Anteprima, Calendari, Ligue 2

Ligue 2 – Anteprima stagione 2011-2012 e calendario

Parte venerdì 29 luglio 2011 la nuova stagione di Ligue 2, campionato che mette in vetrina la sua ricchezza di talenti, l’incertezza e le sorprese che di norma lo caratterizzano fino all’ultima giornata ed il blasone di tante nobili decadute, con un totale di sedici titoli di campione di Francia nel passato delle protagoniste. Ecco le venti squadre schierate ai nastri di partenza.

Amiens

Tornato in Ligue 2 dopo due anni di National, giusto in tempo per conservare il proprio statuto di club professionistico, l’Amiens si pone l’obiettivo di riuscire a stabilizzarsi saldamente a questo livello e per farlo ha deciso di puntare forte sulla linea della continuità, in campo come in panchina dove Ludovic Batelli siede dal 2009:  poche partenze degne di nota per una base che rimane quella che nella passata stagione ha regalato alcune gustose rivelazioni, in primis il ventiquattrenne Yoann Touzghar, attaccante potente, rapido e combattivo, fino all’anno prima muratore di professione che nel tempo libero giocava nel Grasse in CFA 2. A rafforzarla soprattutto Benjamin Gavanon, che dopo otto campionati con la maglia del Nancy e 186 presenze in Ligue 1 ha scelto di raccogliere questa sfida e prenderà in mano le redini del centrocampo, completando la spina dorsale composta dal portiere Bonnefoi, ex juventino, nel 2010-2011 uno degli estremi difensori più affidabili della terza serie, dal centrale difensivo Mienniel, capitano e leader carismatico dello spogliatoio, e dal fantasista algerino Saïfi. La scommessa è Vlade Lazarevski, ventottenne nazionale macedone, laterale sinistro proveniente dalla Lokomotiv Astana (Kazakhstan) con precedenti esperienze in Polonia e Serbia; la cattiva notizia il bruttissimo infortunio del neo acquisto M’Changama, promettente attaccante di diciannove anni che alla prima uscita ufficiale in Coupe de la Ligue si è procurato la rottura dei legamenti crociati del ginocchio e dovrà star fuori almeno sei mesi. Intanto nella città piccarda l’entusiasmo per il ritorno in Ligue 2 è contagioso, con il numero di abbonati allo Stade de la Licorne che è quasi raddoppiato, sfiorando le cinquemila unità.

Angers

Dal momento in cui Jean-Louis Garcia si è seduto sulla panchina angevina nel 2006, il club bianconero ha vissuto una progressione costante: subito promosso in Ligue 2, negli anni successivi ha sempre ottenuto un piazzamento migliore di quello della stagione precedente, fino al sesto posto del campionato appena concluso. Ma adesso Garcia non c’è più, sedotto dalle ambizioni di rinascita del Lens, il giovane presidente Willy Bernard – in attesa del processo d’appello fissato per dicembre – è stato condannato a due anni con la condizionale per abuso di beni sociali, le trattative per la vendita sono saltate e la DNCG ha spedito il club in National per la sua difficile situazione finanziaria, prima di riammetterlo in seguito alla presentazione di garanzie supplementari: c’è da capire se la dinamica positiva instauratasi sopravviverà a un’estate cosi tormentata. Intanto l’organico appare indebolito in particolare dalla perdita di Renouard e del talento di Saivet, rientrato a Bordeaux per fine prestito; mentre si spera almeno di trattenere gli altri elementi più richiesti, come Keserü e Charbonnier, l’unico arrivo che si registra è al momento quello di Hamady Tamboura, attaccante di 22 anni messosi in luce con la maglia del Mantes, nonostante la retrocessione in CFA 2. A guidare la squadra sarà Stéphane Moulin, fino alla scorsa stagione sulla panchina della squadra riserve bianconera: alla sua prima esperienza tra i professionisti, non è ancora in possesso del diploma necessario per allenare a questo livello e sarà dunque affiancato da Stéphane Le Dizet, ex difensore ed ex tecnico del Nantes

Arles-Avignon

Evitata proprio in extremis l’umiliazione di diventare la squadra retrocessa dalla Ligue 1 con il punteggio in classifica più basso di sempre, scomodo primato lasciato volentieri al Lens 1988-1989 (17 punti), i provenzali voltano pagina dopo la stagione da incubo appena vissuta mostrando di voler fare tesoro degli errori commessi, riconosciuti dallo stesso presidente Marcel Salerno: dunque stavolta niente rivoluzioni estive, nemmeno in panchina dove si va avanti con Faruk Hadzibegic. E’ chiaro che il club, ancora in CFA 2 solo cinque anni fa, non fosse pronto a misurarsi con la realtà del calcio professionistico ad alto livello e che l’idea di salutare tutti i protagonisti della cavalcata dai campionati amatoriali alla massima serie per affidarsi ad un’accozzaglia di giocatori messi insieme senza particolare criterio non potesse che peggiorare le cose; adesso uno degli obiettivi è quello di strutturarsi lentamente, dunque la prima mossa è stata quella di inserire nei quadri societari Laurent Paganelli, un uomo che sa muoversi bene nell’ambiente, nel ruolo figura di collegamento tra la dirigenza e la squadra. Inevitabile la perdita di alcuni dei migliori elementi, come Meriem che si è accasato a Nice e il giovane Cabella tornato a Montpellier per fine prestito, partiti tutti gli altri giocatori di proprietà di altri club o a fine contratto, il miglior acquisto sembra Ludovic Butelle, uno dei portieri dal rendimento più alto nella passata edizione della Ligue 2 in cui ha difeso i pali del Nîmes; per il resto, c’è qualche giocatore con esperienza di Ligue 1, come il centrocampista Landrin, giunto al termine del suo contratto con il Saint-Étienne, o il nazionale belga Pieroni dallo Standard Liegi, qualche scommessa dall’estero (il tunisino Souissi, il ghanese Draman) e qualche ragazzo interessante tra cui i difensori Ousmane N’Diaye, proveniente dalla squadra riserve dell’OL, e Jordan Galtier, il figlio dell’allenatore dell’ASSE, l’anno scorso in National con il Fréjus Saint-Raphaël. Difficile comunque pensare ad un ritorno immediato nell’élite per un club la cui dimensione fisiologica sembra essere al massimo quella della categoria attuale.

Bastia

Dopo un campionato 2010-2011 concluso con un titolo di National vinto per distacco e condotto fin dall’inizio nei panni dello schiacciasassi, era prevedibile che anche in Corsica si optasse per affrontare la Ligue 2 senza stravolgimenti nell’organico: il tecnico Frédéric Hantz, che a Bastia ha puntato moltissimo sulla costruzione di un gruppo saldamente unito in campo e fuori, ha espresso la sua soddisfazione per essere riuscito a conservare i sedici giocatori da lui più utilizzati nel corso della passata stagione. Solo tre acquisti ad integrare la rosa: il più intrigante è quello di un Jérôme Rothen in cerca di rilancio dopo un’ intera annata trascorsa da spettatore, non avendo trovato l’accordo con nessun club dopo la rescissione di contratto con il Paris Saint-Germain nell’ ottobre 2010; come avvenuto nel primo turno di Coupe de la Ligue contro l’Istres, dovremmo vederlo nel ruolo per lui inedito di centrocampista davanti alla difesa, al fianco del corso Yannick Cahuzac, capitano e simbolo dei Turchini, e l’ex nazionale francese ha fatto sapere di gradire molto la nuova posizione che gli consentirà di essere più nel vivo del gioco. Con lui sono arrivati Ludovic Genest, buon esterno offensivo di ventitré anni, autore di quattro gol e quattro assist lo scorso anno con la maglia del Laval, e Florian Thauvin, centrocampista diciottenne già chiamato da Mankowski nell’U18, che nel 2010-2011 ha esordito da professionista con la maglia del Grenoble ed era libero in seguito alla liquidazione giudiziaria del club alpino. Intanto, dopo le recenti vicissitudini finanziarie che hanno mandato il Bastia ad un passo dal CFA, la società, cosciente dello scampato pericolo, procede nella sua opera di restyling, sia dal punto di vista amministrativo che delle strutture: a gennaio lo stadio Furiani dovrebbe passare da 13.000 a 17.500 posti e presto ci saranno i nuovi spogliatoi e un nuovo terreno sintetico.

Rothen ringrazia il pubblico al termine della sua prima uscita ufficiale con la maglia del Bastia, al Parsemain di Istres in Coupe de la Ligue

Boulogne

Nella passata stagione, lo spogliatoio del Boulogne si è distinto per  essere uno dei meno armoniosi della Ligue 2: le sue turbolenze non sono state estranee alla decisione del presidente Jacques Wattez di esonerare Guyot alla sosta e non hanno mancato di creare parecchi problemi anche al suo successore Estevan. Soprattutto per questa ragione, a fine campionato si è scelto di tagliare radicalmente con il passato e di rivoluzionare in toto l’organico, facendo della squadra rossonera una di quelle che ai nastri di partenza si presentano con il maggior numero di volti nuovi nell’ipotetico undici titolare rispetto al campionato precedente e quindi dalle potenzialità al momento difficilmente giudicabili. Il reparto che appare maggiormente stravolto è l’attacco, che ha concluso la scorsa Ligue 2 con cifre da retrocessione: dopo quattro stagioni lascia il Nord-Pas-de-Calais per accasarsi al Dijon il capocannoniere Grégory Thil, forse in assoluto la perdita di maggior rilievo insieme a quella del centrocampista rivelazione Pajot tornato al Rennes per fine prestito, e al suo posto arrivano Alexis Allart e Virgile Reset, rispettivamente dieci e nove reti con Sedan e Vannes nel 2010-2011, oltre all’esperto centrocampista offensivo ex Nantes Aurélien Capoue, fratello maggiore di Etienne del Toulouse. Tra gli altri arrivi da segnalare quello del ventenne Pierre-Baptiste Baherlé, promessa del centro di formazione che nel 2008 era partita per Lille ma, avendo trovato spazio solo nella squadra riserve in CFA, ha preferito far ritorno a casa, e quello da Strasbourg di un altro grande talento che non è mai riuscito ad esplodere definitivamente, il più noto Loïc Damour.

 

Châteauroux

Ogni anno la Berrichonne, uno dei club più antichi di Francia, è costretta a fare le nozze con i fichi secchi, dovendo puntualmente far fronte con i limitati mezzi a disposizione alla partenza dei migliori elementi e reinventarsi una squadra daccapo; stavolta la partenza più dolorosa è certamente quella di Rudy Haddad, che si misurerà con la Ligue 1 ad Auxerre: autentico trascinatore dei Castelroussins, nella scorsa stagione ha mandato per dieci volte in gol un compagno e perdendo lui, Imorou (Braga) e Thiago  (Troyes) lo squadra di Didier Tholot perde addirittura la metà esatta degli assist vincenti, quattordici su ventotto. Per tentare la rincorsa all’ennesima salvezza, ci si arrangia con i giocatori a fine contratto, come il centrocampista Hautcoeur, ex Le Mans, e l’esterno difensivo Inez, ex Caen, due innesti sulla carta molto interessanti; oppure con i prestiti, con i giovani Maxime Bourgeois dell’Auxerre – positivo con la maglia della selezione francese al Festival Espoirs di Toulon- e Claudio Beavue del Troyes che proveranno a dare velocità e fantasia sulle fasce, così come Akim Orinel, scommessa proveniente dalle serie inferiori, reduce da una buona stagione con la maglia dell’Étoile Fréjus Saint-Raphaël. Anche nell’Indre è arrivato poi un giocatore tutto da scoprire pescato all’estero, il gigantesco (190 cm per 87 kg) difensore centrale capoverdiano Fernando Neves, meglio noto semplicemente come Nando, trentatreenne che nell’ultima stagione ha difeso i colori del Banik Ostrava. C’è un’altra grossa novità da segnalare e non riguarda l’organico: la Berrichonne sarà il primo club di Ligue 2 a giocare su un terreno sintetico, mentre le vecchie zolle d’erba del Gaston Petit sono state messe in vendita a beneficio dei tifosi.

 

Clermont

In una città in cui il Clermont Foot non è tradizionalmente l’attrazione principale, stretto tra la ben più nota squadra di rugby e lo stabilimento degli pneumatici Michelin, il suo presidente Claude Michy può legittimamente vantarsi di dirigere uno dei pochi club calcistici francesi a non avere problemi debitori, grazie ad un’amministrazione rigorosissima. Certo, questo comporta delle inevitabili rinunce sul piano sportivo, ma dal 2009 grazie anche all’ottimo lavoro svolto dal tecnico di origine armena Michel Der Zakarian le soddisfazioni non sono mancate, con il settimo posto della scorsa stagione che avrebbe facilmente potuto tramutarsi in qualcosa di più senza i troppi punti persi assurdamente nei finali di partita. Negli ultimi due anni sono stati azzeccati due arrivi in prestito decisivi, con due giocatori promettenti, entrambi vincitori poco tempo prima della Gambardella, che sono esplosi proprio nell’Auvergne per poi tornare valorizzati al proprio club formatore: nel 2009-2010 Brahimi, via Rennes, e nel 2010-2011 Privat , via Sochaux; adesso, per la tutt’altro che semplice sostituzione del vice capocannoniere della scorsa stagione si è deciso di affidarsi all’esperienza del veterano Jean-François Rivière, uno dei protagonisti della sorprendente promozione dell’Ajaccio, attaccante che assicura gol e tanto movimento. Un’altra perdita di un certo rilievo è quella di un leader difensivo come Abdoulaye e sarebbe dunque fondamentale riuscire nella difficile impresa di trattenere almeno la stellina Romain Alessandrini, rivelazione della scorsa stagione che inevitabilmente ha richieste un po’ dappertutto; nel frattempo, nell’assortimento di scommesse più o meno sconosciute approdate in rossoblu, tutta la curiosità è per il ventiquattrenne brasiliano Guilherme Moreira, centrocampista offensivo pescato nel Budapest Honvéd, che si sta rivelando un’autentica miniera per la Ligue 2 visto che già nella scorsa stagione il Tours aveva fatto la spesa in Ungheria con Guié Guié e Rigonato.

Guingamp

Completa il trio delle neopromosse la squadra del neo presidente della Federazione Francese Noël Le Graët, che ha dunque formalmente lasciato il suo incarico alla testa del club al genero Bertrand Desplat. L’anno scorso i bretoni hanno sedotto mostrando gioco e gol a raffica e rivelando all’attenzione generale il tecnico Jocelyn Gourvennec, che fino alla stagione precedente allenava a la Roche-sur-Yon in Division d’Honneur; sarà interessante scoprire se la stessa attitudine offensiva verrà mantenuta ad un livello più alto, come sarà interessante vedere all’opera ad un livello più alto i promettenti ragazzi lanciati nella scorsa stagione, non solo il trequartista Knockaert ma anche il polivalente centrocampista franco-congolese Imbula o l’esterno sinistro di difesa Lévêque, in una squadra davvero ricca di talento potenziale che può contare tra l’altro su uno dei portieri nel giro delle Espoirs di Mombaerts, Mamadou Samassa. Buona sulla carta sembra anche la campagna acquisti, con poche partenze significative -tra cui quella dell’attaccante Scarpelli, quindici gol nello scorso campionato, che ha rifiutato la proposta di prolungamento preferendo legarsi al Fréjus Saint-Raphaël- e pochi innesti mirati, dal duo d’esperienza Atik-Yatabaré proveniente da Boulogne al giovane difensore Mamadou Camara, che si è imposto in National nel Niort ed aveva addosso anche qualche squadra di Ligue 1. In Bretagna, così come a Bastia, nulla vieta a bocce ferme di cullare la speranza di aspirare a qualcosa di più di una tranquilla salvezza, considerati i precedenti che in più di un’occasione hanno visto una squadra compiere il doppio salto dal National alla Ligue 1, come nei casi di Valenciennes, Arles-Avignon o Evian.

Le promesse del Guingamp Knockaert e Imbula - da eaguingamp.com

Istres

Certo le condizioni di partenza non sono favorevoli all’Istres, che dispone del budget più ristretto della categoria e anche del pubblico meno numeroso allo stadio: in un dipartimento come il Bouches-du-Rhône dove per forza di cose tutte le attenzioni maggiori sono rivolte all’Olympique Marseille, con una distanza di soli cinquanta chilometri a separare le due città, lo scorso anno al Parsemain si è registrata la poco confortante media di 1874 spettatori a partita ed un record di affluenza di soli 2784 in occasione dell’ultima giornata di Ligue 2. Ciò non ha impedito tuttavia agli Aviateurs di ottenere nel 2002-2003 la prima promozione in Ligue 1 della propria storia -sebbene la permanenza nella massima serie sia durata solo lo spazio di un campionato- e, dopo qualche sofferenza di troppo negli ultimi anni, di esibirsi sotto la guida del corso Pasqualetti in una stagione 2010-2011 davvero da applausi sotto il profilo dei numeri e del gioco. I risultati positivi sono dovuti senza dubbio anche alla crescita del centro di formazione, con gli U19 terminati al primo posto nel proprio girone e più di un ragazzo promosso in prima squadra sia nelle ultime stagioni (Lejeune, Massengo, De Preville) che in quella che sta per iniziare (Tarasconi, Orsatoni). Adesso bisognerà far fronte in particolare a due partenze di rilievo, quella del gioiello Lejeune per Villareal e quella del difensore Doumbia per Le Mans; il secondo è stato ottimamente rimpiazzato con il colpo Chelle, l’anno scorso a Lens, per il resto ci si affida come da tradizione al’area maghrebina, che ha già regalato alla formazione di Pasqualetti diversi pilastri, da Fettouhi al leader dell’attacco Akrour: quest’estate sono arrivati in quattro, gli algerini Guendouz e Yahia Chrif e i tunisini Ba e Melliti, nella speranza che tra loro possa nascondersi una nuova rivelazione.

 

Laval

Nella piccola città d’arte nel cuore della Loira mancano i mezzi ed i presupposti per fare calcio ad alti livelli, eppure proprio qui è nata l’epopea di Michel Le Millinaire, il leggendario tecnico rimasto sulla panchina dei Tangos dal 1968 al 1992 e con il quale il club ha vissuto i suoi anni di gloria, con tredici stagioni in Ligue 1 culminate nel 1983 con la qualificazione per l’allora Coppa UEFA, in cui riuscì nell’impresa ad eliminare la grande Dinamo Kyiv di Blokhin. La sfida odierna è quella di riuscire anno dopo anno nel miracolo di mantenersi in questa categoria, riconquistata nel 2009 insieme allo statuto professionistico: due stagioni fa a trascinare la squadra alla salvezza fu il fresco talento di Romain Hamouma, scoperto a Besançon e venduto l’anno successivo al Caen, nella scorsa stagione è invece servito il talento più maturo del bretone Jérôme Lebouc, dodici gol e otto assist all’attivo; adesso, perso qualche elemento di spicco come Genest, fondamentale tatticamente per allargare il gioco, il mercato si è concentrato soprattutto sulla ricerca di giocatori dalla metà campo in su per provare a risolvere il problema della dipendenza eccessiva da Lebouc: sono quindi arrivati Gamboa dal Reims, Viale dall’Ajaccio, Badiane dal Rennes (a Dijon nell’ultima stagione), tutti ragazzi che per un motivo o per l’altro non hanno trovato lo spazio sperato e sono in cerca di riscatto; così come il difensore Pallois, ventitré anni, rivelatosi a Quevilly, che a Valenciennes ha giocato poco ma ha fatto intravedere buone doti. L’altro problema che il tecnico Hinschberger dovrà provare a risolvere è il mal di trasferta, con un rendimento esterno che nella stagione passata è stato da retrocessione assicurata: fortunatamente, in compenso i Tangos hanno perso sette volte in tutto al Francis Le Basser da quando hanno ritrovato la Ligue 2, una sola nello scorso campionato; vedremo se anche quest’anno si confermerà la stessa tendenza. Nel frattempo il presidente Philippe Jan rafforza la struttura societaria e ha voluto al suo fianco due dirigenti d’impresa, Lairy e Bihel.

Le Havre

Nel 2012 a Le Havre è prevista l’inaugurazione del nuovo stadio e nella città normanna il sogno non tanto dissimulato è che il club quel giorno possa trovarsi di nuovo in Ligue 1. Allo stato attuale, è rimasto sostanzialmente inalterato un organico che nella scorsa stagione aveva fatto intravedere per due terzi del campionato ottime potenzialità, prima di crollare miseramente nella parte finale anche a causa dell’inesperienza dovuta alla bassa età media della rosa, scelta del club fedele alla sua politica fondata sulla formazione e concordata in una perfetta unità d’intenti con il tecnico Cédric Daury. Con un anno in più d’esperienza nella testa e nelle gambe dei ragazzi, dunque, potrebbero esserci i presupposti per far bene, ma se non si riuscissero a trattenere i due gioielli di casa, Ryan Mendes da Graça e soprattutto il leader tecnico e morale Gueïda Fofana, è chiaro che le cose si farebbero molto più difficili. La principale novità comunque al momento è in attacco, dove sono partiti Brice Jovial, miglior realizzatore Ciel et Marine della scorsa stagione con tredici reti, e Mamadou Diallo, andati rispettivamente a Dijon e Sedan, ed è arrivato da Lorient un James Fanchone che in Ligue 1 ha trovato poco spazio e che qui sarà spostato dalla fascia al centro dell’attacco, sperando di rinverdire i fasti vissuti nella stagione 2008-2009 con la maglia dello Strasbourg: di certo, non farebbe male un innesto supplementare in un reparto che già nella scorsa stagione era apparso il punto debole della squadra per la sua scarsa prolificità. Fanchone contribuisce ad ogni modo ad alzare l’età media di una rosa che può contare su pochi elementi di una certa esperienza, su tutti il capitano François ed il difensore centrale Genton. Intanto si registra la firma del primo contratto da professionista per il promettente Benjamin Mendy, che abbiamo visto al mondiale U17, ed il nuovo direttore del centro di formazione sarà Johann Nouvel, il figlio del presidente Jean-Pierre, che tuttavia prima di essere prescelto per quest’incarico ha fatto una gavetta di tutto rispetto.

Le Mans

Nella Sarthe c’è per prima cosa da ricostruire un morale, dopo la maniera incredibile in cui è stata persa una promozione che tutti gli addetti ai lavori avevano dato per scontata e che i giallorossi avevano in mano fino alla penultima giornata, prima della folle partita di Vannes. Oggi il contesto non è nemmeno quello ideale per riaccendere gli entusiasmi, perché il budget a disposizione -che resta comunque uno dei più alti della categoria- si è ridotto drasticamente, soprattutto per far fronte alle spese di gestione della MMArena che costa alla società cinque volte di più del vecchio Léon Bollée, e l’organico si è impoverito in maniera impietosa, perdendo contemporaneamente i tre pezzi più pregiati, il cannoniere Helstad, il capitano delle Espoirs Corchia ed il talentuoso centrocampista Baal, oggi rispettivamente a Monaco, Sochaux e Lens, oltre a svariati altri elementi. Il principale motivo di consolazione è dato dal fatto che, come lo stesso Le Mans ha amaramente constatato sulla propria pelle e come le promozioni a sorpresa di Evian, Ajaccio e Dijon sono lì a testimoniare, grossi investimenti non sono necessariamente sinonimo di riuscita: chissà quindi che proprio nella stagione in cui più che mai è costretto a fare economia, il club di Henri Legarda non incontri un insperato successo. La sfida è lanciata da un gruppo sempre agli ordini del giovane allenatore Arnaud Cormier, con un’età media davvero bassa e ben quindici nazionalità differenti presenti: c’è anche un giovane cinese, il centrocampista Jiaqi Zhang, in virtù di un accordo di partenariato stabilito con la federazione calcistica del paese dell’Estremo Oriente. Il capitano è naturalmente il veterano Frédéric Thomas, trentenne centrocampista alla sua undicesima stagione nella Sarthe (nella foto in basso); i volti nuovi sostanzialmente due, il difensore centrale Doumbia arrivato dall’Istres e Bedbouda, ventenne esterno sinistro di difesa considerato una delle migliori promesse del calcio algerino. La curiosità è che teoricamente farebbe parte dell’organico anche Estigarribia, una delle rivelazioni della Copa America appena conclusa: approdato in giallorosso nell’estate 2008, nella Sarthe per varie ragioni non si è mai ambientato ed è dunque stato successivamente prestato in Argentina al Newell’s Old Boys; adesso è destinato probabilmente ad essere ceduto al miglior offerente.

Lens

Delle tre retrocesse dalla Ligue 1, il Lens è ad oggi quella che sembra nelle condizioni migliori per tentare l’immediata risalita, sia a livello di organico che di spirito, con una nuova comunione d’intenti nell’ambiente, la tifoseria che sta riprendendo entusiasmo e le prime uscite estive che hanno dato riscontri ampiamente positivi. Dopo la retrocessione nel club artesiano è stata attuata una rivoluzione a tutti i livelli: in primis è arrivato l’aumento di capitale grazie all’ingresso in società come azionista di maggioranza –probabilmente temporaneo- dell’istituto bancario Crédit Agricole Nord de France; successivamente sono stati scelti un nuovo direttore sportivo, ovvero l’ex giocatore del club Jocelyn Blanchard che ha preso il posto di Daniel Leclercq, ed un nuovo allenatore, l’artefice del miracolo Angers Jean-Louis Garcia; infine, è stata completamente stravolta la rosa, con le partenze che hanno portato in cassa ben quindici milioni di euro, cifra enorme per un club francese, di cui dieci solo grazie alla cessione di Varane al Real Madrid: Runje, Chelle, Roudet, Kovacevic, Akalé, Hermach, Joseph-Monrose, Bedimo, Jemaa, Keita, se si scorre la lista di chi ha lasciato il Lens ci si trova di fronte ad un’intera squadra. Gli arrivi, quantitativamente meno numerosi, sono tuttavia intelligenti, con ciliegine sulla torta come Baal o Toudic, una delle punte più prolifiche della scorsa Ligue 2, vera e propria volpe d’area, o possibili rivelazioni da tener d’occhio quali Ali Mathlouthi, attaccante che con la maglia dello Strasbourg in National aveva dato la netta impressione di essere un giocatore quantomeno di categoria superiore. E la rosa è stata finalmente integrata da vari elementi promettenti del centro di formazione che da tempo mordevano il freno ansiosi di essere messi alla prova, tra i quali Aurier, Samba Sow, Kondogbia, Situ, Thorgan Hazard. Promosso portiere titolare e capitano Kasraoui , l’anno scorso il secondo di Runje.

Metz

Sulla carta il Metz, nonostante da due stagioni a questa parte abbia dovuto tagliare drasticamente le spese e nonostante nello scorso campionato abbia rischiato l’onta di una storica retrocessione in National, avrebbe le potenzialità per condurre un campionato senza patemi: nella seconda parte della scorsa stagione si sono viste cose positive e a quel gruppo, in cui spiccano alcuni dei ragazzi che hanno vinto la Gambardella 2010 e che adesso possono vantare un anno di esperienza in più, come Gaëtan Bussmann, il terzino sinistro campione d’Europa U19 escluso a sorpresa dalle convocazioni di Smerecki per il Mondiale U20, Kalidou Koulibaly e l’insidioso Yeni Ngbakoto, sono stati aggiunti acquisti mirati quali il solido difensore franco-congolese Bruce Abdoulaye proveniente dal Clermont, o Pierre Bouby e Omar Pouye, due protagonisti della promozione dell’Evian . Tuttavia, i segnali lanciati dalle ultime uscite sono stati piuttosto inquietanti, con dieci gol presi in due partite da Sedan in amichevole e Le Havre in Coupe de la Ligue,  e se per i problemi difensivi si può invocare l’attenuante dell’assenza di Koulibaly attualmente in Colombia, è stata anche evidente la mancanza di qualcuno in grado di illuminare il gioco: il tecnico Dominique Bijotat spera ancora di ottenere il rinnovo del prestito di almeno uno tra Mahamana Traoré e Kévin Diaz, per il momento tornati ai club proprietari del rispettivo cartellino (OGC Nice e AS Monaco), due elementi fondamentali nella rimonta salvezza della scorsa stagione. Importante intanto l’aver acquistato a titolo definitivo dal Troyes Matthieu Duhamel, arrivato a gennaio e miglior realizzatore dei loreni, mentre la notizia triste è quella del ritiro dal calcio professionistico del difensore Borbiconi, a cui un intervento chirurgico non è servito a risolvere il problema del dolore che tormenta costantemente il suo piede sinistro. Sul fronte societario, da segnalare l’accordo con Nike che vestirà i Grenats nelle prossime stagioni.

Monaco

Anche nel Principato si è provato a voltare pagina dopo il trauma della catastrofica retrocessione e a farne le spese è stato principalmente l’ex direttore sportivo Marc Keller, ritenuto responsabile degli errori di valutazione in sede di campagna acquisti e rimpiazzato da Jean-Luc Buisine, fresco di titolo di campione di Francia con il Lille. Nonostante i sacrifici obbligati di pezzi pregiati come Nkoulou, Ruffier o Haruna, l’organico attualmente a disposizione del confermato Banide sembra sufficientemente forte per la categoria: gli elementi d’esperienza che sono rimasti (Mangani, Adriano, Muratori, Hansson), i nuovi acquisti tra i quali spicca soprattutto il colpo Helstad, arrivato a parametro zero, e alcuni dei ragazzi freschi vincitori della Gambardella che sono stati ritenuti pronti per essere aggregati alla prima squadra (Appiah, Mendy, Eysseric), formano un mélange sulla carta interessante. Tra le conferme importante quella di Moukandjo, il ventitreenne esterno d’attacco camerunese arrivato dal Nîmes a gennaio, una delle poche operazioni di mercato azzeccate negli ultimi tempi, sebbene il ragazzo possa vantare il poco piacevole primato di aver giocato nel corso dello stesso campionato in due squadre entrambe retrocesse al termine della stagione; tra gli arrivi da segnalare quello da Lille di Stéphane Dumont, il centrocampista nativo del Nord che alla Champions League con un ruolo da comprimario nel suo club di tutta una vita ha preferito una nuova sfida da vivere da protagonista; da registrare anche il gran traffico tra i pali, dove il ventitreenne Johan Carrasso arrivato in prestito dal Rennes dovrebbe essere messo in concorrenza con Chabbert, mentre L’Hostis è stato mandato in prestito in National al Martigues per fare esperienza, il giovanissimo Sourzac dovrebbe diventare il terzo portiere ed il titolare della squadra riserve e Thuram-Ulien non dovrebbe essere confermato. Il problema principale è il ritardo con cui ha iniziato a muoversi il club, che ha saputo solo all’ultimo momento in che categoria avrebbe giocato e che ha dovuto metabolizzare a tutti i livelli una retrocessione choc, un ritardo che di riflesso ha portato a rallentamenti nella campagna acquisti-cessioni e nella preparazione precampionato: attualmente in rosa ci sono ancora dei giocatori destinati ad essere ceduti per necessità di cassa (Park, Mongongu) o perché indesiderati (Mbokani) e questo clima d’incertezza che regna tuttora non aiuta un gruppo le cui sicurezze sono state ulteriormente minate dalla pesante sconfitta di Sedan in Coupe de la Ligue; sarebbe opportuno delineare quanto prima la situazione per scongiurare i rischi che una partenza ad handicap comporterebbe.

 

Nantes

Nella Loira Atlantica c’è soddisfazione nel constatare che il centro di formazione della Jonelière sembra finalmente sulla buona strada per tornare a rivivere i fasti degli anni passati: per quanto i criteri con cui vengono stilate le graduatorie possano essere opinabili e quindi si tratti pur sempre di un dato indicativo, balza agli occhi il rimarchevole passo in avanti fatto nella classifica annuale dei centri di formazione resa nota qualche giorno fa dalla Federazione, con un eccellente sesto posto quando fino a dodici mesi fa la storica  Maison Jaune era ancora al diciannovesimo. Purtroppo oggi i ragazzi usciti dalla Jonelière non alzano trofei con la maglia gialloverde ma preferiscono spiccare il volo verso altri lidi, ad immagine di Rodelin, Nego, Ndy Assembe, tutti partiti nel corso di quest’estate; e l’aria di rivoluzione permanente che ha caratterizzato la storia recente dei Canarini si respira ancora, come testimonia il fatto che Guy Hillion, il nuovo direttore sportivo arrivato dal Chelsea appena pochi mesi fa, ha già rifatto le valigie, infastidito dalla poca autonomia concessagli. Adesso la speranza si chiama Landry Chauvin, il neo allenatore voluto peraltro proprio da Hillion: artefice prima di tanti successi con le giovanili del Rennes – tra i quali ricordiamo la Gambardella vinta nel 2003 con una squadra nella quale quale c’era tra gli altri Gourcuff – e poi, dal 2008, del seducente progetto Sedan, il quarantatreenne tecnico originario della Mayenne si sta occupando in prima persona del mercato; e in un gruppo che tra i potenziali titolari potrà contare ancora su diversi giovani cresciuti al centro come Vainqueur, Sasso, Trebel e il diciottenne Veretout, ha voluto iniettare un po’ d’esperienza, con inserimenti quali quello di Fabrice Pancrate, trentun anni, di ritorno in Francia dopo alcune deludenti esperienze all’estero, o della sorpresa Sylvain Wiltord, trentasette anni e ancora tanta voglia di mettersi in gioco partendo dalla panchina.

 

Reims

Lo scorso campionato terminato in crescendo dopo i brividi iniziali, con la ciliegina sulla torta del quarto miglior attacco della categoria, aveva fatto intravedere delle potenzialità davvero interessanti e pochi ritocchi avrebbero potuto dar vita ad una squadra addirittura da prime posizioni: peccato che adesso quella squadra non esista praticamente più, privata nel corso dell’estate di tutti i suoi tasselli chiave, che fossero giunti a fine prestito o che non sia stato rinnovato loro il contratto: il miglior cannoniere Toudic è tornato al Caen per poi finire al Lens, il miglior uomo assist Gragnic illumina ora la manovra del Sedan, il giovane polacco Krychowiak, l’elemento più utilizzato in assoluto da Hubert Fournier, è di nuovo a Bordeaux, e Gamiette, l’elemento che aveva dato equilibrio al centrocampo, è a Tours. E’ rimasto almeno il ventunenne Romain Amalfitano, fratello del neo marsigliese Morgan e ruolo simile, probabilmente il giocatore più talentuoso degli Stadistes, ma non si registra per il momento nessun arrivo di particolare rilievo a compensare le cessioni: solo il centrocampista difensivo Bocundji Ca dal Nancy, reduce da una stagione piuttosto positiva nelle fila del Tours, e due-tre ragazzi di prospettiva, tra cui Josué Balamandji, piccolo e guizzante attaccante centrafricano di ventun anni. Un problema supplementare potrebbe essere rappresentato dall’esigente pubblico, estremamente critico nei confronti dell’attuale gestione ritenuta responsabile della decadenza di un club glorioso: solo nella convincente seconda parte della scorsa stagione i tifosi avevano quasi del tutto messo da parte cori e striscioni ostili, ma sono pronti in qualsiasi momento a dissotterrare l’ascia da guerra e potrebbero non avere la pazienza necessaria ad aspettare la crescita della squadra in caso di falsa partenza; ad ogni modo, volendo guardare l’altra faccia della medaglia, partire con un profilo basso potrebbe non essere una cattiva idea se si pensa che la retrocessione in National arrivò proprio nel 2009, al termine della stagione iniziata con il budget più sostanzioso e le ambizioni maggiori.

Sedan

In una delle piazze francesi calcisticamente più appassionate, dove il sogno di ritrovare la massima categoria rischia di trasformarsi in un’ossessione, dopo la promozione sfiorata e poi sfumata dell’ultima stagione tutto faceva pensare che ci si sarebbe dovuti attendere un’annata molto difficile, persi lo stratega Chauvin e contemporaneamente Karaboué, stella della squadra e miglior uomo assist, Allart, il suo capocannoniere, Costil, portiere dell’anno della Ligue 2 2010-2011 secondo la UNFP, e altri protagonisti come Tiberi e Bellaïd; ed un grosso punto interrogativo si delineava sul nuovo corso di Guyot, allenatore reduce da un’avventura non molto felice sulla panchina del Boulogne ed in passato solo un’esperienza da direttore del centro di formazione del Nantes, lasciato per disaccordi con la politica della dirigenza. Eppure le amichevoli estive ed il primo turno di Coupe de la Ligue hanno mostrato una squadra vincente e convincente, con tredici gol rifilati in tre partite ad avversari di Ligue 2 ed un successo di prestigio sullo Standard Liegi, e ora nelle Ardenne ci si interroga su quanto attendibili possano essere questi primi riscontri e si spera di riuscire a mantenere anche in avvio di campionato la dinamica positiva per incamerare subito fiducia e punti in classifica . Tra i nuovi acquisti, ottimo l’impatto di Gragnic, che alla prima partita ufficiale ha subito ripreso a sfornare assist come faceva a Reims; il vero colpo del mercato si può comunque considerare l’acquisto a titolo definitivo dal Lille del bomber Fauvergue, mentre la sorpresa è Ulrich Ramé: quando in occasione della giornata conclusiva dello scorso campionato aveva salutato il pubblico dello Chaban-Delmas, tutti avevano dato per scontato che la sua ultima apparizione con la maglia del Bordeaux sarebbe stata anche l’ultima della carriera di uno dei migliori portieri francesi degli anni duemila, e invece ha scelto di vivere l’ennesima sfida raccogliendo l’eredità tra i pali di Costil.

 

Tours

Ci si era abituati ad un Tours che un anno dopo l’altro scovava qua e là qualche giocatore poco noto che puntualmente si metteva in evidenza con la maglia Ciel et Noir per poi essere rivenduto al club di Ligue 1 di turno, portando liquidità preziosa nelle casse: tanto per citare due fra gli esempi più eclatanti, è successo nel 2008-2009 con Laurent Koscielny, rivelatosi qui prima di involarsi verso Lorient e, più tardi, Londra; e si è ripetuto nel 2009-2010 con Olivier Giroud, arruolato dal Montpellier dopo la corona di capocannoniere della categoria ottenuta con il TFC. Anche nell’estate 2010 sono arrivati almeno due giocatori sconosciuti al grande pubblico, che hanno brillato nella squadra a lungo in testa alla classifica nella prima parte dello scorso campionato, ovvero l’attaccante ivoriano Abraham Guié Guié (classe 1987) -in verità spentosi gradualmente dopo i fuochi d’artificio iniziali- e il trequartista brasiliano Diego Rigonato, (classe 1988) entrambi prelevati dal Budapest Honvéd; salvo novità dell’ultimo momento i due dovrebbero però restare un’altra stagione nel capoluogo dell’Indre-et-Loire. E la sorpresa dell’estate stavolta non è in campo ma in panchina: per sostituire Daniel Sanchez partito alla volta di Valenciennes, il presidente Sebag ed il direttore sportivo Marty hanno tirato fuori dal cilindro Peter Zeidler (nella foto in basso), il primo tecnico tedesco a sedersi su una panchina francese dai tempi di Beckenbauer dell’ OM 1990, se consideriamo che Gernot Rohr dispone della doppia cittadinanza. Zeidler, già vicino allo Strasbourg a gennaio, ha lasciato la sua professione abituale di professore di francese per diventare l’assistente di Ralf Rangnick in quell’Hoffenheim che ha stupito tutti dopo la sua promozione in Bundesliga; intende proporre un 4-3-3 tutto pressing e sarà interessante scoprire se sarà proprio lui il vero rinforzo di una squadra che è rimasta praticamente immutata rispetto all’anno scorso, in cui aveva denotato grossi limiti difensivi e scarsa tenuta psicofisica calando nettamente nella seconda metà della stagione: i soli arrivi sono infatti quello di Gamiette dal Reims, che dovrebbe prendere a centrocampo il posto di Ca tornato per fine prestito al Nancy e girato da quest’ultimo allo stesso Reims a completamento dello strano giro, e di un giovane difensore della squadra riserve del Monaco, Leo Schwechlen.

Troyes

Qui la scelta di puntare sui giovani, quest’anno come non mai, è un po’ una filosofia e un po’ una necessità, vista la situazione economica non certo florida di un club che nel campionato che sta per iniziare disporrà di un effettivo con quattordici giocatori su ventotto sotto i ventun anni e che destina il 28% del suo budget alle spese di formazione. Due dei ragazzi più promettenti sono partiti proprio quest’estate, portando nelle casse del club due milioni di euro: sul mediano nato in Mauritania Diallo Guidileye è arrivato per primo il Brest, mentre Abdou Sissoko ha scelto l’avventura estera legandosi all’Udinese. Per colmare il vuoto rimasto a centrocampo, ci si è affidati ad un giocatore che conosce bene la categoria, il brasiliano Thiago Xavier, reduce da cinque stagioni con lo Châteauroux, che farà parte dell’ossatura di elementi più esperti che affiancheranno i giovani: con lui alcuni uomini cardine della squadra come un altro brasiliano, il centravanti e miglior marcatore biancoblu Marcos dos Santos, trentun anni, il capitano Enza Yamissi, difensore-centrocampista di ventotto anni, il trequartista di origini marocchine Mounir Obbadi, ventisette anni, cinque reti e cinque assist nello scorso campionato, o il difensore Stéphen Drouin, ventisette anni anch’egli, campione del mondo U17 con la Francia nel 2001, che come tanti ragazzi che fanno faville a livello giovanile sembrava essersi perso per strada ma che nella scorsa stagione ha giocato ad altissimo livello; il passaggio al Monaco di un altro giocatore esperto come Marester dovrebbe invece far spazio sulla fascia destra della difesa al giovanissimo Djibril Sidibé, considerato con l’ala Sega Keita uno dei prodotti potenzialmente più forti del centro di formazione. Certo, l’ESTAC rappresenta un’incognita assoluta perché la squadra sulla carta appare indebolita e già l’anno scorso l’inesperienza, insieme alla maledizione degli infortuni che aveva colpito il gruppo (ben cinque fratture!), era stata una delle concause del crollo finale con tanto di retrocessione sfiorata, però ci si affida speranzosi alla voglia di mettersi in mostra dei giovani e all’impianto di gioco di Jean-Marc Furlan che nel 2010-2011 aveva offerto qualche momento di bel calcio.

- Ecco il calendario completo della Ligue 2 2011-2012.

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