Coppe nazionali, Talenti

Coupe de la Ligue, vetrina di talenti

La gioia dei giocatori del Dijon

Di certo non si può dire che l’appeal ed il successo della Coupe de la Ligue siano favoriti da una formula che protegge eccessivamente le rappresentanti della massima categoria ed in particolar modo le squadre più forti; e se l’ingresso in scena tardivo dei club che nella stagione precedente si sono qualificati per le coppe europee può trovare una sua giustificazione nella volontà di evitare a questi ultimi un calendario sovraffollato dall’accavallarsi di troppi impegni, è altrettanto vero che il meccanismo delle teste di serie per il sorteggio dei quarti non trova altra spiegazione che il prevalere delle esigenze delle televisioni su ogni altra considerazione. Tuttavia, anno dopo anno questa competizione finisce ugualmente per ricavarsi la propria nicchia e per offrire spunti di interesse, che si tratti di restituire certezze a chi in campionato ha perso il bandolo della matassa, di mascherare una stagione deludente con un trofeo in bacheca o di regalare un banco di prova a tanti talenti emergenti che spesso proprio su questo palcoscenico hanno trovato il trampolino ideale per lanciare o rilanciare le proprie carriere. Ritorniamo dunque sulle partite di martedì e mercoledì sera, riservando particolare attenzione ai giovanissimi che si sono messi in luce e a chi trova solitamente poco spazio e ha avuto la sua occasione.

- OTTAVI DI FINALE -

Olympique Marseille – Lens 4-0 – L’abito della squadra che si approcciava alla Coupe de la Ligue alla disperata ricerca di certezze calza per l’appunto a pennello ad un Olympique Marseille per il quale il successo ottenuto sabato scorso in campionato contro l’Ajaccio, appena il secondo in undici giornate, non poteva da solo bastare a rassicurare un ambiente scosso dall’inattesa cattiva partenza e, soprattutto, dalla rovente polemica interna esplosa negli ultimi giorni tra Didier Deschamps ed il direttore sportivo José Anigo. Mentre l’azionista di maggioranza Margarita Louis-Dreyfus ed il presidente Labrune stanno provando sotto traccia a ricucire la situazione, è indubbio che una qualificazione ottenuta senza ombre sia la migliore medicina, in una fase delicata in cui è importante soprattutto mettere in fila qualche vittoria a prescindere da ogni considerazione sul gioco espresso e sulla consistenza degli avversari. In attesa di riscontri più probanti le due partite contro Ajaccio e Lens hanno detto soprattutto che il nuovo 4-4-2 sperimentato da Deschamps è il sistema che probabilmente in questo momento permette alla squadra di esprimersi meglio, con il grande merito di esaltare il talento di Jordan Ayew, il più giovane dei due figli di Abedi Pelè, autore in coppa del suo primo gol stagionale e sempre insidioso nel ruolo di seconda punta a fianco di Gignac prima e Rémy poi. Schierato sulla fascia destra, è stato poi finalmente molto positivo per quantità e qualità un nuovo acquisto che finora aveva reso al di sotto delle attese come Morgan Amalfitano, mentre si è visto in campo anche un giocatore assai poco utilizzato e poco conosciuto ma che ha dignitosamente fatto la sua parte e potrebbe rendersi utile nel prosieguo: l’esterno sinistro difensivo Jean-Philippe Sabo, ventiquattro anni, un ragazzo che è cresciuto al club ma che ha quasi sempre trovato posto solo nella squadra riserve. Se alla vigilia l’eliminazione del Lens era tutto sommato preventivabile, sono invece abbastanza sconcertanti e soprattutto preoccupanti in vista del prosieguo di una stagione finora tutt’altro che brillante il modo in cui si è concretizzata e la mancanza di combattività e convinzione palesata dalla squadra di Jean-Louis Garcia; nelle fila dei Sang et Or uno dei pochi a dimostrarsi all’altezza, se escludiamo il portiere Kasraoui che ha evitato ai suoi un passivo più pesante, è stato proprio Thorgan Hazard, il fratello di Eden che era al debutto da titolare tra i professionisti: un piccolo raggio di luce in un contesto che rischia di diventare davvero fosco se lunedì sera dovesse arrivare un ulteriore risultato negativo sul campo di un’altra nobile decaduta come il Nantes.

Andrè Ayew festeggia il fratello Jordan

Saint-Étienne – Lyon 1-2 - La qualificazione ai quarti di coppa, ottenuta per di più al termine di una sfida che come tutti i derby ha una valenza doppia dal punto di vista emotivo, ha rappresentato una vera e propria boccata d’ossigeno anche per Rémi Garde ed i suoi, che avevano assoluta necessità di fermare l’emorragia di sconfitte consecutive in trasferta, ben quattro tra coppa e campionato (Caen, PSG, Real Madrid, Lille, ndr), striscia lievemente inquietante soprattutto perché ha seminato i primi seri dubbi sull’effettiva capacità del Lyon del nuovo corso di essere competitivo quando il livello della contesa diventa davvero alto.  Nonostante la delicatezza del momento Garde, pensando probabilmente al secondo atto del derby previsto per sabato sera, stavolta alla Gerland, ha comunque scelto di rischiare e di far ruotare i suoi uomini, schierando da titolari quattro giocatori che per motivi differenti quest’anno in campo si sono visti poco come Cris, Ederson, Dabo e soprattutto Alexandre Lacazette (qui il profilo): piazzato al centro dell’attacco, il ventenne talento locale, che finora raramente aveva entusiasmato al di fuori del contesto delle selezioni giovanili, ha dato un’ottima risposta, sfoderando senza dubbio la sua più convincente prestazione della stagione e risultando uno dei migliori in campo. I Verts, assenze forzate a parte, si presentavano invece nella formazione abituale, all’inseguimento del miraggio di uno Stade de France che non riescono a raggiungere dal 1998, ma a conti fatti l’OL ha meritato il passaggio del turno in una partita combattuta e caratterizzata da intemperanze dei tifosi di casa, i quali hanno dato inizio ad un fitto lancio di oggetti in campo al momento della concessione agli ospiti – già in vantaggio di un gol – di un calcio di rigore che, quando il gioco è finalmente ripreso dopo diversi minuti di sospensione, Bastos ha poi trasformato per lo 0-2. Gli uomini di Galtier hanno spinto ma senza riuscire a rendersi realmente pericolosi e sono riusciti ad accorciare le distanze solamente nel finale, grazie ad un Pierre-Emerick Aubameyang che conferma il suo ottimo momento di forma e che è senza dubbio una delle note liete della serata dell’ASSE, insieme al ritorno in campo dopo l’infortunio di Sinama-Pongolle, entrato nell’ultimo quarto d’ora. Prosegue così l’incredibile serie dei Gones, che non perdono sul campo degli acerrimi rivali regionali dal 1994.

Lacazette in azione contro il Saint-Etienne - foto di Richard Mouillaud

Dijon – Paris Saint-Germain 3-2 - A rassicurare coloro i quali temono che il nuovo strapotere economico del Paris Saint-Germain conferisca al club della capitale anche un’automatica invulnerabilità capace di azzerare l’interesse delle competizioni, arrivano dal Gaston Gerard una delle due grandi sorprese della serata di coppa ed il terzo k.o. stagionale dei parigini dopo quelli contro Lorient ed Athletic Bilbao. Ancora una volta solleva grossi interrogativi la capacità di essere competitivo su più fronti di un PSG che probabilmente la acquisirà con il tempo, ma che per adesso dà l’impressione di perdere tutte le sue sicurezze ogni volta che l’undici tipo schierato in campionato subisce variazioni di una certa entità. Eppure sulla carta la formazione opposta ad un Dijon imbottito di riserve dava sufficienti garanzie per il passaggio del turno, con una linea difensiva Cearà-Lugano-Zoumana Camara-Sakho, Armand e Bodmer coppia centrale di centrocampo, Erding unica punta davanti al trio Jallet-Ménez-Bahebeck, e l’ingresso nella ripresa di Nenê e Gameiro, tenuti inizialmente a riposo così come Pastore. La pecca maggiore evidenziata dalla squadra di Kombouaré è stata certamente il calo di tensione inaccettabile che, sul rassicurante vantaggio di due gol a zero dopo appena venti minuti, ha incredibilmente reso possibile la rimonta agli avversari, sia pure grazie all’aiuto di due rigori concessi dall’arbitro, il primo dei quali apparso molto generoso. Particolarmente negativa la serata di Lugano, mentre il gioiello del centro di formazione di Camp des Loges Jean-Cristophe Bahebeck (qui il profilo) con la bellissima punizione con cui sblocca il risultato mostra ancora una volta che è un elemento su cui poter fare affidamento, anche se per la verità in questa circostanza riesce a rendersi pericoloso quasi esclusivamente con i suoi calci piazzati. La rivoluzione di formazione messa in atto da Carteron permette di ammirare all’opera diversi giocatori praticamente mai visti fin qui e fra loro la nota di merito va a Florin Bérenguer, che al debutto stagionale dal primo minuto dopo due presenze da subentrante si rivela il migliore in campo: centrocampista offensivo di ventidue anni cresciuto a Sochaux, da poco ristabilitosi da un infortunio, l’anno scorso in Ligue 2 ha collezionato ventitrè apparizioni e c’è da scommettere che d’ora in avanti si ritaglierà il suo spazio anche in campionato. Tre giocatori facevano invece il loro esordio assoluto nel Dijon 2011-2012 e due di loro vestivano per la prima volta la maglia dei Rouges: complessivamente positiva la prova del ventenne portiere togolese Baba Tchaugouni, già titolare nella sua nazionale e scampato al terribile attentato al bus nella passata edizione della Coppa d’Africa in Angola, ma sarà difficile per lui rubare il posto alla rivelazione Reynet; mentre sono per il momento rimandati i due acquisti estivi Zakaria Diallo, difensore di ventiquattro anni proveniente dallo Charleroi, troppo febbrile nei suoi interventi, e Cristopher Joufreau, centrocampista classe 1992 che l’anno scorso giocava a Changé in CFA 2 e che è apparso ancora un po’ leggero per questi livelli.

Bahebeck e Bérenguer, due giovani protagonisti della sfida di coppa tra Dijon e PSG

Le Mans – Rennes 4-1 d.c.r. - L’altra grande sorpresa della serata arriva dalla MMArena, dove finalmente i tifosi del Le Mans possono assaporare una gioia in quella che per loro si sta rivelando una stagione di grande sofferenza: nel solo incontro degli ottavi che si conclude ai calci di rigore, i giallorossi locali riescono a strappare la qualificazione al Rennes, eliminando la seconda squadra della massima serie dopo l’Ajaccio fatto fuori ai sedicesimi e diventando dunque l’unico club di Ligue 2 che parteciperà ai quarti di finale di quest’edizione; in una competizione con la quale ha un certo feeling, il Le Mans potrà provare a qualificarsi per le semifinali raggiunte recentemente per tre anni di fila nel 2006, 2007 e 2008 ed il sorteggio dei quarti consente di coltivare il sogno perché la sfida che lo opporrà al pur ostico Lorient si giocherà ancora una volta tra le mura amiche della MMArena. Per la bella impresa di mercoledì scorso, la squadra di Cormier deve ringraziare una grande prova di abnegazione collettiva e Didier Ovono, l’esperto portiere gabonese che in campionato ha perso il posto di numero uno a vantaggio del giovane georgiano Makaridze ma che in coppa è stato l’eroe della serata, compiendo più di una parata fondamentale nei centoventi minuti e neutralizzando nella lotteria finale dal dischetto i rigori di Pitroipa e Hadji. Continua invece la tradizione che vuole questo trofeo maledetto per il Rennes, che con una formazione molto vicina a quella titolare – sia pure con qualche assente illustre come M’Vila – ha avuto le occasioni migliori ma complessivamente ha deluso e per la quarta volta consecutiva si ferma così agli ottavi di finale; e come nella scorsa stagione, quando fu clamorosamente eliminato dai vicini del Guingamp che allora giocavano in National, esce per mano di un club di categoria inferiore: decisamente non sembra una squadra a proprio agio nelle competizioni ad eliminazione diretta quella di Antonetti, che anche in Coupe de France si era fatta estromettere nel 2011 dal Reims e nel 2010 addirittura dal Quevilly. C’è un’altra brutta notizia per i bretoni e riguarda Yacine Brahimi, grande talento la cui ascesa è purtroppo frenata dai problemi fisici, che appena dieci minuti dopo il suo ingresso in campo, al rientro dall’infortunio, è dovuto uscire per una ricaduta. Per il resto, da segnalare che pure nelle fila dei rossoneri ha fatto il suo esordio stagionale tra i pali un giovane estremo difensore, Abdoulaye Diallo: vent’anni, al suo terzo match tra i professionisti, questo ragazzo di origini senegalesi era il portiere campione d’Europa 2010 con la Francia U19 che poi a sorpresa il selezionatore Smerecki non ha portato con sè al mondiale U20 in Colombia della scorsa estate, preferendogli Cros e Ligali.

Ovono para il rigore di Hadji - foto Blandine Lempérière

Lille – Sedan 3-1 - Nessuna sorpresa invece a Villeneuve d’Ascq, dove il Lille passa piuttosto agevolmente il turno ed affronterà dunque il Lyon nel quarto di finale più affascinante proposto dal sorteggio. Garcia in vista del derby di domenica sera a Valenciennes ha operato una rotazione massiccia, concedendosi il lusso di lasciare in panchina Debuchy, Balmont, Sow tra gli altri ed addirittura in tribuna Hazard e Mavuba, in compagnia degli squalificati Landreau e Béria; ma anche il Sedan pensa al campionato e non prova ad approfittarne, rinunciando almeno inizialmente a giocatori chiave come Lautoa in difesa, Lemoigne a centrocampo e Fauvergue in attacco e dando così fin dal momento di scendere in campo l’idea di non credere veramente all’exploit. Convincono i Dogues in versione sperimentale negli uomini come nel modulo: Pedretti si trova a meraviglia in un 4-4-2 che è più consono alle sue caratteristiche e dirige l’orchestra, affiancato da un eccellente Idrissa Gueye (qui il profilo), il ventiduenne senegalese che appare in grande crescita; come lui proviene dall’Academy di Diambars il connazionale Pape Souaré, esterno sinistro basso classe 1990 che nella circostanza è stato impiegato al fianco di Rozenhal al centro della difesa, ruolo in cui aveva iniziato la carriera prima di spostarsi sulla fascia ed in cui contro il Sedan ha sfoggiato una buona sicurezza. Sul fronte sinistro della retroguardia si è invece mosso Lucas Digne, forse la maggiore sorpresa di Garcia nell’undici iniziale: anche il nazionale U19 francese, che al momento rappresenta il fiore all’occhiello del centro di formazione di un LOSC che non è certo tra i club francesi più rinomati per il proprio settore giovanile, dopo un inizio titubante ha ben figurato. Per quel che riguarda l’attacco, l’occasione è stata propizia per vedere all’opera Tulio de Melo, che a causa dell’infortunio non scendeva in campo in una partita ufficiale dallo scorso maggio e che ha dimostrato una volta di più come le sue doti di pivot possano essere preziose per questa squadra, e nel secondo tempo un giovane talentuoso ma discontinuo come Ronny Rodelin, che si è reso molto pericoloso con un paio di conclusioni delle sue. Nel Sedan da sottolineare soprattutto l’ottimo momento di un promettente classe 1991, il centrocampista dal gol facile Abdoulay Diaby: un rigore realizzato ed un palo colpito il suo bottino contro il Lille, dopo la doppietta di venerdì scorso in campionato.

Secondo gol in una settimana per Joe Cole, uno dei pochi titolari abituali schierati da Garcia - foto da losc.fr

Auxerre – Caen 1-2 d.t.s. - Il turnover in assoluto più radicale è però quello messo in atto da Franck Dumas: rispetto alla formazione opposta sabato scorso in campionato al Montpellier sono solo due i confermati, i difensori Leca e Vandam; per il resto, si vedono ben quattro giocatori che tre giorni prima della partita di coppa erano scesi in campo con le riserve in CFA, ovvero il portiere Thomas Bosmel, il difensore Molla Wagué e due giovanissimi come il funambolo Lenny Nangis (qui il profilo), protagonista di qualche spunto interessante, e Ibrahima Tandia, altro elemento offensivo di grande talento che però non sembra ancora pronto per giocare con la prima squadra e contro l’Auxerre ha perso troppi palloni; spazio anche per il centrocampista Anthony Deroin, comprimario trentaduenne premiato per la fedeltà al club della sua città, nel quale gioca ininterrottamente da quindici anni, per il franco-marocchino Faycal Fajr, trequartista classe 1988 che deve crescere un po’ sul piano fisico ma è dotato di ottime qualità tecniche e che, già molto positivo nel turno precedente contro il Brest, ha servito l’assist per il gol del vantaggio; e soprattutto, per Livio Nabab, l’uomo che si è rivelato più decisivo e che merita il simbolico riconoscimento di giocatore copertina di questi ottavi di finale: nato in Guadaloupe dove è stato pescato dal Caen, l’anno scorso in prestito in Ligue 2 al Laval, Nabab è un esterno destro offensivo di ventitrè anni che ha il suo punto di forza nella straordinaria velocità ed il punto debole nella mancanza di concretezza, ma mercoledì non gli è mancata neanche quest’ultima poiché ha regalato i quarti ai Malherbistes con una doppietta; adesso si candida come interessante alternativa per il campionato, anche se nel suo ruolo è chiuso dall’intoccabile Hamouma. L’Auxerre, privo di due pedine chiave come Alain Traorè e Oliech squalificati, ridotto in dieci dalla troppo severa espulsione di Willy Boly, non ha demeritato e anzi ha creato le occasioni più nitide della gara, ma non riesce a venir fuori da un periodo negativo in cui non raccoglie quanto semina e subisce la terza sconfitta casalinga consecutiva dopo quelle in campionato contro Lille e Rennes, trovandosi ora nella necessità di fare risultato contro l’Evian TG per allontanare lo spettro di una crisi incombente; e siccome piove sempre sul bagnato, perde purtroppo anche il suo capitano Adama Coulibaly per una frattura al piede che dovrebbe tenerlo fuori almeno per un paio di mesi.

L'esultanza di Livio Nabab - foto AFP

Montpellier – Lorient 1-2 - E’ uscito dal campo decimato dagli infortuni anche il Lorient, con il tecnico Christian Gourcuff  che al termine dell’incontro implicitamente accusa gli avversari di esserci andati giù un po’ troppo duri con i contrasti: e se alla fine Ecuele-Manga, Monnet-Paquet ed Autret hanno recuperato in tempo per la gara di sabato pomeriggio a Brest, non altrettanto si può dire di Emeghara, che non si è ancora ristabilito dal brutto colpo preso alla caviglia e non figura nella lista dei convocati. Ad ogni modo, la squadra bretone sfrutta nel migliore dei modi il vantaggio di giocare quasi un tempo in superiorità numerica in seguito all’espulsione per doppia ammonizione di Bocaly al 55′ e s’impone di misura allo Stade de la Mosson grazie a due gol dei suoi nuovi gioiellini, lo stesso Innocent Emeghara prima e Joel Campbell poi, che sia pure ancora ad intermittenza stanno mostrando fin da subito le loro interessanti qualità anche in maglia arancionera. Questa volta si rivela dunque vana l’ennesima rete di uno scatenato Olivier Giroud, che aveva raggiunto il provvisorio pareggio dopo essere stato gettato nella mischia nella ripresa da Girard al posto di Fodé Koita, attaccante classe 1991 dal bel potenziale che fa parte della nidiata d’oro trionfatrice nella Gambardella 2009 (Belhanda, El Kaoutari, Stambouli, Ligali, Cabella, Jonas Martin, ndr), ma che finora non è riuscito ad esplodere del tutto anche per via dei tanti infortuni e che contro il Lorient non ha inciso particolarmente. Le due squadre tenevano molto alla coppa e sono scese in campo con poche variazioni nei rispettivi schieramenti tipo, ma in un turno caratterizzato dall’esordio di molti giovani portieri non poteva essere da meno il Lorient, che ha presentato tra i pali il ventenne Benjamin Lecomte: l’estremo difensore parigino aveva già giocato due partite in campionato per sopperire all’assenza dell’allora infortunato Audard, e se il suo debutto a Sochaux non era stato troppo felice, nella giornata successiva contro il  Saint-Étienne il ragazzo aveva saputo ampiamente riscattarsi; abbastanza inoperoso in coppa, si è reso tuttavia decisivo nel finale sul colpo di testa di un Belhanda meno ispirato del consueto. Questi ottavi di finale segnano così l’uscita di scena della prima e della seconda in classifica della Ligue 1 ed allo stesso tempo della finalista della passata edizione.

Il giovane portiere Lecomte festeggia con i compagni la qualificazione - foto OuestFrance

OGC Nice – Sochaux 2-1 - Infine, nel primo dei due Nice-Sochaux in programma nell’arco di cinque giorni, con le due contendenti che si incontreranno nuovamente domenica pomeriggio in campionato ancora allo Stade du Ray, meritata e più netta di quanto non dica il 2-1 finale è la vittoria dei rossoneri, che ai quarti riceveranno il Dijon in un confronto sulla carta equilibrato, in cui partiranno però con i favori del pronostico grazie al conforto del fattore campo. Nell’ottavo di mercoledì sera spicca la doppietta di Xavier Pentecôte, della quale Éric Roy sottolinea l’importanza poiché nutre la speranza che sia servita finalmente a sbloccare l’attaccante, in una squadra che finora ha goduto di un contributo realizzativo praticamente nullo dal proprio reparto avanzato; la rete dei gialloblu l’ha invece messa a segno il ventunenne Abdoul Camara, ennesimo talento un po’ incompiuto che durante l’estate ha lasciato il Rennes – suo club formatore –  per il Sochaux, nella speranza di avere quello spazio che però finora non ha trovato nemmeno nel Doubs. Anche allo Stade du Ray si è vista una novità in porta, il peruviano Raúl Fernández (1985), che abbiamo recentemente avuto modo di ammirare all’opera in Copa America e che probabilmente quest’estate è stato acquistato per farne il futuro numero uno degli Aiglons, in previsione di una plausibile cessione del richiesto Ospina; nel complesso però Roy ha scelto di ridurre il turnover al minimo indispensabile ed uno dei pochi elementi preservati per domenica è stato l’argentino Fabián Monzón, il cui eccellente inizio di stagione è stato premiato dalla notizia, giunta ieri, della convocazione da parte di Sabella nell’Argentina che a novembre affronterà Bolivia e Colombia nel quadro delle qualificazioni al Mondiale 2014. In un Sochaux molle come troppo spesso si è mostrato quest’anno, Bazdarevic ha concesso ampio spazio ai giovani, con tre soli giocatori al di sopra dei venticinque anni in campo dal primo minuto, ovvero Perquis, Sauget e Roudet: l’età media della formazione iniziale era di ventitrè anni e sono da registrare gli esordi assoluti di due diciottenni, quello da titolare del difensore Lionel Zouma, fratello maggiore di Kurt del Saint-Etienne (qui il profilo), e quello assoluto tra i professionisti del centrocampista camerunense Petrus Boumal Mayega; erano inoltre della contesa due Bleuets che hanno partecipato all’ultimo Mondiale U20, Pierrick Cros e Cédric Bakambu (qui i profili): nel contesto di una prestazione di squadra globalmente negativa la serata è stata da dimenticare per i giovani Lionceaux, ma per tutti loro non mancherà certamente l’occasione di rifarsi.

Non un grande esordio per Lionel Zouma, qui impegnato a contrastare Mounier – foto NiceMatin


IL QUADRO COMPLETO DEI RISULTATI:

COUPE DE LA LIGUE / OTTAVI DI FINALE
Martedì 25 ottobre 2011
Marseille
– Lens (L2) : 4-0
Marcatori:  Gignac (14′), J.Ayew (69′) e L.Rémy (82′ e 90′) per il Marseille

Mercoledì 26 ottobre 2011
Dijon
– Paris Saint-Germain : 3-2
Marcatori: Sankharé (29′ su rig.), Bérenguer (32′) e Jovial (61′ su rig.) per il Dijon – Bahebeck (16′) e Erding (20′) per il PSG

Montpellier – Lorient : 1-2
Marcatori: Giroud (65′) per il Montpellier – Emeghara (14′) e J.Campbell (69′) per il Lorient

Saint-Étienne – Lyon : 1-2
Marcatori: Briand (40′) e Bastos (72′ su rig.) per il Lyon – P-E.Aubameyang (84′) per il Saint-Etienne

Auxerre – Caen : 1-1, 1-2 dopo i tempi supplementari
Marcatori: Ben Sahar (30′) per l’Auxerre – Nabab (24′ e 117′) per il Caen

Nice – Sochaux : 2-1
Marcatori: Pentecôte (38′ e 57′) per il Nice – P.Camara (81′) per il Sochaux

Lille – Sedan (L2) : 3-1
Marcatori: Pedretti (34′), Cole (38′) e Jelen (70′) per il Lille – A.Diaby (79′ su rig.) per il Sedan.

Le Mans (L2) – Rennes : 0-0 , 4-1 dopo i calci di rigore

QUI TUTTI GLI HIGHLIGHTS

I giocatori dell'OL festeggiano la vittoria nel derby con i propri tifosi - Foto Richard Mouillaud, da Le Progrès

IL SORTEGGIO DEI QUARTI (10 e 11 gennaio 2012)


Le Mans – Lorient

Nice – Dijon
Lyon – Lille
Caen – Marseille

UNO SGUARDO AI TURNI PRECEDENTI

- Primo turno (report su Foothexagonal, con regolamento e date della competizione)

- Secondo turno:

- Sedicesimi di finale:

…E a novembre ritorna su Foothexagonal la Coupe de France

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