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Ligue 2, anteprima stagione 2012-13: AS Monaco contro tutti

La distribuzione geografica dei club della Ligue 2 2012-13. La regione più rappresentata è la Loira con quattro squadre (Angers, Laval, Le Mans, Nantes), seguita da Provenza-Alpi-Costa Azzurra (Arles-Avignon, Istres), Borgogna (Auxerre, Dijon) e Centro (Châteauroux, Tours). Vengono poi con una squadra a testa Alta Normandia (Le Havre), Bassa Normandia (Caen), Nord-Pas-de-Calais (Lens), Champagne-Ardenne (Sedan), Lorena (Metz), Bretagna (Guingamp), Auvergne (Clermont), Poitou-Charentes (Niort), Languedoc-Roussillon (Nîmes), Corsica (GFC Ajaccio) e il Principato di Monaco (Monaco). Assenti Alsazia, Franca-Contea, Rodano-Alpi, Piccardia, Île de France, Limousin, Aquitania e Midi-Pyrénées.

La prima cosa che balza agli occhi, nell’analizzare l’edizione numero 74 della Ligue 2 che prenderà il via oggi per concludersi il 24 maggio 2013, è un’evidente affinità con la Ligue 1: se infatti nella massima serie c’è un abisso, sul piano della forza economica e di conseguenza anche dell’organico, tra il Paris Saint-Germain e tutte le altre, anche al livello inferiore sembra delinearsi la stessa situazione dopo l’acquisto del Monaco da parte del miliardario russo Rybolovlev, che inevitabilmente scava un solco tra il glorioso club del Principato e le sue rivali facendo sì che diversi giocatori di fama internazionale accettino di scendere di categoria e di indossare la casacca biancorossa, attratti dal progetto e dai guadagni; e davvero non si vede nessuno in grado di contrastare la corsa dei monegaschi verso la Ligue 1, almeno sulla carta, neanche le altre nobili decadute come Auxerre e Lens che devono misurarsi con una difficile situazione finanziaria. Parte dunque con una favorita d’obbligo e tante incognite un campionato dal blasone sempre più nobile, poichè quest’anno addirittura quattro dei club partecipanti sono stati campioni di Francia, ben diciotto su venti hanno già giocato in Ligue 1 e nove vi hanno giocato negli ultimi quattro anni. E parte anche con una grossa polemica legata agli orari delle partite, visto che Al-Jazeera che ha acquistato i diritti televisivi e che trasmetterà tutti gli incontri sul suo nuovo canale tematico BeInSport, ha imposto la rinuncia al tradizionale appuntamento del venerdì sera alle 20.30 – che sarà destinato d’ora in poi all’anticipo di cartello della Ligue 1 – per anticipare le partite alle 18.45, orario che rischia di svuotare gli stadi e che ha dato origine a una protesta dei tifosi ed alla costituzione di un collettivo, SOS Ligue 2, con l’obiettivo di tornare alle vecchie abitudini: l’unica concessione ottenuta fino a questo momento è stata quella di giocare le partite alle 20.30 in occasione delle due giornate iniziali e delle due conclusive. Addentriamoci adesso, come da consuetudine, in una presentazione dettagliata delle venti partecipanti al campionato 2011-12, ricordando che dopo la chiusura del mercato pubblicheremo anche la rosa completa di ciascuna delle squadre.

La protesta di alcuni tifosi contro il nuovo orario delle partite del venerdì

IL CALENDARIO COMPLETO DELLA STAGIONE 2012-13 IN FORMATO PDF (cliccare qui per aprire)

GFC AJACCIO – É stata davvero una stagione indimenticabile per il club più amato di Ajaccio quella che si è conclusa lo scorso maggio, con la semifinale di Coupe de France raggiunta eliminando tra gli altri i futuri campioni di Francia del Montpellier ed un inatteso secondo posto in National ottenuto appena dodici mesi dopo aver vinto il campionato di CFA: partito con la sola ambizione di salvarsi, dopo un inizio di stagione complicato il Gazélec è riuscito dunque nell’impresa di centrare la promozione e di ritrovare una seconda divisione che mancava da vent’anni e che si era visto rifiutare nel 1999 per colpa di un articolo del regolamento, che vietava ad una città con meno di 100.000 abitanti di avere più di un club professionistico; il paradosso è che ora proprio la piccola Ajaccio è diventata la sola città francese ad avere due club tra Ligue 1 e Ligue 2, un exploit incredibile che è l’emblema del momento d’oro del calcio corso. Malgrado il budget a disposizione sia in assoluto il più ristretto della categoria, con meno di cinque milioni di euro totali a disposizione per la stagione 2012-13, l’ambizione dichiarata della società corsa è quella di riuscire ad assestare il club a questo livello, e per centrare l’obiettivo si è innanzitutto mostrata particolarmente attiva sul mercato in entrata; a parte un paio di ragazzi interessanti come Evan Chevalier (1992), fino all’anno scorso capitano delle riserve del Bordeaux che crede molto in lui ed è tuttora proprietario del suo cartellino, sono stati scelti soprattutto alcuni elementi in grado di apportare la propria esperienza nel calcio professionistico ad un gruppo composto quasi esclusivamente da giocatori abituati al calcio amatoriale: al fianco dei protagonisti della doppia promozione, simboleggiati dal portiere Clément Maury (1985), eletto miglior estremo difensore del National 2011-12, ecco dunque Amor Kehiha (1977) e Nicolas Flegeau (1985) dall’Istres che saranno i nuovi esterni di difesa, il tornante Cédric Lubasa (1983) dal Clermont, nazionale congolese, o Jean-Jacques Mandrichi (1984), attaccante reduce da una stagione non molto positiva tra Nantes e Châteauroux che in Corsica ha già vestito la maglia dell’AC Ajaccio (2005-2009) segnando 29 reti e spera di rilanciarsi nella sua terra natale. Inoltre Dominique Veilex, il cinquantaduenne tecnico che ha guidato i Diavoli Rossi alla doppia promozione e che così come molti dei suoi giocatori non ha nessun precedente nel calcio pro, ha voluto al suo fianco per affrontare questa nuova avventura un preparatore atletico che conoscesse già le esigenze della Ligue 2, Jérôme Arpinon, ex Nîmes; Veilex sembra intenzionato a riproporre il collaudato 4-4-2 della scorsa stagione e quest’anno avrà il vantaggio di beneficiare di una rosa più ricca, con alternative sulla carta valide in quasi tutti i ruoli. Nonostante ciò la sfida che attende il gruppo sembra proibitiva e ci si aggrapperà dunque soprattutto ai fattori che da sempre costituiscono la forza del Gazélec: il leggendario spirito corso, la coesione dei componenti di un club a dimensione familiare ed il suo indiavolato pubblico, che certamente ha contribuito a trasformare lo stadio Ange Casanova nel fortino quasi imprendibile dove il GFCA in quattro anni ha perso solo tre partite, di cui una all’ultima giornata dello scorso campionato a promozione già acquisita; i lavori per metterlo a norma stanno procedendo a tappe forzate in modo che possa essere pronto il prima possibile, ma intanto il debutto casalingo in Ligue 2 contro il Caen avverrà al François Coty, lo stadio dell’ACA. Da segnalare infine che il club ha deciso di festeggiare l’ingresso nel professionismo con un cambiamento di denominazione, tornando ad essere semplicemente Gazélec Football Club Ajaccio e non più Gazélec Football Club Olympique Ajaccio, nome assunto nel 1996 dopo la fusione con il SC Olympique Ajaccien: pertanto la sigla distintiva è ora GFCA – non più GFCOA – ed anche il logo è stato modificato di conseguenza. Per chi volesse saperne di più sulla storia, la tifoseria e la squadra 2011-12, a questo link l’approfondimento di qualche mese fa sul Gazélec.

La tifoseria del Gazélec è nota per essere una delle più calde di Francia

ANGERS SCO – Dopo un’estate 2011 a dir poco tormentata, tra la retrocessione d’ufficio sfiorata a causa dei problemi di bilancio, i guai giudiziari dell’ex presidente Bernard per abuso di beni sociali del club, il passaggio di proprietà con l’insediamento del nuovo presidente Saïd Chabane, il divieto ad operare sul mercato in entrata imposto dalla DNCG e l’addio del guru della panchina angevina Jean-Louis Garcia, il club storico della Valle della Loira, 23 stagioni in prima divisione nel suo passato, ha poi concluso il campionato 2011-12 ad un più che onorevole undicesimo posto, superando con carattere un lungo periodo di crisi con una serie di dieci partite senza vittoria che avevano fatto sprofondare la squadra in bruttissime acque e mostrando sotto la guida di Stéphane Moulin, reduce da cinque anni sulla panchina della squadra riserve e senza nessuna esperienza nel calcio professionistico, anche una buona padronanza del gioco. Nel 4-4-2 d’ordinanza di Moulin sono esplosi l’ala Diego Gomez (1984), argentino di Rosario che ha vissuto tutta la carriera nelle serie inferiori francesi e che nel 2011-12 si è laureato miglior uomo-assist della Ligue 2 a pari merito con Orinel dello Châteauroux, ed il più giovane Rayan Frikèche (1991), centrocampista alla sua prima stagione da professionista, orgoglio del club perchè nato e cresciuto calcisticamente ad Angers ed attualmente alle Olimpiadi con la selezione marocchina, entrambi destinati ad essere due punti di forza della squadra bianconera anche nel 2012-13. Adesso si riparte dopo un’estate senza alcun dubbio più tranquilla ma il grosso problema sarà quello della delicata sostituzione di Gaëtan Charbonnier, partito per Montpellier per raccogliere l’ingombrante eredità di Giroud, sicuramente la più grave fra le perdite angevine: miglior marcatore dell’Angers 2011-12 con le sue 12 reti in campionato, il suo contributo non era fondamentale solo in termini realizzativi ma anche sul piano della manovra, vista la sua finezza tecnica e la sua propensione a scambiare il pallone con i compagni. Per sostituirlo si è deciso di puntare su un giocatore di esperienza come il nazionale guadalupense Richard Socrier (1979), nelle ultime due stagioni all’AC Ajaccio con cui era giunto a fine contratto, che però è più un attaccante d’area; sono poi arrivati in prestito tre elementi a vocazione offensiva, che al momento rappresentano altrettante incognite: il franco-marocchino Alharbi El-Jadeyaoui (1986) dal Guingamp, deludente in Bretagna, Yoric Ravet (1989) dal Saint-Étienne, una delle tante promesse uscite dal centro di formazione del Grenoble che però con i Verts non è ancora riuscito ad imporsi, ed infine il brasiliano Jonas Henrique Pessalli (1990) del Gremio, visto in Italia in occasione del torneo di Viareggio 2010 e considerato all’epoca una delle più interessanti promesse sfornate dal vivaio del club brasiliano. La campagna acquisti è stata completata da Ibrahima Diallo (1985), terzino sinistro guineano proveniente dal Waasland-Beveren, che si candida per un posto da titolare, e da Fabien Boyer (1991), promettente difensore centrale pescato nella squadra riserve del Rennes, alternativa interessante per la coppia formata da Malik Couturier (1982) e dall’ivoriano Marc-André Zoro (1983), di cui ricordiamo la lunga permanenza italiana tra Salernitana e Messina. Molto naturalmente dipenderà dalla resa dei nuovi arrivati: se il loro impatto sarà positivo, l’Angers potrebbe essere atteso da un campionato con meno patemi del precedente, disponendo oggi di una maggiore abbondanza di alternative in alcuni ruoli; il responso delle amichevoli è stato contrastante, con le vittorie convincenti su Valenciennes ed Auxerre ma anche le sconfitte con Nantes e Le Poiré-sur-Vie (National). Una curiosità: il portiere e capitano Grégory Malicki, classe 1973, si accinge ad affrontare la sua diciannovesima stagione nel calcio professionistico.

Riuscirà Socrier a non far rimpiangere Charbonnier?

AC ARLES-AVIGNON - I tifosi dell’Arles-Avignon possono dire di avere vissuto davvero di tutto nell’arco di poche stagioni, nel bene come nel male: dalla favola della piccola realtà amatoriale a cui riesce l’incredibile scalata dal CFA 2 alla Ligue 1 con quattro promozioni in cinque anni, all’incubo di una stagione nella massima serie da dimenticare con uno dei peggiori punteggi di tutti i tempi nella storia della prima divisione. Dalla scorsa estate la società presieduta da Marcel Salerno ha tuttavia avviato un processo che potesse condurla gradualmente alla normalità, iniziando a lavorare al fine di dotare pian piano il club di strutture ed infrastrutture adatte al professionismo, processo che dovrebbe proseguire felicemente in questa stagione grazie anche all’ingresso nel capitale di un nuovo azionista locale; sul piano sportivo, nel frattempo, l’obiettivo è quello di stabilizzare la squadra al livello attuale: dopo la retrocessione, il catastrofico girone di andata del campionato 2010-11 con Faruk Hadzibegic in panchina sembrava lasciare poche speranze di salvezza ai provenzali, ma poi un’ottima gestione della sosta invernale, con scelte felici sul mercato di riparazione e l’arrivo di una nuova guida tecnica nella persona di Thierry Laurey, accolto dallo scetticismo generale per il suo curriculum poco brillante ma capace di trovare le giuste soluzioni con il passaggio ad un più prudente 3-5-2 e la blindatura della difesa, ha permesso di invertire in tempo la rotta dando il via ad una serie di invincibilità di diciassette partite, record stagionale in Ligue 2, con una sola sconfitta da gennaio in avanti ed un più che soddisfacente tredicesimo posto finale. Adesso una campagna acquisti condotta in maniera intelligente, lontana dagli eccessi scriteriati dell’estate della promozione in Ligue 1, fa pensare che si possa continuare su questa scia: sono arrivati alcuni elementi eccellenti per la categoria, come il centrocampista Julien Cardy (1981), ex capitano del Tours, e Sébastien Cantini (1987) dal Sedan, esterno difensivo in grado di esprimersi bene su entrambe le fasce, entrambi reduci da una stagione molto positiva, e sembrano sulla carta buoni acquisti anche il difensore algerino Chaher Zarour (1983), l’anno scorso in Ligue 1 con il Dijon, o l’ex Liverpool Damien Plessis (1988), proveniente dal Panathinaikos; ma il vero colpo di mercato è senza dubbio David Suarez (1979), cecchino implacabile nelle categorie inferiori con tutte le maglie che ha indossato per un totale di 138 gol in carriera, già capocannoniere della Ligue 2 con l’Amiens nel 2003-04 e protagonista attivo della promozione in Ligue 1 del Bastia con 33 presenze e 9 reti. Bisognerà però vedere se si ricreerà subito l’alchimia della seconda parte della passata stagione, poichè molti degli artefici della bella rimonta in classifica dei mesi scorsi oggi non ci sono più, dai giovani Acapandié e Yattara, ritornati dal prestito rispettivamente ad Auxerre e Lyon, al capitano Ayasse, che ha scelto l’avventura in Ligue 1 con il Nancy e ha lasciato la fascia all’ottimo portiere Ludovic Butelle (1983), uno dei pochi a tenere in piedi la baracca nel periodo più nero. Vale la pena sottolineare una gustosa novità nello staff tecnico, con il ritorno in pista, nel ruolo di assistente di Thierry Laurey, di uno dei personaggi più pittoreschi del calcio francese: Noël Tosi, allenatore istrionico ed alquanto poliedrico che in passato si è cimentato anche nella scrittura di due romanzi polizieschi, desideroso di riscatto dopo l’ultima deludente esperienza sulla panchina del Nîmes nel 2010-11.

L’Arles Avignon alla ripresa degli allenamenti: sull’estrema sinistra si riconosce David Suarez – Credit photo Patrick Roux

AJ AUXERRE – Appena un anno fa, il settantatrenne Gerard Bourgoin s’installava alla presidenza dell’Auxerre dopo il “golpe” con il quale con l’appoggio di altri due dirigenti storici come Guy Roux e Jean-Claude Hamel era riuscito a spodestare il più giovane Alain Dujon, il presidente che aveva portato l’AJA a giocare la Champions League nel 2010-11, e criticava aspramente il suo predecessore promettendo che avrebbe ristabilito l’ordine e che con lui la squadra si sarebbe insediata stabilmente ai piani alti della classifica: sappiamo tutti com’è andata a finire, con il ritorno dello storico club dell’Yonne in Ligue 2 dopo trentadue stagioni consecutive di permanenza nell’élite del calcio francese. E per quanto in questa retrocessione abbia inciso, come sempre accade in casi simili, una certa componente di cattiva sorte, tra infortuni di uomini chiave, errori arbitrali ed episodi sfavorevoli, è impossibile non identificarne le cause di fondo in una gestione scellerata, tra gravi errori di casting nella campagna acquisti e la scelta di un allenatore inesperto come Laurent Fournier che ha perso il controllo della situazione non appena le cose hanno iniziato a girare per il verso sbagliato; la sostituzione tardiva con Jean-Guy Wallemme, con cui si è vista una piccola reazione della squadra, non è purtroppo bastata ad invertire la rotta. Per di più, mentre alla fine dell’esercizio precedente il bilancio era sano, ci si è indebitati per costruire le nuove strutture ultramoderne di cui ora dispone il club e l’Auxerre ha rischiato seriamente di essere sanzionato severamente dalla DNCG con un’ulteriore retrocessione d’ufficio in National, salvato in extremis dai 4 milioni di euro incassati grazie alla cessione al Monaco di uno dei suoi pezzi pregiati come Delvin Ndinga. Il congolese non è stato peraltro l’unico a lasciare l’Yonne, presto seguito dall’altro gioiello Alain Traoré, e da Contout, Grichting, Dudka, Berthod, Chafni per citarne solo alcuni, per un totale di sedici partenti, e la società ha fatto capire chiaramente che da qui al 4 settembre, data della chiusura del mercato, ci saranno altri addii: in pole position naturalmente Willy Boly e Georges Mandjeck, due giocatori che inevitabilmente hanno molti ammiratori e che hanno fatto sapere di voler andare a giocare in Ligue 1, anche se al momento l’AJA non ha ancora ricevuto offerte ritenute soddisfacenti. Tocca dunque ancora al confermato Wallemme, che parallelamente continua a svolgere il ruolo di selezionatore del Congo, provare a raccogliere i cocci, nonostante la situazione economica abbia impedito di spendere sul mercato: a parte il rientro dai prestiti di alcuni elementi che hanno fatto bene l’anno scorso in Ligue 2, su tutti l’attaccante Maxime Bourgeois (1991), si registrano infatti solo l’arrivo in prestito dal Monaco di Terence Makengo (1992), attaccante di origine congolese nel giro dell’U20 francese, e di due giovani talenti africani, i difensori Rémy Ebanega (1989) e Henri Ndong (1992), entrambi provenienti dall’US Bitam ed entrambi campioni d’Africa U23 con il Gabon nello scorso dicembre: il primo ha giocato anche con la nazionale maggiore all’ultima CAN ed è candidato a partire titolare al centro della difesa al fianco del capitano Adama Coulibaly (1980) che salvo sorprese dovrebbe rimanere. Un ruolo di primo piano potrebbe poi averlo qualcuno dei ragazzi usciti dal centro di formazione locale, che ha dato all’Auxerre l’unica soddisfazione dell’ultima disastrosa stagione con il titolo nazionale nella categoria U19: uno dei candidati a far parte stabilmente della prima squadra è Sébastien Haller (1994), centravanti alto 1,87 che alcuni ricorderanno con la maglia della Francia al Mondiale U17 2011 in Messico. “Non sarà facile tornare immediatamente in Ligue 1″, ha ammesso Gerard Bourgoin, che stavolta saggiamente preferisce mantenere un profilo basso; tuttavia, visto che – Monaco a parte – i valori del campionato sono abbastanza livellati, non è da escludere che a questo Auxerre, pur con tutti i suoi limiti, possa riuscire la risalita immediata, magari grazie all’esperienza di Wallemme a cui l’impresa è già riuscita con il Lens 2008-09. Da segnalare che dopo la violenta contestazione dei tifosi alla propria dirigenza nel corso della partita contro il Montpellier dell’ultima giornata della Ligue 1 2011-12, la commissione disciplinare della Federazione ha condannato l’AJA a giocare due partite all’Abbé-Deschamps a porte chiuse, più altre due con la condizionale.

Il giovane difensore gabonese Henri Ndong è una delle novità da scoprire nella Ligue 2 che sta per cominciare

SM CAEN – Nell’arco di un mese il Caen ha perso i due elementi dal rendimento più elevato nella scorsa stagione, ovvero il portiere Thébaux (Brest) ed il difensore Heurtaux (Udinese), i due giocatori dal maggior tasso tecnico, ovvero Bulot (Standard Liège) e la stella Hamouma (Saint-Étienne), più diversi altri titolari abituali quali Vandam (Lille), Nivet (Troyes), Proment (Metz) e Frau (Al-Wakrah); e sta per perdere anche la sua più grande promessa in prospettiva, ovvero Mbaye Niang, conteso da diversi club inglesi: era prevedibile che la retrocessione dello scorso maggio, sicuramente evitabile alla luce delle potenzialità della rosa del 2011-12 ed arrivata quasi come un fulmine a ciel sereno – il Caen in tutto il campionato ha occupato una delle ultime tre posizioni in sole due occasioni, di cui la seconda, alla trentottesima giornata, si è rivelata fatale – portasse ad un grosso ridimensionamento, ma i tifosi speravano che l’esodo non avesse proporzioni simili. La rivoluzione è completa perchè si chiude anche l’epoca di Franck Dumas, che sedeva sulla panchina dello Stade Malherbe dal 2005: molto legato al presidente Jean-François Fortin, contrario ad una sua partenza, non piaceva però ad altri azionisti e la terza retrocessione in seconda divisione in sette anni ha finito con il costargli cara. A guidare i Malherbistes sarà dalla prossima stagione Patrice Garande, vice allenatore dei rossoblu dal 1995 al 1998 e poi dal 2005 al 2012, che risultava come allenatore ufficiale nelle distinte perchè Dumas non aveva mai preso il DEPF, il patentino necessario per esercitare in Ligue 1 e Ligue 2: si tratta di un tecnico che ha un’esperienza limitata nelle vesti di primo allenatore, avendo guidato esclusivamente lo Cherbourg per cinque anni con il fiore all’occhiello di una promozione in National nel 2002, ma la sua conoscenza dell’ambiente e della rosa dovrebbero essere per contro una garanzia; come da lui stesso promesso, il suo approccio sarà completamente diverso da quello del suo predecessore, più rigoroso ed esigente, quando Dumas era noto all’inverso per essere molto vicino ai giocatori. Per quel che riguarda il mercato in entrata, ci si affida ad elementi che hanno un certo vissuto in questa categoria, come Jean Calvé (1984, dal Nancy), Romain Poyet (1980, dal Brest), Laurent Agouazi (1984, dall’Istres), il difensore haitiano Jean-Jacques Pierre (1981), nell’ultima stagione al Panionios ma con una lunga militanza nel Nantes alle spalle, l’esterno offensivo Alexandre Cuvillier (1986), che il Nancy presta di nuovo in Ligue 2 dopo averlo già prestato al Lens nel 2011-12, o l’attaccante Mathieu Duhamel (1984), ex Metz, giocatore dal carattere particolare la cui carriera è stata caratterizzata da una certa incostanza ma che quando è nell’anno buono a questi livelli può essere decisivo con le sue reti; a loro e a qualche “anziano” come Nicolas Seube (1979), a Caen dal 2001, il compito di fare da chioccia ai giovani della casa quali Lenny Nangis (1994) e Raphaël Guerreiro (1993), a cui la retrocessione potrebbe dare una grande occasione per trovare spazio e mettersi in luce. Un’incognita è rappresentata dal portiere: a contendersi l’eredità di Thébaux dovrebbero essere due estremi difensori poco esperti come Damien Perquis (1986) – omonimo del nazionale polacco del Sochaux – e Thomas Bosmel (1988), rispettivamente secondo e terzo portiere nella passata stagione: il favorito al momento appare il primo, che ha al suo attivo in prima squadra solo due partite di coppa, mentre nel ruolo di terzo è stato promosso il neo nazionale francese U18 Paul Reulet. Le prime amichevoli non hanno inviato segnali convincenti sullo stato di salute degli uomini di Garande ed è emersa la necessità di qualche ulteriore rinforzo, con il già citato Cuvillier che è arrivato proprio nelle ultime ore ed il giovane attaccante del Montpellier Fodé Koita – l’anno scorso in prestito al Lens – che sembra essere il prossimo nel mirino; la sensazione è che stavolta non sia così scontata un ritorno immediato nell’élite del club del Calvados, che si è guadagnato il soprannome di ascensore per i continui su e giù tra Ligue 1 e Ligue 2 nella sua storia recente, ma che quest’anno pare piuttosto avviato a vivere una stagione di transizione.

I tre portieri del Caen 2012-13 Perquis, Bosmel e Reulet, nel corso della presentazione della squadra – dal sito ufficiale smcaen.fr

LB CHÂTEAUROUX – La Berrichonne, sebbene sia una dei più antiche società professionistiche francesi avendo visto la luce nel 1903, nella sua storia ha giocato un unico campionato nella massima serie, nella stagione 1997-98; in compenso è ormai una habituée della Ligue 2, essendo presente ininterrottamente a questo livello dal 1998-99 e potendosi dunque fregiare della palma di club decano della categoria. Nel 2011-12 i Castelroussins a tratti sono piaciuti molto grazie ad un gioco rapido favorito dall’unico terreno sintetico della seconda divisione, inaugurato nell’estate 2011, ma si sono mostrati troppo incostanti nel rendimento e fragili difensivamente per poter aspirare a concludere nella prima metà di classifica; adesso ripartono con fiducia a caccia dell’ennesima salvezza a dispetto dei mezzi economici estremamente limitati: la forza della squadra è data soprattutto dalla stabilità interna, con un ambiente tranquillo e la fiducia assoluta del presidente Patrick Le Seyec nel tecnico Didier Tholot, giunto alla terza stagione in panchina, sempre ribadita anche nei momenti più difficili. Il maggiore problema è quello di trovarsi a partire ogni anno ad handicap, dovendo puntualmente far fronte a numerosi addii estivi: se nel 2011 era infatti toccato a Haddad, Thiago Xavier ed Imourou, stavolta ad andarsene sono stati in dieci, tra cui il portiere storico Vincent Fernandez, 37 anni di cui otto a difendere i pali della Berrichonne, il talentuoso centrocampista offensivo Romain Grange (21 apparizioni da titolare), su cui il Nancy ha deciso di scommettere, e parecchie pedine nel reparto avanzato, ovvero Lafourcade, Mandrichi, Dupuis e soprattutto Maxime Bourgeois, autore di 9 reti in campionato, tornato per fine prestito ad Auxerre; la buona notizia è l’essere riusciti a trattenere almeno Claudio Beauvue, riscattato dal Troyes: esterno d’attacco classe 1988, velocissimo e pericoloso sotto porta (10 reti nella Ligue 2 2011-12), ha rappresentato la vera rivelazione della Berrichonne nella passata stagione insieme a Bourgeois e ad Akim Orinel. (1987), pescato nell’estate 2011 in National nel Fréjus Saint-Raphaël e trasformatosi nel miglior uomo assist del campionato (11 assist). Tra i movimenti in entrata segnaliamo in particolare gli arrivi dell’esterno Clément Tainmont (1986), uno dei protagonisti del ritorno in Ligue 1 del Reims a cui il club biancorosso non ha rinnovato il contratto, dell’esperto centrocampista David De Freitas (1979) dall’Angers e di Loïc Nestor (1989), difensore del Le Havre a lungo considerato un grande talento, che però non è mai esploso del tutto; dopo la pesca fortunata con Orinel, si è poi tentata nuovamente la via del rinforzo reperito nelle serie inferiori con il difensore Kévin Afougou (1990), proveniente dal Paris FC ma cresciuto al fianco di Sakho nel Paris Saint-Germain. Se con lui e Nestor si spera di aver rafforzato la difesa, l’attacco sembra tuttavia indebolito rispetto alla scorsa stagione, a meno che non esploda uno tra Benjamin Jeannot (1992), arrivato in prestito dal Nancy dove si era rivelato troppo leggero per la Ligue 1, ed il camerunense Marcel Essombé (1988), tornato alla base dopo un prestito di sei mesi al Créteil in National. In generale l’età media della rosa si è abbassata molto rispetto alla scorsa stagione, poichè trovandosi nella necessità di tagliare i costi si è approfittato dell’emergere di una generazione particolarmente promettente dal centro di formazione per sostituire numericamente alcuni partenti con dei giovani cresciuti in casa, anzichè cercare degli altri rinforzi sul mercato: attenzione in particolare a Nasser Chamed (1993), un ragazzo che non ha ancora firmato il suo primo contratto da professionista ma che a giudicare dalle ultime amichevoli potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa della stagione. Certo, va detto che questo tipo di politica è sempre molto rischiosa, ma in passato la Berrichonne è stata più di una volta in grado di stupire tutti.

Claudio-Beauvue, una delle rivelazioni della Berrichonne nel 2011-12 – Credit photo Patrick Gaida, La Nouvelle République

CLERMONT FOOT AUVERGNE 63 – Nato in un contesto come quello di Clermont-Ferrand e dell’Auvergne in cui storicamente lo sport di riferimento è indiscutibilmente il rugby, il Clermont Foot non può essere certo considerato un club di grande tradizione calcistica, avendo ottenuto lo statuto professionistico solo nel 2002 ed essendo l’unica delle venti partecipanti a questo campionato, insieme al GFC Ajaccio, a non avere mai conosciuto la Ligue 1; malgrado ciò, e malgrado un budget tra i più ristretti ed una politica societaria attenta ad evitare il minimo spreco, dal momento della sua risalita in Ligue 2 nel 2007 ha sempre terminato contro ogni attesa il campionato dal settimo posto in su – con l’unica eccezione della stagione 2008-09 – piazzandosi sesto nel 2009-10, settimo nel 2010-11 e quinto nel 2011-12. Al termine della scorsa stagione tuttavia a prevalere non è stata la soddisfazione per il maggior bottino di punti totalizzato nella propria storia (59), bensì i rimpianti, dato che la squadra aveva concluso il girone di andata da campione d’autunno ed aveva a lungo sognato la Ligue 1 prima del crollo nel girone di ritorno, con una serie di otto partite senza vittoria tra la ventunesima e la ventinovesima giornata, che avevano finito inevitabilmente per scalzare i rossoblu dal podio che occupavano senza soluzione di continuità da agosto. Quella che sta per prendere il via si annuncia quindi come una stagione molto insidiosa, con il rischio che il gruppo non abbia metabolizzato la delusione per l’occasione forse irripetibile perduta, e come se non bastasse la partenza del suo miglior giocatore,Romain Alessandrini, involatosi per Rennes e la Ligue 1 forte di undici reti e quattro assist in maglia rossoblu nel 2011-12. Dunque è forse un bene che le circostanze, in questo caso la decisione del tecnico Der Zakarian di lasciare il club e di legarsi al Nantes, abbiano costretto la dirigenza a voltare pagina: è arrivato Régis Brouard, l’artefice del miracolo Quevilly finalista della Coupe de France 2011, accompagnato dalla sua fama di grande motivatore, e la speranza è che sappia toccare i tasti giusti. Brouard si porta dietro il giocatore indicato da tutti gli osservatori come il più talentuoso del Quevilly, Pierrick Capelle, che a 25 anni ha la grande chance di tuffarsi per la prima volta nel calcio professionistico e a cui toccherà l’ingrato compito di sostituire Alessandrini. Per il resto, il Clermont ha in linea di massima conservato la sua ossatura a cui ha aggiunto qualche elemento che dovrebbe farsi largo nell’undici titolare come il laterale sinistro Emmanuel Imorou (1988), nazionale del Benin, di ritorno nell’Esagono dopo una sola stagione in Portogallo nelle fila del Braga in cui non è riuscito a imporsi, o il centrocampista offensivo Grégory Lacombe (1982), campione di Francia con il Montpellier con cui tuttavia non è sceso in campo nemmeno un minuto in campionato; quest’ultimo, nel 4-2-3-1 su cui sembra voler puntare Brouard, dovrebbe giocare al centro della linea dei trequartisti dietro all’unica punta, il capitano Jean-François Rivière (1977), tra Mana Dembelé (1988) a destra e Capelle a sinistra, con il roccioso duo Ekobo (1981) – Sylla (1990) a far legna a centrocampo. L’intenzione dichiarata del tecnico è quella di costruire una formazione che punti maggiormente sul gioco palla a terra rispetto agli anni passati, ma a giudicare dalle amichevoli precampionato, in cui la squadra ha evidenziato grosse difficoltà nella manovra come nel trovare la via del gol, ci vorrà tempo perchè il gruppo assimili le sue idee; inoltre, se si vuole insistere su questo modulo di gioco, servirebbero un paio di alternative sulla trequarti perchè gli uomini sono contati, ricordando soprattutto la brutta esperienza della scorsa stagione in cui la ristrettezza dell’organico ha costituito una delle concause del crollo finale.

Il nuovo tecnico del Clermont Brouard durante la conferenza stampa di presentazione, a fianco del presidente Claude Michy – Credit photo Centre France.

DIJON FCO – Quanto successo al Dijon nella fase finale della scorsa stagione è l’esempio del perfetto harakiri. Difatti, sebbene le grosse lacune difensive evidenziate fin dall’inizio del campionato facessero pensare che salvarsi non sarebbe stato comunque semplice, la squadra giocava bene ed occupava anche una posizione di classifica piuttosto confortevole prima che un’intempestiva diatriba tra il presidente Bernard Gnecchi e l’allenatore Patrice Carteron, avente come principale oggetto del contendere il fasciaterapeuta Stéphane Renaud, amico e stretto collaboratore del tecnico che secondo il presidente aveva assunto un’influenza eccessiva, non finisse con il destabilizzare del tutto il gruppo – come poi ammesso da diversi giocatori – facendo sprofondare il Dijon in un lungo tunnel di risultati negativi senza più nessuna vittoria dal 25 marzo in avanti, che ha inevitabilmente condotto alla fine precoce della prima avventura in Ligue 1 della storia del club della Côte d’Or, in una vera catastrofe calcistica per la Borgogna che ha assistito alla contemporanea retrocessione della sua squadra faro, l’Auxerre. Oggi Gnecchi si è dimesso, il consiglio di amministrazione ha eletto al suo posto Olivier Delcourt, Carteron è diventato il nuovo selezionatore del Mali ed il suo successore si chiama Olivier Dall’Oglio: Dall’Oglio, classe 1964 ed ex difensore professionista, fino alla scorsa stagione faceva parte dello staff tecnico di Carteron, dopo aver rivestito in precedenza il ruolo di direttore del centro di formazione del club, e la sua è una prima volta sulla panchina di una squadra professionistica, avendo esercitato in qualità di primo allenatore soltanto dalla quarta serie in giù, guidando in particolare in CFA le riserve di Troyes e Nîmes ed in DH l’Olympique Alès, la squadra della sua città; il nuovo tecnico, il cui handicap naturalmente è l’inesperienza ma che ha dalla sua la perfetta conoscenza della realtà del Dijon, ha convinto Delcourt ed il direttore sportivo Perez con le sue idee: “Ho proposto al presidente un progetto orientato sul collettivo, dove la superstar sarà il club. Veniamo da un periodo caotico e c’è bisogno di ritrovare serenità e di appoggiarsi su un progetto globale”, ha spiegato. In teoria un progetto di questo tipo è probabilmente proprio quello di cui ha bisogno in questo momento il Dijon, per evitare di cadere nella stessa trappola in cui nel passato recente sono caduti altri piccoli club che sono arrivati in alto troppo in fretta e si sono bruciati le ali soprattutto per l’incapacità della società di gestire con equilibrio la nuova realtà, vedi l’esempio del Boulogne passato dalla Ligue 1 al National nell’arco di due stagioni. Ma in pratica bisognerà vedere se le buone intenzioni si tradurranno in fatti concreti; e al momento la maggiore incognita è legata all’incertezza che permane sull’organico e sull’undici tipo della prossima stagione, visto che la situazione di troppi giocatori è ancora in sospeso e che in molti hanno chiesto apertamente di partire; al di là dell’importanza che può avere per gli equilibri di una squadra definire il prima possibile un gruppo ben preciso, è evidente che una cosa sarebbe giocare in Ligue 2 con elementi del calibro di Benjamin Corgnet e Younousse Sankharé, sicuramente un lusso per la categoria e richiesti rispettivamente da Lyon e Nancy, ma anche il ghanese Bennard Kumordzi o Brice Jovial, miglior marcatore la scorsa stagione con 9 reti, e un’altra sarebbe doverne fare a meno; anche il portiere rivelazione Baptiste Reynet ha ricevuto nei giorni scorsi una proposta del Marseille, alla ricerca di un dodicesimo affidabile alle spalle di Mandanda, e nell’attesa di fare chiarezza sulla rosa definitiva tra le poche certezze assolute per la prossima stagione ci sono i due esterni di difesa Cédric Varrault (1980) e Lesly Malouda (1983) e l’attaccante Grégory Thil (1980): Dall’Oglio ha affidato al primo la fascia di capitano, mentre gli altri due saranno i vicecapitani. Per forza di cose il giudizio è al momento sospeso.

L’undici del Dijon sceso in campo nell’amichevole precampionato contro il Troyes (3-0): presente anche Benjamin Corgnet, la cui permanenza è tutt’altro che scontata.

EA GUINGAMP – Dopo la discesa in National nel 2009-10 e l’immediata risalita, il piccolo club bretone, che ha vissuto i migliori anni della sua storia con l’avvento nel 1972 di Noël Le Graët, il presidente che ha regalato ai Costarmoricans la prima stagione nella massima serie (1995) ed il primo trofeo (Coupe de France 2009) – prima di essere eletto alla testa della Federazione Francese e di dimettersi lasciando il posto al genero Bertrand Desplat – ha concluso la Ligue 2 2011-12 al settimo posto, vivendo nell’arco del campionato alcuni momenti difficili ma lasciando intravedere delle belle promesse. Una grossa fetta di merito va al giovane Jocelyn Gourvennec, uno dei tecnici emergenti del calcio francese, a cui pare si fosse interessato recentemente anche il Rennes nell’ottica di un’eventuale partenza di Antonetti: puro bretone, ex centrocampista di talento che fu semifinalista della Coppa Campioni 1985 con il Nantes, è diventato un seguace dell’idea di calcio predicata dai suoi formatori Suadeau e Denoueix, il celebre jeu à la nantaise, e una volta appesi gli scarpini al chiodo ha deciso di farla sua, provando a proporla fin dalla prima esperienza di allenatore a La Roche-sur-Yon, in Division d’Honneur (2008): Le Graët ha deciso di scommettere su di lui dopo la retrocessione in National, malgrado l’inesperienza, e ci ha visto giusto perchè nel 2010-11 si è ammirato un Guingamp spettacolare e prolifico, che a tratti ha mostrato un volto seducente anche nella stagione successiva in Ligue 2. Le idee di Gourvennec sono state esaltate anche dalla presenza di alcuni giocatori molto interessanti, su tutti il centrocampista congolese Giannelli Imbula Wanga (1992) ed il piccolo attaccante Anthony Knockaert (1991), che alla vigilia dello scorso campionato vi avevamo segnalato come giovani molto promettenti da tenere d’occhio e che effettivamente si sono rivelati tra gli elementi più positivi della formazione bretone: se il primo, una roccia dotata di buone qualità tecniche, dovrebbe quasi certamente restare, il secondo, autore di 11 gol e 4 assist in campionato e seguito negli ultimi mesi da Newcastle e Montpellier tra le altre, potrebbe partire già quest’estate per fare cassa; nel caso in cui il sacrificio fosse necessario, il Guingamp ha però pronto un altro asso della manica che si è aggiudicato vincendo la concorrenza di diversi altri club, il diciottenne Tiécoro Keita, appena sbarcato dall’Africa dove gli è già stata attribuita la scomoda ed altisonante etichetta di “Messi maliano”: ancora sconosciuto in Europa, è lui la grande curiosità del mercato rossonero 2012. Un altro dei protagonisti della scorsa stagione, il terzino destro Frédéric Duplus (1990) è partito per fare ritorno al Sochaux proprietario del suo cartellino, ma è stato sostituito nel migliore dei modi con il franco-portoghese Martins Pereira (1986), in scadenza di contratto con il Nantes, le cui caratteristiche sembrano sposarsi bene con il gioco di Gourvennec. Ad ogni modo, l’ossatura di base è rimasta inalterata e sulla carta, con la crescita dei giovani, il consolidamento degli automatismi e la conferma di due elementi arrivati a gennaio che avevano contribuito all’ottimo finale di stagione, ovvero il difensore centrale Grégory Cerdan (1982) e l’attaccante Cristophe Mandanne (1985), acquistato a titolo definitivo dal Dijon, il Guingamp dovrebbe vivere un campionato più tranquillo; e se in teoria non ha i mezzi nè l’organico per pensare di inserirsi nella lotta promozione, per la sua miscela interessante di gioco e talento individuale è una delle squadre più affascinanti di questa Ligue 2 e potrebbe finire per trasformarsi in una outsider.

Da sinistra Tiécoro Keita, Martins Pereira, Quentin Rouger, Grégory Cerdan e Cristophe Mandanne.

FC ISTRES OP – L’Istres appartiene a quella categoria di club capaci anno dopo anno di ripetere i miracoli: quasi sempre parte come fanalino di coda nella graduatoria dei budget stagionali – l’anno scorso era ultimo con 5,8 milioni di euro – ed è costretto a giocare in un Parsemain con gli spalti d’abitudine desolatamente vuoti, poichè troppa è la vicinanza con Marseille, distante meno di 50 km, per pensare di coinvolgere un pubblico più vasto della solita nicchia di fedelissimi. Eppure il suo bilancio sportivo a fine stagione raramente si rivela insoddisfacente e può vantare addirittura il fiore all’occhiello della promozione in Ligue 1 nel 2003-04, la prima della sua storia, anche se la permanenza nella massima serie è durata come da pronostico lo spazio di una sola stagione; più recentemente, dopo un’annata negativa (2006-07) culminata nella retrocessione in National ed il ritorno in Ligue 2 del 2009, gli Aviateurs hanno ottenuto tre salvezze consecutive, la prima sofferta e le altre due molto più tranquille, con un undicesimo posto finale nel 2010-11 ed un decimo nel 2011-12, sempre sotto la guida di José Pasqualetti: arrivato nel 2010 a nove giornate dalla fine del campionato per salvare la squadra dal baratro di una nuova retrocessione, l’allenatore corso non solo è riuscito nella missione ma ha pian piano costruito una squadra dal gioco a tratti spumeggiante, che in certi momenti nelle due stagioni successive è sembrata addirittura potersi inserire nella lotta per la promozione. Quest’anno Pasqualetti sarà tuttavia chiamato ad un miracolo ancora più grande dei precedenti, perchè le perdite sono state ingenti: la lista parte con Palmieri, andato a Bastia, per proseguire con Agouazi (Caen), Nouri (Le Havre), Dielna (Olympiakos), Flegeau e Kehiha (GFC Ajaccio); e ad oggi non c’è certezza nemmeno sulla permanenza nelle Bocche del Rodano dei due gioielli Nicolas De Préville, attaccante nel giro della Francia Under 20 finito nel mirino del Saint-Étienne, e soprattutto Driss Fettouhi (1989), centrocampista che avrà modo di mettersi in luce di fronte a potenziali acquirenti ai Giochi di Londra, dove sarà il capitano della selezione marocchina. Sono arrivati diversi volti nuovi, quasi tutti scommesse provenienti dalle serie inferiori, ed ora bisognerà provare con pazienza a ricostruire il giocattolo. La novità più interessante sembra sulla carta Ludovic Genest, esterno offensivo di 24 anni, positivo sia nell’ultima stagione con la maglia del Bastia da cui arriva in prestito che in quella precedente con il Laval, e da lui ci si aspetta un importante contributo per colmare il vuoto lasciato sulla trequarti dagli addii di Nouri e Palmieri; dal Rouen (National) arriva invece Alain Cantareil (1983), che ai tempi dell’esordio in Ligue 1 con la maglia dell’Olympique Marseille, suo club formatore, era considerato una grandissima promessa, e dovrebbe essere il nuovo titolare sul fianco sinistro della difesa. Partito Mickaël Ménétrier con destinazione Lussemburgo (F91 Dudelange), a giocarsi il posto di titolare tra i pali saranno lo sloveno Denis Petric (1988), favorito in partenza, e Lucas Veronese (1991), arrivato in prestito dall’OGC Nice, due portieri giovani in una squadra che l’anno scorso aveva l’età media più alta della categoria e che continua ad appoggiarsi su diversi elementi non più di primo pelo: su tutti Nassim Akrour, 38 anni, che dopo il ritiro di Wiltord è rimasto il giocatore di campo più anziano della Ligue 2 ed è anche il più prolifico marcatore in attività di questa categoria con 92 reti, nonchè il miglior marcatore nella storia dell’Istres con 52 reti (9 nello scorso campionato), dopo esserlo già stato in quella del Grenoble con 59; l’algerino nato in Francia è tuttora uno dei trascinatori del gruppo e i dirigenti l’hanno ricompensato prolungandogli il contratto di un’altra stagione.

Tre pilastri dell’Istres con la maglia versione 2012-13: da sinistra il difensore franco-maliano Eric Chelle e gli attaccanti di origine maghrebina Yahia Cherif e Akrour.

STADE LAVALLOIS – Ecco un altro club per il quale il fatto di trovarsi attualmente in Ligue 2 rappresenta un risultato eccezionale tenuto conto del contesto: Laval è una deliziosa città d’arte di poco più di 50.000 abitanti, in una regione in cui si trova a dover convivere con realtà del calibro del Nantes ma anche di Le Mans o Angers, lo Stade Lavallois ha un budget annuale intorno agli otto milioni e solo da pochi mesi può contare su strutture d’allenamento adeguate alla categoria; resta nonostante ciò una squadra di grande tradizione nel calcio francese, grazie soprattutto all’epopea di Michel Le Millinaire, soprannominato “il druido di Kergrist-Moëlou”, il leggendario allenatore in carica dal 1968 al 1992 che ha consentito ai Tangos di vivere tredici stagioni nella massima serie negli anni ottanta e la fantastica cavalcata nella Coppa UEFA 1983. Dopo un lungo periodo buio culminato con la retrocessione in National nel 2006, è stato Philippe Hinschberger il tecnico che ha riportato il Laval in Ligue 2 nel 2009 e che l’ha guidato alla conquista di tre salvezze consecutive; Hinschberger, loreno classe 1960, aveva legato la sua vita di calciatore ai colori di una sola squadra, il Metz, in cui ha militato ininterrottamente dal 1977 al 1992, ed anche da allenatore sta mostrando fedele: arrivato sulle sponde della Mayenne nel 2007, è infatti attualmente l’allenatore in carica da più tempo su una panchina di Ligue 2. La salvezza ottenuta a maggio è stata sofferta come le precedenti ed ora bisogna fare i conti con la perdita di due elementi dell’undici tipo 2011-12 partiti quest’estate, quali il terzino sinistro Franck Signorino, andato a Reims, ed il centrocampista difensivo Anthony Losilla, una delle rivelazioni dello scorso campionato, che ha deciso di tentare l’avventura tedesca legandosi alla Dinamo Dresda. Per sostituire quest’ultimo è stato messo a segno un ottimo colpo, con l’arrivo a parametro zero del congolese Oscar Ewolo, capitano del Brest fino alla scorsa stagione, che apporterà sostanza ed esperienza al reparto mediano; mentre per il momento per la fascia sinistra è arrivato solo il ventenne Makan Traoré dalle riserve del Valenciennes, che però nelle amichevoli precampionato è piaciuto, mostrando una buona intraprendenza in fase offensiva, così come in generale è stata tutta la squadra a dare buoni riscontri. Da segnalare l’arrivo di un altro ragazzo, Renaud Dreuslin, difensore centrale classe 1993 che affronterà un salto vertiginoso di ben quattro categorie in un colpo solo, poiché fino alla scorsa stagione militava in Division d’Honneur nella Tour d’Auvergne Rennes, salita agli onori della cronaca nel dicembre 2011 per aver eliminato dalla Coupe de France il Nantes. In porta si dormono sonni tranquilli con Arnaud Balijon, ventinovenne portiere tra i più affidabili e sottovalutati della Ligue 2, ed in attacco ci si affida soprattutto alla vena di Julien Viale (1982), 11 reti nello scorso campionato; ma il gioiello resta il centrale difensivo Lindsay Rose, 20 anni, visto all’opera anche all’ultimo Festival Espoirs di Toulon, l’unico calciatore del Laval nel giro delle nazionali francesi dalla maggiore all’U16: inevitabilmente sono parecchi i club ad avergli messo gli occhi addosso, ma a questo punto è molto probabile che rimanga ancora una stagione in Mayenne, continuando a far coppia nel cuore della retroguardia arancione con il trentacinquenne Pierre Talmont. L’obiettivo dei Tangos non può che essere una salvezza da mettere al sicuro il prima possibile.

Soddisfacente il bilancio delle amichevoli di preparazione del Laval: qui i Tangos festeggiano uno dei due gol segnati contro il Lorient (2-2)

RC LENS – Inevitabilmente, il fatto centrale dell’estate 2012 del Lens non è l’arrivo di un nuovo tecnico o la campagna acquisti, ma la fine della lunga presidenza di Gervais Martel, il dirigente storico che era in carica dal 24 agosto 1988 e sotto la cui guida il club artesiano aveva conquistato al termine della stagione 1997-98 il suo primo titolo di campione di Francia. Già costretto l’estate scorsa, per via della pesante situazione debitoria, a cedere il pacchetto di maggioranza al Crédit Agricole Nord de France, conservando una quota di minoranza e la gestione del club, secondo gli accordi presi all’epoca Martel aveva tempo fino all’inizio di luglio per mettere insieme circa 11 milioni di euro, la somma necessaria ad ottenere nuovamente la maggioranza, altrimenti sarebbe stato costretto a dimettersi e a lasciare la società interamente in mano all’istituto bancario: proprio ciò che tutti temevano e che alla fine si è verificato. L’addio di Martel, figura genuina che incarnava lo spirito della regione e che ha finito per pagare il troppo amore per i colori Sang et Or che l’ha portato spesso a fare scelte strategiche sbagliate, sembra l’ennesimo segnale della fine di un’epoca, quella del calcio dei presidenti mecenati visceralmente legati alla propria squadra; ma attenzione, perchè non è detta l’ultima parola: si mormora infatti che Martel, al momento distrutto dall’accaduto, non voglia accettare l’idea di aver perso definitivamente il suo club del cuore e sogni di riuscire prima o poi a ricomprarlo. Intanto il Lens è stato messo dalla banca nelle mani di Luc Dayan, manager malvisto dalla tifoseria per il suo passato con gli odiati rivali del Lille (2000-2002), incaricato di una ristrutturazione economica totale da attuare innanzitutto tagliando drasticamente i costi, con lo scopo di rendere gradualmente il club appetibile per eventuali futuri investitori interessati all’acquisto. Questo naturalmente significa che il presente si annuncia difficile: Dayan ha affidato il ruolo di nuovo direttore sportivo e dunque la responsabilità del mercato ad Antoine Sibierski, ex giocatore Sang et Or (2000-2003), ma l’allenatore Jean-Louis Garcia, che nella scorsa stagione non aveva convinto del tutto faticando a trovare il bandolo della matassa sia a livello di scelte tattiche che di uomini – in contrasto con l’immagine che si era costruito negli anni alla guida dell’Angers – ma che com’era prevedibile è stato confermato anche per un’ovvia questione economica, dovrà arrangiarsi con quello che passa il convento: principalmente qualche buon giocatore a fine contratto che il club è riuscito ad attirare grazie al suo blasone, su tutti Jérôme Le Moigne (1983), ex regista e capitano del Sedan, che sembra davvero un ottimo colpo per la Ligue 2 ed arriva dalle Ardenne in compagnia del compagno di squadra Pierrick Valdivia (1988), centrocampista che all’occorrenza può giocare anche nel ruolo di terzino sinistro. Per il resto, si attingerà a piene mani al serbatoio della squadra riserve e del centro di formazione, anche se di sicuro non ci saranno più Geoffrey Kondogbia e Thorgan Hazard, i due gioielli della generazione 1993 della Gaillette che insieme al coetaneo Raphaël Varane firmavano con il Lens il loro primo contratto pro nell’aprile 2010: adesso Kondogbia si è appena legato al Sevilla, Hazard ha raggiunto il fratello Eden al Chelsea e di quella generazione dorata nell’Artois non è rimasta traccia. Comunque sia, al momento il Lens resta una delle squadre per cui è più difficile ipotizzare una formazione tipo, essendo tutto ancora aperto sul fronte degli arrivi come su quello delle partenze: una delle poche certezze è che nel 2012-13 i pali saranno difesi da Rudy Riou (1980) altro giocatore arrivato a scadenza di contratto, l’anno scorso numero uno del Nantes; tuttavia si può già affermare che, rispetto alla scorsa stagione conclusa ad un deludente dodicesimo posto in classifica, la migliore conoscenza del contesto da parte di Jean-Louis Garcia ed il fatto di partire del tutto a fari spenti dovrebbero rappresentare dei vantaggi per i Sang et Or .

Gervais Martel, un simbolo del Lens

LE HAVRE AC - La stagione 2012-13 segna per il più antico dei club francesi l’inizio di una nuova era, con l’ingresso nell’avveniristico stadio Océane, battezzato così dopo un sondaggio in rete tra i tifosi, chiamati ad esprimere una preferenza all’interno di una rosa di nomi proposti; in attesa del debutto ufficiale che avverrà proprio venerdì sera in occasione della prima di campionato contro l’Arles-Avignon, l’impianto, un autentico gioiello da 25.000 posti concepito all’inglese, con gli spalti vicinissimi al campo e le panchine scoperte, è stato inaugurato in pompa magna lo scorso 12 luglio con un’amichevole di gala contro il Lille (a questo link le immagini del match d’inaugurazione). E proprio come il Lille, che insieme allo stadio ha cambiato contemporaneamente il logo sociale a simboleggiare un’epoca di rinnovamento, anche il club della Senna Marittima ha scelto di accompagnare l’ingresso nello Stade Océane con un nuovo logo, in cui vediamo ricomparire la salamandra simbolo della città di Le Havre (qui il blasone della città), già presente nel logo adottato dal 1986 al 1991. Di certo però i Ciel et Marine hanno rischiato di inaugurare il nuovo capitolo della propria storia nel peggiore dei modi, con un girone di ritorno disastroso che nello scorso campionato ha fatto a lungo temere che l’incubo di una retrocessione in National potesse materializzarsi sul serio; conquistata la salvezza alla penultima giornata e tirato un sospiro di sollievo, adesso si riparte nel segno della stabilità, con Cédric Daury in panchina per il terzo anno consecutivo, pochi arrivi e poche partenze, sperando che siano proprio i vantaggi della continuità tecnica e l’effetto traino del nuovo stadio a trasformarsi nelle armi in più dei normanni: il problema principale evidenziato nello scorso campionato, a parte certi limiti di personalità ed esperienza abbastanza prevedibili vista la bassa età media del gruppo – in cui spicca un talento seguito da diversi grossi club europei quale il terzino sinistro Benjamin Mendy (1994), divenuto titolare ad appena diciassette anni -  era stato una sterilità offensiva inquietante ed un’eccessiva dipendenza dagli umori della stellina capoverdiana Ryan Mendes (1990): tornati alla base per fine prestito i due attaccanti Harry Novillo (Lyon) e Alo’o Efoulou (Nancy), entrambi deludenti, si spera che a risolvere il problema quest’anno possa essere il nuovo arrivato Geoffrey Malfleury (1988), guizzante seconda punta di origine martinicana passata anche dalla seconda serie svizzera (Nyon), che nel 2011-12 ha fatto impazzire le difese del National con la maglia del Red Star, piazzandosi al secondo posto nella classifica finale dei marcatori alle spalle di Seydou Koné con 18 reti all’attivo. Nei prossimi giorni è atteso l’ingaggio di un difensore che rimpiazzi numericamente Nestor, andato allo Châteauroux, mentre la questione più importante riguarda l’incertezza sulla permanenza di Mendes, per cui è stata rifiutata un’offerta di 3,5 milioni di euro dal Lille; il presidente dell’HAC Jean-Pierre Louvel ne chiede almeno cinque, ma il ragazzo ha espresso apertamente il desiderio di raggiungere i Dogues e la sensazione è che alla fine un accordo si troverà: è forse proprio per non farsi cogliere impreparati dalla sua partenza che è stato ingaggiato un elemento creativo sulla trequarti come il ventiseienne algerino Riad Nouri (1985), a Istres nelle ultime tre stagioni, mentre si attende con fiducia la crescita di un altro talento di origine maghrebina come Riyad Mahrez, 21 anni, la cui esplosione è stata forse finora un po’ rallentata anche dall’ingombrante presenza del capoverdiano. Ad ogni modo, nonostante il piazzamento nell’ultimo campionato ed il rafforzamento relativo, ad occhio il Le Havre è una squadra da inserire nel lotto delle possibili outsiders.

Una splendida veduta notturna dello Stade Océane con il porto di Le Havre sullo sfondo: lo stadio è avvolto da una membrana in ETFE blu, materiale concepito in origine per l’industria aerospaziale che lascia filtrare il 90% della luce.

LE MANS FC – Chi segue da vicino il calcio francese è abituato al caos che si verifica puntualmente ogni estate, quando tra la fine dei campionati e l’inizio di quelli seguenti sono molte le squadre a rimanere con il fiato in sospeso aspettando di sapere in quale divisione giocheranno e quali sanzioni saranno prese nei propri confronti dalla DNCG, il severissimo organo della Federazione preposto al controllo dei bilanci (qui un approfondimento sul tema ed il racconto di quanto avvenuto nell’estate 2011), cosa che non di rado causa anche degli imbarazzi al momento del sorteggio dei calendari; ma quest’estate si è scritto un capitolo nuovo della giurisprudenza in materia, con il campionato di Ligue 2 che prende il via il 27 luglio 2011 e l’ufficializzazione della ventesima squadra partecipante che non è avvenuta che il 25 luglio, ovvero appena due giorni prima. A completare  la griglia di partenza sarà dunque il Le Mans, che già aveva con grande difficoltà conquistato la salvezza sul campo a maggio e che nei mesi successivi è stato costretto a combattere un’altra battaglia non meno impegnativa con la giustizia sportiva: inizialmente retrocesso d’ufficio in National dalla DNCG per non aver fornito sufficienti garanzie finanziarie, decisione confermata anche in appello che aveva aperto la porta al ripescaggio del Metz – la migliore delle tre retrocesse nel 2011-12 – il club presieduto da Henri Legarda ha poi fatto ricorso al CNOSF, il Comitato Olimpico, e quest’ultimo ha disposto che il Le Mans passasse nuovamente davanti alla DNCG perchè nel frattempo nuovi elementi favorevoli si erano aggiunti al dossier; alla fine di fatto a salvare la situazione è stato il trasferimento di Modibo Maïga al West Ham, in quanto in base agli accordi presi al momento del passaggio del maliano al Sochaux nel 2010, alla società della Sarthe sarebbe toccato il 20% della futura vendita, cioè nella fattispecie quasi un milione di euro. Un enorme sospiro di sollievo per un club che si è trovato davvero ad un passo dal baratro, dopo che poco più di un anno fa inaugurava la sua MMArena nuova fiammante e si avviava a passo spedito verso la Ligue 1; poi la promozione lasciata scappare scioccamente con l’incredibile sconfitta in casa del Vannes retrocesso ed il Dijon che passa davanti per differenza reti, la difficoltà a sostenere i costi del nuovo stadio in Ligue 2 e quindi la partenza dei migliori elementi ed il ringiovanimento dell’organico con la fiducia data a molti ragazzi del centro di formazione, ed un campionato 2011-12 complicato fin dal principio in cui è toccato a Denis Zanko, ex allenatore della squadra riserve, prendere il timone al posto di Arnaud Cormier a metà stagione e raddrizzare la rotta fino alla salvezza. Adesso Zanko è atteso ad un compito sulla carta ancora più arduo e non potrebbe essere altrimenti, con una squadra terminata a fatica diciassettesima nello scorso campionato e che invece di essersi rafforzata si è indebolita: desolatamente vuota la casella degli acquisti, poichè ovviamente la delicata situazione finanziaria della società e l’incertezza sulla sua sorte hanno reso impossibile comprare chicchessia, mentre è lunga la lista delle partenze, tra elementi d’esperienza a fine contratto che sono stati lasciati liberi per alleggerire la massa salariale – il portiere Ovono, Narry, Stromstad – e giovani promettenti che hanno spiccato il volo, ad immagine di Jeff Louis che è andato al Nancy o di Idir Ouali che ha scelto la Dinamo Dresda. Le amichevoli di inizio stagione non sono servite a schiarire l’orizzonte, tutt’altro, visto che la formazione giallorossa è l’unica insieme al Caen a non aver vinto nemmeno una partita nel precampionato, subendo un paio di sconfitte pesanti, anche se va detto che probabilmente i giocatori avevano comprensibilmente la testa altrove. Come se non bastasse, a completare il quadro ben poco idilliaco, uno dei pochi valori sicuri rimasti nella Sarthe come il portiere georgiano Giorgi Makaridze (1990), più volte decisivo nella scorsa stagione, proprio in amichevole si è procurato un brutto infortunio alla mano destra che lo terrà fuori per due mesi: nelle prime giornate di campionato la porta sarà dunque difesa da Quentin Beunardeau, classe 1994. La resistenza dei superstiti non potrà che organizzarsi intorno al capitano Frédéric Thomas (1980), autentico uomo simbolo che con la maglia del Le Mans ha vissuto anche i tempi della Ligue 1 e che costituirà come sempre il fulcro del centrocampo; Thomas a parte, gli uomini più esperti chiamati ad inquadrare un gruppo di ragazzi interessanti ma in alcuni casi un po’ acerbi sono i difensori centrali Mamadou Doumbia (1980) e Khaled Adénon (1985), che nel 2011-12 hanno contribuito a fare della difesa giallorossa la sesta migliore del campionato, ed il centrocampista ivoriano Ladji Zito (1985). Attenzione però a non sotterrare troppo frettolosamente il Le Mans, perchè proprio la consapevolezza di aver superato indenni tante battaglie potrebbe dare a questa squadra una forza supplementare da non sottovalutare.

Lo scorso maggio i giocatori del Le Mans avevano festeggiato la salvezza sul campo, senza immaginare che solo il 25 luglio avrebbero avuto la definitiva certezza di giocare in Ligue 2 nel 2012-13.

AS MONACODi certo un giocatore come il nazionale svedese Emir Bajrami non avrebbe lasciato l’Eredivisie per accasarsi nella seconda serie francese se non si fosse trattato del Monaco; ed il fatto che lui, o il nazionale danese Jacob Poulsen, o il congolese Delvin Ndinga su cui la scorsa estate era andato in forcing il Lyon, abbiano deciso di abbracciare questo progetto benchè le alternative non mancassero loro, la dice lunga sulla nuova dimensione che già adesso ha assunto il club del Principato, destinato probabilmente ad evolversi in un futuro prossimo, se tutto andrà secondo i piani, nel primo vero antagonista del Paris Saint-Germain sulla scena nazionale. L’ha capito anche Claudio Ranieri, che ha accettato con entusiasmo di sedersi sulla panchina monegasca: l’esonero di Marco Simone, che nel 2011-12 aveva condotto la squadra all’ottavo posto finale dopo un girone d’andata inquietante che aveva fatto temere il peggio, non va interpretata come una bocciatura in senso assoluto del suo lavoro, che anzi tutto sommato è stato globalmente positivo in considerazione delle difficoltà incontrate, ma semplicemente come la volontà di accellerare il passaggio del club ad uno status internazionale attirando un tecnico di nome. Sulla base di quanto osservato fino a questo momento, un punto a favore della nuova proprietà è che dà l’impressione di voler procedere con un certo criterio: ha difatti strutturato la società in modo razionale con due persone di grande esperienza nel mondo del calcio come il direttore generale Philippe Dhondt ed il direttore sportivo Tor-Kristian Karlsen, e l’intenzione non sembra essere quella di spendere cifre folli a casaccio ma di puntare su acquisti mirati; il reclutamento pletorico dello scorso inverno, con ben dieci nuovi arrivi di nove nazionalità differenti per un totale di 18 milioni di euro spesi (ne avevamo parlato qui), dà l’idea di essere stato dettato dalla volontà di tamponare una situazione d’emergenza, più che di rispecchiare un modus operandi standard, visto che quest’estate sono arrivati in totale sei giocatori per una spesa tutto sommato limitata, i tre già citati sopra più l’ex bolognese Andrea Raggi, 200 partite di Serie A alle spalle, il trentottenne portiere Flavio Roma, di ritorno nel Principato dopo tre anni di Milan e destinato a fare da secondo al croato Danijel Subasic (1984), e l’attaccante uruguayano Sebastián Ribas (1988), che lo scorso anno non è riuscito a trovare spazio nè al Genoa – da cui arriva in prestito con diritto di riscatto – nè allo Sporting Lisbona, ma che ricordiamo per essere stato il capocannoniere della Ligue 2 2010-11 con la maglia del Dijon: un’altra potenziale bocca da fuoco da affiancare a Ibrahima Touré (1985), il sorprendente senegalese arrivato nel gennaio 2012 ed autore di 10 reti in campionato nel girone di ritorno. La strategia, come confermato dallo stesso Karlsen, è in linea di massima quella di far venire giocatori che possano rivelarsi utili nell’immediato ma anche far parte successivamente del gruppo in Ligue 1; Karlsen ha poi voluto rassicurare coloro che temono che la nuova società rinuncerà gradualmente all’apporto del centro di formazione, uno dei migliori di Francia: quest’anno 8-10 elementi dell’organico dovrebbero essere ragazzi cresciuti alla Turbie e ad occhio qualcuno di loro ha anche buone chances di riuscire a ritagliarsi uno spazio, vedi l’attaccante Valére Germain (1990) o il centrocampista Nampalys Mendy (1992). Come evidenziato tra l’altro dal precampionato in cui si è confrontata alla pari con formazioni del calibro di Dinamo Kiev o Newcastle, il risultato è una rosa fuori concorso rispetto alle altre contendenti, ricca di alternative in ogni reparto e con pochissimi punti deboli: uno è forse la fascia sinistra della difesa, dove in mancanza di un candidato naturale convincente al 100% al momento Ranieri sembra orientato ad optare per l’allargamento dell’uruguayano Gary Kagelmacher (1988), con Raggi a far coppia con il capitano Andreas Wolf (1982) al centro della difesa; ma non è escluso che si ricorra ancora al mercato ed è filtrata la notizia di un interessamento per il pescarese Marco Capuano (1991). Ad ogni modo, se anche dovesse rimanere così com’è, il Monaco avrebbe ugualmente tutti i mezzi per vincere questo campionato, naturalmente tenendo presente che la Ligue 2 è nota per riservare spesso brutte sorprese alle grandi di turno e facendo dunque tutti gli scongiuri del caso.

Le nuove maglie del Monaco 2012-13

FC NANTES – Waldemar Kita, il presidente di origine polacca del Nantes, ha speso ben 80 milioni di euro dal giorno del suo insediamento alla testa del club Jaune et Vert nel 2007 ed anche quest’estate ne ha iniettati 12,5 di tasca propria nelle casse sociali. Ma continua ad essere inviso ad una grossa fetta della tifoseria che non smette di reclamarne la partenza, perchè la legge dei risultati fino ad oggi gli dà torto, con una squadra che dal momento della seconda retrocessione in Ligue 2 nel 2008-09 parte ogni anno con l’obiettivo risalita ma al massimo ha ottenuto il nono posto della scorsa stagione, e perchè gli viene contestata l’assoluta mancanza di stabilità sotto la sua gestione, con continue rivoluzioni nello staff dirigenziale, in quello tecnico e nell’organico. Naturalmente neanche l’estate in corso poteva sfuggire alla regola: appena un anno fa si era fatto di tutto per strappare al Sedan il suo tecnico Landry Chauvin, e con lui la squadra sembrava finalmente avere imboccato la buona strada, con il tentativo di imporre costantemente il proprio gioco che aveva riconquistato il pubblico di esteti della Beaujoire e la valorizzazione delle migliori perle della Jonelière quali Jordan Veretout (1993) ed Adrien Trebel (1991), sebbene ci fosse ancora molto da lavorare come evidenziato dal pessimo rendimento esterno. Ma a fine campionato Kita l’ha attaccato violentemente in diverse dichiarazioni alla stampa e alla fine Chauvin, di fronte ad un’offerta del Brest che gli ha proposto la sfida della Ligue 1, ha preferito rescindere il contratto. Sorprendente poi anche la scelta del suo successore, proprio quel Michel Der Zakarian che Kita aveva esonerato dopo sole tre giornate di campionato nell’agosto 2008, benchè l’allenatore di origini armene fosse riuscito a riportare i Canaris nella massima serie al termine della stagione precedente. Ora ci si trova dunque a ricominciare per l’ennesima volta daccapo, anche perchè lo stile di gioco di Der Zakarian è molto diverso da quello di Chauvin, se pensiamo ad esempio al Clermont poco spettacolare ma concreto ed ostico da affrontare della prima parte della scorsa stagione, e a giudicare dal precampionato a livello di modulo non si dovrebbe più vedere il 4-3-3 ma un 4-4-2 classico; per di più ad andarsene dalla Loira Atlantica sono stati in parecchi, e tutti titolari nel 2011-12: a parte Wiltord che ha appeso le scarpe al chiodo, anche metà difesa (Martins Pereira e Matheus Vivian), i due centrali di centrocampo Ngoyi e Krychowiak e soprattutto l’attaccante Raspentino, rivelazione del 2011-12. Tra gli arrivi vale la pena sottolinearne uno in particolare, quello del difensore centrale venezuelano Gabriel Cichero (1984), un breve passaggio a Lecce nel 2006, che era arrivato al Lens la scorsa estate dal Sudamerica ed era apparso convincente nei suoi primi passi francesi, salvo poi finire coinvolto della famigerata rissa di Bastia-Lens del 15 ottobre e venire condannato a cinque mesi di squalifica, più cinque mesi di prigione con la condizionale inflitti dalla giustizia ordinaria, per il ferimento di un dirigente del Bastia; molto provato dall’accaduto, il difensore aveva preferito fare ritorno in Venezuela a gennaio, e a questo punto nessuno si aspettava più un suo ritorno in Francia: insieme all’algerino Ahmed Madouni (1980), proveniente dall’Union Berlin, dovrebbe blindare la difesa dei Canaris.  Approda a Nantes animato da una grande voglia di rivincita anche Lucas Deaux (1988), al quale il Reims, il club della sua città in cui giocava fin da bambino, non ha rinnovato il contratto proprio nell’anno del ritorno in Ligue 1, a cui il giovane centrocampista aveva ampiamente contribuito: è un giocatore che potrà essere molto utile alla causa per la sua grinta e la sua capacità di disimpegnarsi all’occorrenza anche da difensore centrale. Tra i pali, partito un Riou ne arriva un altro: sarà infatti il ventiquattrenne Rémy Riou, lasciata Toulouse dove era chiuso da Ahamada, a succedere a Rudy Riou, giunto a fine contratto ed accordatosi con il Lens. Globalmente, la prima impressione è che malgrado le tante partenze la squadra resti competitiva e possa ambire ad un posto tra le prime tre, anche se forse davanti manca al momento un attaccante veramente prolifico.

Der Zakarian, dopo aver sfiorato la scorsa stagione la Ligue 1 alla guida del Clermont, ci riprova con il Nantes.

NÎMES OLYMPIQUE - É durato solo un anno l’esilio forzato in terza divisione del club del Gard, che può fregiarsi di ben trentatrè stagioni di permanenza nella massima serie e vanta una delle tifoserie più calde e numerose della Ligue 2; ma nonostante una promozione ottenuta da campione di National – titolo che verrà celebrato il 4 agosto con la consegna del trofeo simbolico in occasione dell’esordio casalingo in campionato contro il Nantes – al termine di una marcia quasi inarrestabile, dopo l’inizio difficile dovuto soprattutto allo choc della retrocessione non ancora assorbito, il presidente Jean-Louis Gazeau, fedele alla sua reputazione di mangia-allenatori, ha deciso ugualmente di separarsi da Thierry Froger, arrivato appena un anno prima. Il compito di raccoglierne l’eredità è toccata a Victor Zvunka, il tecnico mosellano che in carriera ha alternato fallimenti ed imprese straordinarie: ne ricordiamo una emblematica, la vittoria della Coupe de France 2009 alla guida del Guingamp, entrata nella storia perchè ha fatto del club bretone una delle due sole squadre di categoria inferiore alla prima divisione – l’altra è il Le Havre – ad essere riuscite ad aggiudicarsi il trofeo francese più antico; ma vale la pena citare anche l’incredibile promozione in Ligue 1 con lo Châteauroux 1996-97, una formazione destinata da tutti i pronostici a lottare per non retrocedere, promozione che tra l’altro sarebbe rimasta negli annali in quanto prima ed unica nella secolare storia della Berrichonne. Comunque sia, cambio in panchina a parte, la squadra ha subito poche variazioni rispetto a quella che ha vinto il National: visti anche i mezzi economici assai modesti, ci si è limitati ad integrare un gruppo tendenzialmente giovane, guidato dal venticinquenne capitano Benoît Poulain, difensore originario della regione con alle spalle dieci stagioni di militanza in biancorosso di cui cinque da professionista, con due giocatori a fine contratto, venuti con il principale obiettivo di apportare esperienza: Pierre Bouby (1983), che negli ultimi anni in questa categoria le ha vissute veramente tutte, tra la promozione con l’Evian TG nel 2010-11 e la retrocessione con il Metz nel 2011-12, e Mathieu Robail (1985), che ha nel curriculum anche cinque presenze in Champions League con il Lille 2006-07 ed è reduce da due promozioni consecutive con il Bastia; per la verità c’era anche un terzo volto nuovo, ovvero Stéphane Dalmat, il centrocampista passato da Olympique Marseille, Paris Saint-Germain e Inter tra le altre, che dopo la conclusione deludente della sua ultima parentesi con il Rennes cercava una nuova sfida e si è lasciato inizialmente sedurre dal progetto biancorosso: peccato che poi abbia cambiato idea, rendendosi conto di non riuscire più a tollerare le esigenze del calcio professionistico con i ritiri e tutto il resto, e decidendo con ogni probabilità di mettere termine alla sua carriera. Da registrare una sola partenza di un certo rilievo, quella del giovane laterale sinistro Maxime Poundje, uno dei protagonisti della promozione, tornato per fine prestito al Bordeaux. Tra i giovani da tenere d’occhio c’è senz’altro il folletto Nicolas Bénézet (1991), alle spalle un’esperienza positiva con la maglia della Francia al Festival Espoirs di Toulon del 2011, mentre si attende con molta curiosità di vedere all’opera in Ligue 2 l’ivoriano Seydou Koné (1983), globetrotter del calcio passato per Burkina Faso, Emirati Arabi Uniti, Romania e Portogallo prima di approdare in Francia, capocannoniere del National 2011-12 con 21 reti in 30 partite con la maglia dei Crocodiles, dopo essere stato l’anno precedente capocannoniere del CFA con il Pau FC segnando 19 reti in sole 21 apparizioni da titolare. Considerata la rosa a disposizione, l’obiettivo che il club si è posto per il 2012-13 è il raggiungimento di una salvezza tranquilla, con licenza di prendersi se possibile qualche soddisfazione, ed in quest’ottica i segnali mandati dal precampionato sono stati incoraggianti, dal punto di vista del gioco come dei risultati ottenuti contro avversari di livello superiore, vedi l’1-0 al Toulouse o il 2-2 con il Marseille.

Seydou Koné, capocannoniere del National 2011-12 con la maglia dei Crocodiles

CHAMOIS NIORTAIS – Ritorna in Ligue 2 dopo quattro anni di assenza lo Chamois Niortais FC, l’unico club professionistico esagonale ad includere nella denominazione sociale il nome di un animale, il camoscio, che insieme ad un pallone campeggia sullo stemma rimasto immutato dal giorno della fondazione, avvenuta nel 1925 su iniziativa di Charles Boinot, figlio del proprietario di una chamoiserie locale. Il calcio professionistico francese torna dunque ad avere una rappresentante del Poitou-Charentes, la bellissima regione della costa ovest che ha conosciuto per l’ultima volta la massima serie nel 1987-88, in quella che fu anche l’unica stagione del Niort in prima divisione. Tornando alle vicende più recenti, va applaudita la capacità del club di superare con slancio la pagina forse più difficile della sua storia, con il trauma della duplice retrocessione dalla Ligue 2 al CFA vissuta tra il 2007 ed il 2009: è stato in quel momento, il peggiore, che sono stati piantati i semi della futura rinascita, indirizzandosi per costruire la squadra da cui ripartire, forse per mancanza di alternative, ai ragazzi del centro di formazione ed al loro tecnico, Pascal Gastien, che nel 2007 li aveva condotti ad un’indimenticabile semifinale di Coupe Gambardella contro il Sochaux di Marvin Martin poi vincitore, dopo aver eliminato ai quarti il Marseille di André Ayew: semifinale che è motivo di grande orgoglio per gli Chamois, così come lo è in generale il proprio settore giovanile, premiato nel 2010-11 dalla Federazione Francese come il migliore di un club amatoriale ed a cui il ritorno in Ligue 2 e l’ottenimento dello statuto professionistico dovrebbe consentire di crescere ulteriormente, permettendo di offrire contratti stagiaire ai ragazzi. Ad ogni modo, quella promettente generazione guidata da Gastien è poi riuscita a ripetersi anche in prima squadra, con due promozioni in tre anni impreziosite da un gioco sempre convincente: e così Gastien, un vero camoscio nell’anima che lavora a Niort ininterrottamente dal 1999 – rivestendo vari incarichi, da direttore del centro di formazione ad allenatore delle riserve ed allenatore in seconda – a 48 anni scoprirà per la prima volta la Ligue 2, e con lui il figlio Johan (1987), perno di centrocampo della squadra di Gambardella e di quella attuale; tra gli altri che hanno partecipato ad entrambe le avventure c’è anche Simon Hébras, classe 1987 pure lui, miglior cannoniere dei biancoblu nello scorso campionato a pari merito con Jimmy Roye (1988), arrivato nell’estate 2011 dal Paris FC. Il gruppo della promozione è stato integrato con pochi rinforzi scelti principalmente per dare un contributo di esperienza, come Jérôme Lafourcade, attaccante ventinovenne proveniente dallo Châteauroux dove per la verità ha segnato solo 7 reti in due stagioni, Nicolas Pallois (1987), ex Valenciennes e Laval, o Jimmy Juan (1983), tornato in Francia dopo una stagione al Chesterfield. C’è poi qualche elemento giunto dalle serie inferiori, tra i quali spicca un’autentica curiosità: Medhi Khalis, difensore centrale franco-marocchino classe 1989 pescato in CFA nel Drancy, un passato in Scozia nel Falkirk, che sfiora i due metri (198 cm) ed è il giocatore più alto che abbia mai vestito la maglia del Niort, oltre ad essere stato nel 2011-12 il più alto ad aver giocato nei campionati nazionali francesi, dalla Ligue 1 al CFA 2, statistica che molto probabilmente sarà confermata anche per il 2012-13. Di certo sulla carta il Niort sembra una delle squadre più deboli della categoria, e tra l’altro il precampionato ha evidenziato una certa fragilità difensiva, ma chissà che l’entusiasmo, la coesione ed i meccanismi di gioco collaudati non finiscano per compiere il miracolo.

Persino Jimmy Juan, alto 189 cm, sembra basso vicino a Medhi Khalis

CS SEDAN ARDENNES – Quinto nel 2010-11 e quarto nel 2011-12, curiosamente sempre con lo stesso totale di punti, 59, il Sedan che si è visto passare sotto al naso la Ligue 1 per due anni consecutivi, l’ultima volta con l’ulteriore beffa di aver visto la contemporanea promozione dei due rivali regionali Reims e Troyes molto meno accreditati dei rossoverdi alla vigilia, secondo la legge dei grandi numeri dovrebbe ragionevolmente sperare nella promozione al termine di questa stagione. Ma l’equazione non è così semplice, perchè nel corso dell’estate 2012 le perdite sono state numerose e soprattutto strategiche: dopo aver già visto partire a gennaio il centrale difensivo Wesley Lautoa andato a Lorient, i Sangliers hanno dovuto dire addio anche al suo partner Ismaël Traoré, in assoluto uno dei migliori difensori della Ligue 2 2011-12, che l’ha raggiunto in Bretagna, sponda Brest; si è legato all’Arles Avignon il terzino Sébastien Cantini, mentre il capitano Jérôme Le Moigne ha optato per il Lens così come Pierrick Valdivia, sguarnendo pericolosamente il reparto mediano, e l’esterno offensivo Eudeline è filato a Nantes; infine se n’è andato il capocannoniere rossoverde Nicolas Fauvergue, che ha suscitato le ire di molti tifosi scegliendo di indossare la maglia dei nemici giurati del Reims. É vero per contro che anche nell’estate precedente c’erano state molte perdite che avevano fatto pensare ad un ridimensionamento, da quella dell’allenatore Chauvin a quelle del portiere Costil, di Lossemy Karaboué e di altri protagonisti, ma il Sedan si era mostrato in grado di farvi fronte efficacemente e Laurent Guyot, il tecnico arrivato da Boulogne dopo una retrocessione dalla Ligue 1 ed un esonero a metà stagione nell’anno successivo, si era rivelato all’altezza del compito proseguendo intelligentemente nel solco tracciato dal suo predecessore; dunque coloro che hanno a cuore le sorti degli ardennesi sperano che possa essere così anche stavolta. In difesa si registra il ritorno del franco-algerino Habib Bellaïd (1986) dopo la complessivamente deludente esperienza tedesca all’Eintracht Frankfurt e dovrebbe essere lui a far coppia nel cuore della retroguardia con il promettente Florentin Pogba (1990), il fratello maggiore di Paul, che in seguito alla partenza di Lautoa era stato stretto da Guyot dalla sinistra al centro, mentre per sostituire Cantini sulla fascia mancina per il momento è arrivato solo Florian Pinteaux (1992) in prestito dal Monaco, interessante elemento polivalente che può occupare tutti i ruoli arretrati, vincitore della Gambardella 2011 con il club del Principato e nel giro della Francia U20; a centrocampo le novità sono due ex nazionali francesi a livello giovanile che non hanno mantenuto le attese, Damien Marcq (1988) e Ahmed Yahiaoui (1987), sulla cui particolare parabola ci siamo ampiamente soffermati qualche settimana fa. In attacco il problema della sostituzione di Fauvergue, già difficile di per sè, è stato risolto solo parzialmente con l’arrivo di Virgile Reset (1985): reduce da due retrocessioni consecutive in National con Vannes e Boulogne, sia nel Morbihan che nel Pas-de-Calais era tuttavia stato uno dei pochi elementi positivi ed è certamente un ottimo acquisto, ma va detto che non si tratta di un centravanti, anche se è in grado di adattarsi in questa posizione, quanto piuttosto di un attaccante esterno; l’unica vera punta centrale a disposizione di Guyot resta dunque Mamadou Diallo (1982), 9 reti nello scorso campionato. Molte speranze sono riposte nella progressione dei giovani, come lo stesso Pogba o i talentuosi Naïm Sliti e Abdoulay Diaby, in ogni caso l’impressione è che se non era riuscito ad acciuffare il podio il Sedan più esperto e più completo della passata stagione, a maggior ragione l’impresa si preannuncia proibitiva per quello attuale.

Il Sedan versione 2012-13

TOURS FC – Il Tours, club che ha vissuto la sua epoca d’oro all’inizio degli anni ottanta quando ha militato per quattro stagioni nella massima categoria ottenendo come miglior risultato un undicesimo posto, nella sua storia recente è piuttosto salito alla ribalta per la consuetudine di lanciare nel calcio professionistico dei giocatori più o meno sconosciuti che si sono poi affermati ad alto livello: l’esempio più eclatante è rappresentato da Giroud e Koscielny, che curiosamente adesso si ritrovano entrambi all’Arsenal dopo avere seguito due percorsi differenti. E se non sempre si tratta di calciatori dal potenziale così elevato, la tradizione che almeno un gioiello neroceleste ogni estate raggiunga la Ligue 1 non si è interrotta: stavolta è toccato al difensore goleador Romain Genevois, partito per l’OGC Nice che spera di avere maggior fortuna di quanta ne abbia avuta con Guié-Guié, l’attaccante ivoriano acquistato un anno fa proprio dal Tours e rivelatosi poi molto deludente. Il club presieduto dall’uomo d’affari Frédéric Sebag non ha i mezzi economici per spendere sul mercato ma è sempre riuscito a far fronte alle partenze, grazie al buon lavoro del direttore generale Max Marty, e nella stagione 2011-12 con Peter Zeidler in panchina ha eguagliato il proprio miglior piazzamento finale dal momento della risalita in Ligue 2 nel 2008, un sesto posto: il tedesco, che appartiene a quella categoria di allenatori che non hanno mai giocato a calcio ad un certo livello e che ha iniziato da direttore del centro di formazione dello Stoccarda prima di allenare Aalen e Stoccarda Kickers in Regionalliga Sud e la squadra riserve del Norimberga, è noto soprattutto per essere stato l’assistente di Ralf Rangnick in quell’Hoffenheim che al debutto assoluto in Bundesliga aveva stupito l’Europa, e nella sua prima stagione in riva alla Loira si è fatto apprezzare riuscendo a dare ai Ciel et Noirs un’interessante organizzazione di gioco. Ma quest’anno il problema potrebbe sorgere dal fatto che la società ha forse alzato troppo l’asticella della sfida spingendo la sua politica di mercato un po’ all’estremo, con la rinuncia a diversi uomini di peso (il già citato Genevois, il capitano Cardy, Sartre, Lejeune, Buengo, Sopalski) e la scelta di rinforzarsi unicamente con giovani di belle speranze, alcuni dei quali sono delle incognite assolute: Maubleu (1989), portiere del Grenoble in CFA 2 che dovrebbe fare da secondo a Leroy, tre giocatori provenienti dalla squadra riserve del Lyon, ovvero i difensori Fontaine (1991) e Seguin (1990) ed il centrocampista Chevalerin (1991), e tre attaccanti come Jean-Bryan Boukaka (1992), dalle riserve del Rennes, lo slovacco Erik Pacinda (1989), in prestito dal MFK Kosice, e l’ivoriano Christian Kouakou Yao (1991), pescato in Thailandia nel Muangthong United, dove pare che anche Rubin Kazan e Braga lo tenessero d’occhio. Naturalmente, al di là del valore dei singoli, a suscitare qualche timore è l’inesperienza di un gruppo in cui i due elementi più anziani, Blayac e Gherieni, hanno 29 anni ed in cui il giocatore che veste questa maglia da più tempo, Fabre – alla sua quinta stagione in neroceleste – ne ha appena 23; l’aspetto positivo è che il club è consapevole che quest’anno le cose saranno molto più difficili e non si è posto altro obiettivo che la salvezza. La sua politica finirà per rivelarsi suicida? O ci riserverà invece delle piacevoli sorprese? In attesa di scoprire la risposta, nell’Indre-et-Loire ci si aggrappa a Diego Rigonato: il ventiquattrenne brasiliano scovato nel Budapest Honved, autore nella scorsa stagione di ben nove gol e sette assist benchè un infortunio l’avesse tenuto per quattro mesi lontano dai campi, è destinato probabilmente a spiccare presto il volo come Koscielny, Giroud e gli altri, ma intanto a goderselo sono Zeidler ed i tifosi del Tours.

Diego Rigonato in azione con la maglia del Tours

SI COMINCIA COSÍ…

N.B.: A mercato chiuso, dunque dopo il 4 settembre, sarà pubblicato uno speciale con le rose complete, le formazioni tipo e le maglie 2012-13 di tutte le 20 squadre.

Il pallone della Ligue 2 2012-13

 

Discussione

4 pensieri su “Ligue 2, anteprima stagione 2012-13: AS Monaco contro tutti

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