Analisi, Ligue 2

Ligue 2- Bilancio a undici giornate dal termine

Giovedì 17 marzo 2011, scritto per Ligue 2 e dintorni
 

Normalmente ventisette giornate costituirebbero un arco di tempo più che sufficiente per trarre delle conclusioni attendibili sulle tendenze di un campionato: ma non è questo certamente il caso della Ligue 2 in corso, nella quale le squadre che hanno perso di meno hanno già subito sei sconfitte a testa, i punti che separano il quinto posto dal quattordicesimo sono solo cinque e le carte vengono rimescolate una partita dopo l’altra. Tuttavia proveremo ugualmente a tracciare un parziale bilancio per ogni squadra, analizzandone brevemente statistiche, punti di forza e debolezza e prospettive, con particolare attenzione a ciò che è accaduto negli ultimi quattro turni.

Evian TG– p.43

La squadra che nella scorsa stagione ha polverizzato il record di punti in National e che agli inizi di quella in corso si è imposta all’attenzione generale come rivelazione del campionato ha mostrato finora di saper reggere piuttosto bene alle vertigini delle vette. É vero che nelle ultime quattro partite sono arrivate ben due sconfitte, ma è altrettanto vero che anche stavolta i Roses di Bernard Casoni sembrano aver reagito positivamente, così com’era avvenuto in occasione dei precedenti momenti di crisi, e in un contesto di mediocrità generale vari elementi fanno pensare che siano in grado di giocarsi fino in fondo le proprie carte per la promozione: fuori dal campo, una società che appare solida e con un progetto serio ed una tifoseria che trasmette entusiasmo senza tuttavia mettere troppe pressioni; in campo, un reparto offensivo che con 40 gol è al momento il secondo della categoria alle spalle di quello del Sedan e che riesce a mandare a segno molti giocatori diversi, senza dipendere da un unico cannoniere, come si evince dal dato che il miglior marcatore della squadra sia Adnane a quota sei reti, seguito da Bérigaud, Farina e Pouye a quota cinque; ed una certa forza caratteriale, testimoniata dal buon numero di punti pesanti conquistati negli ultimi minuti o addirittura nel recupero, cosa che si è ripetuta anche nell’ultima giornata con il Clermont raggiunto sull’1-1 al 95′. Il difetto più evidente, comune al Le Mans, è il bottino interno decisamente migliorabile, compensato tuttavia dall’ottimo rendimento in trasferta, specchio di una squadra che per caratteristiche si trova particolarmente a proprio agio e riesce a diventare micidiale quando ha la possibilità di agire di rimessa.

L’abbraccio dei compagni ad Adnane dopo il pareggio al 95′ contro il Clermont- foto etgfc.com

Le Havre– p.43

Venerdì scorso è stata la nuova capolista fino al 95′, quando il gol di Adnane l’ha costretta al secondo posto in virtù della differenza reti sfavorevole. Si presenta come una delle squadre più in palla del momento, sebbene raramente brilli sul piano del gioco, con lo spettacolare 4-3 ottenuto in rimonta sul Tours alla ventiseiesima giornata a rappresentare in questo senso una piacevole eccezione; non perde da cinque giornate, dopo aver già messo insieme la più lunga striscia di imbattibilità del campionato in corso con le tredici partite consecutive senza sconfitta tra la sesta e la diciottesima. Le fortune dei Ciel et Marine sono fin qui costruite soprattutto sulla solidità di una difesa che l’anno scorso ha concluso la stagione come quarta peggiore retroguardia in assoluto e che quest’anno, nonostante la partenza per Rennes di Kana-Biyik e la perdita di altri elementi importanti, è stata reinventata da Cédric Daury con giocatori molto giovani come Nestor, Le Marchand, Rivierez, Dikamona, ben coadiuvati dall’esperienza di Genton arrivato in estate dal Lorient e protetti alle spalle dall’ottimo portiere di origine haitiana Placide e a centrocampo dalla diga formata a da Gueïda Fofana e dal capitano François, trasformandosi nella più ermetica della categoria. L’HAC ha una situazione speculare rispetto alle rivali dirette Evian e Le Mans: fra le mura amiche nessuno ha fatto più punti dei normanni, che per contro sono tutt’altro che irresistibili in trasferta dove è arrivata un’unica vittoria, il 2-0 ad Istres dell’undicesima giornata; un test certamente probante sarà dunque quello che li attenderà domani sera al Louis Dugauguez di Sedan. L’ambiente comunque è sereno ed è indicativo in questo senso il recente rinnovo fino al 2014 del contratto di Daury, molto apprezzato per la sua capacità di lavorare con i giovani che da anni sono motivo d’orgoglio per il club.

Mendes festeggia il gol del 2-0 sul Boulogne con i compagni e il pubblico del Deschaseaux

Le Mans– p.43

Un po’ d’inquietudine inizia invece a serpeggiare nella Sarthe, vista la pericolosa tendenza a complicarsi inutilmente la vita mostrata dalla locale squadra giallorossa. Dopo la fase di euforia seguita alla grandiosa inaugurazione della MMArena, con il vecchio Léon Bollée che sembrava aver portato via con sè anche gli stenti casalinghi e i primi dubbi istillati dalla crisi a cavallo tra dicembre e gennaio, il Le Mans è tornato bruscamente coi piedi per terra: due soli i punti raggranellati nelle ultime quattro partite, con due sconfitte fuori casa -dove finora gli uomini di Cormier erano stati pressochè impeccabili- e due pari interni contro avversari non certo invulnerabili in trasferta come il Sedan e il derelitto Nîmes.L’impressione è che ogni volta che i giallorossi riescono a mettere una distanza rassicurante tra sè e il quarto posto, arrivi puntuale il calo di tensione a vanificare tutto; era accaduto dopo la diciassettesima giornata, si è ripetuto dopo la ventitreesima. Una scarsa propensione mentale a chiudere i giochi al momento giusto si nota peraltro anche nel corso della singola partita e quanto successo nelle ultime due giornate ne è un esempio lampante: alla ventiseiesima, il Le Mans a venticinque minuti dalla fine conduceva 2-0 a Dijon e ha finito per perdere 3-2, complice per la verità anche un rigore non limpidissimo che ha consentito ai padroni di casa di rientrare in partita; e alla ventisettesima, a fine primo tempo era in vantaggio ed in totale dominio sul Nîmes alla MMArena, per poi permettere inspiegabilmente agli ospiti di dettare il ritmo nella ripresa fino a beneficiare di un episodio favorevole e trovare il gol del pari. Resta comunque la squadra ad aver vinto il maggior numero di volte, grazie ad una qualità globale più alta della media con elementi di categoria superiore quali Helstad e Corchia ma anche Thomas, Baal o il portiere Ovono, in grado con la loro classe di indirizzare spesso le partite a proprio favore: è questo il principale fattore che porta nonostante tutto a considerare ancora il Le Mans come una delle candidate più credibili alla promozione, ma sono necessarie maggiori concentrazione e “cattiveria” se si vogliono evitare brutte sorprese.

Il capitano dell’Under 21 francese Sébastien Corchia -foto francefootball.fr

Ajaccio– p.42

Dopo l’accellerazione tra la ventiduesima e la venticinquesima che aveva portato ai corsi dieci punti in quattro partite e l’inaspettato secondo posto in classifica, nelle due successive giornate è arrivato il rallentamento, con il pareggio interno contro il disastroso Laval formato trasferta e la sconfitta sul campo del Nantes a ricacciarli immediatamente giù dal podio. La partita della Beaujoire potrebbe avere conseguenze negative anche sul prosieguo della stagione dell’ACA, visto che la vergognosa rissa generale scatenatasi in campo subito dopo il gol del 2-0 di Djilobodji e conclusasi con le espulsioni di Djordevic ed Aurélien Capoue da una parte e di Medjani e Lippini dall’altra, rischia di avere strascichi disciplinari non di poco conto, considerando che in casi simili la commissione tende generalmente ad avere la mano pesante: oltre a quella dei due espulsi, pare che sia scomoda anche la posizione di Richard Socrier, il miglior marcatore della squadra in campionato con dieci reti. Le lunghe squalifiche che si profilano sarebbero una tegola ancor più pesante alla luce del fatto che il tecnico Olivier Pantaloni dispone di un gruppo ristretto e già parecchio spremuto, con soli quattordici giocatori utilizzati per più di dieci partite -se si esclude Johan Cavalli arrivato dal Nîmes a novembre- e punta con convinzione su un undici tipo abbastanza bloccato, di cui i tre giocatori in questione sono titolari imprescindibili. L’ACA è comunque un’altra squadra tipicamente casalinga, che fa del François Coty la sua roccaforte: il rendimento interno è il secondo dopo quello del Le Havre, la difesa è la migliore in assoluto relativamente agli incontri giocati in casa con soli cinque gol subiti e prima dell’inatteso stop contro il Laval le vittorie di fila ottenute sul proprio campo erano sette; la particolarità è che l’unica squadra ad imporsi al Coty nel girone di andata è stato proprio il Nantes, che è altresì l’unica ad aver vinto in casa del Le Havre. Comunque sia, sarebbe importantissimo sfruttare al meglio il proprio punto di forza nelle prossime due giornate, che prevedono l’arrivo in successione in Corsica di due avversari alla portata quali Reims e Châteauroux.

Un'immagine della rissa scoppiata durante Nantes-Ajaccio - foto Lempérière

Tours– p.40

A lungo a sorpresa in testa alla classifica nella prima parte del campionato, i Ciels et Noirs sono in seguito riusciti ad emergere dal tunnel delle sette partite consecutive senza successi, ma l’altalena vista nelle delle ultime quattro giornate con vittoria in casa alternata regolarmente a sconfitta in trasferta fa pensare ad una squadra dal rendimento troppo discontinuo per potersi riappropriare in maniera stabile del podio. A inizio stagione, si temeva principalmente il vuoto che avrebbe potuto lasciare la partenza di Olivier Giroud, capocannoniere della precedente edizione della Ligue 2 con ventuno realizzazioni, approdato in estate a Montpellier; ma la capacità di produrre gol e occasioni si è dimostrato alla prova dei fatti l’ultimo dei problemi degli uomini di Daniel Sanchez: già trentotto le reti messe a segno finora, con solo Sedan ed Evian a sopravanzare il Tours in questa particolare classifica, benchè l’attuale miglior marcatore Guié-Guié -proprio l’uomo scelto per raccogliere la scomoda eredità di Giroud, scovato in Ungheria- si sia inceppato dopo il roboante avvio di stagione; e benchè potrebbe avere il suo peso per l’immediato futuro la squalifica dell’altro attaccante Blayac, arrivato a gennaio da Boulogne-sur-Mer e già autore di tre gol con la nuova maglia, appiedato dalla commissione disciplinare per quattro giornate a partire da quella di domani sera in seguito al colpo proibito rifilato a Rippert e non visto dall’arbitro nel corso di Tours-Evian della ventiduesima. In realtà la lacuna più preoccupante palesata fino a questo punto è la vulnerabilità del reparto arretrato, che con ben trentasei gol subiti è di gran lunga il peggiore tra quelli delle pretendenti alla promozione. Servirebbe inoltre una maggiore personalità lontano dallo Stade de la Vallée du Cher: emblematica in questo senso l’ultima prestazione, con la squadra che a Metz ha di fatto iniziato a giocare solo nel secondo tempo, quando i loreni erano già in vantaggio di un gol.

Genevois, difensore-goleador del Tours, è il secondo miglior marcatore della sua squadra con sei gol - foto da Le Republicain Lorrain

Sedan– p.39

La palma di squadra più imprevedibile della categoria va però al Sedan, partito come il Le Mans con dichiarate ambizioni di promozione e quasi schizofrenico nella sua discontinuità: dopo il 4-1 rifilato all’Ajaccio alla quindicesima, con il record di 32 reti totali realizzate, i Sangliers hanno messo a segno la miseria di sei gol nelle successive undici giornate, nelle quali il punto di forza è diventata invece la difesa perforata solo in cinque occasioni; e quando all’improvviso, alla ventisettesima, ritrovano il proprio attacco e segnano tre gol in sei minuti all’Istres in vantaggio 2-0, sono anche capaci nonostante la superiorità numerica di incassarne altrettanti tra l’86’ e il 92’e di perdere 5-3. La rocambolesca partita del Parsemain, oltre ad entrare negli archivi come la più ricca di gol della Ligue 2 2010-2011 (finora si erano avuti al massimo due 4-3), sarà purtroppo ricordata anche per la sospensione di quasi un’ora a causa del drammatico infortunio alla testa di Nicolas Fauvergue, che pochi minuti dopo il violento scontro con Lejeune avvenuto al 38′ del primo tempo, si accascia al suolo privo di sensi facendo temere a lungo il peggio: fortunatamente, in ospedale il giocatore riprenderà conoscenza e gli esami del caso riveleranno solo una commozione cerebrale. In attesa degli ulteriori accertamenti previsti per la prossima settimana, l’attaccante -autore di cinque gol quest’anno, dopo i tredici dell’anno scorso con il Racing Strasbourg- è però naturalmente stato messo a riposo forzato; e per un attacco già in difficoltà si tratta di una grossa perdita, da aggiungersi peraltro a quella dell’altra punta Alexis Allart, miglior marcatore degli ardennesi con otto reti insieme a Karaboué, fuori rosa fino a nuovo ordine dopo il rifiuto di scendere in campo con la squadra riserve in CFA2 contro il Créteil B. E’ evidente l’involuzione di risultati e di gioco dei rossoverdi, due sole vittorie negli ultimi dodici incontri; si teme che possano essere destabilizzanti le voci di un prossimo addio del tecnico Landry Chauvin, il vero architetto del progetto Sedan, giunto nel maggio 2008 e a quanto pare ora nel mirino di Waldemar Kita, che intenderebbe affidargli a partire dalla prossima stagione l’ennesimo piano di ricostruzione del Nantes: voci che nessuno, nella Loira come nelle Ardenne, si è preoccupato di smentire con convinzione.

L'incoraggiamento a Fauvergue pubblicato sul sito ufficiale del Sedan

Troyes– p.39

Tornata in Ligue 2 dopo un solo anno di purgatorio, l’ESTAC ha avuto un impatto iniziale difficile ma ha rilanciato le sue quotazioni con un girone di ritorno fin qui positivo, addirittura eccellente in casa dove è reduce da quattro vittorie consecutive. Ha i suoi punti di forza nella terza miglior difesa del campionato (a pari merito con il Metz), in cui spicca per rendimento il ventisettenne centrale Drouin, ed un impianto di gioco collaudato e a tratti anche bello a vedersi, fatto di possesso e combinazioni palla a terra, anche se bisogna sottolineare che l’ultima vittoria contro il Dijon è arrivata con un pizzico di cinismo, un’arma diversa da quelle consuete. Finora tuttavia è sempre mancato qualcosa al momento di fare il definitivo salto di qualità. La pecca che salta maggiormente agli occhi è senza dubbio la scarsa capacità di concretizzare in rapporto alla mole di gioco prodotta, pecca dovuta principalmente all’assenza di un vero goleador: il miglior marcatore stagionale, il brasiliano Marcos Dos Santos, sta disputando un ottimo campionato ma dei suoi otto gol messi a segno la metà sono arrivati su rigore; Mathieu Duhamel , estremamente deludente in biancoblu, era finito ai margini della squadra prima di trasformarsi in spietato cecchino una volta passato al Metz a gennaio. Inoltre Jean-Marc Furlan, tecnico che comunque si lascia andare raramente a dichiarazioni ottimistiche con la stampa, si è detto preoccupato per gli infortuni in serie che stanno falcidiando la squadra: l’ultimo, particolarmente pesante anche perchè l’assenza prevista è di almeno un mese, è la distorsione al ginocchio del promettente mediano Diallo Guidileye, ventunenne già acquistato a gennaio dal Brest che ha deciso di lasciarlo in prestito nell’Aube fino a fine stagione; con lui ed Enza Yamissi davanti alla difesa ultimamente il centrocampo di Furlan aveva trovato i giusti equilibri e la sua sostituzione potrebbe rappresentare un problema. In ogni caso, il derby dello Champagne-Ardenne contro il Sedan in programma tra due giornate allo Stade de l’Aube quest’anno promette più che mai bollicine.

Stephen Drouin, difensore l’anno scorso al Vannes, è in testa alle classifiche di rendimento del campionato

Dijon– p.38

La sconfitta di Troyes, sostanzialmente immeritata, ferma la corsa di un Dijon lanciatissimo dopo aver conquistato in rapida successione i prestigiosi scalpi di Evian e Le Mans. Va applaudito a prescindere il lavoro fatto fin qui da Patrice Carteron con una squadra dall’età media molto bassa e composta da molti elementi senza nessuna esperienza a questi livelli; nonchè quello dei dirigenti, che hanno saputo sopperire con oculatezza e fantasia alle numerose partenze dell’estate scorsa pescando a basso costo giocatori sconosciuti che si sono rivelati funzionali al progetto. Può forse stupire alcuni la constatazione che tre dei pilastri inamovibili della squadra attuale, in testa alle classifiche di rendimento della Ligue 2, ovvero l’attaccante Raphaël Caceres e i centrocampisti Eric Bauthéac e Benjamin Corgnet, tutti ventitreenni, nella passata stagione giocavano nelle categorie inferiori: in National i primi due, rispettivamente a Luzenac e Cannes, addirittura in CFA2 il terzo, nelle fila del Monts d’Or Azergues di Chasselay, lo stesso club dove ha esordito Ludovic Giuly che oggi ne è il presidente onorario. Il momento positivo che sta vivendo la squadra va di pari passo con quello del suo capitano e cannoniere Ribas, che da quando si è sbloccato trovando il gol nei minuti di recupero a Nîmes non si è più fermato, mettendo a segno contro il Le Mans la sua seconda tripletta stagionale (la terza con la maglia del Dijon) e dando vita con Helstad e Privat a un sfida veramente appassionante per la conquista di scettro di miglior marcatore. Il Dijon ha il quinto attacco più prolifico del campionato e la contemporanea presenza di Ribas e Caceres ne fa una delle squadre più temibili sul gioco aereo, ragion per cui i compagni tendono spesso a cercare le due torri affidandosi a lanci lunghi. Il limite è principalmente un po’ di comprensibile inesperienza, che a volte si traduce in qualche ingenuità evitabile.

Abdoulaye Bamba, 20 anni, ex Primavera della Juventus, si è ritagliato un posto da titolare nella difesa del Dijon - Foto dfco.fr

Istres– p.38

Tipica testimonianza di quanto fuorvianti possano essere i pronostici di inizio stagione è l’Istres, altra squadra che sta facendo un campionato superiore alle aspettative dopo avere faticato a salvarsi nello scorso maggio ed essere apparsa agli osservatori nettamente indebolita dalle cessioni estive, con il solo Akrour -l’anno scorso in Ligue 1 con il GF38, dal quale è arrivato in scadenza di contratto- come rinforzo di un certo peso. Grossi meriti vanno senza dubbio all’allenatore corso Josè Pasqualetti, un passato nella massima serie ad Ajaccio e Sedan , che nelle Ardenne ha tra l’altro lasciato un ottimo ricordo a giocatori e tifoseria nonostante un’annata complessivamente difficile nella quale era però riuscito a portare i Sangliers fino alla semifinale di Coupe de France: nell’aprile 2010 ha preso in mano una squadra in zona retrocessione, l’ha condotta alla salvezza e nella stagione in corso, dopo un inizio molto stentato culminato nel pesante 1-5 subito proprio a Sedan alla nona giornata, ha trovato la quadratura del cerchio. Fiore all’occhiello dei Violets è un gioco che consente alla squadra provenzale di essere considerata all’unanimità come una delle più divertenti della categoria, basato generalmente su un 4-2-3-1 privo di un centravanti di ruolo ma con quattro uomini tecnici e fantasiosi a muoversi davanti; tra loro brillano in particolar modo lo stesso Akrour, che di solito funge da punto di riferimento avanzato ed è il miglior realizzatore della squadra con otto reti, e sulla sinistra Julian Palmieri, il ventitreenne lionese passato giovanissimo dal Crotone nell’anno della retrocessione dalla B dei calabresi, tre gol, quattro assist e un rendimento costante. La difesa dei Violets può invece vantare il gioiellino Florian Lejeune, che ha attirato su di sè molte attenzioni ed è nel giro dell’Under 20 di Smerecki. L’Istres sarebbe in testa alla classifica se si considerasse solo il girone di ritorno, ha il terzo miglior rendimento esterno generale dopo Le Mans ed Evian e la seconda striscia più lunga di imbattibilità dopo quella del Le Havre; ha dimostrato inoltre una buona tenuta mentale in più circostanze.

Julian Palmieri è alla prima stagione in Ligue 2 dopo esperienze in National e nella Serie B italiana- foto francefootball.fr

Boulogne– p.38

Nel Pas-de-Calais sperano che non si ripeta il film già visto nel Gard con Noël Tosi, arrivato a Nîmes dopo la quattordicesima giornata con la squadra quartultima, capace di ottenere subito sette risultati utili di fila fino a portarla al nono posto a cinque punti dal terzo, per poi ripiombare in zona retrocessione in seguito alle successive sei sconfitte consecutive. Alla diciannovesima giornata, alla vigilia della sosta, con il Boulogne tredicesimo ed un poco rassicurante margine di quattro punti sulla terzultima, Laurent Guyot aveva lasciato la panchina a Michel Estevan: dalla ventesima alla ventiquattresima, ecco cinque vittorie ed il balzo sul terzo gradino del podio. Adesso, dopo la terza sconfitta consecutiva, sembra iniziato nuovamente il percorso inverso, con la squadra rossonera che intanto è già scivolata indietro fino al decimo posto. Fondamentale importanza avrà in questo momento delicato l’aspetto psicologico e di conseguenza il ruolo dello stesso Estevan, che ha fama di grande motivatore e che proprio lavorando sulla testa era riuscito a trasformare la squadra titubante di dicembre nella macchina spietata di gennaio/febbraio, considerando che l’undici titolare era rimasto fondamentalmente invariato, con un Blayac in meno ed un Najih in più. Il vero tallone d’Achille dei Nordistes è comunque l’attacco, incredibilmente a segno solo venti volte come Nîmes e Vannes. Alle grosse difficoltà negli ultimi venti metri, ben evidenti anche nell’ultima sconfitta al Deschaseaux di Le Havre dove la prova della squadra è stata per il resto globalmente positiva, fa da contraltare la capacità di capitalizzare al massimo i pochi gol realizzati, tanto che il dato costante relativo alle partite del Boulogne dell’era Estevan è stato la vittoria della squadra andata per prima in vantaggio. Ulteriore punto di forza era sembrato fino a questo momento la difesa, la migliore della categoria per distacco prima che gli otto gol subiti nelle ultime tre partite la facessero arretrare al secondo posto in compagnia del Nantes; curiosamente quattro di questi gol li ha segnati il Laval, una delle squadre meno prolifiche del campionato, nell’ennesimo paradosso di una Ligue 2 che si diverte a scardinare ogni logica.

Grégory Thil, alla quarta stagione a Boulogne, ha segnato otto dei venti gol rossoneri

Clermont– p.37

Dopo il sesto posto dello scorso campionato si sapeva che per gli uomini di Michel Der Zakarian sarebbe stato difficile ripetersi sugli stessi livelli, a maggior ragione in considerazione delle cessioni estive che avevano impoverito non poco la rosa: in particolare Brahimi, rientrato al Rennes dopo il prestito, e Benatia, oggi una delle novità più piacevoli della sorprendente Udinese bis di Guidolin, i due elementi per forza di cose destinati a lasciare molti rimpianti. E difatti l’avvio di campionato non lasciava ben sperare, ma i rossoblu sono una delle squadre cresciute maggiormente nel corso del girone di ritorno. L’ossatura costituita prevalentemente da esperti giocatori di categoria è impreziosita davanti da due ventunenni di qualità assoluta, il centravanti Sloan Privat e il trequartista Romain Alessandrini: quest’ultimo era un’autentica scommessa in quanto è stato prelevato dal Gueugnon, modesta squadra di National, sulla base dell’ottimo rendimento nel 2008-2009, senza aver praticamente mai giocato nella stagione successiva a causa di un grave infortunio ai legamenti, ed oggi dopo molte prestazioni convincenti condite da otto gol e quattro assist per lui si sprecano i paragoni con Valbuena. Un altro elemento giovane di sicuro interesse affermatosi come titolare quest’anno, dopo aver firmato con il suo club formatore il primo contratto da professionista della carriera, è il ventenne centrocampista franco-senegalese Yacouba Sylla, su cui secondo indiscrezioni avrebbero già messo gli occhi vari club tra i quali la stessa Udinese: è proprio di poche ore fa la notizia della sua prima convocazione con l’Under 21 di Mombaerts e la contemporanea presenza nella lista di Privat -che era già stato chiamato nella scorsa stagione quando vestiva la maglia del Sochaux, ma era stato costretto a dare forfait perchè infortunato- fa del Clermont il club di Ligue 2 maggiormente rappresentato nella selezione. Ad ogni modo, solo Sedan (41), Evian (40) e Tours (38) hanno segnato più del la squadra rossoblu (37), che però subisce altrettanto (35): in questa caratteristica è assimilabile al Tours , rispetto al quale ha però un maggiore equilibrio tra rendimento interno ed esterno.

Romain Alessandrini firma autografi ai tifosi- foto clermontfoot.com

Angers– p.36

Quella bianconera è la squadra con attualmente la più lunga serie positiva ancora in corso: sette partite, di cui cinque pareggi, gli ultimi tre consecutivi. Le partite diventano nove se si considera anche la Coupe de France e le due vittorie ottenute agli ottavi contro il Racing Strasbourg e ai quarti contro il petit poucet Chambéry, che hanno condotto il club angevino di nuovo in semifinale dopo quarantadue anni: è il miglior momento della stagione per una squadra che era indicata alla vigilia come una delle possibili candidate alla promozione e che aveva successivamente deluso le attese. La formazione allenata da Jean-Louis Garcia, che detiene al momento il primato dei pareggi in compagnia di Sedan, Laval e Metz (dodici in tutto), non è certo tra quelle che maggiormente rubano l’occhio, ma si fonda su un 4-4-2 molto compatto e ordinato a cui il rumeno Keseru e l’ultimo arrivato Saivet assicurano la necessaria efficacia offensiva; proprio il giovane attaccante franco-camerunese, in prestito dal Bordeaux da gennaio, si è rivelato un inserimento molto azzeccato e ha dato un po’ di freschezza in più ad un gruppo con l’età media tra le più alte della categoria. Buona la tenuta difensiva, con la quarta retroguardia del campionato (venticinque gol subiti, come il Laval), ma c’è da registrare la doccia fredda arrivata pochi giorni fa con la notizia delle quattro settimane di indisponibilità del portiere titolare Malicki, fratturatosi lo sterno nel finale del derby di venerdì scorso a Laval. Nel frattempo il chiacchierato presidente Willy Bernard ha attaccato in un’intervista al giornale locale il sindaco della città, reo di aver espresso un secco giudizio di condanna nei suoi confronti senza attendere l’esito del processo, in merito alla vicenda di presunta appropriazione indebita di fondi della società: fortunatamente la squadra ha già dimostrato di riuscire ad isolarsi quanto basta da tutto ciò che avviene intorno.

L'Angers in festa dopo la conquista della semifinale di coppa.

Nantes– p.35

Il punto più alto del volo dei Canarini in questa stagione è stato raggiunto subito prima della sosta natalizia, quando diventando la prima ed ultima squadra a passare al Jules Deschaseaux di Le Havre i gialloverdi si portavano a tre punti dal terzo posto e accoglievano consensi unanimi per il ritorno alla valorizzazione del vivaio. Ma con i troppi elogi è iniziata la progressiva disgregazione di un gruppo giovane distratto dalle sirene di mercato, con le prime crepe aperte dai casi dei mancati rinnovi dei contratti di Nego e Carole, quest’ultimo -una delle grandi rivelazioni della prima parte della stagione- filato al Benfica già a gennaio. In un ambiente da anni incline molto alla polemica e poco alla pazienza, tra voci incontrollate, liti, accuse reciproche e (immancabili) rimpasti societari, di pari passo con il crollo dei risultati della squadra è iniziata la delegittimazione di Gentili, con i nomi dei possibili sostituti che circolavano già da settimane e l’attribuzione di poteri sempre maggiori al suo vice Philippe Anziani, ex giocatore del Nantes degli anni ottanta; fino alla goccia che ha fatto traboccare il vaso, la sconfitta di Grenoble alla ventiseiesima giornata ed un Nantes, tre soli pareggi raccolti in sette partite del girone di ritorno, precipitato al quindicesimo posto: inevitabili a quel punto l’allontanamento di Gentili e la promozione di Anziani, al cui fianco è stato chiamato come vice l’allenatore della squadra Under 19 Ziani. Positivo il debutto, con il 2-0 all’Ajaccio alla Beaujoire, anche se c’è da tener presente che il risultato è stato sbloccato da una prodezza individuale di Rodelin, uno dei giovani maggiormente finiti nel mirino delle critiche per il cattivo rendimento ed il cui ritorno al gol costituisce una buona notizia; e che dopo il 2-0 è difficile dare una valutazione su una partita che si è giocata per tutto il secondo tempo in nove contro nove in seguito alla rissa generale. Ad ogni modo, si è visto qualche aggiustamento tattico e qualche ripescaggio di uomini accantonati dalla precedente gestione, ma principalmente Anziani ha lavorato in settimana su concetti di disciplina e spirito di gruppo. La squadra ha qualità sufficiente per pensare che la scossa serva a concludere il campionato con tranquillità; per quel che riguarda i sogni di gloria, sono ancora una volta rimandati a data da destinarsi.

Gentili, l'allenatore esonerato, in compagnia di Anziani, quello subentrante- foto Dubray

Châteauroux– p.35

Ciò che è avvenuto nelle ultime giornate a Châteauroux è la testimonianza di quanto a volte la stabilità possa essere più fruttuosa della ricerca del cambiamento a tutti i costi. Dopo i due punticini racimolati in otto partite, pochi si sarebbero aspettati di vedere ancora Didier Tholot sulla panchina della Berrichonne: invece il presidente Patrick Le Seyec non solo l’ha confermato, ma ha speso parole che ne hanno rafforzato la posizione agli occhi di tutto l’ambiente; e il bellissimo abbraccio liberatorio tra i due al fischio finale di Châteauroux-Laval della ventiquattresima giornata, che ha sancito un sofferto 1-0 e la fine dell’incubo, ha mostrato che si trattava di un appoggio non solo di facciata. La vittoria che mancava addirittura dal 12 novembre ha cambiato tutto: ora i Castelroussins sono imbattuti da quattro partite in cui hanno subito un solo gol ed è arrivato un altro successo alla ventiseiesima, ottenuto sempre al Gaston Petit contro l’ESTAC, a dare un po’di respiro anche in classifica. Le cause del lungo periodo buio sono da ricercare soprattutto nella stanchezza fisica e mentale di una rosa limitata sia quantitativamente che nell’esperienza di alcuni elementi; inizialmente, come dichiarato dall’attaccante Lafourcade a France Football, può aver pesato anche il trauma dell’umiliante eliminazione in Coupe de France (10 dicembre, 0-3 contro i dilettanti dello Chauvigny) che è rimasto a lungo nelle teste dei giocatori. In una fase successiva la squadra ha poi ripreso ad esprimersi bene senza tuttavia riuscire a portare a casa i risultati, come avvenuto ad esempio nelle sfortunate partite contro Le Mans ed Evian.L’asso nella manica della Berrichonne è Rudy Haddad, miglior uomo assist della Ligue 2 con nove passaggi decisivi fino a questo momento: l’israeliano nato a Parigi è anche un autentico talismano, perchè ogni volta che un suo assist viene trasformato in gol da un compagno la squadra fa punti. A questo punto comunque, viste l’unità d’intenti e la ritrovata fiducia, l’impressione è che i Castelroussins possano riuscire a salvarsi con meno patemi dell’anno scorso, quando vinsero il drammatico spareggio dell’ultima giornata condannando al National lo Strasbourg a cui sarebbe bastato il pari.

Laval– p.33

Anche nella Mayenne l’aspetto ambientale fa ben sperare in prospettiva futura, con l’allenatore Hinschberger che ha ancora un altro anno di contratto e sembra saldo in sella e il patron Philippe Jan fermamente deciso a garantire, sia pure con i mezzi limitati a disposizione, strutture finalmente professionali ad un club che finora ha dovuto arrangiarsi avvalendosi di strutture amatoriali, con la squadra costretta ad esempio ad un tragitto di un quarto d’ora in furgoncino per raggiungere il campo su cui allenarsi dopo essersi cambiata e costantemente a rischio infortuni muscolari per la cattiva qualità del sintetico: è ormai all’ordine del giorno la costruzione di un complesso che comprenderà sede sociale, campi di allenamento della prima squadra e centro di formazione. Nonostante le svantaggiose condizioni di partenza, nonostante la difficoltà a fare mercato perchè anche il costo di un giocatore di Ligue 1 in prestito è proibitivo per le casse del Laval, i Tangos sul campo se la giocano alla pari un anno dopo l’altro e nella scorsa stagione è arrivato addirittura un ottavo posto grazie soprattutto alla fortunata scoperta del talentuoso Hamouma, oggi al Caen. Certo, quest’anno il cammino verso la salvezza appare molto più arduo ma anche stavolta qualche jolly da giocare non manca: la difesa all’altezza delle prime in classifica, uno Stade Francis Le Basser dove non è ancora passato nessuno e dove sono cadute molte teste illustri e il trentunenne Jérôme Lebouc, autentico trascinatore della squadra con nove gol e sette assist in un attacco complessivamente sterile. Il più grosso neo ed anche il principale pericolo è dato però dal rendimento in trasferta, veramente disastroso con soli cinque punti e quattro gol segnati in tredici partite: è curioso difatti che due dei tre zeri rimasti a questo punto della stagione nella classifica completa della Ligue 2 riguardino proprio il Laval, l’unica squadra a non aver mai vinto in trasferta e a non aver nemmeno mai perso in casa; il terzo ed ultimo zero è invece per la cronaca nella casella dei pareggi esterni del Vannes, che fuori casa ha solo perso o vinto.

Ghislain Gimbert, attaccante solitamente poco prolifico, festeggiato dopo la tripletta rifilata al Boulogne.

Reims– p.31

Qui come a Nantes, a Saint-Etienne e in tutte quelle piazze dove è forte la passione per il pallone ed è stridente il contrasto tra le glorie passate e gli stenti presenti, altrettanto forte è la pressione e gli alti e bassi di una stagione difficilmente sono vissuti con equilibrio: la tranquillità non è certo di casa allo Stade de Reims e cova sempre sotto la cenere il fuoco della contestazione al presidente Caillot e al direttore generale Létang, ritenuti responsabili da parte della tifoseria per i cattivi risultati degli ultimi anni; recentemente i progressi della squadra e soprattutto la bella cavalcata in Coupe de France conclusa ai supplementari del quarto di finale contro l’OGC Nice hanno parzialmente placato i malumori, ma naturalmente basta una scintilla perchè tutto deflagri nuovamente. Il bottino degli Stadistes nel girone di ritorno è complessivamente buono con dodici punti in sette partite ed un’imbattibilità che dura da quattro, tuttavia dopo l’uscita dalla coppa sembra che la magia sia svanita e soprattutto che la fatica accumulata con i troppi impegni ravvicinati inizi a farsi sentire, con il gruppo che nelle ultime partite ha dato l’impressione di essere poco lucido e sulle gambe; per di più si è insinuato un po’ di nervosismo, perchè la posizione in classifica non autorizza a dormire sonni tranquilli e sono state sprecate due occasioni d’oro con il doppio pareggio casalingo tra la ventiseiesima e la ventisettesima contro due avversari diretti come Metz e Châteauroux; altro problema, vengono incassati troppi gol in generale e su calcio piazzato in particolare. Punti a favore, l’attacco, sesto del campionato e di gran lunga il migliore tra le squadre che lottano per la salvezza, ed il fatto di avere a disposizione diverse soluzioni per sbloccare le partite difficili, sia l’uomo in grado di metterla dentro in ogni situazione (Toudic), sia quello in grado d’inventare la giocata o il tiro da tre punti (Romain Amalfitano).

L'esigente pubblico dell'Auguste Delaune- foto unionpresse.fr

Metz– p.30

Il momento è probabilmente il migliore dall’inizio della stagione per i Grenats che, imbattuti da sei partite (quattro pareggi), alla ventiseiesima sono usciti dalla zona retrocessione per la prima volta dopo sette giornate, a spese del Nîmes. Il successo per 1-0 ottenuto al Saint-Symphorien contro il Tours è stata a detta del tecnico Bijotat la più convincente prestazione stagionale dei suoi, in crescita da un po’ di tempo sul piano del gioco e dell’attitudine. La difesa è la migliore tra le formazioni di bassa classifica, la squadra sembra anche essersi riconciliata col pubblico che a fine gara ha manifestato il proprio apprezzamento e a breve è previsto il rientro in gruppo di diversi infortunati. L’arrivo di Duhamel a gennaio ha portato un supplemento di gol e di entusiasmo, mentre è ottimo l’apporto dei ragazzi formati in casa che l’anno scorso hanno vinto la Gambardella e che anche per necessità quest’anno sono stati aggregati in pianta stabile al gruppo della prima squadra anzichè a quello delle riserve in CFA: tra loro citiamo l’esterno sinistro Gaëtan Bussmann, che proprio in settimana ha ricevuto la notizia della convocazione da parte di Smerecki per lo stage preparatorio dell’Under 20 in Perù e che quindi molto probabilmente vedremo quest’estate al Mondiale di categoria in Colombia. Il pericolo per il Metz è tuttavia sempre dietro l’angolo, perchè la classifica resta brutta e basta mettere in fila un paio di risultati negativi per essere risucchiati pericolosamente all’indietro, col rischio di farsi prendere poi dall’ansia; a maggior ragione nel caso di una squadra come quella lorena , cinquantasette anni in Ligue 1, mai retrocessa in National nella sua storia e dunque non abituata a gestire questo tipo di situazione.

Il capitano del Metz Guerriero applaude il pubblico dopo la vittoria sul Tours- foto fcmetz.com

Nîmes– p.28

Con sei allenatori in cinque anni, tre solo in questa stagione, non si può dire che il Nîmes rientri nel novero delle società che fanno della ricerca della stabilità un principio guida. Nel disperato tentativo di dare l’ennesima scossa a un gruppo ormai in caduta libera verso il National, dopo il bastone di Jean-Michel Cavalli e la carota di Noël Tosi, si torna al bastone con Thierry Froger, tecnico a cui in passato era già riuscita l’impresa di salvare il Gueugnon, reduce da un’esperienza poco felice sulla panchina del Togo.E così, mentre Tosi saluta e riprende il suo vecchio incarico al centro di formazione, il biglietto da visita del nuovo corso è una mail inviata a tutte le redazioni con le ferree regole da tenere presenti da questo momento in poi: allenamenti a porte chiuse, con la stampa parla solo Froger, interviste ai giocatori possibili solo previa richiesta da sottoporre anticipatamente al vaglio dello stesso Froger e via dicendo. L’inizio ad ogni modo è incoraggiante, con l’insperato pareggio alla MMArena ottenuto grazie ad un calcio di punizione trasformato dall’elemento più talentuoso della squadra, David Gigliotti, che consente ai Crocodiles di muovere un primo piccolo passo verso l’uscita dalla palude in cui si sono impantanati, dopo due mesi in mezzo senza vittoria e sette sconfitte consecutive tra campionato e coppa. Certo una rondine non fa primavera e il problema fondamentale non sembra certo di metodo ma di organico, come lasciato intendere dallo stesso Tosi nelle sue ultime dichiarazioni e come evidenziato da chi scrive in un approfondimento precedente: l’inaspettata e contemporanea cessione a gennaio di Ayité e Moukandjo, non rimpiazzati, ha privato i Crocodiles dei denti per mordere. Unico punto fermo a cui aggrapparsi alla luce di quanto visto fin qui, una buona difesa stretta intorno al suo totem Ludovic Butelle, il ventisettenne portiere con un passato da secondo al Valencia e al Lille, uno dei migliori in assoluto nel suo ruolo in questa stagione ed autore anche contro il Le Mans di una parata decisiva sull’1-1.

Froger dirige il suo primo allenamento nel Gard- foto midilibre.com

Vannes– p.25

E’ la squadra che al momento sembra avere le peggiori prospettive in assoluto. Il pareggio casalingo con il fanalino di coda Grenoble , partita che sembrava l’occasione ideale per ridare forza alle proprie speranze ridotte all’osso, suona come un verdetto di condanna anticipata. Nelle precedenti giornate la squadra quantomeno aveva mostrato un ottimo spirito e aveva lottato con grande abnegazione, come nel caso della sconfitta casalinga con l’Ajaccio alla venticinquesima, punizione troppo severa per una formazione bretone volenterosa che avrebbe meritato il punto. I limiti evidenziati erano stati comunque i soliti e sono limiti oggettivamente molto pesanti: difficile pensare alla salvezza quando si hanno contemporaneamente il peggior attacco e la peggior difesa della categoria, venti gol fatti e quarantuno subiti. Per trovare un giocatore bianconero nella classifica marcatori bisogna scendere giù fino a quota quattro gol, dove staziona Virgile Reset, autore della rete del pari lo scorso venerdì. L’allenatore Stéphane Le Mignan le ha provate tutte, persino cambiare il portiere nelle ultime due partite, schierando il trentenne ivoriano Gnanhouan al posto del titolare abituale Gauclin, protagonista di qualche prestazione non troppo convincente: i risultati sono rimasti purtroppo i medesimi, e al termine della partita contro il Grenoble ha dovuto arrendersi per la prima volta anche all’evidenza di una squadra “paralizzata dalla tensione”, come lui stesso l’ha definita. E’ chiaro che se un gruppo con lacune strutturali evidenti perde pure di mordente rimane ben poco a cui aggrapparsi se non un’improvvisa inversione di tendenza, tanto che nemmeno il presidente Michel Jestin è stato particolarmente incoraggiante nelle dichiarazioni del dopogara: ” A questo punto ci vorrebbe un miracolo”, ha detto lapidario. Sul golfo del Morbihan ormai non sembra davvero crederci più nessuno.

La disperazione di Diguiny è lo specchio del momento del Vannes- foto ouest-france.fr

Grenoble– p.24

Vale la pena sottolineare ancora una volta il comportamento ammirevole di una squadra a cui nè la classifica nè meno che mai la drammatica situazione societaria lasciano molte speranze, ma che finora non ha mollato un centimetro. Dopo la striscia positiva di cinque partite sono arrivate tre sconfitte consecutive tra la ventitreesima e la venticinquesima: gli indomiti alpini sono riusciti ancora una volta a rialzarsi facendo quattro punti nelle successive due, anche se il pareggio concesso per un errore difensivo al Vannes nello scontro diretto della Rabine ha il sapore amaro della beffa, visto che con molta probabilità finirà per condannare entrambe le squadre. L’ostacolo principale per il Grenoble, i cui dati statistici non sono troppo dissimili da quelli del Vannes ma che appare molto più vivo e con più numerose frecce -leggi risorse tecniche- al proprio arco, è una classifica resa ancor più complicata dal fatto che dalla quartultima in su è difficile identificare una squadra su cui fare la corsa al momento, poichè nessuna sembra davvero in disarmo; di certo, se si vuole quantomeno continuare a giocarsela fino in fondo, diventa obbligatorio battere il Laval in arrivo allo Stade des Alpes domani sera. La formazione messa in campo da Pouliquen nelle ultime partite ha comunque una buona qualità complessiva, con molti giovani cresciuti nel locale centro di formazione e già appetiti da club importanti (ben sei su undici gli elementi dai ventitrè anni in giù in campo dal primo minuto a Vannes) ed alcuni uomini più esperti tra i quali si sta mostrando in gran spolvero il giapponese Matsui, tornato alla base dopo la deludente esperienza in prestito al Tom Tomsk. La maggior parte di questi ragazzi gioca con la consapevolezza che il prossimo anno vestirà un’altra maglia, mentre continuano ad accavallarsi le voci più disparate su possibili acquirenti interessati al club: gli ultimi nomi venuti fuori sono quelli di Bernard Tapie e dell’ex rugbysta Cristophe Maillol.

Daisuke Matsui, 29 anni, in azione con la maglia del Grenoble.

– La classifica dopo la ventisettesima giornata:



-La classifica marcatori (prime posizioni) :
16 reti: Helstad (Le Mans)
15 reti: Ribas (Dijon) e Privat (Clermont)
12 reti: Toudic (Reims)
11 reti: Guié-Guié (Tours)
10 reti: Jovial (Le Havre) e Socrier (Ajaccio)
9 reti: Lebouc (Laval) e Dos Santos (Troyes)

– I video con gli highlights di tutte le partite:
http://dailymotion.virgilio.it/ligue2

– Il programma della ventottesima giornata:

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