Estero, Talenti

Morgan Schneiderlin in paradiso con i Saints

Nel pomeriggio del 28 aprile 2012 erano in 32.363, record assoluto di affluenza al St.Mary’s Stadium, a salutare il ritorno del Southampton in quella Premier League che prima della retrocessione di sette anni fa il club della South Coast aveva frequentato senza soluzione di continuità dal 1978 al 2005, un ritorno annunciato per una squadra che fin dalla prima giornata della Championship 2011-12 ha occupato ininterrottamente uno dei primi due gradini del podio. Nella celebrazione dei protagonisti dell’impresa, è inevitabile che titoli e attenzioni vadano tutte a Rickie Lambert, capocannoniere del campionato con 31 gol e vincitore del premio di miglior giocatore della seconda serie ai Football League Awards 2012, o al gioiello di casa Adam Lallana, ennesimo prodotto di una Academy di eccellenza assoluta che in tempi recenti ha già dato frutti succosi quali Crouch, Bridge, Bale, Walcott o Oxlade-Chamberlain, anch’egli candidato al riconoscimento poi vinto dal compagno ed entrato nell’undici ideale della categoria così come il portiere Kelvin Davies. Ma c’è un giocatore meno appariscente che ha avuto un enorme peso specifico nella trionfale stagione dei Saints, un giocatore estremamente sottovalutato benchè si tratti senza dubbio di uno dei migliori centrocampisti visti all’opera in Championship: l’alsaziano Morgan Schneiderlin, un ventiduenne che da ragazzino si è abituato molto presto ad avere i riflettori puntati su di sè, e che paradossalmente mai come adesso che i riflettori si sono spostati su altri meriterebbe la ribalta e dà l’impressione di avere raggiunto la maturità calcistica.

Strasbourg, 8 marzo 2008: Schneiderlin nel giorno del suo debutto in Ligue 1 (Strasbourg-Metz 2-3)

UN SIMBOLO A STRASBOURG - Schneiderlin può essere infatti considerato il classico predestinato, uno di quei ragazzi prodigio nei quali fin da subito vengono riposte tante, forse troppe aspettative: nato l’8 novembre 1989 a Zellwiller, un piccolo villaggio agricolo di poco più di 700 abitanti ad una trentina di chilometri dal capoluogo alsaziano Strasbourg, Morgan inizia a giocare a sei anni nei Poussins del Racing Strasbourg per una strana coincidenza del destino, poichè nel momento in cui il padre decide di iscriverlo ad una scuola calcio tutti i club nei dintorni del suo paese sono già al completo e lo rifiutano; fa così l’intera trafila nella squadra simbolo della regione e mostra fin dai suoi primi passi un innegabile talento, tanto da essere ben presto convocato nelle nazionali giovanili francesi diventandone un pilastro e tanto da battere una serie di record di precocità a livello di club: diventa a quindici anni il più giovane calciatore ad aver giocato con gli U19 del RC Strasbourg, vincendo la Gambardella 2005-06 in cui gli alsaziani superano in finale il Lyon di Rémy e Benzema; poi il più giovane a scendere in campo con la squadra riserve in CFA, a sedici anni, e soprattutto in quello stesso anno – il 2006 – il più giovane a firmare un contratto professionistico nella storia del glorioso club del Basso Reno, che pensa bene di blindarlo visto che nel frattempo il ragazzo si è guadagnato ammiratori del calibro di Chelsea, Arsenal e Milan. Di più: decide di farne persino un emblema, lui alsaziano purosangue cresciuto con la mitica casacca Ciel et Blanc addosso fin dalla più tenera età, in una realtà nella quale è da sempre fortissima l’identificazione del Racing Strasbourg con cultura e i valori regionali; costantemente additato ad esempio per sottolineare la nuova fioritura del centro di formazione strasburghese, Morgan è così l’eletto che la sera del match del centenario contro l’Olympique Marseille, nel 2005, indossa la maglia con il numero 100, a simboleggiare l’ideale passaggio tra due epoche. Ma spesso avviene che le storie d’amore troppo intense prendano delle pieghe dolorose e dunque i primi scricchiolii non tardano a turbare l’idillio: Schneiderlin non ha ancora diciassette anni quando nell’ottobre del 2006 gioca la sua prima gara da professionista, esordendo in Ligue 2 contro il Gueugnon, ma la sua seconda presenza coincide con una pesante sconfitta contro il Metz – partita tra l’altro storicamente sentitissima dalle due tifoserie – e l’allenatore Jean-Pierre Papin ne fa uno dei capri espiatori e lo mette definitivamente da parte, rispedendolo con le riserve; tentato di partire già quell’inverno, forte di un’offerta del Monaco, alla fine si lascia convincere dall’allora presidente Ginestet a restare. A fine stagione il RCS torna in Ligue 1 ma a causa di alcuni dissapori si separa ugualmente  da Papin ed il nuovo tecnico Jean-Marc Furlan, oggi sulla panchina del Troyes, aggrega nuovamente Schneiderlin al gruppo della prima squadra; sembra che per lui possa finalmente esserci un po’ di spazio ma a fine campionato il suo bilancio personale si limita a tre sole apparizioni: il debutto nella massima serie l’8 marzo 2008, alla ventottesima giornata – curiosamente un’altra sconfitta contro il Metz – seguito da venticinque minuti alla penultima contro il Caen e da novanta all’ultima contro l’OM, con la squadra già retrocessa da tempo. Ormai diciottenne, Schneiderlin ha però come priorità quella di giocare, capisce che continuando nel suo club di tutta una vita rischia di restare un’eterna promessa e così prende la decisione più difficile e il 27 giugno 2008 si lega al Southampton.

Nice, 18 maggio 2010: Lamine Koné si congratula con Schneiderlin, che ha appena aperto le marcature in Francia-Colombia (2-0) del Festival Espoirs di Toulon

I PROGRESSI COSTANTI CON I SAINTS - La sua decisione è molto criticata, sono in tanti a non comprendere perchè il ragazzo abbia scelto non soltanto di andarsene ma anche di firmare per un club di seconda serie inglese, quando le offerte non gli mancavano, e a predire che finirà per perdersi. Gli inizi effettivamente non sono semplici per Morgan che si ritrova catapultato in un mondo completamente nuovo, lontano dalla famiglia rimasta in Alsazia, senza conoscere la lingua, unico straniero in una squadra composta esclusivamente da giocatori britannici. C’è poi la questione dell’adattamento fisico al contesto inglese, per un giocatore che già in Francia era ritenuto dal suo allenatore Furlan troppo tenero fisicamente. “All’inizio il preparatore del Southampton mi prendeva in giro, perchè in palestra non riuscivo a sollevare peso a sufficienza”, racconta lui adesso. A dispetto delle difficoltà, l’esperienza di Schneiderlin al di là della Manica può ad ogni modo considerarsi soddisfacente fin dalla prima stagione, nella quale con il manager olandese Poortvliet gioca parecchie partite (23 da titolare e 7 da subentrante, più 3 nelle coppe) e lascia intravedere doti promettenti, sebbene quel campionato 2008-09 si riveli sportivamente drammatico per la squadra, penalizzata di dieci punti per le gravi difficoltà economiche della società e condannata ad un’inevitabile retrocessione in League One: è il momento forse peggiore della lunga storia del Southampton, che rischia la bancarotta ed è salvato in extremis dal ricchissimo uomo d’affari svizzero Markus Liebherr, che scomparirà un anno dopo a causa di un infarto fatale ma lascerà il club in una situazione finanziaria finalmente florida. Nel 2009-10 arriva in panchina Alan Pardew e i Saints, costretti a partire con ulteriori dieci punti di penalizzazione in classifica, fanno un ottimo campionato piazzandosi al settimo posto e suggellano la bella stagione con la conquista del Football League Trophy (la coppa nazionale destinata ai club di terza e quarta serie, ndr), il primo trofeo del club dalla FA Cup del 1976 ed il primo trofeo da professionista per Schneiderlin, che s’impone come titolare disputando 43 partite stagionali. Il ritorno in Championship si concretizza nella stagione seguente, la prima sotto la guida di Nigel Adkins, ed il giovane alsaziano dà un contributo decisivo benchè un infortunio lo metta a lungo fuori gioco; considerando tutte le competizioni, saranno 30 le sue apparizioni totali. La crescita è costante e la stagione 2011-12 è quella della definitiva consacrazione: l’arrivo in estate di un altro promettente centrocampista come Jack Cork sembra inizialmente relegarlo ad un ruolo di secondo piano, ma gradualmente Morgan scavalca nelle gerarchie nientemeno che il capitano Hammond fino a costituire proprio con Cork la coppia centrale ideale nel 4-4-2 di Adkins, disputando 47 partite totali condite da due gol e quattro assist. Sono dunque ormai più di 150 le gare in maglia biancorossa di un ragazzo che ad appena ventidue anni si appresta già a giocare il suo quinto campionato in Inghilterra: il biondo francese che ha Gerrard come modello è diventato un vero idolo per i tifosi dei Saints che, trovandone impronunciabile il nome, hanno preferito ribattezzarlo Spiderman in omaggio alla sua abilità di trovarsi dappertutto in campo e gli hanno naturalmente dedicato una canzone ad hoc. Parallelamente al suo percorso con lo Strasbourg ed il Southampton, Schneiderlin ha vestito le maglie di tutte le rappresentative giovanili francesi dall’U16 fino all’U21, partecipando con l’U20 a manifestazioni prestigiose come i Giochi del Mediterraneo nel 2009 ed il Festival Espoirs di Toulon nel 2010, in una squadra della quale tra l’altro – curiosità – faceva parte anche Younès Belhanda, appena prima di optare per i colori del Marocco.

Southampton, 28 aprile 2012: Schneiderlin in azione in Southampton-Coventry City (4-0), la partita che ha sancito la promozione in Premier League dei Saints

SOBRIO ED EFFICACE - Diversi fattori spiegano l’esplosione di Schneiderlin, che proprio nel corso dell’ultimo anno ha dato l’idea di compiere il salto di qualità: innanzitutto il perfezionarsi del suo ambientamento, con l’integrazione fuori dal campo che è andata di pari passo con l’evoluzione del suo gioco in campo, frutto del grosso lavoro fatto per strutturarsi muscolarmente e di una capacità di adeguamento da elogiare, che gli hanno consentito di mettere impatto fisico, intensità e grinta al servizio delle sue qualità naturali, come spiega efficacemente lui stesso: “Mi sono adattato: se non l’avessi fatto, mi avrebbero camminato sopra. Qui ho imparato ad essere un mastino in campo”. E poi le idee di Adkins, che chiede alla squadra di impostare l’azione palla a terra a partire dai propri venti metri, un tipo di gioco perfetto per valorizzare le sue caratteristiche, molto più di quanto non lo fosse quello di Pardew che prevedeva molti lanci lunghi e lo sfruttamento delle seconde palle. La precisione nel passaggio sia corto che lungo e l’intelligenza tattica sono infatti le doti migliori di Schneiderlin, che nasce come centrocampista arretrato ma che può essere efficace anche se schierato in un ruolo più offensivo: se infatti davanti alla difesa è prezioso il suo primo rilancio, qualche metro più in là può far valere la sua visione di gioco e la sua qualità tecnica per servire efficacemente gli attaccanti; non è un caso se nel sistema di Adkins, che generalmente prevede due centrocampisti centrali che partono in linea, nell’ultima stagione era lui quello a cui il tecnico chiedeva di proporsi frequentemente in avanti, con Cork che restava a coprirgli le spalle. Qualunque sia la zona del campo di partenza, Schneiderlin è sempre presente nel cuore del gioco, figurando spesso nelle statistiche come il giocatore che ha toccato più palloni nel corso di una gara, e alla sua attitudine ad orientare la manovra coniuga abilità nel rubare palla all’avversario e grande dinamismo; capace di mantenersi lucido sotto pressione, ha acquisito negli anni anche una notevole capacità di muoversi senza palla, sia in fase di possesso, quando è molto bravo a dettare il passaggio e ad accompagnare l’azione offensiva, sia in fase di non possesso con un ottimo piazzamento difensivo, trasformandosi dunque in un centrocampista davvero completo. Oltre alla sobrietà che caratterizza il suo stile di gioco così come look e comportamenti fuori dal campo, probabilmente uno dei motivi per cui non si tratta di un giocatore particolarmente celebrato dai media è il fatto che non segni molto, sebbene sia dotato di un buon tiro: solo tre gol in quattro anni ai Saints, il primo il 13 aprile 2010 contro il Bristol Rovers, poi due nell’ultima stagione, contro il Burnley e contro il Nottingham Forest con una bella conclusione da 35 metri; piccola pecca sicuramente perdonabile ad un giocatore che non ruba l’occhio ma che raramente in campo fa la cosa sbagliata ed è apprezzabile per spirito di sacrificio e regolarità di rendimento, uno di quei giocatori della cui importanza ci si rende conto fino in fondo quando mancano e tutta la squadra immediatamente ne risente. Adkins ha recentemente dichiarato che è cresciuto fino a diventare uno dei migliori centrocampisti della Championship e che ha le potenzialità per affermarsi come tale anche in Premier League, dove tra l’altro la qualità dei campi ed il tipo di avversari potrebbero in teoria adattarsi ancora meglio a certe sue caratteristiche. Quello che è certo è che l’alsaziano è considerato uno dei punti fermi anche per la prossima stagione da una società ambiziosa che intende investire per rinforzare la rosa, e pregusta già la nuova sfida che lo attende: “Sto per realizzare il sogno di giocare contro squadre come Arsenal o Manchester United, in ambienti unici e stadi magnifici. Salvarsi non sarà semplice, ma Norwich e Swansea quest’anno ce l’hanno fatta e possiamo farcela anche noi”. Si avvicina così il banco di prova più importante per Schneiderlin, quello che dirà se la grande promessa di Strasbourg si è davvero trasformata in grande giocatore.

Nome: Morgan Schneiderlin

Ruolo: Centrocampista centrale

Data di nascita: 8 novembre 1989

Luogo di nascita: Zellwiller (Alsace, France)

Nazionalità: Francese

Altezza e peso: 181 cm per 75 kg

Piede preferito: Destro

Club di appartenenza: Southampton FC (Arrivo al club: giugno 2008; Scadenza contratto: giugno 2014)

Club precedenti: Racing Club de Strasbourg 

Debutto professionistico: 27 ottobre 2006, FC Gueugnon-RC Strasbourg 0-1 (Ligue 2)

In nazionale: Francia U16 (6 presenze), Francia U17 (5 presenze, 2 reti), Francia U18 (2 presenze), Francia U19 (6 presenze, 2 reti), Francia U20 (9 presenze, 1 rete), Francia U21 (3 presenze, 1 rete)  

Palmarès: 1 Football League Trophy (2010) – [ Dati aggiornati a maggio 2012 ]

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2 pensieri su “Morgan Schneiderlin in paradiso con i Saints

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