Analisi, Foot Afrique, Storia

Tra realtà e suggestione: lo Zambia ed il dodicesimo uomo in campo

Foto Reuters

Il 27 aprile 1993, la nazionale zambiana più forte di sempre, quella che ai Giochi Olimpici di Seul aveva disintegrato l’Italia con un 4-0 senza appello, decollava da Lusaka a bordo di un Buffalo DHC-5D della Zambian Air Force con destinazione Dakar, attesa dal Senegal e da una sfida di qualificazione ai Mondiali del 1994; era lo Zambia di Kalusha Bwalya, il detentore dei record di presenze (100) e di reti (50) con la maglia dei Chipolopolos, Pallone d’Oro africano nel 1988 ed uno dei più forti calciatori che l’Africa abbia mai avuto: Bwalya che all’epoca giocava nel PSV Eindhoven ed era stato dunque l’unico, ad eccezione di Charles Musonda infortunato, a non salire su quell’aereo insieme ai compagni di nazionale, che avrebbe raggiunto con un volo dall’Europa direttamente a Dakar. Ma in Senegal i suoi compagni non sarebbero mai arrivati: pochi attimi dopo il decollo dallo scalo di Libreville, un motore prendeva fuoco ed il velivolo precipitava al largo della costa del Gabon, portando con sè in fondo all’Oceano Atlantico le trenta persone a bordo, tra cui i diciotto giocatori ed i quattro membri dello staff tecnico zambiano. Un monumento con i loro nomi incisi troneggia oggi all’esterno dell’Independance Stadium di Lusaka celebrando la memoria di una squadra diventata leggenda; e a meno di un anno dal dramma un’altra squadra entrerà per sempre nel cuore degli zambiani, la nazionale delle riserve messa faticosamente insieme tra le lacrime dopo il disastro, che Kalusha Bwalya guiderà incredibilmente fino alla finale della CAN 1994 persa di fronte alla Nigeria.

“Heroes Acre”, Lusaka

Adesso, a diciannove anni di distanza, una selezione zambiana calpesta di nuovo il suolo gabonese per la prima volta dopo l’incidente ed entra a sua volta nella leggenda: è lo Zambia di Hervé Renard e dei fratelli Katongo, di Emmanuel Mayuka e di Kennedy Mweene, quello che onora il ricordo dei caduti regalando al suo popolo la prima Coppa d’Africa della propria storia e diventando la seconda formazione dell’Africa Australe a salire sul tetto del continente dopo il Sudafrica nel 1996. Ed un’affermazione su cui nessuno alla vigilia avrebbe scommesso è a ben guardare un epilogo molto più logico di quanto non possa sembrare a prima vista, perché delle sedici partecipanti alla fase finale premia quella in cui più di ogni altra talento individuale, spirito di corpo ed organizzazione si sono fusi nella giusta maniera nei venti giorni del torneo; e che dopo un percorso immacolato con quattro vittorie ed un pareggio, il miglior attacco a pari merito con quello della Costa d’Avorio e qualche sprazzo di gioco tra i più interessanti regalati dalla competizione, è riuscita ad avere la meglio sulla favoritissima Selephanto nello scontro finale che metteva di fronte le due migliori espressioni di due mondi agli antipodi. L’incoscienza e la freschezza della squadra che maggiormente incarnava lo spirito del calcio africano nel senso più puro del termine, un gruppo composto da ragazzi che giocano quasi tutti in club del loro continente e che fino a poche ore prima della partita parlavano con la stampa e con i tifosi come se niente fosse, contrapposte all’esperienza ed al professionalismo della celebre generazione dorata ivoriana assuefatta ai campi della Premier League e chiusa nel suo bunker blindatissimo. Ossessionati dall’inseguimento di una consacrazione continentale che continua a sfuggire a dispetto dei pronostici unanimi, consci che per molti di loro la finale di Libreville sarebbe stata l’ultima occasione, gli ivoriani hanno pagato l’assenza di creatività a centrocampo palesata fin dall’inizio della fase a gironi ma soprattutto si sono fatti schiacciare dalla pressione che ancora una volta al momento clou non sono riusciti a gestire, perfettamente illustrata dal rigore calciato alto dal loro capitano ed uomo simbolo Drogba; ma meritano grande rispetto e l’onore delle armi per come si sono battuti e per la dignitosa accettazione di una sconfitta giunta nella più crudele delle maniere, senza avere perso una sola partita e senza aver subito una sola rete in tutto il torneo.

Lo sconforto di Drogba che ha appena fallito il rigore

Nella rosa formata quasi interamente da giocatori che militano nei campionati africani – tutti tranne quattro – va ricercata un’altra importante chiave di volta del successo zambiano. Nel fare le proprie valutazioni molti infatti trascurano un aspetto fondamentale, ovvero la natura stessa della Coppa d’Africa, un torneo sui generis che si disputa in condizioni completamente differenti da quelle europee, a livello di terreni, temperature, umidità ed a livello ambientale in genere; ed in una competizione di breve durata che si gioca molto sull’impatto fisico e che richiede sforzi intensi a distanza estremamente ravvicinata e dunque una forma psicofisica ottimale, partono spesso con un piccolo vantaggio le formazioni composte in massima parte da giocatori delle leghe locali, che a certe condizioni sono già abituati, ed in generale quelle che possono contare su giocatori più “affamati” o desiderosi di mettersi in luce, rispetto alle formazioni con prevalenza di titolari che giocano in Europa e che spesso arrivano fisicamente spossati dalle fatiche nei rispettivi campionati, più o meno inconsciamente hanno il pensiero rivolto alla stagione del club e per di più passano subitaneamente dall’inverno europeo all’Africa e sono sottoposti ad uno sbalzo termico di trenta gradi. Non è un caso se il tecnico zambiano Renard aveva detto di voler prendere esempio dall’Egitto, nazionale costruita su un’ossatura di elementi che giocano in patria e regina per eccellenza nel palmarès della CAN; e non è un caso nemmeno che a vincere sia stata una delle squadre che meglio avevano lavorato in fase di avvicinamento, con diversi stage collettivi e molta preparazione sul fondo. La comprensione della particolarità del contesto permette di inquadrare meglio le débâcle di presunte favorite come Senegal o Marocco presentatesi al via con dichiarate ambizioni di vittoria, sebbene ciascuna abbia in aggiunta denotato pecche strutturali abbastanza evidenti che richiederebbero un discorso a parte; ed unita ad una certa progressione sul piano tattico di un calcio che una volta era il calcio anarchico per definizione, aiuta anche a spiegare la qualità insufficiente dello spettacolo deplorata da tanti appassionati europei, se si eccettuano alcuni casi isolati come il memorabile 3-2 del Gabon sul Marocco. Detto che il calcio africano ha dei limiti oggettivi di crescita purtroppo difficili da superare perché riflettono i limiti stessi del continente e della sua situazione politica, detto che è un vero peccato non aver visto una cornice adeguata di pubblico in tutte le partite – ed in questo senso in vista dell’edizione 2013 in Sudafrica andrà ripensato qualcosa, ad iniziare dal costo dei biglietti – vanno però salutati i piccoli ma significativi passi in avanti che si sono visti dal punto di vista dell’organizzazione e degli arbitraggi e va dato il giusto risalto al fascino di una competizione che non si riduce ad un’allettante vetrina a beneficio dei talent scout ma di cui vanno apprezzati l’agonismo, la componente emozionale, il contorno, il folklore sulle tribune, le danze tribali e le invocazioni del divino, la magia di un rito collettivo che testimonia come il calcio sia espressione della cultura popolare di un paese e quanto sia profonda la sua valenza sociologica. La finale di Libreville è stata specchio del torneo, di certo non spettacolare ma con momenti di intensità emotiva eccezionale, che ha raggiunto il suo picco nell’interminabile sequenza dal dischetto sulla quale cui si è chiuso il sipario; ed il canto corale dei giocatori zambiani abbracciati l’uno all’altro durante i calci di rigore è qualcosa che resta nella mente e che racchiude in sè l’essenza stessa di questo sport non meno della perfezione di un gesto tecnico.

Un momento della coreografia finale

Conoscere il contesto, il modo in cui in Africa la spiritualità impregni fortemente la visione della vita e di conseguenza anche quella del calcio, il ruolo centrale rivestito dal culto dei morti, è utile anche per capire fino a che punto i fantasmi dei caduti del 1993 abbiano giocato un ruolo determinante nella vittoria dello Zambia, presenti in ogni istante nella mente di una generazione di giocatori che è cresciuta nel mito di quegli eroi nazionali e che ha affrontato la Coppa d’Africa sentendosi investita di una missione; destinati dal sorteggio alla metà del tabellone giocata in Guinea Equatoriale, fin dal primo giorno i ragazzi zambiani avevano in testa il fermo proposito di raggiungere Libreville, sede della finale e teatro del disastro aereo, per chiudere un simbolico cerchio ed onorare la memoria dei morti. “Quando durante l’ultimo stage di preparazione in Sudafrica abbiamo saputo che la finale si sarebbe disputata a Libreville e che nella partita inaugurale avremmo affrontato il Senegal, la stessa squadra contro cui avrebbero dovuto giocare i nostri fratelli nel 1993, ci siamo guardati l’un l’altro e ci siamo detti che erano dei segni”, confermano diversi giocatori. I razionalisti vedranno nel trionfo dei Chipolopolos la vittoria della volontà che spinge l’uomo oltre i propri limiti: “Se nel 1994 una squadra di riserve è riuscita ad arrivare sino alla finale, perchè non possiamo farcela anche noi?”, aveva detto al suo gruppo nel discorso della vigilia il carismatico Hervé Renard, grande motivatore fermamente persuaso del ruolo preponderante della psicologia nel calcio; o magari sottolineeranno il potere dell’autosuggestione e la sua facoltà di condizionare la mente fino a farti trovare forze sconosciute. “Per l’intera durata della competizione, abbiamo avuto la sensazione di volare, di essere imbattibili, che tutto quello che stava accadendo fosse già scritto”, racconterà a posteriori Patrice Baumelle, il fedele assistente del selezionatore francese. Coloro che invece amano credere in una dimensione spirituale, probabilmente avranno dato un’altra interpretazione ai segnali e alla forza che hanno accompagnato fin dal principio i Chipolopolos; e  quando Gervinho ha tirato al cielo il suo rigore proprio nel momento psicologicamente più delicato per uno Zambia che aveva appena mancato il suo primo match point, avranno forse ripensato al giovedi precedente alla finale, nel quale la delegazione zambiana appena giunta a Libreville si era recata sulla spiaggia della Sablière, il punto più vicino a dove diciannove anni prima si era inabissato l’aereo, per rendere omaggio ai suoi morti. Il corteo che marcia compatto sulla sabbia, la preghiera funebre, qualche lacrima, il fiore che ciascuno dei presenti depone ai bordi dell’oceano, e poi Kalusha Bwalya, oggi diventato presidente della Federazione, che prende la parola con voce rotta dall’emozione: “Sono convinto che i nostri fratelli defunti ci abbiano aiutato ad arrivare tanto lontano. Loro erano venuti qui per perseguire un sogno, quello di portare gloria allo Zambia, e hanno perduto la vita. Domenica, lo so, ci guarderanno dall’alto”.

L’omaggio ai caduti sulla spiaggia di Libreville

Il tabellino della finale

Zambia – Costa d’Avorio 8-7 d.c.r. (0-0 d.t.s.)

Rigori riusciti:
Zambia: C. Katongo, Mayuka, Chansa, F. Katongo, Mweene, Sinkala, Lungu, Sunzu
Costa D’Avorio: Tioté, Bony, Bamba, Gradel, Drogba, Tiéné, Ya Konan
Rigori sbagliati:
Zambia: Kalaba
Costa D’Avorio: K. Touré, Gervinho
 
Zambia: Mweene; Nkausu, Sunzu, Himonde, Musonda (12′ Nyambe Mulenga, 74′ F. Katongo); Lungu, Sinkala, Chansa, Kalaba; C. Katongo, Mayuka.
Costa D’Avorio: Barry; Gosso, K. Touré, Bamba, Tiéné; Kalou (63′ Gradel), Tioté, Y. Touré (87′ Bony), Zokora (75′ Ya Konan), Gervinho; Drogba.
Libreville, 32’000 spettatori. Arbitro: B. Diatta (SEN)

VIDEO: La sequenza dei rigori

VIDEO: Una delle più belle scene della finale: il tecnico Hervé Renard porta a braccia l’infortunato Musonda a festeggiare con i compagni

Flashback sul torneo : il tabellone completo

 

Gruppo A

Posizione Squadra Pts G V N P Gf Gs Diff
1 Drapeau : Zambie Zambia 7 3 2 1 0 5 3 +2
2 Drapeau de Guinée équatoriale Guinea equatoriale 6 3 2 0 1 3 2 +1
3 Drapeau de Libye Libia 4 3 1 1 1 4 4 0
4 Drapeau : Sénégal Senegal 0 3 0 0 3 3 6 -3

1ma giornata
21 gennaio 2012
19h30 (UTC+1)
Guinea equatoriale Drapeau de Guinée équatoriale 1 – 0 Drapeau de Libye Libia Stade de Bata (Bata)
Balboa But inscrit après 87 minutes 87e Arb. D.D. Noumandiez
21 gennaio 2012
22h00 (UTC+1)
Senegal Drapeau : Sénégal 1 – 2 Drapeau : Zambie Zambia Stade de Bata (Bata)
N’Doye But inscrit après 74 minutes 74e Arb. A.Néant Mayuka But inscrit après 12 minutes 12e
Kalaba But inscrit après 20 minutes 20e

2nda giornata
25 gennaio 2012
17h00 (UTC+1)
Libia Drapeau de Libye 2 – 2 Drapeau : Zambie Zambia Stade de Bata (Bata)
Saad But inscrit après 5 minutes 5e But inscrit après 47 minutes 47e Arb. K.Coulibaly Mayuka But inscrit après 29 minutes 29e
Katongo But inscrit après 54 minutes 54e
25 gennaio 2012
20h00 (UTC+1)
Guinea équatoriale Drapeau de Guinée équatoriale 2 – 1 Drapeau : Sénégal Senegal Stade de Bata (Bata)
Iyanga But inscrit après 62 minutes 62e
Álvarez But inscrit après 90+4 minutes 90+4e
Doe Carton rouge 90+5e
Arb.K.Abdel Rahman Sow But inscrit après 90 minutes 90e

3za giornata
29 gennaio 2012
19h00 (UTC+1)
Guinea equatoriale Drapeau de Guinée équatoriale 0 – 1 Drapeau : Zambie Zambia Nuevo Estadio de Malabo (Malabo)
Arb. M.Benouza Katongo But inscrit après 68 minutes 68e
29 gennaio 2012
19h00 (UTC+1)
Libia Drapeau de Libye 2 – 1 Drapeau : Sénégal Senegal Stade de Bata (Bata)
Boussefi But inscrit après 5 minutes 5e But inscrit après 84 minutes 84e Arb. R.Seechum D. N’Diaye But inscrit après 11 minutes 11e

Gruppo B

Posizione Squadra Pts G V N P Gf Gs Diff
1 Drapeau de Côte d'Ivoire Costa d’Avorio 9 3 3 0 0 5 0 +5
2 Drapeau du Soudan Sudan 4 3 1 1 1 4 4 0
3 Drapeau d'Angola Angola 4 3 1 1 1 4 5 -1
4 Drapeau du Burkina Faso Burkina Faso 0 3 0 0 3 2 6 -4

1ma giornata
22 gennaio 2012
17h00 (UTC+1)
Costa d’Avorio Drapeau : Côte d'Ivoire 1 – 0 Flag of Sudan.svg Sudan Nuevo Estadio de Malabo (Malabo)
Drogba But inscrit après 39 minutes 39e Arb. R.Seechum
22 gennaio 2012
20h00 (UTC+1)
Burkina Faso Drapeau du Burkina Faso 1 – 2 Drapeau d'Angola Angola Nuevo Estadio de Malabo (Malabo)
Traoré But inscrit après 57 minutes 57e Arb.M.Benouza Mateus But inscrit après 48 minutes 48e
Manucho But inscrit après 68 minutes 68e

2nda giornata
26 gennaio 2012
17h00 (UTC+1)
Sudan Flag of Sudan.svg 2 – 2 Drapeau d'Angola Angola Nuevo Estadio de Malabo (Malabo)
Bashir But inscrit après 33 minutes 33e But inscrit après 70 minutes 70e Arb. Ali Lemghaifry Manucho But inscrit après 5 minutes 5e But inscrit après 50 minutes 50e (rig.)
26 gennaio 2012
20h00 (UTC+1)
Costa d’Avorio Drapeau : Côte d'Ivoire 2 – 0 Drapeau du Burkina Faso Burkina Faso Nuevo Estadio de Malabo (Malabo)
Kalou But inscrit après 16 minutes 16e
Koné Inscrit contre son camp après 82 minutes 82e (aut.)
Arb. Gihed Gricha

3za giornata
30 gennaio 2012
19h00 (UTC+1)
Sudan- Flag of Sudan.svg 2 – 1 Drapeau du Burkina Faso Burkina Faso Estadio de Bata (Bata)
El Tahir But inscrit après 33 minutes 33e But inscrit après 80 minutes 80e Arb. E.Otogo Ouédraogo But inscrit après 90+2 minutes 90+2e
30 gennaio 2012
19h00 (UTC+1)
Costa d’Avorio Drapeau : Côte d'Ivoire 2 – 0 Drapeau d'Angola Angola Nuevo Estadio de Malabo (Malabo)
Eboué But inscrit après 33 minutes 33e
Bony But inscrit après 64 minutes 64e
Arb. S.Jedidi

Gruppo C

Posizione Squadra Pts G V N P Gf Gs Diff
1 Drapeau du Gabon Gabon 9 3 3 0 0 6 2 +4
2 Drapeau : Tunisie Tunisia 6 3 2 0 1 4 3 +1
3 Drapeau du Maroc Marocco 3 3 1 0 2 4 5 -1
4 Drapeau du Niger Niger 0 3 0 0 3 1 5 -4

1ma giornata
23 gennaio 2012
17h00 (UTC+1)
Gabon Drapeau du Gabon 2 – 0 Drapeau du Niger Niger Stade d’Angondjé (Libreville)
Aubameyang But inscrit après 30 minutes 30e
N’Guéma But inscrit après 45 minutes 45e
Arb. E.Maillet
23 gennaio 2012
20h00 (UTC+1)
Marocco Drapeau du Maroc 1 – 2 Drapeau : Tunisie Tunisia Stade d’Angondjé (Libreville)
Kharja But inscrit après 86 minutes 86e Arb. D.Bennett Korbi But inscrit après 34 minutes 34e
Msakni But inscrit après 75 minutes 75e

2nda giornata
27 gennaio 2012
17h00 (UTC+1)
Tunisia Drapeau : Tunisie 2 – 1 Drapeau du Niger Niger Stade d’Angondjé (Libreville)
Msakni But inscrit après 4 minutes 4e
Jemâa But inscrit après 90 minutes 90e
Arb.J.Sicazoui N’Gounou But inscrit après 9 minutes 9e
27 gennaio 2012
20h00 (UTC+1)
Gabon Drapeau du Gabon 3 – 2 Drapeau du Maroc Marocco Stade d’Angondjé (Libreville)
Aubameyang But inscrit après 77 minutes 77e
Cousin But inscrit après 79 minutes 79e
Zita But inscrit après 97 minutes 97e
Arb.A.Néant Kharja But inscrit après 24 minutes 24e But inscrit après 90 minutes 90e (rig.)

3e giornata
31 gennaio 2012
19h00 (UTC+1)
Gabon Drapeau du Gabon 1 – 0 Drapeau : Tunisie Tunisia Stade de Franceville (Franceville)
Aubameyang But inscrit après 62 minutes 62e Arb.D.D.Noumandiez
31 gennaio 2012
19h00 (UTC+1)
Marocco Drapeau du Maroc 1 – 0 Drapeau du Niger Niger Stade d’Angondjé (Libreville)
Belhanda But inscrit après 79 minutes 79e Arb.Badara Diatta

Gruppo D

Posizione Squadra Pts G V N P Gf Gs Diff
1 Drapeau du Ghana Ghana 7 3 2 1 0 4 1 +3
2 Drapeau du Mali Mali 6 3 2 0 1 3 3 0
3 Drapeau de Guinée Guinea 4 3 1 1 1 7 3 +4
4 Drapeau du Botswana Botswana 0 3 0 0 3 2 9 -7

1ma giornata
24 gennaio 2012
17h00 (UTC+1)
Ghana Drapeau du Ghana 1 – 0 Drapeau du Botswana Botswana Stade de Franceville (Franceville)
Mensah But inscrit après 25 minutes 25e Carton rouge 66e Arb.Badara
24 gennaio 2012
20h00 (UTC+1)
Mali Drapeau du Mali 1 – 0 Drapeau de Guinée Guinea Stade de Franceville (Franceville)
Traoré But inscrit après 30 minutes 30e Arb.Selim Jedidi

2nda giornata
28 janvier 2012
17h00 (UTC+1)
Guinea Drapeau de Guinée 6 – 1 Drapeau du Botswana Botswana Stade de Franceville (Franceville)
Diallo But inscrit après 15 minutes 15e But inscrit après 27 minutes 27e
Camara But inscrit après 42 minutes 42e
Traoré But inscrit après 45 minutes 45e
Bah But inscrit après 84 minutes 84e
Soumah But inscrit après 86 minutes 86e
Arb. El Ahrach Selolwane But inscrit après 23 minutes 23e (rig.)
Motsepe Carton rouge 45e
28 gennaio 2012
20h00 (UTC+1)
Ghana Drapeau du Ghana 2 – 0 Drapeau du Mali Mali Stade de Franceville (Franceville)
Gyan But inscrit après 63 minutes 63e
A. Ayew But inscrit après 76 minutes 76e
Arb.Djamel Haimoudi

3za giornata
1 febbraio 2012
19h00 (UTC+1)
Mali Drapeau du Mali 2 – 1 Drapeau du Botswana Botswana Stade d’Angondjé (Libreville)
Dembélé But inscrit après 56 minutes 56e
Keita But inscrit après 74 minutes 74e
Arb. Abdel Rahman Ngele But inscrit après 50 minutes 50e
1 febbraio 2012
19h00 (UTC+1)
Ghana Drapeau du Ghana 1 – 1 Drapeau de Guinée Guinée Stade de Franceville (Franceville)
Agyemang-Badu But inscrit après 27 minutes 27e Arb.D.Bennett Camara But inscrit après 45+2 minutes 45+2e
Bah Carton jaune

Quarti di finale

4 febbraio 2012
17h00 (UTC+1)
Zambia Drapeau : Zambie 3 – 0 Flag of Sudan.svg Sudan Stade de Bata (Bata)
Sunzu But inscrit après 15 minutes 15e
Katongo But inscrit après 66 minutes 66e
Chamanga But inscrit après 86 minutes 86e
Arb.Bakary Papa Gassama Masawi Carton jaune Carton jauneCarton rouge 65e
4 febbraio 2012
20h00 (UTC+1)
Costa d’Avorio Drapeau : Côte d'Ivoire 3 – 0 Drapeau de Guinée équatoriale Guinea equatoriale Nuevo Estadio de Malabo (Malabo)
Drogba But inscrit après 36 minutes 36e But inscrit après 70 minutes 70e
Touré But inscrit après 82 minutes 82e
Arb. Eddy Maillet
5 febbraio 2012
17h00 (UTC+1)
Gabon Drapeau du Gabon 1 – 1 d.t.s. Drapeau du Mali Mali Stade d’Angondjé (Libreville)
Mouloungui But inscrit après 55 minutes 55e Arb.Djamel Haimoudi Diabaté But inscrit après 84 minutes 84e
Poko Réussi
Zita Réussi
Mouloungui Réussi
Aubameyang Manqué
Manga Réussi
Rigori

4 – 5

Réussi Diabaté
Réussi
Yatabaré
Réussi
Kanté
Réussi
Traoré
Réussi
Keita

5 febbraio 2012
20h00 (UTC+1)
Ghana Drapeau du Ghana 2 – 1 d.t.s. Drapeau : Tunisie Tunisia Stade de Franceville (Franceville)
Mensah But inscrit après 10 minutes 10e
Ayew But inscrit après 101 minutes 101e
Arb.Alioum Néant Khelifa But inscrit après 42 minutes 42e
Abdennour Carton rouge 109e

Semifinali

8 febbraio 2012
17h00 (UTC+1)
Zambia Drapeau : Zambie 1 – 0 Drapeau du Ghana Ghana Stade de Bata (Bata)
Mayuka But inscrit après 79 minutes 79e Arb. Mohamed Benouza Boateng Carton jaune Carton rouge 84e
8 febbraio 2012
20h00 (UTC+1)
Mali Drapeau du Mali 0 – 1 Drapeau : Côte d'Ivoire Costa d’Avorio
Stade d’Angondjé (Libreville)
Arb. Daniel Bennett Gervinho But inscrit après 45 minutes 45e

Finale per il terzo posto

11 febbraio 2012
20h00 (UTC+1)
Ghana Drapeau du Ghana 0 – 2 Drapeau du Mali Mali Nuevo Estadio de Malabo (Malabo)
Vorsah Carton jaune Carton jauneCarton rouge 47e, 64e Arbitro: Gihed Gricha Diabaté But inscrit après 23 minutes 23e But inscrit après 80 minutes 80e

Finale

12 febbraio 2012
20h30 (UTC+1)
Zambia Drapeau : Zambie 0 – 0 d.t.s. Drapeau : Côte d'Ivoire Costa d’Avorio Stade d’Angondjé (Libreville)
Arb.Diatta
Katongo Réussi
Mayuka Réussi
Chansa Réussi
Katongo Réussi
Mweene Réussi
Sinkala Réussi
Chisamba Réussi
Kalaba Manqué
Sunzu Réussi
Rigori

8 – 7

Réussi Tioté
Réussi Bony
Réussi Bamba
Réussi Gradel
Réussi Drogba
Réussi Tiéné
Réussi Konan
Manqué Touré
Manqué Gervinho

Medaglia di bronzo per il Mali di Alain Giresse

Classifica marcatori

3 reti

2 reti

Mayuka, gol e capriole – Copyright BackpagePix

I premi assegnati dalla CAF

Orange Man of the Competition: Christopher Katongo (Zambia)

Pepsi Top Scorer of the Competition: Emmanuel Mayuka (Zambia)

Samsung Fair Player of the Competition: Jean-Jacques Gosso Gosso (Cote d’Ivoire)

Fair Play Award: Cote d’Ivoire

Team of the Tournament: Kennedy Mweene (Zambia) – Gosso Jean-Jacques Gosso (Costa d’Avorio), Stoppila Sunzu (Zambia), John Mensah (Ghana), Adama Tamboura (Mali) – Emmanuel Mayuka (Zambia), Yaya Gnegneri Toure (Costa d’Avorio), Kouassi Gervais Yao (Costa d’Avorio), Seydou Keita (Mali) – Christopher Katongo (Zambia), Didier Drogba (Costa d’Avorio)

In panchina: Boubacar Barry (Costa d’Avorio)
Fernando Da Gracia Gomez (Guinea Equatoriale)
Youssef Msakni (Tunisia)
Mateus Contreiras Manucho (Angola)
Pierre Emerick Aubameyang (Gabon)
Sadio Diallo (Guinea)
Cheick Tidiane Diabate (Mali)
Eric Mouloungui (Gabon)
Houssine Kharja (Marocco)
Mudathir Eltaib Ibrahim (Sudan)
Rainford Kalaba (Zambia)
Kwadwo Asamoah (Ghana)

Il capitano dello Zambia Katongo con il trofeo

Albo d’oro

ANNO    VINCITORE
1957    Egitto
1959    Egitto
1962    Etiopia
1963    Ghana
1965    Ghana
1968    Congo-Kinshasa
1970    Sudan
1972    Congo
1974    Zaire
1976    Marocco
1978    Ghana
1980    Nigeria
1982    Ghana
1984    Camerun
1986    Egitto
1988    Camerun
1990    Algeria
1992    Costa d’Avorio
1994    Nigeria
1996    Sudafrica
1998    Egitto
2000    Camerun
2002    Camerun
2004    Tunisia
2006    Egitto
2008    Egitto
2010    Egitto
2012    ZAMBIA

Foto Reuters

Discussione

3 pensieri su “Tra realtà e suggestione: lo Zambia ed il dodicesimo uomo in campo

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    Pubblicato da Chiropractor | 24 giugno 2013, 08:11

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