Analisi, Ligue 2

Il Bastia ad un passo dal sogno: il punto sulla Ligue 2 a otto giornate dalla fine

Dopo trenta giornate di campionato, come al solito in Ligue 2 regna il caos sia in testa che in coda: mentre si delinea sempre più chiaramente il primo verdetto, con lo Sporting Club Bastia che a meno di un inatteso crollo presto festeggerà il suo ritorno nella massima serie dopo sette anni di assenza, e mentre per un’altra delle tre neopromosse, l’Amiens, appare invece molto probabile un ritorno in National, per il resto tutto rimane ancora aperto a qualunque finale. Analizziamo brevemente la situazione di ciascuna delle venti squadre.

Diallo e Khazri, i gioielli del Bastia

1) SC Bastia, p. 59 – Il primo posto in classifica con nove punti di vantaggio sulla seconda e soprattutto dodici sulla quarta, di gran lunga il miglior attacco (50 reti fatte) e la miglior difesa (25 reti subite) della categoria, il maggior numero di vittorie (17), l’unico campo ancora inviolato tra Ligue 1 e Ligue 2, quel pizzico di fortuna che da sempre accompagna le squadre più forti e che si manifesta in piccoli episodi favorevoli al momento giusto: con un quadro simile, è oggettivamente difficile immaginare che qualcosa possa fermare il Bastia di Frédéric Hantz ed infrangere i suoi sogni di promozione, sebbene il fatto che i corsi abbiano perso cinque volte in campionato – comunque la squadra che ha perso di meno – indica chiaramente che, lungi dall’essere perfetti, abbiano piuttosto saputo approfittare al massimo degli stenti altrui per prendere il largo. Quello che è certo è che il primato in classifica non è frutto di casualità, ma è specchio fedele di una superiorità abbastanza netta nei confronti delle altre contendenti sul piano collettivo come su quello delle individualità, tra le quali spiccano un Rothen che in molti avevano dato troppo presto per finito e che sta invece disputando un campionato di altissimo livello davanti alla difesa, ed i due giovani gioielli Sadio Diallo e Wahbi Khazri, dispensatori di gol e assist. A questa evidenza si aggiunge quella non meno fondamentale di un gruppo di cemento dove tutti remano dalle stessa parte, il cui perfetto simbolo è un giocatore come El Azzouzi, comprimario che ogni volta che è stato chiamato in causa ha dato un contributo più che prezioso, con l’eccezionale media di sette reti in sole sette partite da titolare. E così, forti anche del calore di un pubblico che sta facendo registrare un’affluenza tra le più alte della Ligue 2 con una media di 9736 spettatori a partita, cifra straordinaria per una città di appena 40.000 abitanti, i Turchini marciano spediti verso la massima serie, ormai ad un passo dal perpetuare una sorprendente consuetudine: dopo l’Arles-Avignon nel 2009-2010 e l’Evian Thonon-Gaillard nel 2010-2011, il Bastia sarebbe infatti la terza squadra consecutiva a cui riesce il clamoroso doppio salto dal National alla Ligue 1.

2) Stade de Reims, p.50 - Partiti a spron battuto tra lo stupore generale dopo avere lottato per la salvezza nel campionato precedente ed aver per di più perso molti elementi cardine durante l’estate, gli Stadistes hanno in seguito rallentato per poi conoscere una vera e propria crisi a cavallo tra febbraio e marzo, con due soli punti raggranellati in cinque partite e le due pesanti sconfitte casalinghe consecutive contro Tours e Sedan in un Auguste Delaune fino ad allora inespugnato; dalla troppa precipitazione, dal nervosismo, dai numerosi errori o dall’incapacità di gestire i vantaggi – che emerge anche dal dato che vuole il Reims nettamente in testa alla classifica se si prendono in considerazione solo i primi tempi – è apparsa in tutta la sua evidenza la difficoltà a sopportare la pressione creata dall’inaspettata fuga, in una piazza esigente e nostalgica delle glorie passate che attende la Ligue 1 dal 1979, e che quando le cose vanno meno bene tende a farsi trascinare dal pessimismo e a creare un clima negativo intorno alla squadra, come dimostrano le voci che si sono immediatamente diffuse su presunti screzi all’interno dello staff tecnico e tra lo staff tecnico ed i dirigenti, voci che il presidente Caillot si è poi  affrettato a smentire. Ma nonostante tutto, complice la mediocrità delle inseguitrici che non hanno saputo approfittarne, i biancorossi sono rimasti sul podio, nella più alta posizione di classifica occupata a questo punto della stagione dal momento della risalita in Ligue 2 nel 2002, e questo potrebbe essere un segnale; soprattutto perchè, dopo un costruttivo confronto interno, i rémois sembrano essere ripartiti sul binario giusto e hanno preso sette punti nelle ultime tre partite. Certo, si tratta di una squadra con diversi limiti, mentali ed anche di organico, ed il vantaggio sul quarto posto è di sole tre unità, ma la formazione di Fournier conserva ancora qualche asso nella manica: la fiducia in risalita, il miglior rendimento casalingo dopo quello del Bastia, una certa facilità ad andare in gol grazie anche all’eccellente stagione del capocannoniere del campionato Kamel Ghilas, un calendario che dopo qualche scoglio immediato si presenta in discesa nelle ultime quattro giornate; continuare a sognare è dunque lecito.

Il Clermont si aggrappa alla vena della sua stella, Romain Alessandrini

3) Clermont Foot Auvergne, p.48 - Il Clermont è un altro candidato che di certo non partiva con ambizioni di promozione, visto il terzultimo budget della categoria e la scarsa propensione agli sprechi dell’oculatissimo presidente Michy, ma a cui un inatteso girone d’andata concluso da campione d’autunno e da miglior squadra in trasferta del campionato faceva legittimamente sognare una Ligue 1 che – unico tra i venti di Ligue 2 – il club dell’Auvergne non ha mai conosciuto nella sua storia. Ma poi, in una formazione che per la verità non aveva mai entusiasmato ma che si era sempre mostrata solida e opportunista, qualcosa si è inceppato e dopo una serie di otto partite senza vittoria (cinque pareggi, tre sconfitte) due settimane fa i rossoblu sono scesi per la prima volta dal podio che occupavano da sette mesi, scavalcati dal Troyes vincitore nello scontro diretto. Una certa percentuale di colpa di questo declino è sicuramente da attribuire agli infortuni, che su un organico magro hanno logicamente un peso specifico ancora maggiore: se il camerunense Ekobo, fondamentale a centrocampo con la sua esperienza ed il suo impatto fisico, è finalmente in procinto di tornare, sono invece persi fino a fine stagione il miglior marcatore rossoblu Jean-François Rivière, grande protagonista della prima metà di stagione con i suoi dieci gol, per via di una frattura del piede ed il difensore Perrinelle, il capitano, per una rottura parziale del legamento del ginocchio; a gennaio si era pensato di sopperire all’assenza del primo facendo tornare in prestito Sloan Privat, che con la maglia del Clermont l’anno scorso aveva segnato venti reti e che a Sochaux fatica a trovare spazio, ma l’esiguità delle finanze non ha consentito l’operazione. Con la crisi di risultati sono arrivati anche i primi segni di nervosismo, in particolar modo da parte del tecnico Michel Der Zakarian, che prima è stato squalificato per otto giornate per avere attaccato l’arbitro al termine della partita contro il Lens, poi se l’è presa con il pubblico amico: “Ci giochiamo la promozione in uno stadio vuoto: lo trovo scandaloso. La gente qui non ama il calcio”, ha dichiarato alla stampa, suscitando diverse polemiche in una città che da sempre è più attratta dal rugby ed in cui l’affluenza media allo stadio in questa stagione supera di poco i 5.000 spettatori. Venerdì scorso al Gabriel Montpied è finalmente arrivata la vittoria in rimonta contro il Le Havre in caduta libera (2-1), la prima dal 2-1 al Bastia del 28 gennaio, che visto il contemporaneo pari del Troyes ha consentito di riappropriarsi del podio: troppo presto per dire se si tratta di un semplice episodio o di una reale inversione di tendenza.

Il tecnico dell’ESTAC Jean-Marc Furlan – foto da Ouest-France

4) ES Troyes Aube Champagne, p.47 - Pur senza fare cose eclatanti, l’ESTAC dà l’impressione di essere una delle squadre del momento, reduce da una sola sconfitta nelle ultime otto gare e da una silenziosa scalata in classifica che l’ha portata ad un solo punto dal terzo posto. La formazione di Jean-Marc Furlan, esteta del calcio a cui è stata frettolosamente appiccicata l’etichetta di allenatore perdente – ingiusta anche considerando che si è trovato a lavorare in contesti difficili dal punto di vista ambientale come Nantes e Strasbourg – può contare su un impianto di gioco collaudato ed appare una delle più convincenti sul piano degli equilibri e degli automatismi; unica in Ligue 2 a schierarsi d’abitudine con un 4-4-2 a rombo, è un mix riuscito di giovani interessanti (i due esterni Sidibé e Nsakala, il portiere Thuram-Ulien) e di giocatori con esperienza nella categoria, come i brasiliani Marcos Dos Santos e soprattutto Thiago Xavier, perno e trascinatore dei biancoblu, e dispone di rincalzi di qualità che hanno consentito di sopperire ai molti infortuni che hanno falcidiato la rosa. Finora è sempre mancato qualcosa per fare il definitivo salto di qualità ed in passato sono stati spesso sbagliati gli appuntamenti importanti, ma in questo senso i segnali dati nelle ultime due partite fanno ben sperare: nelle due sfide chiave contro due rivali dirette per la promozione sono arrivate prima la vittoria casalinga sul Clermont con un’entusiasmante rimonta nell’ultimo quarto d’ora in uno stadio in delirio, poi il pari strappato con i denti alla Beaujoire di Nantes al termine di una partita di grande sofferenza, con una squadra che quindi dà l’impressione di sapersi adattare a situazioni di gioco differenti. Punti a favore sono anche l’ottimo rendimento allo Stade de l’Aube, dove gli uomini di Furlan sono sostenuti da un pubblico numeroso ed entusiasta, ed il buono stato di spirito del gruppo, mentre il calendario è di media difficoltà: non poche trasferte complicate (Monaco ed Arles-Avignon in gran forma, il derby con il Reims, Istres), ma anche l’opportunità di ospitare diverse squadre di bassa classifica (Amiens, Boulogne, Le Havre).

Nicolas Fauvergue, un attaccante che in Ligue 2 fa sempre la differenza

5) CS Sedan Ardennes, p.45 -  Per il secondo anno consecutivo gli ambiziosi Sangliers delle Ardenne partecipano al rush finale per la promozione in Ligue 1, già sfiorata in precedenza nel 2008, ma ancora una volta non sono convincenti sino in fondo. Mentre il Sedan versione 2010-11 di Landry Chauvin stentava in trasferta ed aveva in compenso nelle mura amiche del Louis Dugauguez un fedele alleato, che gli aveva infatti consentito di concludere il campionato con il secondo miglior bottino interno dopo quello dell’Ajaccio, l’attuale Sedan di Guyot ha curiosamente invertito questa tendenza: dopo l’inizio sulla falsariga della scorsa stagione, con cinque vittorie nelle prime sette partite casalinghe, non vince al Dugauguez dal 2-1 al Laval del 25 novembre scorso e da allora ha messo insieme cinque pareggi e due sconfitte, senza riuscire a cogliere un solo successo nel 2012 in sei uscite; per contro, ha recentemente strappato al Clermont lo scettro di miglior squadra in trasferta, dove si è già imposto sei volte come lo stesso Clermont ed il Bastia. Si tratta di una tendenza che in parte rispecchia le caratteristiche della squadra, micidiale in contropiede ma maggiormente in difficoltà quando si tratta di aggirare blocchi compatti; anche se va sottolineato che nell’ultimo pareggio casalingo contro il Lens i rossoverdi sono apparsi in netto progresso e sul risultato ha inciso anche un po’ di sfortuna, con svariate occasioni e due pali colpiti. Comunque sia, la produzione offensiva sembra essere l’ultimo dei problemi della squadra di Guyot,  forte del secondo miglior attacco della categoria dietro il Bastia con 45 reti, di cui 19 messe a segno dalla coppia Fauvergue-Mohamed Diallo: è piuttosto il reparto arretrato che desta qualche preoccupazione, soprattutto da quando a gennaio il pilastro Wesley Lautoa è partito alla volta di Lorient ed il tecnico, dopo vari esperimenti poco convincenti, ha deciso di stringere al centro Florentin Pogba, che aveva già occupato quella posizione a inizio carriera; è inutile dire che le 37 reti incassate fin qui costituiscono una cifra spropositata per una pretendente alla Ligue 1. Se ad ogni modo il periodo degli ardennesi è positivo, con una striscia di imbattibilità che dura da sette partite, dal canto suo il calendario appare complicato, prevedendo in particolare quattro teorici scontri diretti per la promozione nelle ultime quattro giornate (Tours, Clermont, Châteauroux, Nantes).

I compagni festeggiano Diego che ha appena segnato lo splendido gol della vittoria sull’Angers della trentesima giornata (Foto Guillaume Souvant)

6) Tours FC, p.44 -  Molto diverso nello stile di gioco da quello di Daniel Sanchez, il nuovo Tours di Peter Zeidler si è finora distinto dal suo predecessore anche per la diversità della sua parabola stagionale: se nel passato campionato i Tourangeaux avevano dominato nel girone di andata sognando a lungo la Ligue 1 per poi crollare miseramente a primavera, quest’anno dopo una prima parte tutto sommato anonima caratterizzata da troppa discontinuità di risultati, sono riusciti ad issarsi a sorpresa a soli quattro punti dal podio in virtù della striscia positiva di tre vittorie ed un pareggio nelle ultime quattro gare, la migliore serie messa in fila dall’inizio della stagione. Viste le tante contendenti in lotta, la maggior parte delle quali meglio attrezzate del Tours, è difficile pensare che questo exploit possa tradursi in qualcosa di più concreto, ma in ogni caso la squadra ciel et noir merita applausi soprattutto perchè ha dovuto fare fronte a un’impressionante catena di infortuni che ha messo fuori gioco per settimane praticamente l’intera squadra titolare, a cominciare dal brasiliano Diego Rigonato, sempre più leader tecnico ed autore di sei gol e sei assist, per proseguire via via con altri uomini chiave quali Moimbe, Cardy, Buengo, Oniangue, Kévin Lejeune, Fabre, Sartre: fondamentale si è rivelato così il contributo dei giovani lanciati nella mischia da Zeidler, come Léo Schwechlen, difensore ventiduenne pescato nella squadra riserve del Monaco che forse l’ha scartato un po’ troppo frettolosamente, l’attaccante Rémi Biancardini, diciannovenne non ancora professionista che ha già firmato due gol in Ligue 2, il centrocampista classe 1990 Yancoub Meité o l’ultimo arrivato Billy Ketkeophomphone, talentuoso franco-laotiano liberatosi a gennaio dal Sion per i noti problemi di tesseramento del club svizzero. Il calendario da qui alla fine non è semplice, con sole tre partite in casa e cinque fuori nelle ultime otto giornate, ma c’è da osservare che il Tours è una squadra che sembra trovarsi maggiormente a proprio agio in trasferta, per il suo gioco basato su un pressing aggressivo nella metà campo avversaria; a meno di un improvviso crollo finale, si può già considerare soddisfacente il primo bilancio del tedesco Zeidler, debuttante assoluto nel calcio francese che ha portato idee interessanti e si è fatto conoscere come un personaggio molto positivo.

Maxime Bourgeois in azione in Châteauroux-Amiens – copyright foto Patrick Gaida

7) La Berrichonne de Châteauroux, p.44 - Nella sua lunga esistenza la Berrichonne non aveva mai fatto molto parlare di sè – se non gli storici del calcio, essendo uno dei club francesi più antichi – fino a quell’indimenticabile campionato di Ligue 2 1996-97 nel quale, partita come sempre con l’unico obiettivo di salvarsi, nella parte finale della stagione aveva saputo approfittare delle circostanze favorevoli per dar vita ad una miracolosa rimonta in classifica che l’aveva condotta alla prima e unica promozione nella massima serie in più di un secolo di storia; il sogno della Ligue 1 sarebbe durato lo spazio di una stagione e i Castelroussins sarebbero presto rientrati nei ranghi, conservandone il ricordo indelebile. Dopo tanti campionati nelle retrovie e più di una salvezza ottenuta in extremis, quest’anno per la prima volta si ripresenta una situazione simile a quella del ’97 e, forti del raggiungimento già alla trentesima giornata della fatidica quota 44 – che salvo sconvolgimenti clamorosi equivale all’obiettivo raggiunto – e del vantaggio di giocare con la testa sgombra, i Berrichons potrebbero accarezzare la folle idea di riprovarci. Effettivamente, l’inizio di campionato è stato complicato ma poi la squadra rossazzurra ha risalito velocemente la classifica grazie alle nove vittorie ottenute nel 2012; il periodo d’oro è coinciso con l’intuizione di Didier Tholot, che ha sempre goduto dell’appoggio della società anche nei momenti negativi, di spostare Maxime Bourgeois, il giovane esterno giunto in prestito dall’Auxerre, dalla fascia sinistra al ruolo di unica punta nel suo 4-2-3-1: il ragazzo ha scoperto in sè un’insospettabile vena di goleador ed è stato uno degli artefici della scalata con le sue nove reti, insieme Claudio Beavue, altro elemento in prestito di proprietà del Troyes, nove gol anche lui, e ad Akim Orinel, il miglior uomo assist del campionato con i suoi nove passaggi decisivi: tutti giocatori rapidi e tecnici che si esaltano sul nuovo terreno sintetico del Gaston Petit. Per la Berrichonne, squadra senza mezze misure che ha pareggiato solo cinque volte alternando con disinvoltura vittorie e sconfitte, al di là dei corsi e ricorsi storici l’impresa sembra oggettivamente molto difficile, se non altro perchè delle pretendenti alla promozione è quella messa peggio sul piano della differenza reti, prima discriminante in caso di arrivo a pari punti: logica conseguenza di una retroguardia colabrodo che ha già incassato quaranta gol, la peggior difesa in assoluto della categoria.

Adrien Trebel in azione contro il Troyes: i canarini hanno perso una grossa occasione

8) FC Nantes, p.42 -  La mancata vittoria contro il Troyes nello scontro diretto di lunedì sera ha assunto di fronte agli spettatori accorsi come sempre numerosi alla Beaujoire le sembianze di una sentenza, che con ogni probabilità ha sancito la fine anticipata dei sogni di promozione dei Canaris, costretti per l’ennesima volta a riporli nel cassetto e a rimandarli alla stagione successiva. Eppure quest’anno gli ingredienti non mancavano: l’organico è complessivamente di qualità, con un undici titolare in cui si sono imposti giovani interessanti come i prodotti della Jonelière Veretout e Trebel a centrocampo e l’ottimo acquisto estivo Florian Raspentino in attacco, giocatore che è stato pescato in CFA nelle fila dell’Agde e non ha mai frequentato un centro di formazione ma non ha patito l’impatto con la Ligue 2; anche gli innesti di gennaio si sono rivelati azzeccati, in particolare quello del ventunenne polacco Krychowiak – già molto positivo l’anno scorso con la maglia del Reims – che è arrivato in prestito dal Bordeaux e ha conferito solidità al centrocampo.  Inoltre si comincia a vedere la mano di Landry Chauvin, che ha saputo dare un’idea di gioco ad una squadra che adesso generalmente assume il controllo della manovra, come si è visto anche contro il Troyes in cui i gialloverdi hanno condotto una gara d’attacco dall’inizio alla fine, creando anche diverse occasioni. Ma i Canaris mancano ancora della maturità necessaria per fare il definitivo salto di qualità, poichè spesso errori nelle due zone chiave del campo costano punti e poichè è evidente la mancanza di personalità di una squadra che lontano dalla Beaujoire perde le sue sicurezze: solo undici sono infatti i punti raccolti fin qui in trasferta, con due successi in quindici partite, bottino superiore soltanto a quello dell’Amiens ultimo in classifica e certamente insoddisfacente per una squadra con ambizioni di promozione. Tutte le volte che una brillante vittoria ha offerto l’occasione per avvicinarsi al podio, la partita successiva è stata fallita e ora che il successo manca da cinque gare è obiettivamente difficile pensare di riacciuffare il treno, anche se una delle ragioni del fascino della Ligue 2 è la sua capacità di riservare sempre nuove sorprese.

Nassim Akrour con i suoi trentasette anni è il giocatore di campo più anziano della Ligue 2 insieme a Sylvain Wiltord

9) FC Istres Ouest Provence, p.42 – In Ligue 2 ed in generale nel calcio francese la tendenza dominante è quella di dare il prima possibile fiducia ai giovani, scelta di per sè estremamente positiva che come tutte le cose ha il suo rovescio della medaglia, ovvero la constatazione che a chi ha superato la trentina raramente viene concessa una chance: l’Istres è dunque in perfetta controtendenza, avendo scelto di puntare forte su uno zoccolo duro di ultratrentenni capitanato dall’inossidabile algerino Nassim Akrour, capocannoniere degli Aviateurs con le sue otto reti in campionato, un classe 1974 con una capacità polmonare straordinaria che gli consente di correre più di un ragazzino: insieme a lui anche Menetrier (33), Chelle (34) e Kehiha (34) sono abituali titolari nell’undici del corso José Pasqualetti. Ed evidentemente la ricetta dell’esperienza dà i suoi frutti perchè, messa alle spalle una prima parte di stagione complicata che aveva fatto temere di venire risucchiati in zona retrocessione, negli ultimi due mesi i Violets hanno ingranato e con un bilancio parziale di tre vittorie, quattro pareggi ed una sola sconfitta hanno scalato diverse posizioni in classifica. Nel frattempo al fianco dei veterani è esploso l’attaccante Nicolas De Préville, ventenne fiore all’occhiello del centro di formazione provenzale, già convocato con la Francia U20 e a segno sei volte in campionato, preso sotto l’ala da Akrour che divide con lui la camera nei ritiri ed è prodigo di buoni consigli: anche grazie alla sua strana coppia, il vecchio ed il bambino, l’Istres ha il quarto migliore attacco dopo Bastia, Sedan e Reims. Squadra che ama giocare, segna tanto e subisce altrettanto, ben trentasette gol, dimostra carattere con la sua capacità di rimontare gli svantaggi (sarebbe seconda in classifica dietro il Bastia se si considerassero solo i secondi tempi) e quella di tirarsi fuori senza troppi danni dai periodi negativi (quattro sconfitte consecutive tra campionato e coppa ad agosto, sette partite consecutive senza vittoria in campionato tra fine settembre e i primi di dicembre); ed è da sottolineare il fatto che si tratta di un club costretto da sempre a fare le nozze con i fichi secchi, dovendo fare i conti con il più piccolo budget della categoria, poco più di cinque milioni di euro, e con gli spalti del Parsemain desolatamente vuoti.

Il talentuoso Knockaert in azione con la maglia del Guingamp

10) En Avant Guingamp, p.38 -  La bella serie messa in fila dal Guingamp tra la nona e la sedicesima giornata, con due pari e sei vittorie, aveva proiettato i bretoni sul podio per la prima volta dall’inizio della stagione ed aveva illuso l’ambiente; anche perchè la squadra è tra le più ricche di talento della categoria, con perle come il centrocampista congolese Gianelli Imbula (1992) o lo sgusciante attaccante dell’U20 francese Anthony Knockaert (1991) destinate sicuramente ad animare il prossimo mercato, e perchè i rossoneri sono sempre stati in grado di produrre gioco ed occasioni anche nelle partite in cui il risultato non ha loro sorriso: merito soprattutto del giovane tecnico Jocelyn Gourvennec, meticoloso profeta del bel gioco che con un Guingamp prolifico ed effervescente aveva raccolto tanti consensi già nella scorsa stagione in National. Ma dalla diciassettesima giornata in avanti sono arrivate solo due vittorie, sia pure convincenti ed ottenute contro avversari blasonati come Nantes e Lens, ed i sogni sono stati accantonati e sostituiti dalle preoccupazioni per una salvezza tutt’altro che acquisita. I punti deboli evidenti di questa squadra sono senz’altro l’incapacità di capitalizzare al massimo quanto produce ed una difesa che dalla partenza a stagione iniziata di Bakary Koné per Lyon ha cominciato a imbarcare acqua da tutte le parti: in questo senso nelle ultime partite si è visto un miglioramento, grazie soprattutto all’inserimento di Gregory Cerdan, roccioso centrale (1, 90 per 86 kg) di grande esperienza lasciato libero dal Le Mans e arrivato a gennaio, ripresosi di recente da un grave infortunio ai legamenti del ginocchio. Tirando le somme, la sensazione è che si tratti di una squadra ancora troppo immatura per pensare in grande già quest’anno, ma sufficientemente ricca di qualità intrinseca per rimanere al riparo dalle brutte sorprese.

Il pubblico del Bollaert, il più caldo della Ligue 2

11) RC Lens, p.38 -  Specialmente dopo le promesse lasciate intravedere in estate, in pochi si aspettavano che la stagione del Lens avrebbe ben presto virato verso l’attuale mediocrità: eppure, esempi come quello del Nantes insegnano che la Ligue 2 è una trappola insidiosa della quale è più facile di quanto non si pensi rimanere prigionieri, e che non sono sufficienti un budget più alto o un organico di maggiore qualità, nè tantomeno il blasone o un pubblico appassionato – il Lens ha il record di affluenza media del campionato con 22.055 spettatori a partita –  a garantire automaticamente la risalita. In un momento storico non semplice per il club campione di Francia nel 1998, con le difficoltà finanziarie che hanno costretto il presidente storico Gervais Martel a cedere la maggioranza delle azioni all’istituto bancario Crédit Agricole du Nord, i guai giudiziari di quest’ultimo e le complicazioni legate al rinnovo dello Stade Bollaert in vista degli Europei del 2016, i Sang et Or hanno commesso l’errore di sottovalutare le insidie di una categoria in cui è impensabile vincere le partite se non si è al massimo dal punto di vista psicofisico, come dimostrano i troppi risultati mediocri conseguiti soprattutto contro le squadre della seconda metà di classifica. Certamente non aiutato dalla totale rivoluzione estiva nell’organico e dai rimaneggiamenti successivi, Jean-Louis Garcia, l’architetto del miracolo Angers chiamato all’inizio di questa stagione per riportare il club in Ligue 1, ha dato l’impressione di essere disorientato, continuando a ruotare uomini e moduli senza riuscire a trovare la quadratura del cerchio. Nelle ultime due partite è infine tornato al suo 4-4-2 di riferimento, abbandonato alle prime difficoltà autunnali, schierando una coppia d’attacco complementare formata da una punta guizzante ed opportunista come Toudic associata ad una potente, il belga Pollet – capocannoniere dei Sang et Or – oppure il giovane Koita, arrivato in prestito a gennaio dal Montpellier; sebbene per la verità il Lens abbia continuato a non entusiasmare,  sono però arrivati quattro punti importanti tra Nantes e Sedan: che Garcia abbia trovato il bandolo della matassa in tempo per il finale di stagione?

Anthony Losilla, una delle rivelazioni del Laval

12) Stade Lavallois, p.37 -  L’inizio di stagione del Laval era stato incoraggiante e lasciava presagire un campionato più tranquillo rispetto a quello passato, nel quale la salvezza matematica era arrivata alla terzultima giornata; ma la spirale negativa in cui la squadra della Mayenne è stata risucchiata inizia a diventare preoccupante visto che il cuscinetto che separa dal terzultimo posto si è ridotto ormai a soli quattro punti: la vittoria manca dal 3-1 sull’Amiens del 17 febbraio e da quel momento in avanti i Tangos hanno ottenuto soltanto quattro pareggi e quattro sconfitte. É chiaro che urge un’inversione di tendenza ed in questo senso ciò che più rassicura è il fatto di poter contare sull’abitudine a lottare per la salvezza anno dopo anno e su una situazione ambientale serena e stabile, con Philip Hinschberger che è l’allenatore più longevo della Ligue 2, in carica dall’estate 2007. Per contro, la squadra non offre particolari garanzie nè sul piano difensivo, nonostante paradossalmente abbia rivelato uno dei giovani difensori più interessanti del campionato come Lindsay Rose, nè tantomeno su quello offensivo, evidenziando spesso difficoltà a creare gioco e a rendersi pericolosa; inoltre non sembra poter contare sugli assi nella manica decisivi nella passata stagione, ovvero la vena di Jérôme Lebouc, che l’anno scorso era stato l’autentico trascinatore verso la salvezza ma quest’anno sembra molto meno ispirato, ed il ruolo dello Stade Francis Le Basser, che nel 2011-12 era stato violato per la prima volta all’ultima giornata a giochi ormai fatti mentre nel campionato in corso è già espugnato quattro volte. Per di più il calendario è insidioso, con due rivali dirette da affrontare fuori casa (Le Mans e Boulogne) e diversi scontri con squadre in lotta per la promozione (Sedan, Châteauroux, Clermont in trasferta all’ultima giornata).

Mohamed Yattara è destinato a tornare all’OL nella prossima stagione: prima però vuole aiutare l’Arles-Avignon a conquistare la salvezza – foto Maxppp

13) AC Arles-Avignon, p.37 -  Quasi tutti avevano già seppellito l’Arles-Avignon, che dopo aver fatto scalpore con la sua rapida scalata dal CFA 2 alla Ligue 1 sembrava destinato a compiere con altrettanta velocità il percorso inverso, al termine di una prima parte di stagione disastrosa che l’aveva inchiodato al penultimo posto della classifica. Neanche il tentativo di dare la classica scossa con un cambio di guida tecnica, sostituendo a novembre Faruk Hadzibegic con Thierry Laurey, fermo dopo la retrocessione in National con l’Amiens nel 2009, aveva apparentemente dato i frutti sperati e l’1-5 interno subito nel derby provenzale con l’Istres nell’ultima partita prima della sosta natalizia era suonato come un canto del cigno anticipato. E invece proprio durante la sosta sono stati piantati i semi della rinascita, con una campagna di mercato invernale che è riuscita realmente nell’obiettivo di rinforzare la squadra, permettendo di disfarsi di alcuni elementi difficili da gestire come Gigliotti, giocatore talentuoso che però in Provenza non si è ambientato, e di arruolare diverse nuove leve che si sono rivelate funzionali al progetto: il colpo da maestro è stato ottenere il prestito dal Lyon di Mohamed Yattara, diciottenne di sicuro avvenire che ha già messo a segno cinque gol con la maglia gialloblu e la cui classe ha contribuito a risolvere i problemi offensivi della formazione di Laurey. Parallelamente, anche la fragilità difensiva sembra un ricordo dopo il passaggio alla difesa a cinque studiato dal nuovo tecnico: i soli due gol subiti nelle ultime sei uscite fanno ben sperare. E così, dal sorprendente 1-0 conquistato dopo la sosta sul campo fino a quel momento inviolato del Troyes, ha avuto inizio la sorprendente serie di dodici partite senza sconfitte, la più lunga striscia positiva attualmente in corso in Ligue 2, e la salvezza non è più un miraggio.

Ibrahima Touré, acquisto azzeccato

14) AS Monaco FC, p.37 -  La grande paura sembra ormai alle spalle: con una striscia di imbattibilità che dura da sette partite, nelle quali hanno portato a casa diciassette punti su ventuno possibili, i monegaschi sono finalmente riusciti a trascinarsi fuori da quella zona retrocessione in cui erano impantanati dall’inizio del campionato e sulla quale ora hanno un vantaggio di quattro unità: con ventuno punti conquistati in undici incontri quella di Simone è – insieme all’ESTAC – la miglior squadra del ritorno dopo il Bastia, e considerando il basso ritmo tenuto nelle posizioni di testa sarebbe bastato racimolare solo qualche punticino in più nel girone di andata per essere una credibile pretendente alla promozione, vista anche la qualità e profondità dell’organico. In realtà, dopo i quattro difficilissimi mesi iniziali caratterizzati da un’unica vittoria contro l’Arles-Avignon, c’erano stati i primi segnali di ripresa tra dicembre e gennaio con altri due vitali successi contro Istres e Amiens, prima che le difficoltà derivate dall’improvviso e contemporaneo inserimento in squadra degli innumerevoli rinforzi invernali voluti dalla proprietà russa fresca d’insediamento causassero un nuovo momento di sbandamento, con due sconfitte consecutive alla ventitreesima e ventiquattresima giornata; ma dalla venticinquesima in avanti, l’amalgama tra vecchi e nuovi è sembrato finalmente compiersi ed il Monaco ha dato l’impressione di svoltare, sprigionando una diversa sensazione di forza: tra gli innesti che si sono rivelati vincenti spicca senza dubbio quello del ventiseienne attaccante senegalese Ibrahima Touré, giocatore praticamente sconosciuto al grande pubblico dopo una carriera da giramondo tra Iran, Marocco, Cina ed Emirati Arabi, autore di sei gol fondamentali in sole sette apparizioni da titolare. Va dato il giusto merito a Marco Simone che, sebbene abbia penato parecchio tra continui cambi di uomini e moduli, è rimasto saldo nella tempesta senza farsi influenzare in negativo dalle sempre più insistenti voci su possibili sostituti contattati dai dirigenti, fino a trovare assetto, risultati e – pare – anche la fiducia della proprietà. Il nuovo clima di serenità che si respira si estende pure alla società, dove l’autoritario direttore sportivo Evgeny Smolentsev, che Rybolovlev aveva nominato a dicembre e che aveva instaurato un clima di terrore tra i dipendenti, è stato sostituito dal duo formato dal norvegese Tor Kristian Carlsen e dal belga Filips Dhondt.

Le speranze del Le Havre si affidano all’estro di Ryan Mendes da Graça

15) Le Havre AC, p.36 -  Il Le Havre che sognava di festeggiare l’inaugurazione del suo nuovo stadio da 25.000 posti, prevista per il prossimo 12 luglio, con la promozione in Ligue 1, deve piuttosto preoccuparsi di scongiurare il rischio di inaugurarlo in National. L’unica vittoria in tutto il girone di ritorno è il 3-1 al Guingamp del 24 febbraio e la precedente risaliva a ben tre mesi prima, il 25 novembre, quando  alla quindicesima giornata un illusorio 3-0 all’ESTAC aveva consentito agli uomini di Daury di installarsi provvisoriamente sul podio alle spalle di Clermont e Reims, prima di iniziare una lenta ed inesorabile discesa: ora la classifica, con tre soli punti di vantaggio sulla zona rossa, inizia a farsi veramente preoccupante, così come la sterilità offensiva di una squadra che è andata in gol solo due volte nelle ultime sei giornate, nelle quali sono arrivati tre pareggi casalinghi e tre sconfitte esterne. Non è un caso che i problemi offensivi siano coincisi con il calo di rendimento di Ryan Mendes da Graça (qui un breve profilo), ancora a secco nel 2012 in campionato dopo un inizio di stagione scoppiettante, e la speranza di chi tiene alle sorti dei Ciel et Marine è che la stellina capoverdiana ritrovi presto la vena, per dare una mano ad una squadra in cui i giocatori in grado di fare la differenza non abbondano, con gli innesti estivi e poi quelli del mercato di gennaio che complessivamente si sono rivelati deludenti. Per il resto, i punti di forza a cui aggrapparsi sono essenzialmente due: la solidità del reparto arretrato, paradossalmente la seconda miglior difesa del campionato insieme a quella di un’altra concorrente per la salvezza come il Le Mans, merito anche delle prodezze del giovanissimo portiere Zacharie Boucher, che ha ormai scalzato l’haitiano Placide nella gerarchia tra i pali; ed il rendimento tra le mura amiche del Jules Deschaseaux, dove i normanni hanno perso una sola partita, contro il Clermont nel girone di andata (0-2). Inutile dire che sarà fondamentale afferrare la mano tesa dal calendario facendo bottino pieno negli incontri casalinghi previsti nelle ultime otto giornate contro le rivali dirette Boulogne, Amiens e Angers.

Il tecnico Bijotat festeggiato da tutta la panchina del Metz dopo il gol decisivo di Delort contro il Boulogne – copyright foto Wirtz

16) FC Metz, p.36 - Altro club dalla lunga tradizione nella massima serie che rischia grosso, dopo essersi già salvato per il rotto della cuffia nel finale della passata stagione. La sofferta vittoria ottenuta nell’ultimo turno di campionato al Saint-Symphorien contro il Boulogne ferma l’emorragia di dodici partite senza successi culminata nella sconfitta interna della settimana precedente contro il Le Mans, sportivamente ancora più drammatica perchè arrivata contro una concorrente diretta; si trattava del secondo ciclo terribile dei Grenats che già nel girone di andata avevano subito cinque sconfitte consecutive tra l’ottava e la dodicesima giornata: la cosa curiosa è che le due serie nere sono stati intervallate da una striscia di cinque vittorie di fila in campionato, segno di una squadra nel bene e nel male capace di tutto. Comunque sia, alla vigilia della sfida con il Boulogne il presidente Bernard Serin aveva lanciato un ultimatum all’allenatore Olivier Bijotat attraverso le colonne del quotidiano locale Le Republicain Lorrain: e se Bijotat certamente non c’è rimasto bene e si è detto deluso dall’aver constatato una scarsa unità d’intenti nell’ambiente intorno alla squadra, ha potuto in compenso constatare che la maggioranza dello spogliatoio è con lui, vista l’abnegazione messa in campo contro il Boulogne e la maniera in cui il tecnico è stato festeggiato dal gruppo al momento del gol decisivo. Inoltre, sembra essersi rivelata azzeccata la sua scelta di rinunciare all’abituale 4-2-3-1 per passare ad un inedito 4-4-2 affiancando davanti Andy Delort, il giovane attaccante arrivato a gennaio in prestito dall’Ajaccio, a Mathieu Duhamel, nell’intento di provare a rivitalizzare un reparto offensivo che è il vero tallone d’Achille dei loreni, essendo il peggiore in assoluto della categoria con soli 23 gol segnati: proprio Delort ha ripagato Bijotat con la rete della vittoria. Questi piccoli segnali, una difesa che subisce complessivamente poco ed il fatto di aver già superato vittoriosamente una battaglia per la salvezza nello scorso campionato sono i principali elementi che inducono all’ottimismo.

Keseru e Charbonnier nella foto di Blandine Lempérière

17) Angers SCO, p.34 -  Si poteva ragionevolmente supporre che la stagione bianconera sarebbe stata complicata, dopo il divieto da parte della DNCG ad operare sul mercato in entrata in seguito ai problemi di bilancio, i guai giudiziari dell’ex presidente Willy Bernard, il passaggio di proprietà, la partenza di Jean-Louis Garcia – l’allenatore che aveva portato gli Angevins in Ligue 2 – e l’arrivo di un sostituto con poca esperienza come Stéphane Moulin, ex tecnico della squadra riserve. Ma tutto si sta rivelando ancora più complicato del previsto e lo SCO, prigioniero di una spirale negativa con una sola vittoria nelle ultime dodici partite di campionato, che ne ha fatto la seconda peggior squadra del girone di ritorno dopo il Boulogne, è ormai ad un solo punto sopra la zona pericolosa, nella peggiore posizione occupata dall’inizio della stagione in cui nella prima parte aveva stazionato a lungo nella parte alta della classifica; e potrebbe paradossalmente retrocedere ritrovandosi contemporaneamente con il capocannoniere del campionato, Gaëtan Charbonnier, giocatore ancora molto giovane esploso definitivamente quest’anno e probabilmente destinato a spiccare presto il balzo verso una piazza più importante, e con il miglior uomo assist, il franco-argentino Diego Gomez, che nelle due classifiche tallonano i battistrada Ghilas e Orinel, rispettivamente con dodici gol e otto assist in carniere. Il principale motivo di speranza è dato dal fatto che la formazione di Moulin di rado è stata realmente messa sotto dagli avversari e quasi sempre sono stati gli episodi a condannarla; è anche vero che se i bianconeri dovessero continuare ad inanellare prestazioni positive senza ottenere il conforto dei risultati, alla lunga potrebbero subentrare sfiducia e rassegnazione. Il calendario prevede molti scontri diretti (Le Mans, Metz, Boulogne, Le Havre), equamente distribuiti tra casa e trasferta.

Il portiere georgiano Makaridze, protagonista assoluto nella vittoria di Metz - Foto Le Republicain Lorrain

Il portiere georgiano Makaridze, protagonista assoluto nella vittoria di Metz – Foto Le Republicain Lorrain

18) Le Mans FC, p.33 - Nel tentativo di scongiurare il rischio di una retrocessione che avrebbe conseguenze drammatiche per un club che già fa fatica a sostenere i costi della MMArena in Ligue 2 e sicuramente non potrebbe permettersi di farlo in National, il presidente Henri Legarda ha optato per una soluzione simile a quella che avrebbe in seguito scelto anche il Sochaux in Ligue 1: separarsi dal tecnico in carica, Arnaud Cormier, per affidare al direttore del centro di formazione, Peter Zanko, una squadra composta in massima parte da ragazzi cresciuti proprio nel centro e che quindi nessun altro poteva conoscere meglio. I risultati sono stati globalmente soddisfacenti ma non fino al punto sperato, dato che c’è stato senza dubbio un miglioramento ma che la squadra, complice anche il risveglio in coda di Arles-Avignon e Monaco, non riesce a staccarsi dalla zona retrocessione, dove è sprofondata nuovamente in seguito alla sconfitta casalinga subita ad opera dei monegaschi nell’ultimo turno di campionato. Il problema fondamentale di una formazione che incassa pochi gol e che ha mostrato un gioco a tratti interessante e qualche elemento giovane da seguire come l’esterno offensivo algerino Ouali, ventidue anni, è la mancanza di un killer d’area che permetta di concretizzare i momenti di superiorità; a gennaio è arrivato a dare una mano Moussa Maazou, che aveva attirato l’attenzione di molti club durante la CAN 2012 ma aveva già dato la sua parola ai dirigenti giallorossi, che gli avevano fatto una proposta quando nessuno si interessava a lui: il nigerino, autore di due gol con la maglia del Le Mans, sta però mostrando nella Sarthe le stesse grandi qualità ma anche gli stessi grandi limiti che l’hanno sempre caratterizzato, capace com’è di esibirsi in prodezze e di mettere a soqquadro le difese con le sue accellerazioni ma pure di sbagliare le occasioni più facili. L’asso nella manica della squadra di Zanko è la differenza reti, al momento migliore di quella delle altre pretendenti alla salvezza, in virtù della seconda difesa più impermeabile del campionato dopo quella del Bastia: nove delle tredici sconfitte giallorosse sono infatti arrivate con il punteggio di 1-0.

Plancque le prova tutte per sperare di raggiungere la salvezza: in settimana i rossoneri si sono allenati sulla spiaggia di Hardelot – dal sito ufficiale usbco.com

19) US Boulogne Côte d’Opale, p.30 -  Due anni fa di questi tempi il Boulogne era ancora in Ligue 1; l’anno scorso, a tre punti dal podio a sei giornate dalla fine, sognava ancora di agganciare il treno per tornare nell’élite: è triste il declino di un club che ora si ritrova sull’orlo del baratro e che, a prescindere da quale sarà l’esito della sua battaglia per la salvezza, sarà costretto ad una riflessione sugli errori commessi negli ultimi anni, quando forse lo straordinario exploit della promozione nella massima serie ha fatto un po’ perdere il senso della propria dimensione e ci si è lasciati trascinare dalla frenesia di voler risalire immediatamente invece di affidarsi ad una programmazione ragionata. Nella scorsa stagione durante la sosta il presidente Wattez si è fatto influenzare da parte dello spogliatoio e ha deciso per l’esonero di Guyot – l’attuale allenatore del Sedan – a vantaggio di Michel Estevan, l’artefice del miracolo Arles-Avignon, per poi confermarlo in estate pur non essendone convinto ed attuare un’affrettata rivoluzione d’organico, disfacendosi tra l’altro di diversi giocatori d’esperienza che avrebbero potuto essere utili; ha poi congedato anche Estevan in autunno, chiamando al suo posto Pascal Plancque, il suo ex secondo, che lo stesso tecnico aveva chiesto un mese prima di allontanare a causa dei dissidi che intercorrevano tra i due e che era rimasto con un ruolo in società: un tourbillon che non ha giovato a nessuno e che si è arricchito dell’ennesima puntata poche settimane fa, quando Estevan ha rilasciato un’intervista piuttosto rancorosa a France Football sostenendo che al contrario del suo successore lui sarebbe riuscito a salvare la squadra. Ad ogni modo, in un primo momento l’insediamento di Plancque aveva portato la classica scossa e di conseguenza una serie di buoni risultati, ma poi i limiti della formazione rossonera sono nuovamente emersi dando vita ad una serie nera che con soli sette punti conquistati ne ha fatto la peggior squadra del girone di ritorno, sprofondata al penultimo posto quando alla vigilia della sosta era ancora tredicesima. Indubbiamente l’organico ha qualità, ma denota lacune di esperienza, impatto fisico-atletico e personalità e l’idea è che tirarsi fuori dai guai non sarà semplice, benché lo svantaggio sul quartultimo posto sia tutt’altro che incolmabile.

All’Amiens non basta l’ex juventino Landry Bonnefoi, uno dei migliori portieri della Ligue 2

20) Amiens SC, p.24 - Se nel caso del Boulogne la situazione appare complicata, in quello dell’Amiens ci vorrebbe un miracolo per evitare il malinconico ritorno in National dopo un solo anno di permanenza in Ligue 2: e l’impressione è che anche all’interno del club piccardo non ci si creda più di tanto e si cominci già a pensare alla prossima stagione, nella quale sicuramente la programmazione sarà affidata ad un nuovo staff tecnico perchè quello attuale è in scadenza di contratto e l’allenatore Batelli ha una clausola automatica di prolungamento solo in caso di salvezza. Al di là della classifica, la constatazione che lascia poche speranze è quella dell’oggettiva pochezza della squadra, che raramente ha reso la vita facile agli avversari ma che è sembrata non disporre di mezzi tecnici all’altezza della categoria, facendo fin dall’inizio una gran fatica a sviluppare una manovra fluida ed a segnare. Con il senno di poi, sicuramente si può dire che si è sbagliato in estate nella sopravvalutazione dell’organico che aveva ben figurato in National; e che diversi errori sono stati commessi anche in seguito, con la controproducente messa fuori rosa di cinque giocatori o il mancato rafforzamento sul mercato invernale del settore offensivo, palesemente il più debole della squadra, preferendo invece puntare su un difensore, l’ex Grenoble Mainfroi. Adesso, con il secondo peggior attacco e la seconda peggior difesa del campionato, nove punti fatti nel girone di ritorno e dieci di distacco dal quartultimo posto ad otto giornate dalla fine, pochi avrebbero il coraggio di puntare sulla permanenza dei piccardi in Ligue 2: ma attenzione perchè in questo campionato tutto è possibile, e l’anno scorso allo stesso punto della stagione il Vannes che sembrava spacciato e rassegnato si trasformò letteralmente nelle ultime giornate dando vita ad un’entusiasmante rimonta e sfiorando la salvezza; va da sè però che se si vuole mantenere il lumicino della speranza ancora acceso, battere il Metz nello scontro diretto di domani sera alla Licorne diventa imperativo.

La classifica dopo trenta giornate:

1 Position identique SC Bastia 59 30 17 8 5 50 25 +25
2 Position identique Stade de Reims 50 30 14 8 8 42 29 +13
3 Progression au classement Clermont Foot 48 30 13 9 8 38 29 +9
4 Regression au classement ESTAC 47 30 12 11 7 36 33 +3
5 Position identique CS Sedan 45 30 11 12 7 45 37 +8
6 Progression au classement Tours FC 44 30 12 8 10 34 31 +3
7 Progression au classement Châteauroux 44 30 13 5 12 33 40 -7
8 Regression au classement FC Nantes 42 30 11 9 10 38 32 +6
9 Regression au classement FC Istres 42 30 11 9 10 40 37 +3
10 Progression au classement EA Guingamp 38 30 10 8 12 32 36 -4
11 Progression au classement RC Lens 38 30 9 11 10 34 39 -5
12 Regression au classement Stade Lavallois 37 30 9 10 11 35 39 -4
13 Progression au classement AC Arles Avignon 37 30 8 13 9 28 34 -6
14 Progression au classement AS Monaco FC 37 30 8 13 9 31 39 -8
15 Regression au classement Havre AC 36 30 8 12 10 30 29 +1
16 Progression au classement FC Metz 36 30 9 9 12 23 30 -7
17 Regression au classement Angers SCO 34 30 8 10 12 33 38 -5
18 Regression au classement Le Mans FC 33 30 8 9 13 25 29 -4
19 Position identique US Boulogne CO 30 30 6 12 12 30 36 -6
20 Position identique Amiens SC 24 30 4 12 14 24 39 -15

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