Personaggi, Talenti

Il personaggio – Anche la Francia ha il suo Lionel Messi

Foto DDM, Michel Labonne

Quando il mese scorso la voce del probabile passaggio di Lionel Messi all’Angers SCO ha iniziato a circolare, sono stati in molti a pensare che si trattasse della solita burla. E invece era tutto vero: Lionel Messi è effettivamente uno dei dodici ragazzi selezionati al termine di una giornata di provini che la società angevina ha organizzato nello scorso febbraio al fine di individuare una serie di giovani giocatori suscettibili di integrare la rosa bianconera nella prossima stagione: ed il suo nome, insieme ad altri undici, è dunque comparso in un comunicato ufficiale pubblicato sul sito del club lo scorso 23 marzo, comunicato che ha dato il via al tam-tam mediatico procurando all’Angers, impegnato in una difficile battaglia per la permanenza in Ligue 2, un’ondata di pubblicità involontaria e proiettandolo inaspettamente sotto i riflettori; come conferma anche Axel Lablatinière, il nuovo responsabile dello scouting bianconero: “Quel giorno in sede il telefono non smetteva di squillare, tutti cercavano me, il presidente o il direttore generale per chiedere di Messi”. E così pian piano i tasselli sono andati al proprio posto ed il mistero si è svelato: il Lionel Messi che ha superato con successo i provini in questione, destinati esclusivamente a ragazzi delle classi 1995 e 1996, è un diciassettenne nato nel 1995 a Yaoundé, in Camerun, per poi sbarcare in Francia e raggiungere due anni fa la madre a Toulouse. Un curioso caso di omonimia, quindi, dovuto al fatto che in Camerun il cognome Messi è piuttosto diffuso ed alla coincidenza che ha voluto che la signora Jeannette scegliesse di chiamare il figlio proprio Lionel, in un momento in cui il futuro Pallone d’Oro aveva appena sette anni ed era ancora un perfetto sconosciuto; ed in questa coincidenza oggi Jeannette Messi ama vedere un segno di Dio: “Spero che portare questo nome possa dare al mio Lionel forza e coraggio”, dice.

Foto AFP

Lionel Messi Nyamsi, questo il suo nome completo, ha attirato l’attenzione dell’Angers e di altri club professionistici esagonali come il Nantes e lo Châteauroux mettendosi in luce con la maglia degli U17 del Toulouse Fontaines, club dilettantistico che gioca in DH (Division d’Honneur, sesta serie francese ndr): seconda squadra della Città Rosa, il Toulouse Fontaines prende il nome dal quartiere cittadino in cui ha sede ed è noto per avere una scuola calcio di qualità, da cui è passato tra gli altri il promettente portiere del Sochaux Pierrick Cros; il giovane Messi vi è approdato nell’estate 2011, dopo un breve passaggio nella vicina Cugnaux e dopo aver provato invano a bussare alla porta del Toulouse FC, che non acconsente a sottoporlo ad un provino ma promette di seguirlo. “La prima volta che mi ha detto il suo nome, gli ho chiesto di mostrarmi i documenti: credevo si stesse prendendo gioco di me”, racconta Éric Herriou, allenatore di Messi al Toulouse Fontaines, oggi preoccupato dell’effetto destabilizzante che potrebbe avere sul suo pupillo l’improvvisa notorietà, benchè sia lui che Jimmy Algerino, ex difensore del PSG ed oggi tecnico della prima squadra, assicurino che si tratti di un ragazzo con la testa sulle spalle. D’altronde, con un nome del genere, è inevitabile attirare l’attenzione su di sè: “Sapevo che prima o poi sarebbe successo, ma sinceramente non mi aspettavo che accadesse così presto”, racconta il diretto interessato all’autorevole quotidiano Le Parisien. “Il messaggio che voglio mandare a tutti è questo: non giudicatemi per il mio nome, ma per quello che sarò in grado di fare sul campo”, prosegue. E sul campo il Messi africano sembra per il momento cavarsela discretamente, anche se non potrebbe essere più differente dal suo illustre omonimo: alto quasi 1,88, molto forte fisicamente, è infatti un centrocampista difensivo che eccelle nei duelli e che all’occorrenza può occupare la posizione di difensore centrale. Herriou intravede in lui un grosso potenziale da sviluppare e ritiene che “tecnicamente non è male, ma a volte ha la tendenza a giocare con eccessiva sufficienza, un aspetto su cui dovrà indubbiamente lavorare”. Soprannominato Leo dai compagni di squadra, questo ragazzo dall’espressione sempre sorridente e un po’ sfrontata mostra di avere le idee chiare: non ancora professionista, ha già fatto sapere che, posto di fronte alla scelta tra Camerun e Francia, opterebbe per vestire la casacca dei Bleus. E parla del suo futuro con la sicurezza di un adulto: “Ci sono diversi club che mi seguono, ma per ora voglio pensare a finire bene la stagione col Toulouse Fontaines. Dopo valuterò con calma, comunque a questo punto è probabile che vada all’Angers”. Con la speranza di seguire le orme del modello a cui si ispira, il marsigliese Nicolas Nkoulou, anche lui in grado di disimpegnarsi nel doppio ruolo di difensore e centrocampista e cresciuto nel suo stesso quartiere di Yaoundé; e di realizzare un giorno il sogno più grande: “Giocare con Lionel Messi: con la stessa maglia o almeno da avversario”.

Ecco il comunicato apparso sul sito dell’Angers, che ha portato il club bianconero e Lionel Messi alla ribalta mediatica:

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