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Europeo Under 17- Alla scoperta della Francia di Gonfalone

Venerdì 1 aprile 2011, scritto per Ligue 2 e dintorni
 

I ragazzi di Gonfalone festeggiano la qualificazione -foto LAF

Alla fine la Francia di Patrick Gonfalone ce l’ha fatta: alla terza ed ultima giornata della Fase Elite si aggiudica lo sprint con la Norvegia e stacca il suo biglietto per l’atto finale dell’Europeo Under 17 in programma dal 3 al 15 maggio, unendosi a Germania, Olanda, Repubblica Ceca, Danimarca, Romania, Inghilterra ed ai padroni di casa della Serbia, in una competizione che farà registrare le assenze illustri di Spagna e Italia. Con la quinta partecipazione consecutiva conferma le potenzialità di un movimento che a livello giovanile è preceduto nella classifica UEFA solo da Germania e Spagna e può così continuare a cullare il sogno di emulare la generazione 1987, quella dei Nasri, Benzema, Ben Arfa, Menez, che nel 2004 superando per 2-1 in finale la Spagna di Fabregas e Piqué furono gli ultimi a regalare alla Francia un trionfo europeo in questa categoria: da allora il miglior risultato raggiunto è stata la semifinale persa l’anno scorso contro l’Inghilterra, successivamente laureatasi campione.

Benzema, Ben Arfa e Nasri con il trofeo vinto nel 2004 -foto uefa.com

I presupposti con cui la selezione francese si era accostata alle tre partite della Fase Elite erano buoni: le amichevoli e gli stage preparatori avevano offerto riscontri positivi e i transalpini, inseriti dal sorteggio in un girone non impossibile con Norvegia, Bielorussia e Georgia partivano come favoriti d’obbligo, forti anche del vantaggio di giocare in casa, per di più nel contesto evocativo e carico di suggestioni beneauguranti della Loira Atlantica, con il Nantes ed il suo Stade de la Beaujoire indimenticabili icone di una filosofia fondata sui giovani e sul gioco collettivo. Eppure, come spesso accade, alla prova dei fatti l’impresa si è rivelata più ardua del previsto, con la bilancia della qualificazione che alla vigilia della giornata conclusiva pendeva decisamente dalla parte dei norvegesi. Infatti, dopo la partita iniziale in cui riesce ad avere ragione senza troppi patemi della Georgia (2-0), nello scontro diretto la Francia si fa rimontare sul 2-2 dagli scandinavi, complici due regali del suo portiere Beunardeau. A questo punto la Norvegia, grazie al 5-1 con cui si è sbarazzata della Bielorussia nella giornata precedente, si ritrova a pari punti in classifica con i francesi ma ha un vantaggio di due gol nella differenza reti e deve affrontare la Georgia già eliminata; la Francia dal canto suo, opposta ad una Bielorussia cui la vittoria sui georgiani nella seconda partita ha lasciato una minima possibilità di qualificazione, è costretta a vincere di goleada sperando che nel frattempo i ragazzi di Nilsen non facciano altrettanto. Intorno prevalgono scetticismo e rassegnazione, ma allo stadio Moulin-Boisseau di Carquefou la squadra di Gonfalone risponde in maniera impressionante: annichilisce i malcapitati bielorussi addirittura con un 9-0, stabilisce il record assoluto di gol segnati in una partita nella storia della competizione e vince la sfida del pallottoliere con la Norvegia, il cui 4-0 alla Georgia finisce così per rivelarsi insufficiente a mantenere la prima posizione.

L'undici iniziale sceso in campo contro la Bielorussia -foto LAF

Il video di Francia-Bielorussia

Doveroso innanzitutto rendere l’onore delle armi ai ragazzi norvegesi, che in Loira Atlantica hanno davvero fatto un’ottima figura: costringendo al pareggio i più quotati coetanei francesi e vincendo le altre due sfide di goleada, con una media finale di tre gol a partita, oggettivamente non avrebbero proprio potuto fare di più e di meglio per conquistarsi la qualificazione e per loro non andare in Serbia ha il sapore di una beffa crudele. Per ciò che concerne invece la Francia, passata l’euforia dei festeggiamenti e fatti i complimenti di rito, è necessario restare con i piedi per terra e valutare con obiettività i pregi ed i difetti evidenziati dalla squadra in questa Fase Elite, senza lasciarsi sviare da un risultato tanto eclatante in cui per forza di cose anche la totale differenza di motivazioni finisce per avere il suo peso e in cui meriti propri e demeriti altrui s’intrecciano rendendo difficile individuare la linea di demarcazione. L’impressione, condivisa unanimemente da tutti coloro che hanno avuto la possibilità di assistere dal vivo alle tre uscite dei piccoli Bleuets, è che per adesso a mancare sia soprattutto una manovra fluida. Contro la Georgia, fino al momento in cui il vantaggio ottenuto intorno alla mezz’ora non ha spostato inevitabilmente l’incontro su binari più favorevoli, la squadra ha faticato parecchio a creare gioco, medesima difficoltà palesata nella giornata successiva contro la Norvegia, a prescindere dal fatto che senza le indecisioni di Beunardeau probabilmente la Francia avrebbe vinto qualificandosi in anticipo e a prescindere dall’evidenza di una gara comunque dominata sul piano del possesso. Il 9-0 e il calcio-champagne della partita conclusiva in quest’ottica fanno poco testo, anche perchè in quell’occasione il gol dell’1-0 è arrivato già nel primo quarto d’ora e quello del 2-0 al 20′.

Gonfalone nelle tre partite ha sempre schierato un 4-4-2 con due esterni di centrocampo generalmente offensivi, due interni molto fisici ed un attaccante potente associato ad un altro più tecnico e rapido. Il gioco è partito prevalentemente dai due centrali difensivi che tendevano ad optare per il lancio lungo, cercando spesso l’apertura sulle fasce dove si sono viste sovrapposizioni interessanti e buoni automatismi; tuttavia di questa soluzione si è un po’ abusato, tenendo presente fra l’altro che i due centrali hanno sì buone doti di rilancio, ma sotto quest’aspetto sono entrambi migliorabili. Si è notata a centrocampo la mancanza di un regista attorno al quale possa ruotare la squadra ed in generale di un gioco armonico d’insieme e di un movimento senza palla significativo; i centrocampisti hanno fisicità e qualità e sono bravi sia a difendere che a gestire il pallone, tanto che il controllo della partita è stato quasi sempre mantenuto, ma mostrano poche idee se si tratta di trovare soluzioni offensive: non c’è nella rosa dei prescelti da Gonfalone un elemento che abbia determinate caratteristiche e la creatività è affidata soprattutto agli esterni, in particolare a Yaisien, cosa che porta la squadra a pendere a destra e a rischiare di esaurire le frecce al proprio arco quando il talentuoso parigino cala fisicamente e non è più in grado di fare la differenza. Un altro punto interrogativo è in questo momento rappresentato dal portiere: a Beunardeau il talento non manca, ma gli errori sono stati pesanti e bisognerà vedere innanzitutto quale sarà la sua reazione sul piano psicologico; visto il contesto, impossibile naturalmente trarre indicazioni dalla terza partita, così com’è difficile valutare le possibilità del secondo portiere Mpasi, che nelle giovanili del PSG sta facendo molto bene ma che Gonfalone ha provato solo in due amichevoli dell’Under 16. Le note liete sono venute principalmente dalla difesa e dall’attacco: la prima sembra essersi assestata bene sulla linea Ikoko- Calvet- Zouma- Mendy, con la possibile novità Laporte, che è uno degli ultimi arrivati nel gruppo ma sta rapidamente scalando le gerarchie; più probabile il suo inserimento da esterno sinistro con l’eventuale avanzamento di Mendy, come si è visto nelle ultime due partite, piuttosto che nel suo ruolo naturale di centrale, dato che sembra attualmente intoccabile la coppia Calvet-Zouma, che è piaciuta molto per personalità, affidabilità ed intesa; la retroguardia ha in generale trasmesso un’idea di sicurezza e gli unici due gol incassati sono arrivati sui due errori individuali dello sfortunato Beunardeau. L’attacco dal canto suo appare molto prolifico: a fianco del centravanti Haller, il quale mostra qualche carenza ma fa bene la cosa essenziale che gli viene richiesta, ovvero segnare, che si scelga Laborde oppure Nangis la sensazione è si caschi ugualmente bene, ed è inoltre cospicuo il contributo in termini realizzativi fornito da Yaisien; dei tredici gol messi a segno in tre partite della Fase Elite, sette sono arrivati dagli attaccanti (tre Haller e Nangis, uno Laborde), cinque da Yaisien e uno dal difensore-goleador Laporte. Tirando le somme, il quadro complessivo offerto allo stato attuale dalla Francia è quello di una squadra solida e insidiosa, che denuncia qualche limite strutturale e magari non ruberà l’occhio, ma se supportata dalla brillantezza fisica può essere molto temibile da affrontare per chiunque.

Il gruppo dell'Under 17 al gran completo all'interno della Beaujoire, lo storico stadio del Nantes -foto LAF

In attesa dunque di scoprire se il 9-0 fosse effettivamente da interpretare come un segnale di strapotere o piuttosto come uno specchietto per le allodole, vedendo all’opera la Francia in un contesto più probante quale quello della fase finale, scopriamo intanto nel dettaglio chi sono i ragazzi che hanno partecipato alla fortunata spedizione in Loira Atlantica e il bilancio della Fase Elite di ciascuno. Ricordiamo che i giovani appartenenti a questa fascia di età in Francia generalmente giocano negli U17 Nazionali dei rispettivi club di appartenenza, ma i più meritevoli vengono gradualmente aggregati prima agli U19 nazionali e poi alla squadra riserve in CFA (quarta divisione) o in CFA 2 (quinta divisione), dove possono misurarsi con avversari più anziani di loro e con le pressioni di un campionato vero. Ricordiamo inoltre che il lavoro del tecnico federale si articola su un biennio, nel quale il primo anno ha una funzione essenzialmente preparatoria: nel 2009-2010 l’Under 16 ha disputato un ciclo di amichevoli, inclusi alcuni tornei internazionali come l’Aegean Cup vinta in Turchia, fino ad arrivare all’autunno 2010 e alle tre partite di qualificazione per la Fase Elite in cui la squadra -diventata nel frattempo Under 17- è stata promossa al turno successivo arrivando seconda alle spalle dell’Italia e davanti alla Slovenia, in un girone che comprendeva anche Cipro.

Quentin BEUNARDEAU – Portiere, Le Mans U.C.72 – Nato a Le Mans il 27/02/1994 – É il titolare tra i pali. Figlio della bandiera ed attuale tecnico delle giovanili del Le Mans Régis Beunardeau, veste la maglia giallorossa dall’età di undici anni: nella Sarthe credono moltissimo nel suo potenziale, tanto da averlo aggregato già quest’anno alla squadra riserve in CFA, benchè il ragazzo continui nel frattempo a difendere la porta degli U19 allenati proprio dal padre. La sua Fase Elite non è stato tuttavia da ricordare: molte incertezze e due errori che sono costati due punti contro la Norvegia.

Beunardeau in allenamento. Suo padre Régis, ex centrocampista, detiene il record di presenze con la maglia del Le Mans con cui ha giocato 367 partite. Nel Le Mans B, Quentin non è il solo a portare un cognome illustre: c'è anche il diciannovenne Freddy Drogba, fratello di Didier -foto lemansfc.fr

Lionel MPASI NZAU – Portiere, Paris Saint-Germain F.C. – Nato a Meaux l’01/08/1994 –  Con lui, Ikoko, Conte e Yaisien il PSG è la squadra più rappresentata in questa selezione. Arrivato nel 2009 dal Torcy, una delle realtà amatoriali della periferia parigina con cui il più importante club della capitale ha stabilito un accordo di collaborazione, per il momento è con gli U17 nazionali ma ha già esordito con gli U19; con Gonfalone aveva fatto due apparizioni in amichevole nell’U16 prima di essere prescelto per la Fase Elite. Nelle giovanili del PSG è finora apparso rassicurante sia tra i pali che in uscita, denotando però qualche calo di concentrazione.

Raphaël CALVET – Difensore, A.J. Auxerre – Nato ad Auxerre il 07/02/1994 – Difensore centrale destro, è il capitano della squadra, in virtù di una maturità superiore alla media per un ragazzo della sua età. Raphaël Guerreiro, allenatore degli U17 dell’Auxerre, ne apprezza le doti di leader e la grinta che è in grado di trasmettere ai compagni. Alto 1.82 m. per 70 kg., buon senso della posizione, forte sull’uomo, può migliorare nel rilancio; con Zouma in queste qualificazioni europee ha costituito una cerniera centrale complementare e convincente.

Tifoso della squadra della sua città, Calvet sogna di indossare la maglia dell'Auxerre all'Abbé-Deschamps, proprio come Mexès e Boumsong che vedeva giocare da bambino. Gonfalone, che ha giocato nell'AJA dal 1981 al 1983, considera il suo ex club come uno dei più affidabili in fatto di formazione.

Jordan IKOKO – Difensore, Paris Saint-Germain F.C. – Nato a Montereau il 03/02/1994 – Abitualmente esterno destro difensivo, posizione che ricopre anche con Gonfalone, è tuttavia il giocatore polivalente per eccellenza, essendo stato schierato nella sua breve carriera addirittura in altri quattro ruoli: difensore centrale destro, difensore centrale sinistro, centrocampista centrale ed esterno destro di centrocampo. Regolare, atletico, veloce, ha doti da maratoneta e buona tecnica. Lui, Beunardeau, Calvet, Zouma, Meite e Yaisien sono sempre partiti da titolari sia nelle qualificazioni che nella Fase Elite.

Kurt ZOUMA – Difensore – A.S. Saint-Etienne – Nato a Lyon il 27/10/1994 – Difensore centrale eccellente nel gioco aereo, quasi ambidestro, è uno dei giocatori più interessanti in prospettiva visti in questa Fase Elite. É un gigante alto 1.87 per 85 kg. ,che al fisico impressionante unisce ottime qualità mentali: viene descritto come determinato, applicato, umile, molto professionale nell’approccio. Approdato al centro di formazione del Saint-Etienne nel 2009 proveniente dal Vaulx-en-Velin, i suoi progressi sono stati rapidissimi e non ancora diciassettenne ha esordito e segnato in CFA con la squadra riserve: l’1 aprile ha festeggiato la qualificazione con la firma del primo contratto da professionista.

Zouma in compagnia del presidente del Saint-Etienne Roland Romeyer al momento della firma del contratto.Sulle tracce del possente difensore già due anni fa c'erano molti club ma Alain Blachon, all'epoca direttore del centro di formazione e oggi braccio destro dell'allenatore della prima squadra Galtier, l'ha convinto a scegliere i Verts -foto asse.fr

Benjamin MENDY – Difensore, Le Havre A.C. – Nato a Longjumeau il 17/07/1994 – Esterno sinistro completo, in grado sia di difendere che di attaccare, rapido, tecnico, disponibile al sacrificio. É il più presente in assoluto con Gonfalone, se a quelle con l’Under 17 si sommano anche le presenze con l’Under 16; sempre titolare nella Fase Elite e autore di ben quattro assist, nel secondo tempo contro la Norvegia e dal primo minuto contro la Bielorussia è stato avanzato a centrocampo senza tuttavia entusiasmare. Con il compagno di nazionale N’Kusu sta bruciando le tappe nel Le Havre, club che notoriamente punta molto sulla valorizzazione dei propri giovani. Su di lui ha già messo gli occhi Arsène Wenger.

Antoine CONTE – Difensore, Paris Saint-Germain F.C. – Nato a Paris il 29/01/1994 – Difensore centrale longilineo dalle grandi qualità atletiche e dall’ottima tecnica, che può fare anche l’esterno destro e il mediano davanti alla difesa. Ha ancora limiti di concentrazione ma indubbiamente s’intravede in lui un grosso potenziale da sgrezzare. É al PSG dal 2007 e come nel caso di Laporte, Laborde e Jobello quella della Fase Elite è stata la sua prima esperienza in assoluto con il gruppo di Gonfalone. Lui e Jobello, insieme al secondo portiere Mpasi, sono gli unici a non essere scesi in campo nemmeno per un minuto.

Aymeric LAPORTE – Difensore, Athletic Bilbao – Nato ad Agen il 27/05/1994 – Difensore centrale sinistro dotato di gran fisico, piede e personalità, molto pericoloso di testa sui calci piazzati, è l’unico del gruppo che gioca all’estero ed il secondo giocatore non spagnolo dopo Lizarazu a vestire la maglia dell’Athletic Bilbao e della selezione dei Paesi Baschi. Alla Fase Elite per lui due presenze da subentrante e una da titolare, quest’ultima condita dal suo primo gol in nazionale: Gonfalone l’ha piazzato sulla fascia sinistra della difesa ricevendo buone risposte. Vedere approfondimento.

Abdoulaye TOURE– Centrocampista, F.C. Nantes – Nato a Nantes il 03/03/1994 – Centrocampista centrale alto 1.87 per 77 kg, ha giocato dal 2002 al 2006 all’USSA Vertou prima di passare al centro di formazione del Nantes. Dopo una prima selezione l’anno scorso per un torneo amichevole in Germania, Gonfalone ne ha seguito i progressi e l’ha aggregato al gruppo alla vigilia della Fase Elite, apprezzandone la capacità di difendere ed impostare l’azione, l’umiltà e la disponibilità. Chiuso da Meite, è sceso in campo solo negli ultimi minuti contro la Bielorussia.

Abdoulaye Toure con Patrick Gonfalone. Il centrocampista è molto legato al suo club formatore: "Il mio avvenire lo vedo al Nantes e mi piacerebbe tanto firmare proprio qui il primo contratto da professionista. Sarebbe un sogno per me giocare alla Beaujoire" -foto LAF

Souahilo MEITE – Centrocampista, A.J. Auxerre – Nato a Paris il 17/03/1994 – Centrocampista centrale dotato di tecnica individuale al di sopra della media per un giocatore della sua stazza, in grado di recuperare il pallone e di mantenerne il possesso, ad alcuni ricorda Yaya Touré quando va in percussione palla al piede. Può progredire in fase di non possesso. Molto atteso alla vigilia, non si può dire che abbia demeritato, tenendo presente che sarebbe ingeneroso aspettarsi inventiva da centrocampisti che hanno altre caratteristiche.

Adrien TAMEZE AOUSTA – Centrocampista, A.S. Nancy-Lorraine – Nato a Lille il 04/02/1994 –  Centrocampista difensivo che predilige il gioco lineare, ha fisico, combattività e discreta tecnica. Deve migliorare innanzitutto nella regolarità, in quanto a volte tende a sparire dalla partita. Nel Nancy ha già fatto qualche apparizione con gli U19 e in nazionale sembra godere della fiducia di Gonfalone: ha infatti totalizzato nove presenze con l’U16 e sette con l’U17 prima di questa Fase Elite, in cui ha sempre giocato da titolare davanti alla difesa in coppia con Meite, senza lasciare particolari tracce.

Tiemoue BAKAYOKO – Centrocampista, Stade Rennais F.C. – Nato a Paris il 17/08/1994 – Centrocampista difensivo che assicura grande movimento, ottimo recuperatore di palloni, è approdato nel 2008 al centro di formazione del Rennes dopo aver militato in vari club minori dell’area parigina. La famiglia è originaria di Abidjan e uno dei suoi dieci fratelli, il diciottenne Soualio, si sta mettendo in luce con gli U19 del Paris FC. Aveva partecipato a due amichevoli con l’U16 ed è stato aggregato al gruppo all’ultimo momento in sostituzione dell’infortunato Madianga. Ha partecipato da subentrante a tutte e tre le partite della Fase Elite.

Adam N’KUSU – Centrocampista, Le Havre A.C. – Nato ad Enghien-les-Bains il 29/01/1994 – Centrocampista offensivo mancino, gioca sulla fascia sinistra ma può adattarsi in posizione più centrale e a destra. Stazza media, rapido ed esplosivo, dinamico e aggressivo sul portatore di palla, ha ottima tecnica ma a volte è un po’ fumoso. Dopo un paio di amichevoli con l’U16, nell’U17 è stato sempre titolare sia nelle qualificazioni che alla Fase Elite, fino alla partita decisiva contro la Bielorussia in cui gli è stato preferito Laporte.

N'kusu e Mendy insieme in una foto risalente al 2009: i due ragazzi sono al Le Havre dall'età di tredici anni. Ricordiamo, tra i tanti giocatori cresciuti in questo centro di formazione, Mandanda, Hoarau, N'Zogbia, Douchez, Payet, Niang, Kana-Biyik,Pogba, oltre a ragazzi della squadra attuale come Gueïda Fofana, Placide o Nestor -foto stéphanie jaume

Abdallah YAISIEN – Centrocampista, Paris Saint-Germain F.C. – Nato a Bondy il 23/04/1994 – Di origini maghrebine, può agire da trequartista, seconda punta o esterno offensivo ed è considerato unanimemente la stella del gruppo. Ottimi la tecnica, il dribbling e il senso del gol, ha fatto sfracelli nelle giovanili del PSG. Con Gonfalone parte dalla fascia destra del centrocampo e alla Fase Elite è stato il miglior marcatore della squadra con cinque gol, di cui quattro alla Bielorussia. Vedere approfondimento.

Wesley JOBELLO – Centrocampista, Olympique de Marseille – Nato a Gennevilliers il 23/01/1994 – Centrocampista offensivo che dà il meglio di sè schierato in posizione centrale, ma che può anche giocare su entrambe le fasce. Pescato nell’estate 2008 nel Viry-Châtillon, è già protagonista in Coupe Gambardella con gli U19 del suo club: nel cammino che finora ha condotto l’OM ai quarti di finale sono stati decisivi due suoi gol, ai trentaduesimi contro il Cannes e poi ai sedicesimi contro il Gap. Gonfalone l’ha portato alla Fase Elite essenzialmente come alternativa a Yaisien.

Lenny NANGIS – Attaccante, S.M. Caen – Nato a Basse-Terre (Guadeloupe) il 24/03/1994 – Attaccante esterno o seconda punta, il cui punto di forza principale è la notevole velocità palla al piede e il cui limite è costituito dal fisico (1.74 per 65 kg) e di conseguenza dal gioco aereo. Ragazzo posato e discreto, molto apprezzato per la capacità di fare gruppo. Scovato dal Caen nel Creps in Guadalupe, ha già esordito e segnato con la squadra B in CFA. Sempre presente con Gonfalone fin dall’inizio del biennio, è andato in gol ben undici volte tra U16 e U17; alla Fase Elite partiva da riserva e ha collezionato due presenze da subentrante prima dell’exploit finale, quando schierato finalmente titolare ha rifilato alla Bielorussia una tripletta.

Negli U19 del Caen il guizzante Nangis (foto) forma una coppia ben assortita con M'Baye Niang, centravanti alto 1.90 convocato in alcune occasioni da Gonfalone. É un momento positivo per il centro di formazione dello Stade Malherbe, che in questa stagione potrebbe arrivare al considerevole traguardo di cinque contratti professionali firmati dai suoi ragazzi:dopo Moulin, Morel e Niang, sono in arrivo infatti quelli di Wagué e dello stesso Nangis.

Sébastien HALLER – Attaccante, A.J. Auxerre – Nato a Ris Orangis il 22/06/1994 – Alto 1.87, è il classico punto di riferimento avanzato: la sua principale dote è il fiuto del gol, particolarmente evidente a livello giovanile dove si ricordano le 50 reti da lui segnate in 19 partite con i 14 anni Federali dell’Auxerre. Migliorabile soprattutto dal punto di vista del contributo alla manovra, del gioco spalle alla porta e dell’attitudine mentale. La sua convocazione ha fatto dell’AJA il secondo club più rappresentato in Loira Atlantica dopo il PSG. Tre presenze e tre reti, di cui una su rigore, il bilancio della sua Fase Elite.

Gaëtan LABORDE – Attaccante, F.C. Girondins de Bordeaux – Nato a Mont-de-Marsan il 03/05/1994 – Mancino di classe e gran temperamento, difficile da marcare e bravo ad aprire spazi ai compagni grazie al suo incessante movimento. Anche lui nel Bordeaux gioca già con gli U19 e ha fatto la sua apparizione da titolare con la squadra riserve in CFA 2. Ha caratteristiche da ala sinistra ma qui per la presenza di N’Kusu ed il tipo di modulo adottato è stato impiegato da seconda punta in appoggio a Haller. É stato una delle sorprese più positive della Fase Elite, anche se nella terza partita Gonfalone gli ha preferito Nangis, inserendolo solo nella ripresa: un gol e due assist il bottino.

Oltre allo sfortunato e già citato Karl Madianga del Le Mans, centrocampista difensivo (Le Mans, 30/01/94) convocato per la Fase Elite ma costretto a rinunciare all’ultimo momento a causa di un infortunio subito in allenamento, meritano di essere ricordati anche i ragazzi che nel corso del biennio sono entrati a far parte del gruppo e che teoricamente possono sperare ancora di rientrare in gioco in tempo per la fase finale: tra loro i portieri Assadi (Lorient), Fabri (OM) e Guibert (Montpellier); i difensori Bourdin (PSG), Nocente (Caen), Bah e Geretto (Le Havre), Moussa e Sangaré (Nantes), Mory Koné (Le Mans), Herzallah (Valenciennes), Charles (OM); i centrocampisti Ouassiero e Châtelain (Auxerre), Bahlouli (Young Boys), Sainrimat, Chemin e R.Lacazette (PSG), Bedimé (Sochaux), N’Gakoutou (Monaco), Zana Allée (Rennes), Castaing (Lille), Nassuf (Saint-Éienne), Tsouka Dozi (Nantes), Pouille e Moukam (Metz); gli attaccanti Bonelli (OM), Niang (Caen), Sidibé (Espanyol), Davigny (Sochaux), Kimmakon (Châteauroux).

L’allenatore- PATRICK GONFALONE. Nato a Tunisi il 2 novembre 1955, ex attaccante che può vantare anche 142 presenze e 15 reti in Ligue 1, ha giocato con Angers (1975-81), Auxerre (1981-83), Le Havre (1983-85) e Abbeville (1985-87), dove ha anche iniziato ad allenare (1986-90). Dopo un ‘altra breve esperienza con un club al Viry-Châtillon (1991-92), è entrato nei quadri federali lavorando con l’ Under 21 dal 1997 al 2008, in qualità di assistente di Domenech prima e di Girard poi. Dal 2008 è stato promosso selezionatore dell’Under 17.

Yaisien, la punta di diamante della generazione ’94

Forse stanno finalmente cambiando i tempi per il Paris Saint-Germain: il suo centro di formazione è stato per lunghi anni bersaglio di critiche per l’incapacità di trarre profitto dal potenziale offerto dall’enorme bacino di reclutamento dell’Île de France, con le migliori promesse del territorio che puntualmente finivano nei settori giovanili di ambiziose realtà di provincia quali Rennes, Lille o Auxerre. Ma oggi due ragazzi cresciuti in casa come Sakho (1990) e Chântome (1987) sono pilastri insostituibili della formazione allenata da Kombouaré, altri due elementi di grande prospettiva come Kebano (1993) e Bahebeck (1992) hanno già esordito brillantemente in prima squadra nella stagione in corso e intanto alle loro spalle scalpita impaziente la generazione 1994, quella che alcuni tifosi parigini considerano addirittura la più forte generazione di sempre vista al centro Camp des Loges di Saint-Germain-en-Laye.

Yaisien in azione con la maglia della Francia; più sotto, con quella del PSG.

Simbolo e trascinatore di questa nidiata è Abdallah Yaisien, classico “nove e mezzo” dalla tecnica sopraffina e dal dribbling fulminante come la sua ascesa. Origini egiziane ed algerine, Abdallah nasce il 23 aprile 1994 a Bondy, nel dipartimento Seine-Saint-Denis della grande banlieue parigina, e muove i primi passi calcistici in due club amatoriali dei dintorni, FC Asnières (2003-2005) e Clichy, prima di approdare a Camp des Loges nel 2007 ed iniziare immediatamente a collezionare successi personali e di squadra: nel 2007-2008 vince campionato e Coppa di Parigi nella categoria 13 anni DH, in una fascia di età in cui le competizioni si disputano su base regionale, e con la selezione della LPIFF, la sua lega (Ligue de Paris Ile de France), arriva in finale di coppa nazionale; nel 2008-2009 è campione con i 14 anni Federali, giocando ventidue partite di cui venti da titolare e segnando ventiquattro gol, disputa in anticipo il suo primo match con gli Under 17 Nazionali e vince la Nike Cup France con un sonante 6-0 inflitto in finale al Nantes, laureandosi nell’occasione miglior marcatore della manifestazione con sette gol e dando spettacolo in coppia con Hervin Ongenda, l’altro bambino prodigio del PSG (classe 1995); poco dopo, con cinque gol, è anche il secondo miglior marcatore della fase finale del medesimo torneo -la Manchester United Premier Cup- considerato tra l’altro la più importante vetrina internazionale a livello di Under 15 ; con gli Under 17 Nazionali è protagonista nel 2009-2010, segnando diciassette gol di cui quindici in campionato, in una squadra che batte tutti i record nella stagione regolare, con zero sconfitte, novantasei punti totalizzati (miglior squadra in assoluto), ventidue punti di vantaggio sul Guingamp secondo classificato, dieci gol incassati (miglior difesa in assoluto) e settantaquattro gol realizzati (miglior attacco del girone), per poi arrendersi solo in finale al Sochaux. Inevitabile arriva a questo punto la maglia dei Bleuets, con la chiamata di Gonfalone nell’Under 16, ed anche in nazionale l’inizio è promettente: dopo il debutto nell’amichevole contro l’Olanda il 27 ottobre 2009, tredici presenze -di cui undici da titolare- e nove reti nella prima stagione e già nove presenze e undici reti con l’Under 17 nella stagione in corso, in cui è sempre partito nell’undici iniziale; otto delle suddette reti le ha messe a segno nelle prime due fasi dell’Europeo, la fase di qualificazione autunnale e la Fase Elite appena conclusasi. Nel frattempo il ragazzo ha già spiccato il balzo verso gli Under 19 Nazionali del PSG e quest’anno, pur non essendosi comunque fatto mancare i primi gol nella nuova categoria, per la prima volta è apparso lievemente in difficoltà sul piano fisico, cosa d’altronde naturale se si considerano la giovanissima età e i tempi fisiologici di adattamento; sarà dunque interessante osservare la sua evoluzione particolarmente nelle prossime due stagioni.

Ad ogni modo, la combinazione di bagaglio tecnico superiore alla media e discendenza algerina ha immancabilmente fatto scattare lo scomodo paragone con Zidane, che al di là del dibattito sull’opportunità di questo tipo di confronti, appare abbastanza forzato per alcune evidenti diversità nelle rispettive caratteristiche: Abdallah è infatti chiaramente molto più attaccante, come sta a testimoniare il dato relativo al biennio 2008-2010, con la straordinaria media di trenta gol a stagione, realizzati peraltro partendo dalla fascia destra del centrocampo. Alla particolare efficacia realizzativa, insolita per un giocatore schierato così lontano dalla porta, ha contribuito probabilmente anche il fatto di aver giocato da attaccante puro per tutti gli anni della cosiddetta preformazione, posizionandosi per la prima volta sulla fascia destra solo con la selezione della LPIFF: a quel punto, dal momento dell’ ingresso al centro di formazione vero e proprio, la sua collocazione abituale è diventata la fascia e anche Gonfalone in nazionale preferisce impiegarlo da esterno/ala a destra nel suo 4-4-2, sebbene siano in molti a ritenere che il ruolo ideale del ragazzo sia dietro le punte e sebbene lo stesso Yaisien dia l’impressione di gradirlo maggiormente, a parole come sul campo, tendendo costantemente ad accentrarsi. La freddezza sotto porta non è comunque l’unica dote di spicco di un giocatore completo, elegante ed imprevedibile, velocissimo palla al piede e micidiale nell’uno contro uno, capace anche di mettere il suo talento al servizio della squadra come si evince dal cospicuo numero di assist trasformati in gol dai compagni. Alto 1.73 per 55 kg, destro naturale, se la cava bene anche con il sinistro e nonostante la statura non eccezionale persino di testa, grazie alla buona elevazione; ottima qualità di tiro, è in grado di andare a segno in tutte le maniere e dimostra un promettente senso del gioco, che si tratti di seguire l’azione o di piazzarsi al posto giusto in occasione dei calci da fermo. Finora si è mostrato umile e negli ultimi mesi sembra essersi rafforzato anche sotto l’aspetto fisico senza tuttavia perdere in agilità; deve certamente progredire ancora atleticamente e per quel che riguarda la costanza all’interno di una stessa partita: la propensione ad indulgere a volte un po’ troppo nell’azione personale che gli viene rimproverata dai suoi detrattori si presenta proprio quando cala fisicamente e di conseguenza diminuiscono allo stesso tempo la sua lucidità e la grande capacità di accellerazione che rende più efficaci i suoi dribbling. Intanto il 22 novembre 2010 è arrivata la firma sul primo contratto da professionista che lega Yaisien al suo club formatore per tre anni, operazione che il PSG ha ritenuto di dover accellerare visto il crescente interesse suscitato dal proprio gioiello e spartiacque significativo per un ragazzo chiamato innanzitutto a dimostrare di saper gestire le pressioni della sua nuova veste di calciatore a tutti gli effetti. Al primo appuntamento importante dopo la firma del contratto, la Fase Elite dell’Europeo Under 17, Abdallah ha dato una risposta positiva, conquistando con i compagni la preziosa qualificazione alla fase finale e chiudendo addirittura da mattatore con quattro gol nello storico 9-0 alla Bielorussia: in attesa di vedere se il prosieguo sarà all’altezza delle attese, c’è già un altro piccolo Yaisien che entusiasma nelle giovanili del PSG, sognando di ripercorrere la stessa strada del fratello.

Aymeric Laporte, sulle orme di Lizarazu

Iparralde, in basco “parte nord”, è la regione sotto amministrazione francese di Euskal Herria, il Paese Basco, e coincide geograficamente con una porzione dell’Aquitania: proprio qui è nato Bixente Lizarazu, entrato nella storia del calcio d’Oltralpe per l’indimenticabile accoppiata Mondiale-Europeo ottenuta tra il 1998 e il 2002, ma anche in quella dell’Athletic Bilbao per essere stato il primo cittadino francese a militare nelle fila del club rigorosamente vietato ai non baschi , nel corso della stagione 1996-1997.
In Aquitania e precisamente ad Agen, il 27 maggio 1994 nasce anche Aymeric Laporte, che il 26 gennaio 2011, quattordici anni dopo l’ultima partita di Lizarazu al San Mamés, esordendo in prima squadra nell’amichevole di Zalla diventa ufficialmente il secondo giocatore non spagnolo ad indossare la gloriosa casacca rojiblanca: destino vuole che come l’illustre predecessore anche lui sia un difensore e anche lui sia mancino. Il ruolo di Aymeric in realtà è un po’ differente, trattandosi di un centrale difensivo sinistro, ma l’ulteriore coincidenza è data dal fatto che il suo debutto con la Francia nella Fase Elite dell’Europeo Under 17 disputata in Loira Atlantica avvenga proprio nella posizione di esterno sinistro, nella quale il tecnico Gonfalone lo schiera con buoni risultati in tutte e tre le partite, le prime due da subentrante e l’ultima da titolare. Laporte è anche l’ unico francese presente attualmente nella selezione di Euskadi (il secondo nella storia dopo Lizarazu) ed uno dei due soli calciatori professionisti in attività ad essere nato nel dipartimento di Lot-et-Garonne: l’altro è il centravanti dell’Arsenal Marouane Chamakh, che però in virtù delle origini familiari ha scelto di giocare per il Marocco.
L’Athletic Bilbao sembra credere davvero moltissimo nel potenziale di questo piccolo gigante, sedici anni e otto mesi e già 1.87 di altezza per 75 kg, se è vera l’indiscrezione confermata da più fonti secondo la quale nel primo contratto da professionista, firmato dal ragazzo il 7 febbraio scorso, sarebbe stata inserita una clausola di rescissione di ben 18 milioni di euro. C’è da tener presente che in conseguenza della scottatura del 2007, quando i due canterani San Josè e Berchiche firmarono rispettivamente con Liverpool e Tottenham, lasciando al club che li aveva cresciuti solo le “briciole” di un indennizzo di 400.000 euro per ciascuno, da un paio d’anni a questa parte la politica societaria prevede la blindatura degli elementi ritenuti più promettenti con l’inserimento di clausole rescissorie, com’è effettivamente accaduto con una ventina di prodotti del vivaio tra cui Guarrotxena, Saborit, Ruiz de Galarreta o Jonas Ramalho: ma nessuna clausola per ora aveva superato i dieci milioni e quella di Laporte è la più alta in assoluto prevista per un ragazzo delle giovanili dell’Athletic.

Laporte il giorno dell'esordio con la maglia della prima squadra a Zalla -foto Juan Lazkano; più in basso, in compagnia del padre Lionel, che custodisce gelosamente tutti i ritagli di giornale riguardanti la carriera del figlio -foto DR

La storia di Laporte inizia dunque ad Agen, 120 km dal capoluogo Bordeaux e 377 da Bilbao, dove la madre, parrucchiera, è un’ex calciatrice del Brest ed il padre, venditore di frutta e verdura al mercato, un ex rugbysta di terza divisione poi diventato allenatore; il piccolo Aymeric ha dunque lo sport nel sangue e già a cinque anni e mezzo viene affidato alle cure di Pierre Fernandez, storico tecnico del SU Agen, oggi ottantottenne e recentemente gratificato della più alta onorificenza della Federazione Francese per i suoi cinquantasei anni di carriera nel calcio; con la maglia biancoblu del piccolo club amatoriale aquitano Laporte gioca fino a quindici anni, anche se negli ultimi tre rientra ad Agen solo il venerdì sera in tempo per allenamento e partita, visto che è iscritto alla sezione Sport-Études del college di Miramont de Guyenne dove vive durante la settimana: il ragazzo racconterà in seguito del ruolo fondamentale avuto proprio dagli allenatori di Miramont nella sua maturazione calcistica ed umana. Ma la vera svolta della carriera avviene poco più di un anno fa, quando con la selezione aquitana guidata da Eric Chevalier e Jean-Bernard Larue affronta l’omologa selezione di Bizkaia in un’amichevole a Bilbao; mentre il gruppo si trova ancora sulla via del ritorno, il padre di Laporte riceve la telefonata del presidente dell’Athletic, che gli propone un provino per il figlio in occasione di un torneo: ad adocchiarlo durante l’amichevole è stato Laurent Strzelczak, ex giocatore ed allenatore delle giovanili dell’Aviron Bayonnais, club basco francese, oggi osservatore per i Leoni. “Era al di sopra degli altri” -dirà poi Strzelczak- “Non si possono mai avere certezze assolute, ma ci si accorge se un ragazzo ha le qualità mentali, fisiche e tecniche per diventare un giocatore professionista. Poi naturalmente bisogna sviluppare questo potenziale”.
E così Aymeric rompe gli indugi e il venerdì successivo sale su un treno per Bilbao, dove convince subito tutti. Poichè la nuova normativa UEFA vieta ai club di tesserare un minore di sedici anni se nato in un altro stato, inizialmente continua a fare la spola, allenandosi per tutta la settimana a Bilbao con i ragazzi della cantera per poi tornare in Aquitania e giocare nel fine settimana con gli Under 17 Nazionali dello stesso Aviron Bayonnais, con il quale l’Athletic ha stipulato nel 2008 una convenzione di partenariato. L’infortunio al ginocchio destro subito l’estate scorsa durante il torneo di Laredo potrebbe mettere tutto in discussione, ma lo staff medico dell’Athletic riesce a rimettere in piedi il ragazzo senza ricorrere all’intervento chirurgico al menisco e ai legamenti crociati previsto inizialmente ed Aymeric durante il periodo in cui è costretto a star fermo dà prova del carattere forte che sembra contraddistinguerlo.

Negli ultimi tre mesi, è impressionante l’accellerazione che subisce la sua carriera, senza dubbio grazie anche al prezioso lavoro svolto nel settore giovanile rojiblanco che contribuisce ad un’ulteriore evoluzione tecnica: dopo due partite con la Juvenil B (de Liga Nacional, equivalente agli U17 nazionali francesi) di Gontzal Suances, prima di Natale viene convocato per la prima volta nella selezione basca per affrontare una selezione di San Sebastian ad Anoeta e con la maglia verde di Euskadi va subito in gol , di testa su corner, confermando un’ evidente vocazione che gli aveva fatto terminare il suo primo torneo di pulcini addirittura da capocannoniere con dieci gol; dopo altre tre partite, arriva anche la prima chiamata della Francia, in occasione dello stage di preparazione alla Fase Elite dell’Europeo Under 17 organizzato a Clairefontaine il 18, 19 e 20 gennaio 2011: nella circostanza la società lo fa accompagnare da un membro dello staff tecnico, Fernando Quintanilla, perchè il ragazzo ha già iniziato a suscitare l’interesse dei grandi club e l’Athletic teme che possa essere avvicinato da qualcuno prima di aver firmato il primo contratto da professionista; pare infatti che sulle sue tracce fossero particolarmente attivi Liverpool, Arsenal e PSG. L’ottava partita in maglia rojiblanca la gioca con la Juvenil A (de Division de Honor, equivalente agli Under 19 francesi) di Bingen Arostegi e la decima è proprio l’amichevole della prima squadra a Zalla, ottanta km circa da Bilbao, contro i locali che militano in terza divisione. Il tecnico Joaquin Caparros, che lo conosce bene perchè con la prima squadra Aymeric partecipa già ogni martedì ad una seduta specifica per la difesa, lo schiera da titolare nel suo ruolo, centrale difensivo alla sinistra di Ustaritz, ed ottiene da lui quarantacinque minuti ad alto livello: Laporte dimostra la sicurezza di un veterano e non perde un pallone, facendo intravedere il suo spirito da lottatore e le sue qualità di rilancio e permettendosi anche la licenza di venire in avanti palla al piede; nella ripresa non rientrerà in campo e per la cronaca la partita si concluderà sul 3-0 per gli ospiti. E arriviamo così agli ultimi due mesi e alla firma del contratto nella sede del club al centro di allenamento di Lezama, alla presenza del padre Lionel, dell’ agente Jacques-Olivier Auguste e del presidente dell’Athletic Fernando Lamikiz Garai, dopo una trattativa resa estenuante dall’inserimento di altri club. E alla Fase Elite dell’Europeo Under 17 disputata inaspettatamente da protagonista e conclusa in bellezza, con la prima partita da titolare che coincide con la vittoria della qualificazione e naturalmente anche con il primo gol, segnato ancora una volta sugli sviluppi di un corner.

L’Athletic ha studiato per Laporte un vero e proprio piano di carriera, come confermato dalle parole di Strzelczak: “Giocando con la Juvenil A e confrontandosi con ragazzi più grandi di lui, può evolversi con maggior rapidità. Dall’anno prossimo sarà aggregato a Baskonia, la seconda filiale dell’Athletic, e inizierà gradualmente ad allenarsi con la prima squadra. Entro tre anni sarà certamente con i pro, ma tutto potrebbe avvenire anche più velocemente. Con questo tipo di contratto, farà in due anni quelli che gli altri fanno in quattro”. La sensazione è che Aymeric possa davvero bruciare le tappe, anche perchè le premesse sono altrettanto incoraggianti sul piano comportamentale: sebbene corteggiatissimo da agenti e sponsor e già sotto contratto con Nike, sembra non avere grilli per la testa; ha messo tra le priorità il diploma e cerca di conciliare calcio e studi frequentando il liceo francese di Bilbao; dorme nella residenza giovanile di Derio, dove alloggiano i ragazzi della cantera rojiblanca, e approfitta dei giorni liberi per correre dai genitori a cui è legatissimo.
Del resto, basta leggere alcuni stralci dell’ intervista rilasciata a Frédéric Cormary del giornale aquitano Sud Ouest per rendersi conto di come il ragazzo abbia le idee chiare: “Se a Bilbao non avessero fatto alcun gesto nei miei confronti, avrei anche potuto andarmene, ma mi hanno aiutato e sto bene qui, perchè dunque partire? Il mio unico vero obiettivo è restare un calciatore professionista e voglio impegnarmi a fondo per l’Athletic. Sono cosciente che mi rimane un lungo cammino da percorrere prima di avere un posto in prima squadra, ma le carte in mano le ho io e se resterò serio e avrò la fortuna di non farmi male, tutto andrà bene…è vero, sono uscito con i miei compagni due volte in due anni ed è chiaro che mi piacerebbe divertirmi la sera come fanno tutti i ragazzi della mia età. Ma questo pensiero mi attraversa la mente solo per un attimo, perchè bisogna sapere cosa si vuole nella vita. Dato che non vado tanto bene a scuola, mi sono detto che era necessario perseverare con il calcio…ho avuto molto presto dei risultati, quindi ho insistito e finora questo ha pagato. Quando ero infortunato, mi rimanevano solo gli studi e non potevo vedere molto i miei genitori: ho avuto voglia di mollare, ma non l’ho fatto. Non rimpiango i sacrifici, non ci sono molti giovani che vivono queste cose alla mia età e io non voglio perdere tutto questo”.

I TABELLINI DELLE TRE PARTITE DELLA FRANCIA AL TOUR ELITE:

– Venerdì 25 Marzo 2011
Stade de La Beaujoire –Nantes
2540 spettatori

GEORGIA – FRANCIA 0-2
Marcatori : Sébastien Haller (30′), Abdallah Yaisien (50′) per la Francia

Georgia : Gabriel Tebidze, Davit Mtivlishvili, Dachy Tsnobiladze, Nika Sandokhadze, Sandro Tchigvaria, Gogi Gogichaishvili (71′ Pantsulaia), Lucas Hufnagel, Shalva Ekvtimishvili (51′ Diasamidze), Teimurazi Markozashvili, Nika Tarkashvili (41’Endeladze), Guram Samushia
Panchina : Giorgi Beria, Giorgi Pantsulaia, Avto Endeladze, Nika Diasamidze, Sulkhan Kakhidze, Budu Zivzivadze, Tsotne Moniava
Selezionatore : Koba Zhorzhikashvili , Assistente : Gocha Avsajanishvili

Francia : Quentin Beunardeau, Jordan Ikoko, Benjamin Mendy, Raphael Calvet, Kurt Zouma, Adrien Tameze Aoutsa, Adam N’Kusu, Soualiho Meite, Abdallah Yaisien (80′ Bakayoko), Sébastien Haller (59′ Nangis), Gaetan Laborde (61’Laporte).
Panchina : Lionel Mpasi Nzau, Lenni Nangis, Antoine Conte, Aymeric Laporte, Tiemoué Bakayoko, Abdoulaye Touré, Wesley Jobello
Selezionatore : Patrick Gonfalone ; Assistente: Yann Kervella

Delegato UEFA : David Delférière ; Arbitri : Anastasios Sidiropoulos (GRE) assistito da
Damianos Efthimiadis (GRE) e David DFJG GOOSSENS (NED) ; Quarto arbitro : Danny Desmond Makkelie ; Osservatore : Uno Tutk (EST)

L’altra partita:
Norvegia-Bielorussia 5-1
Marcatori: Ohi Kwoeme 29′, Rønning 36′, 40’+1 e 56′, Berisha 47′ per la Norvegia; Savitski 22′ per la Bielorussia.

– Domenica 27 Marzo 2011
Stade Marcel-Saupin – Nantes
1200 spettatori

NORVEGIA 2 – FRANCIA 2
Marcatori : Ohi Kwoeme Omoijuanfo (8′), Ivar Erlien Furu (60′) per la Norvegia ; Sébastien Haller (10′), Gaëtan Laborde (30′) per la Francia.

Norvegia : Øystein Øvretveit , Tho1mas Grøgaard, Kristoffer Haraldseid , Ivar Erlien Furu, Kjetil Skogen Kalve (42’Levorstad) , Martin Rønning Ovenstad , Ohi Kwoeme Omoijuanfo , Ole Kristian Selnæs, Marius Christopher Høibråthen , Kamer Qaka (67’Kallevik) , Kristoffer Haugen
Panchina : Anders Gundersen , Magnus Aarre Mohus , Lars Kallevik , Fredrik Abrahamsen Deilkås, Shåresh Ahmadi , Fredrik Levorstad
Selezionatore: Oivind Nilsen ; Assistente: Morten Ronningen

Francia : Quentin Beunardeau, Jordan Ikoko, Benjamin Mendy, Raphael Calvet, Kurt Zouma, Adrien Tameze Aoutsa, Adam N’Kusu (50’Laporte), Soualiho Meite, Abdallah Yaisien (73’Bakayoko), Sébastien Haller, Gaetan Laborde (50′ Nangis)
Panchina : Lionel Mpasi Nzau, Lenni Nangis, Antoine Conte, Aymeric Laporte, Tiemoué Bakayoko, Abdoulaye Touré, Wesley Jobello
Selezionatore : Patrick Gonfalone ; Assistente : Yann Kervella

Arbitri : Danny Desmond Makkelie (NED) assistito da David DFJG Goossens (NED) e Pawel
Sokolnicki (POL) ; Quarto arbitro : Szymon Marciniak (POL) ; Osservatore : Uno Tutk (EST).

L’altra partita:
Bielorussia – Georgia : 1-0 (1-0)
Arbitro : M. Sidiropoulos (GRE)
Marcatore : Savitski (23e)

– Mercoledì 30 Marzo 2011
Stade Moulin-Boisseau – Carquefou
1070 spettatori

FRANCIA 9 – BIELORUSSIA 0
Marcatori : Yaisien (14′, 35′ e 39′, 68′), Nangis (20′ e 23′, 71′), Laporte (29′) e Haller su rig. (80′)

Francia : Quentin Beunardeau, Jordan Ikoko, Benjamin Mendy (65’Laborde), Raphael Calvet, Kurt Zouma, Adrien Tameze Aousta (83’Touré), Aymeric Laporte, Soualiho Meite (61’Bakayoko), Abdallah Yaisien, Sébastien Haller, Lenny Nangis
Panchina : Lionel Mpasi Nzau, Antoine Conte, Thiemoué Bakayoko, Abdoulaye Touré, Wesley Jobello, Adam N’Kusu, Gaetan Laborde
Selezionatore : Patrick Gonfalone ; Assistente : Yann Kervella

Bielorussia : Matsvei Frantskevich, Siarhei Karpovich, Yahor Lukyanchuk (58′ Zyl), Yaheni Famin, Siamion Shastsilouski, Filip Kozlovski (74′ Murashko), Aliaksei Douhel, Yauhen Bialiauski, Artsiom Kamarov (26′ Rassadkin), Ilya Zatenko, Pavel Savitski
Panchina : Yahor Chypulis, Artsiom Milyachenka, Petr Zyl, Viktar Murashko, Andrei Shamruk,
Gleb Rassadkin, Stanislau Izhakouski
Selezionatore : Valiantsin Mikheyeu ; Assistente : Kiryl Alsheuski

Arbitri : Szymon Marciniak (POL) assistito da Pawel Sokolnicki (POL) e Damianos Efthimiadis (GRE) ; Quarto arbitro : Anastasios Sidiropoulos (GRE) ; Osservatore : Uno Tutk (EST)

L’altra partita
A Nantes, stade Marcel-Saupin, Norvegia – Giorgia : 5-0 (2-0)
Arbitro : M. Desmond Makkelie (NED)
Marcatori : Rønning (27′, 38′), Ahmadi (72′, 79′, 80’+1)

LA CLASSIFICA FINALE DEL TOUR ELITE:

1. Francia 7 pts (+11)
2. Norvegia 7 pts (+9)
3. Bielorussia 3 pts (- 12)
4. Georgia 0 pt (- 8)

(foto: LAF)

Il regolamento dell’Europeo Under 17 (dal sito uefa.com)

Il Campionato Europeo UEFA Under 17 è composto da tre differenti fasi: le qualificazioni, la fase Elite e la fase finale.

Turno di qualificazione- Le qualificazioni, giocate in autunno, sono composte da 13 gironi di quattro squadre ciascuno, con torneo all’italiana disputato in un’unica sede. Passano alla fase successiva le prime due di ciascun raggruppamento e le terze classificate con il miglior rendimento contro le prime due.

Tour Elite- Nella fase Elite, che si disputa a inizio primavera, le 28 qualificate danno vita a sette mini tornei da quattro squadre ciascuno. Le vincenti dei rispettivi gruppi accedono alla fase finale e si uniranno ai padroni di casa per il sorteggio in programma martedì 5 aprile presso il Municipio di Belgrado.

Fase finale- Le squadre vengono suddivise in due gruppi di quattro e le due migliori classificate di ogni girone accedono alle semifinali. Le vincitrici delle semifinali disputano la finale.

Le prime sei classificate della fase finale dell’Europeo in Serbia accederanno al Mondiale in Messico dal 18 giugno al 10 luglio.

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