.
Evian Thonon Gaillard FC : Westberg – Saad – Caçapa – Angoula – Dja Djé-Djé – Rabiu (M’Madi, 66′) – Barbosa (cap) (Cambon, 81′) – Sorlin – Bérigaud – Sagbo – Adnane (Pouye, 61′). Allenatore : Bernard Casoni.
 
Arbitro : Benoît Millot Assistenti : Anthony Bermont e Frédéric Labeyrie
Ammoniti : Biancalani (48′) et Toudic (88′) , Stade de Reims / Caçapa (35′) ; Sagbo (57′) et Dja Djé-Djé (63′) à Evian TG
Espulso : Fortes (28′) , Stade de Reims
Spettatori: 11.484

REIMS – EVIAN di Ligue2

DRAMMA PER DUE ALLA RABINE

Mentre all’Auguste Delaune l’Evian TG iniziava la sua festa, alla Rabine andava in scena il dramma sportivo di Vannes e Le Mans, con le immagini quasi surreali della disperazione di entrambe le squadre al fischio finale, al termine di una partita epica che ha saputo condensare in novanta minuti l’essenza stessa del calcio, calcio inteso come emozioni, gol, occasioni mancate, ribaltamenti di fronte, gioia, lacrime e furore agonistico. Al Le Mans, che in questo campionato ha stentato molto più di quanto la forza del suo organico non facesse prevedere ma che sembrava aver messo le cose a posto sfruttando il calendario favorevole e vincendo le ultime tre partite, un successo bastava per assicurarsi con ragionevole certezza la promozione in Ligue 1; per il Vannes un successo era invece la conditio sine qua non per continuare a sperare in una salvezza considerata impossibile da tutti fino a poche settimane fa. Dopo appena venti minuti, i giochi appaiono già chiusi e nel modo più scontato: Helstad mette a segno un micidiale uno-due trasformando nel suo diciannovesimo e ventesimo gol in campionato le uniche occasioni costruite dal Le Mans e i giallorossi vanno al riposo sul 2-0 e con la Ligue 1 in tasca; ma nell’intervallo i bretoni apprendono che il Troyes sta perdendo, sono coscienti che con questo risultato un’eventuale vittoria li porterebbe a due soli punti di distacco con lo scontro diretto da giocare all’ultima giornata e rientrano dagli spogliatoi animati dalla forza della disperazione. Così si gettano coraggiosamente in avanti e ad un quarto d’ora dalla fine riescono a concretizzare l’insperata rimonta, complice un Ovono che tante volte è stato determinante in positivo ma che stavolta non è impeccabile nè sulla conclusione di Quintin al 61′, nè in uscita sul corner battuto dallo stesso Quintin, da cui scaturisce il 2-2 di Duplus al 75′. Adesso le cattive notizie che arrivano da Dijon e Ajaccio costringono il Le Mans a vincere, lo sa bene anche Cormier che le prova tutte e getta nella mischia Poté, l’uomo che alla fine si rivelerà decisivo nel bene e nel male: sugli sviluppi di una bella iniziativa di Baal, proprio il nazionale del Benin arrivato a gennaio segna infatti all’ 85′ il gol del 3-2 al primo pallone toccato e ancora una volta la partita sembra finire qui; ma un Vannes mai domo, sospinto dal suo pubblico che non ha smesso un attimo di sostenerlo, non si lascia demoralizzare, riparte all’attacco e trova un nuovo, incredibile pareggio dopo appena due minuti con il giovane Jarsalé che incorna alla perfezione in rete un bel cross teso dalla sinistra di Cantini. Non è finita nemmeno stavolta perché il Le Mans vuole a tutti i costi i tre punti e spinge con veemenza: tutta la panchina grida al gol quando al 90′ ancora Poté si ritrova il pallone tra i piedi a due passi dalla porta completamente spalancata davanti a sè, ma l’attaccante riesce nell’impresa impossibile di centrare il portiere e sul rovesciamento di fronte, con la squadra giallorossa logicamente scoperta, Reset parte dalla propria metà campo in una splendida cavalcata solitaria conclusa appena dentro l’area da un sinistro a giro che s’insacca nell’angolino alla destra di Ovono. Lo stadio impazzisce e Reset è sepolto dagli abbracci di tutti i compagni, ma ancora nessuno sa che il Troyes ha vinto nel finale condannando il Vannes alla retrocessione aritmetica e alla più crudele delle beffe. Pochi istanti dopo la notizia trapelerà e calerà il gelo sulla Rabine. “Uno scenario inverosimile” trova appena la forza di commentare ai microfoni uno stravolto Cormier, il tecnico del Le Mans. “Da mezz’ora piango senza riuscire a fermarmi “si dispera Michel Jestin, il presidente del Vannes “E’una delusione atroce, soprattutto perché vedere cosa è stata in grado di fare la squadra nelle ultime partite mi ha fatto capire che la salvezza era nelle nostre possibilità. Ma non dovevamo svegliarci a tre giornate dalla fine”. Le sue amare parole purtroppo centrano il punto: il Vannes entusiasmante del finale di campionato, capace di prendere nove punti su nove e di trasformare l’attacco che fino alla trentaquattresima era il peggiore della categoria in una macchina da gol da più di tre reti di media a partita, è stato davvero commovente nella volontà di crederci fino in fondo e di andare oltre i propri limiti, ma i miracoli non sempre possono avvenire e i bretoni pagano a carissimo prezzo il loro risveglio tardivo.

La disperazione del tecnico del Le Mans Cormier (foto Thomas Brégardis)

…e quella della panchina del Vannes (ouest-france.fr)

Vannes – Le Mans 4 – 3 (primo tempo 0-2)
Stade de la Rabine di Vannes, venerdì 20 maggio 2011 ore 20.30.
Marcatori- Vannes : Quintin (59’), Duplus (74’), Jarsalé (86’), Reset (90+2’). Le Mans : Helstad (11’, 21’), Poté (85’)
 
Vannes: Gauclin – Kakou, Duplus, Brillault, Cantini – Reset, Jarsalé, Quintin (cap), Bangoura (Le Baron 78’) – Mohamed, Diguiny. Allenatore : S. Le Mignan.
Le Mans : Ovono (cap) – Cuffaut, Adenon, Cerdan, Corchia – Louis (Narry 46’puis Poté 83’), F. Thomas, Baal, Lamah – F. Cissé, Helstad (Wague 62’). Allenatore : A. Cormier
 
Arbitro : M. Malige..
Ammoniti. Le Mans : Corchia (87’).
Spettatori: 6214

VANNES – MUC72 di Ligue2

DIJON AD UN SOFFIO DALLA LIGUE 1, AJACCIO VICINO

Nient’altro che la matematica ed un pizzico di scaramanzia hanno impedito al Dijon di celebrare già venerdì scorso una storica promozione: ad una sola giornata dal termine del campionato, infatti, i Rouges hanno ormai tre punti di vantaggio sulla quarta in classifica ed una differenza reti nettamente favorevole, per cui dovrebbero verificarsi l’improbabile eventualità di una sconfitta per 0-3 in casa dell’Angers senza più obiettivi e di un contemporaneo 4-0 del Le Mans sul Nantes per rovesciare clamorosamente la situazione. In realtà, prima che a partita finita arrivasse la notizia dell’incredibile vittoria in extremis del Vannes, il pareggio casalingo contro il Boulogne aveva tutta l’aria di essere un’ enorme occasione sprecata: nel Pas-de-Calais la mente è ormai rivolta alla programmazione della prossima stagione, con la permanenza di Estevan in panchina non più così scontata alla luce dello scarso feeling con il suo secondo Plancke e con parte dello spogliatoio rivelato dall’Equipe, ma i rossoneri si presentano comunque in Borgogna decisi a non regalare nulla; dal canto suo la squadra di Carteron fin dall’inizio appare bloccata dalla tensione e troppo precipitosa nella costruzione della manovra, e le cose sono ulteriormente complicate dall’autorete di Zarour sugli sviluppi di un corner che porta in vantaggio gli ospiti dopo appena dieci minuti. Ci vuole così un rigore trasformato con fredda rabbia dal capitano e trascinatore Ribas, vincitore del premio UNFP di miglior giocatore di Ligue 2 dell’anno e capace di essere decisivo anche nelle circostanze in cui è meno brillante, per sbrogliare la matassa a meno di venti minuti dalla fine e far tirare un sospiro di sollievo al calorosissimo pubblico del Gaston Gérard, che poco più tardi farà esplodere tutto il suo entusiasmo e ringrazierà la squadra per la splendida stagione.

Il gol di Reset nel recupero manda in delirio anche il François Coty: ad Ajaccio c’era alla vigilia la consapevolezza che la secca sconfitta di Angers ed il conseguente sorpasso in classifica da parte del Le Mans mettevano la squadra isolana nella scomoda posizione di dover sperare nelle disgrazie altrui, ma i biancorossi pensano saggiamente a fare innanzitutto la propria parte sbrigando non senza una certa difficoltà la pratica Istres. La sfida tra i due tecnici corsi Olivier Pantaloni e José Pasqualetti era stata in verità preceduta da qualche polemica, per le origini e la lunga militanza nell’ACA del secondo ed il conseguente sospetto che l’Istres non sarebbe certo venuto in Corsica con il coltello tra i denti. Al di là di questo discorso che lascia il tempo che trova, era oggettivamente difficile aspettarsi sorprese da una formazione provenzale che si presentava decimata dalle assenze per infortuni e squalifiche e che, virtualmente salva con largo anticipo e preceduta da troppe squadre per pensare di inserirsi nella lotta per la promozione, ha mollato la presa anzitempo ed era in caduta libera già da qualche settimana, con l’atmosfera agli allenamenti descritta dai frequentatori abituali come “vacanziera”: è un vero peccato che il campionato dei Violets sia stato macchiato da una partenza e da un finale non all’altezza, perché la squadra di Pasqualetti è tra quelle che globalmente hanno mostrato le cose migliori anche sul piano del gioco e aveva tutte le potenzialità per chiudere nella prima metà di classifica. Comunque sia, l’Ajaccio deve faticare più del previsto per mettere in carniere i tre punti, vuoi perché è arrivato a fine stagione in evidente debito d’ossigeno, vuoi perché l’Istres, probabilmente stimolato dai sospetti, scende in campo con la voglia di giocarsi la partita fino in fondo: bisogna dunque aspettare la ripresa perché il quarto gol in campionato del diciannovenne attaccante Delort, che parteciperà con la selezione francese al torneo di Toulon, metta definitivamente al sicuro il risultato. Lo scenario che si presenta adesso di fronte alla squadra biancorossa è meno favorevole di quello del Dijon, perché l’ACA ha soli due punti in più del Le Mans e una differenza reti peggiore dei rivali e dunque all’ultima giornata è obbligato a vincere sul campo del già retrocesso Nîmes per essere certo della promozione: ma perlomeno ha riguadagnato l’invidiabile condizione che aveva perso nella giornata precedente, quella di avere il destino unicamente nelle proprie mani.

Video Dijon-Boulogne
Video Ajaccio-Istres

Incredulità e gioia a fine partita a Dijon alla notizia della sconfitta del Le Mans -foto Xavier Gauthier

LE ALTRE PARTITE: SI SALVANO METZ E TROYES, TUTTO GIÀ DECISO IN CODA

Le residue speranze di promozione del Sedan muoiono invece nell’ultima partita della storia giocata sull’erba del Gaston Petit, che dalla prossima stagione avrà un nuovo terreno in sintetico: lo Châteauroux, con almeno una decina di giocatori a fine contratto e destinati a cambiare aria, vince 1-0 ed onora nella giusta misura la serata di congedo dal proprio pubblico, ma di fronte si trova una squadra rossoverde molto deludente, apatica nel primo tempo e sterile nel secondo, che conclude una stagione in cui ha fatto incetta di complimenti e riconoscimenti -ultimo dei quali il premio di miglior portiere di Ligue 2 dell’anno conferito dai colleghi dell’UNFP a Benoît Costil- ma che tutto sommato lascia in bocca il retrogusto amaro dell’incompiuto; adesso si dovrebbe ripartire da Laurent Guyot, fino a dicembre sulla panchina del Boulogne.

Gli altri verdetti della giornata erano attesi in coda e l’epilogo non riserva particolari sorprese. Davanti ai 24.442 spettatori del Saint-Symphorien, nuovo record di affluenza stagionale che batte persino quello registrato a Le Mans in occasione dell’inaugurazione della MMArena (24.375), si salva come previsto il Metz, che si era portato a metà dell’opera con la vittoria di Istres della settimana precedente, firmata al 93′ da un Kévin Diaz decisivo nel finale di stagione: con il 3-0 al Nîmes condanna al National i Crocodiles di Thierry Froger, che finora era sempre riuscito a salvare le squadre da lui allenate ma che stavolta non ha potuto nulla in un contesto in cui l’instabilità della guida tecnica, la suicida campagna acquisti-cessioni di gennaio, la contestazione strisciante della tifoseria facevano da tempo pensare ad una retrocessione annunciata.

Si salva con qualche patema di troppo anche il Troyes, che ha a lungo sudato freddo contro un Laval già salvo e venuto a fare la sua partita nell’Aube senza alcuna pressione; gli uomini di Furlan, in svantaggio fino a venti minuti dalla fine, ci mettono il cuore e riescono a superare i limiti di concretezza evidenziati in tutta la stagione ribaltando il risultato (3-2) e scacciando gli spettri di un ritorno immediato in National; National dove Vannes e Nîmes raggiungono dunque il Grenoble, ufficialmente retrocesso già al termine della trentaseiesima giornata, che nella prossima stagione rischia però di dover giocare addirittura in CFA, se non definirà entro fine mese la sua delicata posizione finanziaria: difficile capire cosa potrebbe succedere in una vicenda che riserva continui ribaltoni ed in cui, mentre il passaggio del pacchetto di maggioranza dalla giapponese Index a Cristophe Maillol sembrava imminente, si registra l’ingresso in scena di un nuovo potenziale acquirente, Bader Al-Hammad, vicino alla famiglia reale saudita. La squadra intanto continua a comportarsi con grande dignità e, dopo aver fatto soffrire il Dijon nella giornata precedente, dà luogo con il Clermont ad una gara divertente in cui per l’ennesima volta i rossoblu di Michel Der Zakarian si fanno raggiungere nei minuti di recupero (2-2): dispiace che un infortunio muscolare alla coscia abbia impedito a Sloan Privat di essere presente e di giocarsi fino all’ultimo il primato nella classifica cannonieri con Ribas e Helstad.

Non è solo il Grenoble che potrebbe presto passare di mano: il presidente dell’Angers Willy Bernard, che il 1° giugno attende il verdetto del tribunale nei suoi confronti riguardo al presunto abuso di beni sociali del club, si è detto disposto a vendere per una cifra intorno ai due milioni e mezzo di euro e starebbe valutando alcune offerte; la squadra bianconera, che non è mai salita sul podio ma che nella seconda parte della stagione ha dato ad un certo punto la sensazione di poter seriamente insidiare il gruppetto in testa, saluta il suo allenatore Jean-Louis Garcia che è stato scelto da Gervais Martel per la ricostruzione del Lens fresco di retrocessione ed ottiene un pareggio con poche emozioni (1-1) a Tours, dove nel frattempo il direttore generale Max Marty ha esternato il suo disappunto per un campionato in cui per la quarta volta consecutiva la sua squadra si è liquefatta in primavera dopo le promesse invernali.

Infine, si affrontavano due delle grandi deluse della stagione, che alla vigilia di Natale veleggiavano ancora nella parte alta della classifica e sognavano la Ligue 1: se il crollo del Nantes è iniziato subito dopo la sosta e ha portato i Canaris ad un poco fruttuoso avvicendamento in panchina ed al rischio di retrocessione, molto più tardivo ma fragoroso è stato quello del Le Havre, nel quale ad un certo momento il vedere l’obiettivo stagionale allontanarsi ha avuto su un gruppo molto giovane ed inesperto l’effetto di procurare un calo di tensione devastante, con la progressiva perdita di tutti i primati fin lì costruiti, dal miglior rendimento interno alla miglior difesa; alla Beaujoire finisce 2-1 per i padroni di casa che infliggono ai Ciel et Marine la quinta sconfitta consecutiva. Arrivo di Chauvin a parte, ancora piuttosto nebulosi appaiono comunque gli scenari futuri alla Maison Jaune, con Kita che sembrerebbe intenzionato a cercare un acquirente per il club e le giovani stelle pronte a partire per altri lidi, sulle orme di Rodelin che l’anno prossimo vestirà la maglia dei campioni di Francia del Lille.

Al Saint-Symphorien di Metz battuto il record di presenze stagionali: 24.442 spettatori- foto Pascal Brocard

VIDEO: Metz- Nîmes
VIDEO: Troyes-Laval
VIDEO: Châteauroux-Sedan

-I risultati della trentasettesima giornata:

-La classifica dopo la trentasettesima giornata:

-La classifica marcatori (prime posizioni):
23 reti Ribas (Dijon)
20 reti Helstad (Le Mans) e Privat (Clermont)
15 reti Toudic (Reims) e Thil (Boulogne)
13 reti Guie-Guie (Tours)
12 reti: Djordevic (Nantes), Socrier (Ajaccio), Lebouc (Laval)
11 reti: Jovial (Le Havre), Akrour (Istres), Mandrichi (Grenoble)
10 reti: Alessandrini (Clermont), J.Rivière (Ajaccio), Duhamel (Metz), Allart (Sedan).

-Il programma dell’ultima giornata:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: