Talenti

I talenti della Ligue 2: Romain Alessandrini

Ci sono giocatori di talento la cui esplosione arriva al culmine di un percorso tradizionale, con l’ingresso nel centro di formazione di un club, le diverse tappe all’interno del settore giovanile, l’esordio spesso precoce in prima squadra; ed altri invece che giungono allo stesso punto seguendo strade ben più contorte ed accidentate: Romain Alessandrini, nelle ultime due stagioni indiscutibilmente uno dei migliori giocatori della Ligue 2 e da almeno un anno al centro dei giochi di mercato, appartiene a questa seconda categoria e, se non può certo dire di aver avuto una traiettoria lineare, può in compenso vantare una storia interessante.

In allenamento (cliccare sulle immagini per ingrandire)

Origini corse, nato nel quartiere marsigliese di Chartreux, il piccolo Alessandrini comincia ben presto a tirare i primi calci nelle fila di una squadra amatoriale della zona, il Club Athletique Plan-de-Cuques, e le premesse sono subito incoraggianti: gli sembra di toccare il cielo con un dito quando viene notato dagli osservatori dell’Olympique Marseille ed entra a nove anni nel centro di formazione del club più titolato di Francia, lui che dell’OM è tifoso da sempre e che in compagnia del padre Jean-Louis non si perde una partita al Vélodrome; inizialmente tutto procede a gonfie vele ed in seguito, viste le sue qualità, viene aggregato con largo anticipo rispetto ai tempi previsti alla categoria 14 Ans Fédéraux. Ad un certo punto però le cose iniziano a girare per il verso sbagliato: a quindici anni Romain trova nel suo ruolo una concorrenza particolarmente folta, con due protagonisti della Ligue 1 attuale come André Ayew e Yohan Mollo a sbarrargli la strada e così il suo allenatore dell’epoca decide di arretrarlo sullo scacchiere e di trasformarlo in esterno sinistro difensivo. Ma Alessandrini non si adatta, soffre moltissimo il nuovo ruolo e più volte cerca di farlo presente al tecnico, che tuttavia non vuole sentire ragioni; finchè in un pomeriggio di aprile del 2008, al termine dell’ennesima partita frustrante giocata in difesa e terminata in lacrime, al colmo dell’esasperazione il sanguigno marsigliese dice basta: ha appena compiuto sedici anni quando decide di lasciare il centro di formazione dell’OM e di chiudere con il calcio.

In azione con la maglia del Gueugnon

Quell’estate parte per la Corsica con l’intenzione di staccare del tutto, ma dopo un paio di mesi gli arriva la proposta di un provino da parte del Gueugnon, che oggi è in Division d’Honneur in seguito alla liquidazione giudiziaria del 2011 ma che in quel momento era ancora in Ligue 2 ed annoverava nei suoi ranghi giocatori interessanti come Aly Cissokho, futuro pilastro di Porto e OL; Alessandrini non è molto convinto, anche perchè non lo attira l’idea di allontanarsi per la prima volta dall’ambiente in cui è cresciuto, ma il richiamo del calcio è irresistibile: accetta dunque di sottoporsi al provino che ha esito positivo e finisce per restare in Borgogna, iniziando una nuova avventura nel centro di formazione del Gueugnon. Qui brucia rapidamente le tappe esordendo prima in CFA 2 con la squadra riserve e poi nel 2008-2009 con la prima squadra, nel frattempo retrocessa in National: lanciato a diciotto anni dall’attuale allenatore del Reims Hubert Fournier in un derby contro il Louhans-Cuiseaux, riesce rapidamente ad imporsi e conclude il suo primo campionato tra i grandi con ventisette presenze e tre reti all’attivo. La sua carriera sembra ormai in rampa di lancio, ma di nuovo la cattiva sorte ci mette lo zampino: alla prima giornata del campionato seguente, contro il Paris FC, va subito in gol ma poco dopo un normale scontro di gioco gli costa la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Operato e costretto ad una lunga rieducazione, consapevole di essere in scadenza di contratto nel giugno successivo, Romain non si perde d’animo e ce la mette tutta per recuperare: farà in tempo a tornare per il finale di stagione, riuscendo a giocare le ultime cinque partite ed andando in gol altre due volte.

Con il presidente Michy e l’altro neo acquisto Lubasa, il giorno dell’arrivo a Clermont nell’estate 2010

Nell’estate 2010 il tecnico del Clermont Michel Der Zakarian è alla ricerca di un giocatore a bassissimo costo che possa sostituire la rivelazione della stagione precedente Yacine Brahimi, tornato al Rennes per fine prestito; e decide di puntare proprio sullo svincolato Alessandrini, segnalato dal consigliere tecnico rossoblu Olivier Chavanon, sebbene arruolare un ragazzo con alle spalle una sola stagione piena in National e per di più reduce da un brutto infortunio sia innegabilmente un grosso azzardo: la scommessa paga, Romain ha un adattamento fulmineo alla nuova categoria sia sul piano fisico che su quello tattico e va in gol già il giorno dell’esordio, nell’1-1 contro il Boulogne della prima giornata della Ligue 2 2010-2011. Per gli appassionati di calcio transalpino il seguito è storia ormai nota: Alessandrini sarà uno dei massimi artefici dell’ottima stagione del Clermont che, partito come sempre con l’obiettivo di raggiungere una tranquilla salvezza, conquisterà un sorprendente settimo posto finale, e delizierà le platee della serie cadetta in coppia con Sloan Privat mettendo insieme ben 11 gol e 7 assist in 35 presenze e terminando nell’ undici ideale dell’anno eletto a fine stagione.

In conferenza stampa

Dopo un impatto con la Ligue 2 così brillante, tutti danno per scontata l’immediata partenza del ragazzo verso lidi più prestigiosi: si interessano a lui Saint-Étienne, Sochaux, Nice ma anche diversi club esteri, Osasuna in testa; gli incontri si susseguono, si discute di cifre e sembra che l’unica incertezza riguardi la nuova destinazione. Ma Der Zakarian, che già deve fronteggiare la perdita di Privat, chiede al presidente Michy di trattenerlo un altro anno in Auvergne ed il numero uno rossoblu alla fine lo accontenta, riuscendo a convincere l’entourage del giocatore in cambio della promessa di lasciarlo libero al termine della stagione 2011-12 – sebbene il contratto sia stato rinnovato sino al 2014 – e di una percentuale sul suo futuro trasferimento, espediente che Michy riesce a far convalidare dalla LFP. Alessandrini all’inizio resta di malavoglia, per sua stessa ammissione fa molta fatica a digerire la mancata partenza ed il suo rendimento ne risente: benché già alla terza giornata vada in gol contro il Sedan, sembra un lontano parente del giocatore che aveva entusiasmato nella stagione precedente. Ma poi pian piano ingrana e torna sui suoi livelli: a quattro giornate dalla fine del campionato è a quota dieci reti e tre assist ed in lui sono riposte molte delle residue speranze del Clermont di conquistare la prima promozione in Ligue 1 della propria storia.

Alessandrini calcia bene con entrambi i piedi

Giocatore che non ha certo nella prestanza fisica il suo forte (1, 73 per 70 kg) ma che è dotato di qualità tecniche superiori alla media, velocità ed esplosività, Alessandrini è un esterno offensivo che gioca prevalentemente sulla fascia mancina pur essendo destro naturale: predilige partire largo sfruttando la sua accellerazione ed il suo dribbling per poi convergere verso il centro e liberare la sua temibile conclusione dalla media distanza o inserirsi in area avversaria combinando in velocità con i compagni; tende a svariare su tutto il fronte, spostandosi con frequenza centralmente anche con l’intento di andarsi a cercare il pallone quando non viene servito sulla sinistra, ed è un giocatore imprevedibile poichè essendo praticamente ambidestro è in grado altresì di andare sul fondo e crossare oppure di tentare il tiro con il sinistro. Viste queste sue caratteristiche, può essere schierato anche da trequartista centrale, con licenza di muoversi tra le linee, oppure all’occorrenza sulla fascia destra. É dotato di un eccellente controllo di palla, favorito dal suo baricentro basso, ma anche di grande forza nelle gambe che gli consente di reggere bene i contrasti; rimarchevole la sua capacità di mettere in fila un dribbling dietro l’altro in velocità, ottime la qualità di passaggio e di tiro e la visione di gioco, elevata anche la sua pericolosità sui calci piazzati; paragonato spesso a Valbuena che può ricordare per struttura fisica, stile di gioco e per il percorso particolare – dato che anche quest’ultimo ha avuto uno sfortunato passaggio in un centro di formazione professionistico, quello del Bordeaux, prima di esplodere in National con il FC Libourne Saint-Seurin – rispetto al marsigliese Alessandrini ha nelle sue corde un feeling maggiore con la porta: non a caso indica come suoi modelli di riferimento Cristiano Ronaldo e Hazard, “giocatori che sanno saltare l’uomo, servire assist ma anche segnare”. Carattere da combattente, sulla base di quanto osservato fin qui il suo principale difetto è rappresentato proprio dal rovescio della medaglia del suo grande temperamento, che lo porta ad infiammarsi facilmente e a protestare nei confronti degli arbitri con impeto e frequenza eccessivi, tanto da aver accumulato diversi cartellini gialli per via di una tendenza che dovrà certamente imparare a controllare.

Ed il futuro? L’unica cosa certa è, come detto, la sua partenza a fine stagione, ma la suspence su quale sarà la sua nuova squadra perdura. Il Torino è l’unico club che finora ha presentato un’offerta concreta al Clermont, proponendo 2,5 milioni di euro per il cartellino, ed in caso di promozione in Serie A è dunque al momento in pole position; ma è filtrato che a parità di offerte il giocatore preferirebbe rimanere in Francia e scoprire la Ligue 1. Nice, Saint-Étienne e Sochaux hanno continuato a tenerlo d’occhio e potrebbero rifarsi sotto, nel frattempo anche Lille, Montpellier e Lorient sono andati a visionarlo e si vocifera che a sorpresa potrebbe spuntare proprio il Marseille, obbligato ad una rifondazione dopo la stagione fallimentare vissuta; ma chi si aspetta che Alessandrini, tuttora tifosissimo dell’OM, sia impaziente di tornare a casa per chiudere il cerchio, scopre invece nel ragazzo un insospettato lato riflessivo, cosciente degli effetti negativi che può avere un ambiente caldo come quello marsigliese, ancor di più per chi vi è nato e cresciuto: “A Clermont mi trovo benissimo perchè non abbiamo troppa pressione. L’Auvergne è soprattutto una terra di rugby ed i calciatori vengono lasciati in pace…così posso fare una vita tranquilla da atleta, l’allenamento al mattino, la siesta dopo pranzo…a Marseille invece sarei sollecitato senza sosta, e questo non è compatibile con il calcio professionistico”, spiega Romain, che poi prosegue “Per un giovane che non ha mai giocato ad alto livello, penso quindi che ritrovarsi proiettato di colpo in un club come l’OM sia complicato. Ma in futuro, se dovessi fare carriera in Ligue 1, perchè no?”

Nome: Romain Alessandrini

Ruolo: Esterno offensivo/Trequartista

Data di nascita: 3 aprile 1989

Luogo di nascita: Marseille, France

Nazionalità: Francese

Altezza e peso: 173 cm per 70 kg

Piede preferito: Destro

Club di appartenenza: Clermont Foot (Arrivo al club: luglio 2010; scadenza contratto: giugno 2014)

Club precedenti: CA Plan-de-Cuques (1995-1999) – Olympique de Marseille (1999-2005) – FC Gueugnon (2005-2009)

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