Foot Afrique, Talenti

Speciale Espoir del mese – Mayuka, Msakni, Diallo: le stelle africane di domani

Dedichiamo la consueta rubrica consacrata al talento under 21 del mese a tre ragazzi visti all’opera alla CAN 2012, chiudendo così lo spazio che in questi due mesi abbiamo scelto di riservare alla Coppa d’Africa; si tratta di tre giocatori della classe 1990 dotati di qualità tecniche superiori alla media, che in Gabon e Guinea Equatoriale hanno illuminato la scena con i loro gol e le loro giocate e nei quali sono riposte aspettative molto alte: vedremo se riusciranno a confermarsi.

Emmanuel Mayuka, sulle orme di Kalusha Bwalya

Nome: Emmanuel Mayuka

Ruolo: Attaccante

Data di nascita : 21 novembre 1990

Luogo di nascita : Kabze (Zambia)

Nazionalità : Zambiana

Piede preferito: Destro

Altezza e peso : 179 cm per 75 kg

Club di appartenenza : Young Boys (Scadenza contratto: 2015)

Club precedenti : Kabze Warriors (fino al 2008), Maccabi Tel Aviv (2008-2010)

Tra i talenti che hanno catalizzato le attenzioni di addetti ai lavori ed appassionati nel corso della CAN 2012 è inevitabile che la copertina spetti ad Emmanuel Mayuka, tornato a casa con la medaglia d’oro ed il trofeo di miglior cannoniere della competizione, medesimo bottino di tre reti di altri sei giocatori ma premiato perché esponente di spicco dello Zambia vincitore e forse anche perché il suo splendido gol contro il Ghana e le sue capriole sono rimasti nella mente di molti. Unico fra i Chipolopolos a giocare in Europa, Mayuka era tenuto d’occhio dagli osservatori ormai da tempo, e la Coppa d’Africa appena conclusa è servita solo a conferirgli la definitiva consacrazione internazionale. Abituato fin dall’inizio della carriera a bruciare le tappe, si era infatti fatto notare non ancora maggiorenne nel Kabze Warriors – il club della sua città natale ad un centinaio di chilometri dalla capitale Lusaka nel quale ha mosso i primi passi calcistici – per poi diventare il più giovane partecipante al Mondiale U20 in Canada del 2007, esordire appena sedicenne con la maglia della nazionale maggiore alla COSAFA Cup, la competizione riservata alle squadre dell’Africa Australe, andando in gol al debutto nel 3-0 al Mozambico del novembre 2007; e diventare all’inizio del 2008 anche il più giovane partecipante alla Coppa d’Africa disputata in Ghana, facendo la sua prima apparizione in questa competizione nella gara della fase a gruppi contro il Sudan: adesso, a soli ventun anni, ha dunque tre CAN alle spalle e trentadue selezioni con i Chipolopolos, arricchite da otto reti all’attivo.

Mayuka festeggiato dai compagni: ha appena segnato la sua prima rete in Europa League contro lo Stoccarda (cliccare sull'immagine per ingrandire)

Ma Mayuka si è già dimostrato capace di brillare anche al di fuori del suolo africano: l’ha fatto nel Maccabi Tel Aviv, dove il suo agente israeliano Nir Karin l’ha portato nel 2008 e dove dopo la prima stagione di fisiologico adattamento è esploso nel corso della seconda, un 2009-2010 archiviato con sette reti ed il primo trofeo in carniere, una Coppa d’Israele; e brilla alla stessa maniera nel cuore dell’Europa con i colori dello Young Boys, dove si è trasferito al termine di quel campionato per una cifra di circa 1,5 milioni di euro, davvero un grande affare per gli svizzeri che erano in cerca di una prima punta che potesse sostituire adeguatamente Seydou Doumbia partito per Mosca e a cui va dato indiscutibilmente atto di avere un certo fiuto nello scovare i propri cannonieri: il primo anno, sebbene sia utilizzato principalmente come jolly e parta soltanto undici volte dall’inizio, riesce ad andare a segno in nove occasioni, guadagnandosi sul campo il ruolo di titolare indiscutibile di cui è stato investito dal principio di questa stagione, nella quale il bilancio provvisorio è di sette gol e tre assist. Il ragazzo ha già messo il suo zampino anche nelle competizioni internazionali: i primi gol in Europa League sono arrivati l’1 dicembre 2010, una doppietta per il 4-2 allo Stoccarda in un incontro valido per la fase a gironi, poi Emmanuel si è ripetuto nel febbraio 2011 con la rete che al 94′ ha regalato la vittoria sullo Zenit San Pietroburgo nell’andata dei sedicesimi di finale, ed ancora nel 2-2 contro il Braga nel ritorno del turno preliminare dell’edizione in corso, gol che non è bastato allo Young Boys per evitare l’eliminazione.

La foto ufficiale con la maglia dello Young Boys (cliccare per ingrandire)

Mayuka è un attaccante davvero completo, ruolo ideale prima punta ma in grado di giostrare efficacemente da seconda punta o da attaccante esterno a destra in un 4-3-3, destro naturale ma abile con entrambi i piedi ed anche di testa; sa muoversi su tutto il fronte dell’attacco e si sa far valere sia quando è lanciato in profondità grazie alla sua velocità, sia spalle alla porta per la sua capacità di proteggere il pallone e di girarsi fulmineamente, sia in area per le sue doti di opportunismo. Ha tecnica, rapidità d’esecuzione, esplosività, dinamismo, tiro, e se il suo ex selezionatore Dario Bonetti l’ha paragonato ad Eto’o, Renard rivede invece in lui qualcosa di Moussa Sow; ha dalla sua anche un carattere descritto da tutti come umile e desideroso di apprendere e di migliorarsi. Inevitabile certamente porsi qualche domanda sulle scelte dei club francesi, all’eccellenza assoluta sul piano della formazione ma a volte poco attenti a cogliere le opportunità che si presentano intorno, visto che Renard stesso ha raccontato di aver consigliato Mayuka in tempi non sospetti, quando di certo il suo valore di mercato non era quello attuale; domande che si accentuano se si pensa poi che da OGC Nice e Châteauroux sono passati senza avere la propria chance due degli zambiani più talentuosi come Kalaba e Sunzu. Ad ogni modo, adesso Emmanuel ha solo l’imbarazzo della scelta: oltre all’Olympique Marseille, su di lui si sono ormai fiondati club inglesi, tedeschi e russi e dunque il ragazzo di Kabze può legittimamente sognare di ripercorrere lo stesso cammino di una leggenda del calcio del suo paese come Kalusha Bwalya, l’unico zambiano ad aver mai giocato la Champions League.

VIDEO

Youssef Msakni,la sinfonia del piccolo Mozart

Nome: Youssef Msakni

Ruolo: Trequartista

Data di nascita :  28 ottobre 1990

Luogo di nascita : Tunis (Tunisia)

Nazionalità : Tunisina

Piede preferito: Destro

Altezza e peso : 179 cm per 73 kg

Club di appartenenza : Espérance Tunis (Scadenza contratto: 2013)

Club precedenti : Stade Tunisien (fino al 2008)

Tra gli innumerevoli dati statistici relativi alla CAN 2012 ce n’è uno che colpisce in modo particolare l’attenzione: con ventuno dribbling riusciti in sole quattro partite giocate il primato nella specialità appartiene a Youssef Msakni, il giovane tunisino che ha scatenato la fantasia dei suoi connazionali, già onorato dell’ingombrante etichetta di nuovo Messi mentre i video che lo riguardano spopolano sul web, con i suoi gol segnati in Gabon contro Marocco e Niger che sono ormai un cult. Questo virtuoso del dribbling, il piccolo Mozart così come l’hanno soprannominato i tifosi dell’Espérance Tunisi, appartiene alla generazione d’oro 1990, una nidiata particolarmente prolifica per il calcio tunisino che alle Aquile di Cartagine ha regalato un’altra grande promessa quale l’esterno destro Bilel Ifa e che al Mondiale U17 del 2007 in Corea si è resa protagonista di una delle più convincenti campagne della Tunisia a livello giovanile, fermatasi ai supplementari degli ottavi di finale contro la Francia: proprio a quell’occasione risalgono i primi acuti in campo internazionale di Youssef, messosi in luce con tre gol nelle tre partite della fase a gironi.

Msakni al Mondiale per Club 2011 contro l'Al Sadd (cliccare per ingrandire)

Nato a Tunisi e cresciuto nello Stade Tunisien, passato brevemente da Nizza per uno stage nel centro di formazione rossonero, Msakni ha lasciato nel 2008 il suo club formatore per l’Espérance Tunisi con cui ha vinto tutto: tre campionati, una Coppa di Tunisia, una Coppa delle Coppe nordafricana e una Coppa dei Campioni araba, per poi concludere in bellezza con il massimo trofeo africano per club, la CAF Champions League conquistata superando in finale i marocchini del Wydad Casablanca nel novembre 2011 e chiudendo da vicecapocannoniere con cinque gol in undici gare. Il titolo continentale ha consentito all’Espérance Tunisi di partecipare al Mondiale per Club in Giappone del mese successivo, che per gli Esperantistes è finito già ai quarti di finale contro l’Al-Sadd (1-2), in una partita di cui tuttavia sono rimasti nella mente degli appassionati soprattutto i guizzi di Youssef, che in particolar modo nel primo tempo ha messo letteralmente a soqquadro la difesa avversaria. Il 2011 è anche l’anno della ribalta con la nazionale maggiore: dopo aver ricevuto la sua prima convocazione a diciannove anni, chiamato dall’allora selezionatore Benzarti in occasione dell’amichevole contro il Gambia del 9 gennaio 2010, è in quello stesso mese che fa il suo esordio in una partita ufficiale, scendendo in campo contro lo Zambia nella fase a gironi della CAN in Angola e regalando immediatamente un assist e qualche lampo, ma un infortunio gli impedisce di concludere il torneo continentale; per entrare definitivamente nel cuore dei tunisini deve dunque aspettare l’anno seguente, quando a febbraio trascina le Aquile di Trabelsi alla vittoria della CHAN, la competizione per nazionali che si disputa in alternanza con la CAN e nella quale i selezionatori possono convocare esclusivamente giocatori tesserati per club africani. Dopo un 2011 su livelli così alti inevitabile è arrivata la candidatura al premio di miglior giocatore africano dell’anno nell’ambito dei CAF Awards, poi vinto dal compagno Darragi, ed anche la corte delle squadre europee, che naturalmente si è fatta più serrata dopo una CAN 2012 in cui, gol a parte, ha illuminato da solo il gioco di una Tunisia come da costume solida ma piuttosto grigia. Espanyol, Lille, Paris Saint-Germain ed ultimo in ordine temporale l’Arsenal i club che sono stati recentemente accostati al giocatore: “Ormai mi sento pronto ad andare all’estero, per migliorare ancora e realizzare i miei obiettivi”, ha fatto sapere lui al sito Skysports.com. Intanto, a conferma di un periodo magico, Msakni non si ferma: appena tornato dalla Coppa d’Africa è sceso subito in campo in campionato segnando una doppietta nel 5-0 all’ ES Zarzis ed incantando in coppia con il fratello maggiore Ihab (1987), anch’egli nazionale tunisino, che non è stato convocato per la CAN e che proprio a gennaio l’ha raggiunto all’Espérance Tunis.

In azione con la maglia della Tunisia (cliccare per ingrandire)

Facilità disarmante nel saltare l’uomo, gran tocco di palla, fantasia, imprevedibilità, accellerazione, la capacità di giocare a testa alta tipica dei grandi appartengono al repertorio di un giocatore dalla tecnica raffinata che però si dimostra anche incisivo, grazie ad una certa efficacia in zona gol, al suo dinamismo, ad una buona forza fisica che gli consente di resistere bene ai contrasti; resta fondamentalmente un solista d’eccezione, ma mostra di saper suonare in uno spartito alternando i dribbling al servizio smarcante per il compagno, dando prova in questo senso di una buona lettura del gioco. Baricentro basso, destro naturale dotato di un insidioso tiro secco dalla breve e media distanza, può giocare da trequartista centrale dietro le punte ma anche da seconda punta, oppure ancora partire indifferentemente da una delle due fasce. Deve certamente fare ulteriori progressi nel gioco collettivo e soprattutto deve migliorare molto sul piano della regolarità e nella capacità di essere decisivo nelle partite importanti, ma dà l’idea di essere un giocatore in piena ascesa, anche se è naturalmente tutta da verificare la sua capacità di adattamento al calcio europeo dal punto di vista fisico, tattico ed ambientale, nient’affatto scontato visto che sono pochi i calciatori tunisini ad essersi imposti ad alto livello in Europa. L’attaccante camerunense Ndjeng, suo compagno nell’Espérance Tunisi, l’ha descritto così, senza mezzi termini: “Viene da un altro pianeta. Ha le potenzialità per diventare il più forte attaccante che la Tunisia abbia mai avuto”. Proprio il Messia atteso con impazienza dai tifosi tunisini, che da tempo sognano un giocatore in grado di farli palpitare.

VIDEO

Copyright foto Panoramic

Sadio Diallo, diamante nero da sgrezzare

Nome: Sadio Amadou Diallo

Ruolo: Trequartista

Data di nascita : 28 dicembre 1990

Luogo di nascita : Conakry (Guinea)

Nazionalità : Guineana

Piede preferito: Destro

Altezza e peso : 182 cm per 75 kg

Club di appartenenza : Stade Rennais (In prestito al Bastia fino a fine stagione)

Club precedenti :  Atletico Coleah (fino al 2009), Bastia (2010-2012)

Ancora oggi in Corsica si parla di Michael Essien e della sua luminosa parabola partita da Bastia, dove il centrocampista ghanese esordì in Ligue 1 appena diciottenne e l’anno successivo fu uno dei protagonisti della splendida cavalcata che condusse i Turchini fino alla finale di Coupe de France, prima di involarsi verso Lyon al termine della stagione 2002-2003. Adesso che il club corso sembra vivere un nuovo momento felice, lanciatissimo verso una storica doppia promozione consecutiva dal National alla Ligue 1, confortato nelle sue ambizioni da un rassicurante cuscinetto di otto punti sul quarto posto, a trascinarlo c’è anche stavolta il talento purissimo di un ragazzo dell’Africa Occidentale: il guineano Sadio Diallo, ventun anni, per il quale la rassegna continentale appena andata in scena in Gabon e Guinea Equatoriale ha rappresentato il primo grande appuntamento con la maglia della Syli National, che forse non ha avuto particolare risalto mediatico alla luce della precoce eliminazione, ma che ha lasciato intravedere il suo grosso potenziale e dato risposte positive a chi attendeva di vederlo alla prova sulla ribalta internazionale, con un bilancio personale soddisfacente suggellato da due gol e da una prestazione maiuscola nel 6-1 con cui la selezione di Dussuyer ha spazzato via il Botswana.

Con la maglia della Guinea (cliccare per ingrandire)

Il primo club di Diallo, nato nella capitale Conakry nel dicembre 1990, il pallone come unico pensiero fin da subito ed un’infanzia trascorsa a rincorrerlo per le strade del suo quartiere, è l’Atletico Coleah, dove il tecnico Abdoul-Karim Bangoura lo lancia ancora minorenne nella massima serie guineana. Nell’estate 2009, a diciotto anni, parte per tentare l’avventura europea, in compagnia del suo agente che riesce ad organizzargli due provini con Nizza e Rennes; Frédéric Antonetti, già allora allenatore del club bretone, è convinto che il ragazzo abbia qualità ma anche che abbia bisogno di crescere nelle serie inferiori e lo consiglia a suo nipote Pierre-Paul Antonetti, dirigente del Bastia, che dunque lo accoglie in Corsica vincendo la concorrenza di un Nizza che indugia un attimo di troppo. Legato inizialmente ai Turchini da un contratto da stagiaire ed aggregato alla squadra riserve che gioca in CFA 2, fin dai primi allenamenti stupisce staff tecnico e compagni per le sue doti non comuni ma per problemi legati al tesseramento non può disputare una partita ufficiale fino al 30 gennaio 2010, quando finalmente esordisce con il Bastia B e lo fa in maniera di certo non banale, con due gol ed un assist nel 4-0 rifilato al Gravelines. Il suo arrivo coincide tuttavia con una stagione sportivamente drammatica per il club, che al termine di quel campionato retrocederà in National e rischierà un’ulteriore retrocessione d’ufficio a causa dei suoi gravi problemi di bilancio: in questo contesto Diallo fa capolino nel calcio professionistico con due apparizioni, mandato in campo per la prima volta dal tecnico della prima squadra Hadzibegic il 19 febbraio 2010 nella gara di Ligue 2 contro il Nantes (1-3), ma normalmente il ragazzo rimane con le riserve. Firmato nell’estate 2010 del primo contratto pro, la stagione successiva in National è quella della svolta: in panchina c’è Frédéric Hantz che punta fin dall’inizio su di lui, complice l’infortunio nel reparto avanzato di El-Azzouzi, in quello che si rivelerà un campionato trionfale per la squadra, che ritorna immediatamente in Ligue 2 ottenendo la promozione con largo anticipo; pur con qualche alto e basso nel suo rendimento, Diallo fa subito intuire di essere un giocatore di un’altra categoria ed in più occasioni fa la differenza, concludendo con dieci gol in trentacinque presenze. Nel frattempo il selezionatore francese della Guinea Michel Dussuyer si accorge di lui ed inizia così anche la sua storia con la Syli: schierato per la prima volta nell’amichevole contro il Senegal del 9 febbraio 2011 (0-3), nello spazio di appena un anno prima diventa un preziosissimo jolly da giocare a partita in corso, poi finisce per assumere lo statuto di titolare nel corso della CAN 2012; undici selezioni e quattro reti il suo bottino complessivo sin qui.

Diallo in azione in Ligue 2 (Cliccare per ingrandire)

Quest’anno la conferma in Ligue 2 dove è diventato un ingranaggio essenziale del meccanismo di Hantz, piazzato generalmente al centro della linea dei tre dietro l’unica punta nel 4-2-3-1 adottato dai corsi, garanzia di imprevedibilità e gol insieme all’altro gioiellino Wahbi Khazri che si muove alla sua sinistra; il bilancio parziale è di diciannove partite giocate, sei reti e due assist e la sensazione condivisa è che anche questa categoria gli stia stretta. Destro naturale che calcia benissimo anche con il sinistro, Diallo è un trequartista che può giocare anche da attaccante puro, poiché ha un buon istinto del gol, è abilissimo negli inserimenti in area e malgrado un’altezza non eccezionale si sa far valere nel gioco aereo grazie alla sua elevazione. Adattabile all’occorrenza ad una posizione più  decentrata, dotato di qualità tecniche superiori alla media, di dribbling, velocità e tiro, è il tipico giocatore in grado di decidere da solo una partita con una giocata, di segnare e far segnare, capace di estrarre dal suo cilindro gesti tecnici straordinari; molto importanti per la sua maturazione sono stati certamente gli ultimi tre anni trascorsi nelle serie inferiori francesi, con una progressione graduale dal CFA2 alla L2,  che gli ha consentito di abituarsi ai rigori tattici e fisici del calcio europeo. Il suo principale difetto è la mancanza di continuità, spesso evidente anche all’interno di una stessa partita ed originata forse da un atteggiamento un po’ nonchalant che gli viene rimproverato da più parti. Inoltre, la coscienza della sua superiorità tecnica lo porta a volte a tenere un po’ troppo il pallone e dalla scorsa stagione Hantz sta lavorando con lui su questa tendenza, insistendo sulla necessità di darlo via più rapidamente sia nella propria metà campo che in quella avversaria. Diallo dà la sensazione di avere margini di miglioramento enormi e di non avere dispiegato per intero il suo potenziale, regalando a tratti bagliori accecanti ma anche eclissandosi in pause di oscurità, di essere insomma un diamante ancora da sgrezzare ad immagine della sua Guinea, che oggi come non mai è ricca di talento – basti pensare ad un altro potenziale campioncino come Alhassane Bangoura – ma che non è ancora riuscita a tradurlo in risultati. Entrato inevitabilmente nel mirino di diversi club, seguito secondo indiscrezioni anche dall’Arsenal, quest’inverno Diallo è finito a sorpresa al Rennes dopo un derby di mercato tutto bretone con il Lorient, ma raggiungerà la sua nuova squadra solo a fine stagione, lasciato in prestito al Bastia per altri sei mesi per aiutare il club che l’ha lanciato a conquistare la Ligue 1; l’anno prossimo scoprirà così la massima serie ed a guidarlo dalla panchina troverà proprio Antonetti, l’uomo all’origine del suo approdo in Corsica e, curiosa coincidenza, anche l’uomo che nel 2000 fece debuttare con la maglia del Bastia un giovanissimo Essien; quell’Essien di cui il piccolo diamante nero continua dunque a ripercorrere le orme, tre anni sull’Île de Beauté prima di prendere il volo, sognando che anche il seguito possa essere altrettanto bello.

VIDEO: IL 6-1 DELLA GUINEA SUL BOTSWANA CON DOPPIETTA DI DIALLO

Diallo è capace di gesti tecnici straordinari: nella foto la rovesciata con cui è andato a segno contro il Louhans-Cuiseaux in Coupe de France

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