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Aymen Abdennour e Bruno Ecuele Manga: due rocce a confronto

Se pensiamo al Gabon ed alla Tunisia sfortunate protagoniste della ventottesima edizione della Coppa d’Africa, a tornare per primi alla mente sono forse gli spunti di Aubameyang e le prodezze di Msakni; ma un ruolo fondamentale nell’ottimo cammino che per entrambe si è arrestato ai quarti di finale spetta senz’altro ai rispettivi leader difensivi, tutti e due ancora giovanissimi e protagonisti d’eccezione anche in Ligue 1. Conosciamo meglio Aymen Abdennour e Bruno Ecuele Manga, pilastri delle retroguardie di Toulouse e Lorient e certamente candidati ad animare il prossimo mercato.

- AYMEN ABDENNOUR, CLASSE 1989, TUNISIA -

Nome: Aymen Abdennour

Ruolo: Difensore centrale

Data di nascita : 6 agosto 1989

Luogo di nascita : Sousse (Tunisia)

Nazionalità : Tunisina

Piede preferito: Sinistro

Altezza e peso : 187 cm per 84 kg

Club di appartenenza : Toulouse FC (Scadenza contratto: 2015)

Club precedenti : Étoile du Sahel (fino al 2011), Werder Brema (gennaio-giugno 2010, prestito)

Tra la retroguardia della Tunisia che alla CAN 2012 ha concesso pochissimo e la difesa meno perforata in Ligue 1 nel girone di andata il comune denominatore è Aymen Abdennour, il centrale ventiduenne dal fisico imponente arrivato a Toulouse la scorsa estate sorprendendo tutti per la rapidità del suo adattamento, che gli ha consentito di imporsi immediatamente da titolare nell’undici di Alain Casanova e di risultare una delle novità più piacevoli della Ligue 1 2011-2012.É risaputo che il TFC sia rinomato soprattutto per la sua politica di formazione ed una rosa composta in buona parte da giocatori cresciuti in casa, tra i quali spiccano elementi ambiti da mezza Europa come Étienne Capoue, Franck Tabanou o Moussa Sissoko; ma ultimamente il club della Città Rosa si sta dimostrando abile anche nel reperire giocatori giovani ed interessanti sul mercato, come dimostrano ad esempio l’acquisto del centravanti delle Espoirs (la nazionale under 21 francese, ndr) Emmanuel Rivière dal Saint-Etienne la scorsa estate o la recentissima operazione Aurier, prelevato da Lens a gennaio. E così, quando alla fine della passata stagione si è posto all’improvviso il problema di sostituire al centro della difesa il capitano Mauro Cetto, che aveva fatto le valigie con destinazione Palermo, ecco che Dominique Arribagé, uno dei responsabili dello scouting dei Violets, non ha esitato a tentare l’azzardo Abdennour, pescato in Tunisia nell’Étoile du Sahel per la modica cifra di 450.000 euro su consiglio di Bertrand Marchand; quest’ultimo, in ottimi rapporti con Arribagé con cui aveva lavorato in passato a Rennes ed oggi sulla panchina del Raja Casablanca, è il tecnico francese che nel 2007 aveva condotto la squadra tunisina prima alla vittoria della Champions League africana e poi fino alla semifinale del Mondiale per Club in Giappone, e che proprio nel corso di quell’anno aveva scoperto nel settore giovanile del club un allora diciassettenne Aymen Abdennour.L’Étoile du Sahel, l’amore di una vita - L’Étoile Sportive du Sahel (ESS) è il club più titolato di Tunisia ed il club maggiore di Sousse, la città natale di Aymen, quello per cui il ragazzo tifa da sempre e nel quale ha iniziato a giocare all’età di sei anni, facendo tutta la trafila nelle giovanili; il club in cui ha esordito da professionista nel 2008, con cui ha vinto il primo trofeo, la Supercoppa d’Africa nello stesso anno, e nel quale nella stagione 2008-2009 ha segnato i primi gol e fatto il suo debutto nella Champions League africana, lanciato il 14 marzo 2009 dall’attuale selezionatore del Gabon Gernot Rohr; il club con cui ha conquistato l’ambita maglia delle Aquile di Cartagine, convocato per la prima volta nella nazionale maggiore dal portoghese Humberto Coelho nel 2008, a diciotto anni, dopo essere stato protagonista nelle selezioni juniores e capitano dell’Under 21; ed anche quello dove è ritornato e si è rilanciato dopo la sua prima esperienza in chiaroscuro in Europa.

Abdennour (a destra) in azione con la maglia dell'ESS

La prima esperienza europea - Infatti nel gennaio 2010 Aymen aveva lasciato per la prima volta la Tunisia per tentare l’avventura europea al Werder Brema, in prestito per sei mesi con diritto di riscatto a favore dei tedeschi; ma nella squadra guidata da Schaaf che poteva contare tra gli altri su Frings, Ozil, Mertesacker,  ha finito col mettere insieme solo sei presenze complessive in Bundesliga e al termine della stagione il club anseatico gli ha preferito l’esperienza di Silvestre rinunciando a far valere l’opzione. Oggi, parlando di quella parentesi, Abdennour non vuole considerarla come fallimentare: “Non rimpiango la mia scelta. E’ vero che in Bundesliga ho giocato molto poco, ma è un’esperienza che mi ha arricchito, ho avuto modo di allenarmi al fianco di grandi giocatori e di conoscere un calcio più rigoroso e disciplinato come quello europeo”. Va detto comunque che qualche attenuante non gli manca: arrivato a metà stagione in una squadra in grossa difficoltà di risultati, appena ventenne, senza conoscere la lingua e senza un fisiologico periodo di adattamento alla nuova realtà, il giorno dopo il suo sbarco in Germania il giovane tunisino era stato immediatamente gettato nella mischia, titolare per tre partite consecutive di Bundesliga conclusasi con altrettante sconfitte prima di essere accantonato.

In azione nel Werder Brema

Il cambio di ruolo e l’esplosione – Un altro fattore che ha influito sulla mancata affermazione di Abdennour nel Werder Brema è certamente la questione della posizione in campo: formato calcisticamente come difensore centrale, ruolo che aveva sempre ricoperto a livello giovanile, all’arrivo nella prima squadra dell’Étoile Aymen era stato per necessità abituato a giocare da terzino sinistro o addirittura da esterno sinistro di centrocampo, adattandosi con risultati piuttosto soddisfacenti; cosicché in Germania, chiuso al centro dall’intoccabile coppia Naldo-Mertesacker, per lui il dirottamento sulla sinistra è stato automatico, in un ruolo di esterno difensivo che, per sua stessa ammissione, non è quello in cui si sente maggiormente a proprio agio e che è in grado di valorizzarlo al meglio. Al ritorno in patria nella stagione 2010-11 è stato l’infortunio del compagno Felhi, abituale titolare nel cuore della difesa, a spingere il nuovo allenatore dell’ESS Kbaïer, che lo conosceva bene per averlo avuto nelle giovanili, a riposizionarlo al centro. É da questo momento in avanti che inizia per Abdennour la vera ascesa, con le prestazioni sempre più convincenti, il trionfo alla CHAN 2011 nella Tunisia guidata da Trabelsi, giocando tutte e sei le partite da titolare e conquistando il secondo alloro della carriera, ed ancora il primo gol con le Aquile di Cartagine segnato nelle qualificazioni alla CAN 2012 contro il Ciad; poi la chiamata del Toulouse e la definitiva esplosione, le diciassette partite disputate in campionato dal primo minuto e l’inamovibile cerniera difensiva formata con il capitano Daniel Congré, le voci di mercato sempre più insistenti secondo cui persino Arsène Wenger si sarebbe messo sulle sue tracce; fino ad arrivare alla CAN in Gabon e Guinea Equatoriale che l’ha fatto conoscere anche a chi ancora non aveva avuto modo di vederlo all’opera, mentre in sua assenza il TFC  – sarà un caso – ha incassato cinque gol in tre partite perdendo il primato di miglior difesa.

(*) La CHAN (Championnat d’Afrique des Nations) è una competizione per nazionali organizzata dalla CAF e riservata esclusivamente a calciatori che militano in club africani, che si disputa ogni due anni in alternanza con la CAN; quella del 2011 era la seconda edizione, si è giocata in Sudan ed è stata vinta dalla Tunisia che ha sconfitto in finale l’Angola (3-0).

Abdennour (il secondo in piedi da sinistra) in un undici tunisino sceso in campo alla CAN

Guerriero di Cartagine - Colosso mancino alto 1, 87 per 84 chili, collocazione ideale sul centro-sinistra della difesa, Abdennour spicca per le sue qualità fisiche ma anche per la personalità. Imbattibile nel gioco aereo grazie al fisico combinato ad un’ottima elevazione, difficile da superare nell’uno contro uno, dispone anche di buoni fondamentali evidenti sia nell’azione difensiva, dove si distingue per abilità nell’anticipo e pulizia del tackle, sia nel rilancio. Duro sull’uomo senza essere cattivo, come dimostra il fatto che in diciassette partite di Ligue 1 abbia preso solo due cartellini gialli, è un leader naturale che ama dirigere i compagni in campo ed un competitore nato, un giocatore di gran temperamento che si esalta nella battaglia. Difensore davvero forte a livello individuale, i suoi principali margini di miglioramento – come confermato anche dall’allenatore del TFC Casanova – riguardano la capacità di difendere collettivamente, il posizionamento e le scelte migliori da compiere in fase di ripartenza, tutte cose che probabilmente miglioreranno con l’esperienza in un calcio più evoluto tatticamente quale quello europeo. Le sue doti nel gioco aereo lo rendono molto utile anche nell’area di rigore avversaria, in cui si proietta costantemente in occasione dei corner, e la sua capacità di giocare eventualmente a sinistra è un ulteriore asso nella manica. Positive per il momento le valutazioni per quel che riguarda l’aspetto comportamentale: è descritto da Casanova come un professionista impeccabile, desideroso di migliorarsi ed attento alla sua igiene di vita. Per chiudere, le parole di Bertrand Marchand, l’uomo che l’ha lanciato ed a cui il ragazzo ricorda per certi versi il parigino Mamadou Sakho: “Dal 2007 ripeto sempre che Abdennour diventerà il più forte difensore tunisino ed il leader della retroguardia della nazionale per i prossimi dieci anni”.


- BRUNO ECUELE MANGA, CLASSE 1988, GABON –

Nome: Bruno Ecuele Manga

Ruolo: Difensore centrale

Data di nascita: 16 luglio 1988

Luogo di nascita: Libreville (Gabon)

Nazionalità: Gabonese

Piede preferito: Destro

Altezza e peso: 186 cm per 76 kg

Club di appartenenza: FC Lorient (Scadenza contratto: 2014)

Club precedenti: FC 105 Libreville, Bordeaux (2006-2008), Rodez (gennaio-giugno 2008, prestito), Angers SCO (2008-2010).

Se per Abdennour l’interesse dei grandi club europei è relativamente recente, l’autorevolezza delle prestazioni di Bruno Ecuele Manga con la maglia del Gabon alla CAN 2012 non ha rappresentato altro che una conferma per un giocatore che da tempo ha tanti estimatori sulle sue tracce; e se il roccioso difensore del Lorient non ha lasciato la Bretagna già la scorsa estate, è semplicemente per via del veto messo dal presidente dei Merluzzi Loïc Fery che ha deciso di trattenerlo almeno per un’altra stagione, conscio che nell’anno in cui il club avrebbe dovuto far fronte alle contemporanee partenze di Gameiro, Amalfitano e Morel perdere anche il pilastro della sua retroguardia sarebbe stato troppo. Eppure, il difensore di Libreville che oggi tutti vogliono non sembrava neanche destinato ad un futuro da calciatore: nato ventitrè anni fa nella capitale gabonese da una famiglia modesta, figlio di un muratore che si arrangia con impieghi saltuari, ha in testa il calcio fin da piccolissimo ma deve fare i conti con le preoccupazioni del padre che di pallone non vuole sentire nemmeno parlare e cerca di inculcargli la necessità di studiare: “Il calcio non ti porterà mai niente”, gli ripete in continuazione. E così il piccolo Bruno inizia a giocare di nascosto, cambiandosi le scarpe prima di tornare a casa per non destare sospetti; finché viene aggregato all’Orambaka, squadra di quartiere di Libreville, con cui partecipando ai tornei locali guadagna a volte delle piccolissime somme che puntualmente consegna al padre, il quale piano piano, pur restando scettico, comincia ad accettare l’idea che Bruno coltivi il suo sogno. Nel frattempo, un tecnico dell’Orambaka nota le sue qualità prendendolo sotto la propria ala, e a tredici anni lo porta al FC 105, uno dei grandi club della città; qui non viene retribuito ma in compenso gli vengono pagati gli studi, e dopo aver fatto la consueta trafila nelle giovanili il ragazzo esordisce sedicenne in prima squadra e trascorso un anno inizia a percepire un modesto salario, che continua a portare a casa per aiutare la famiglia.

In azione in questa stagione con la maglia del Lorient

Sedotto e abbandonato dal Bordeaux - Il sogno di tutti i calciatori africani, quello di approdare in Europa, si concretizza nel maggio 2006, quando a diciassette anni Bruno viene invitato per un provino a Bordeaux grazie alle relazioni tra il direttore del centro di formazione dei Girondins e Cédric Mpouho, un agente gabonese. Alla fine Ecuele Manga si ferma in Gironda ed al suo primo anno gioca una stagione piena con la squadra riserve in CFA (quarta serie francese, ndr), allenandosi ogni tanto con i professionisti; nel 2007-2008 arriva in panchina Laurent Blanc ed il ragazzo fa la preparazione e le amichevoli precampionato con la prima squadra, entrando in seguito in diverse circostanze nel gruppo dei convocati senza tuttavia mai esordire in Ligue 1. Il 19 dicembre 2007 Blanc lo lancia in Europa League sul campo del Panionios, in una partita valida per la fase a gironi ed ininfluente ai fini della qualificazione, nella quale l’attuale commissario tecnico della Francia schiera dal primo minuto parecchi giovani; a Bruno, come più tardi racconterà lui stesso, quel giorno tremano le gambe ed è lui a provocare il rigore che porta in vantaggio i greci, ma poi saprà reagire e cavarsela bene, mentre la squadra ribalterà il risultato (2-3).  L’ultimo giorno del mercato di gennaio 2008, senza alcun preavviso, il giovane difensore viene mandato in prestito al Rodez in National (terza serie, ndr), spiegandogli che si tratta di una tappa necessaria per accumulare esperienza; ma alla fine di quella stagione, inspiegabilmente il Bordeaux lo lascia libero, errore già commesso in passato con altri ragazzi di talento passati dal suo centro di formazione, con Mathieu Valbuena che probabilmente costituisce l’esempio più celebre.

Un giovanissimo Ecuele Manga muove i suoi primi passi europei nel Bordeaux

Alain Giresse, come un padre - Il debutto di Ecuele Manga in Europa League non è però passato del tutto inosservato: in quell’occasione il ragazzo ha colpito Jean-Louis Garcia, attualmente alla guida del Lens ed all’epoca allenatore dell’Angers SCO, e così nell’estate del 2008 viene accolto in Ligue 2 dal club bianconero; sulle rive della Maine giocherà due stagioni ad altissimo livello, formando con Malik Couturier una delle coppie difensive più forti della categoria, in un Angers che nel 2009-2010 mancherà di poco la promozione in Ligue 1. Il resto della storia è nota, con il Lorient che se lo aggiudica ed un 2010-2011 da rivelazione della massima serie che gli vale l’attenzione di tanti club inglesi e non solo, tra i quali anche la Fiorentina. Quest’anno era atteso alla conferma ma, ad eccezione di alcune partite memorabili come quella del Parc des Princes alla prima di campionato, quando il Lorient si è imposto in casa del PSG (0-1) con un Ecuele Manga imperiale, il suo rendimento è stato leggermente al di sotto delle aspettative, prima di avere una nuova impennata in occasione della Coppa d’Africa giocata con le Pantere. La sua storia con la selezione gabonese era iniziata nel marzo 2006, appena diciassettenne, grazie all’allora selezionatore Alain Giresse, oggi sulla panchina del Mali, e Bruno ha fatto presto a rendersi insostituibile tanto che anche il successore Gernot Rohr, che al suo arrivo ha rinnovato il gruppo dell’80%, l’ha fin da subito considerato un punto fermo. Giresse è tuttora per Ecuele Manga un riferimento fondamentale, a cui è legato da una relazione molto vicina a quella padre-figlio; era stato proprio lui, indimenticabile bandiera del grande Bordeaux degli anni ottanta, a dare parere favorevole alla permanenza del ragazzo in Gironda dopo il provino effettuato, quando i responsabili del centro di formazione, i suoi ex compagni di squadra Trésor e Battiston, gli avevano chiesto un giudizio in merito. Era stato ancora lui ad incoraggiarlo ed a spingerlo a tenere duro, quando a Bruno era crollato il mondo addosso alla notizia di dover lasciare Bordeaux per Rodez. E per una beffarda ironia del destino, è stato lui ad infrangere il sogno del suo pupillo e di tutto il popolo gabonese, quello di giocare in casa una semifinale di Coppa d’Africa, guidando le Aquile del Mali alla vittoria sulle Pantere nel quarto di finale di Libreville deciso dai calci di rigore.

Con Giresse Ecuele Manga ha debuttato in nazionale

Difensore di rara completezza - Giocatore dalle doti fisico-atletiche impressionanti, Ecuele Manga è un difensore centrale che abbina gioco aereo eccellente, velocità di corsa, impatto fisico, l’abilità tecnica di sottrarre il pallone all’avversario senza ricorrere al fallo e la capacità di mantenerne il possesso sotto pressione, lettura del gioco e senso della posizione che gli permettono di intercettare le traiettorie, qualità nel rilancio. Destro di piede, può essere all’occorrenza adattato sulla fascia destra. “Non ho mai avuto un difensore tanto completo”, ha detto Jean-Louis Garcia, il suo ex allenatore ad Angers. Arrivato in Europa privo di qualsiasi cultura tattica, è migliorato enormemente sotto quel profilo ed anche sul piano tecnico grazie al lavoro fatto con Garcia prima e con Gourcuff poi, due allenatori cultori del 4-4-2 e dell’organizzazione collettiva ed amanti dei difensori dal piede educato che sappiano far partire l’azione da dietro. Carattere timido e tranquillo, non parla spesso e quando parla lo fa a bassa voce, ma è molto rispettato nello spogliatoio. I suoi principali limiti riguardano i puntuali cali di concentrazione, che gli venivano rimproverati già da Blanc e che adesso gli rimprovera Gourcuff: la sua superiorità tecnica a volte lo porta inconsciamente a rilassarsi ed è probabilmente dovuto soprattutto a questo il calo di rendimento dopo il primo straordinario anno a Lorient. Inoltre i suoi tecnici sostengono che in certe circostanze gli servirebbe un po’ di “cattiveria” in più, e che dovrebbe provare più spesso ad assumere l’iniziativa, a prendersi maggiori responsabilità anche in fase di costruzione del gioco: “E’ vero, ma accade perché non ho sufficiente fiducia nelle mie qualità”, confidava ad inizio stagione a L’Equipe. A giudicare dal cucchiaino con cui, nella lotteria finale dal dischetto del quarto di finale contro il Mali, ha trasformato un rigore che avrebbe potuto rivelarsi quello decisivo, l’impressione è che la coscienza dei propri mezzi stia decisamente crescendo.

Ecuele in azione in Ligue 2 con la maglia dell'Angers, la squadra con la quale si è affermato

Lorient, politica lungimirante - Bruno Ecuele Manga può essere considerato il perfetto simbolo della politica che il Lorient attua con successo da diversi anni a questa parte; piccola realtà dal budget limitato e che tradizionalmente attinge meno di altre squadre francesi ai prodotti del suo centro di formazione, penalizzato dalla concorrenza nella regione di quello del Rennes – il migliore dell’Esagono negli ultimi cinque anni secondo i criteri stabiliti dalla Federazione – il club del Morbihan ha la sua grande forza nella cellula di scouting composta da quattro persone che lavorano a stretto contatto con Christian Gourcuff, e cercano con un occhio di riguardo alle serie inferiori francesi giocatori giovani che si adattino al 4-4-2 ed alla filosofia di gioco del tecnico, alternando le lunghe sedute video ai viaggi per visionarli personalmente. Una volta concluso l’affare, il piano societario prevede di tenerli due-tre anni, facendoli progredire e valorizzandoli al massimo, per poi rivenderli assicurando la sopravvivenza del club; tanti i casi che si potrebbero citare, ma i due più emblematici sono quelli di Gameiro, acquistato nel 2008 per 3 milioni di euro dallo Strasbourg appena retrocesso in Ligue 2 e rivenduto alla fine della scorsa stagione al Paris Saint-Germain per 11 milioni, e quello di Koscielny, acquistato nel 2009 per 1,7 milioni dal Tours, sempre in Ligue 2, e rivenduto all’Arsenal per 12 milioni. Ecuele Manga, arrivato nell’estate del 2010 dalla seconda serie per 1,2 milioni, fu preso proprio per rimpiazzare Koscielny; ora si accinge a completare il suo secondo anno a Lorient ed a gennaio il club arancionero ha acquistato a sorpresa dal Sedan Wesley Lautoa, difensore centrale di ventiquattro anni, naturalmente rivelatosi in Ligue 2: sembra un chiaro segnale che Bruno Ecuele Manga sarà il prossimo a partire.

Ecuele Manga con Christian Gourcuff il giorno della presentazione a Lorient, nell'estate 2010

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