Coppe nazionali, Coupe de France

Coupe de France, sedicesimi: Chambéry e Drancy nella storia

Mercoledì 26 gennaio 2011, scritto per Ligue2 e dintorni
La gioia dei giocatori del JA Drancy dopo il fischio finale (lavoixdunord.fr)

Sarà lo Stade Olympique de Chambéry il Petit Poucet degli ottavi di finale della novantatreeesima edizione della Coupe de France: il club amatoriale savoiardo, sesto in classifica nel gruppo A di CFA2, bissa l’impresa compiuta contro il Monaco nel turno precedente, eliminando ancora una squadra di Ligue 1 ed ancora ai calci di rigore, e conquista un posto tra le prime sedici per la prima volta nella sua storia.

Al piccolo Stade Municipal di Chambéry, nel gelido pomeriggio alpino riscaldato dall’entusiasmo contagioso di 3500 sostenitori locali, il Brest evidenzia le medesime difficoltà di gioco che in campionato l’hanno costretto a una serie di cinque partite consecutive senza vittoria, culminate nella sconfitta interna subita alla ventesima giornata da un Caen ridotto in dieci uomini. I bretoni scendono in campo con la concentrazione necessaria ma a mancare del tutto è la creatività, e così le quattro categorie di differenza tra le due squadre non si vedono affatto, complice anche l’ottima prestazione dello Chambéry che, pur riuscendo raramente a rendersi realmente pericoloso, non rinuncia a giocarsi la sfida alla pari. Nonostante ciò, il Brest sembra anche in questa circostanza far valere alla fine la legge del più forte, proprio come era successo ai trentaduesimi contro l’Issy-les-Moulineaux, il piccolo club di Division d’Honneur piegato a fatica ai supplementari: in un momento in cui i padroni di casa, trascinati dal pubblico, stanno addirittura dominando, al minuto 107 il subentrato Grougi trova dal limite un bel tiro ad incrociare che lascia di marmo il portiere Bemenou. La colpa più grave dei biancorossi arriva a questo punto, perchè a giochi ormai virtualmente chiusi non sono capaci di gestire una situazione comodissima e a tre minuti dal fischio finale consentono a Faye di segnare di rapina da due passi il gol dell’insperato pareggio. Dal dischetto sbagliano Larsen Touré e Daf e così anche stavolta a finire sotto i riflettori sono per un giorno i ragazzi dello Chambéry: Rémy Sahinovic, francese di origine bosniaca, di professione magazziniere, l’elemento più tecnico della squadra che com’era accaduto contro il Monaco si prende la responsabilità del tiro decisivo dagli undici metri; Malick Faye, l’autore del gol dell’1-1, già il sesto per lui nella competizione in corso, polivalente attaccante senegalese di ventiquattro anni che fino all’anno scorso giocava a St-Etienne e a cui il tecnico dei savoiardi David Guion ha offerto un’opportunità in attesa di trovare un nuovo contratto tra i professionisti; oppure Guillaume Bemenou, decisivo con le sue parate, che in attesa di trovare un’occupazione allena i portieri della scuola calcio locale; o ancora Aïssa Yahia-Bey, l’uomo che in particolar modo nei tempi supplementari ha più messo in apprensione la difesa del Brest con i suoi dribbling, ex nazionale di futsal ed impiegato municipale.

Per questi ragazzi e per i loro compagni, il prosieguo dell’avventura passerà per l’ennesimo scontro con un avversario di Ligue 1, il Sochaux di Francis Gillot: nella sfida che venerdì sera ha aperto il programma, i gialloblu affrontavano il Paris FC che aveva già fatto fuori il Toulouse e pur facendo il minimo indispensabile non sono caduti nella stessa trappola. Per sbloccare una partita insipida in cui è davvero difficile vedere tre passaggi di fila, ci vuole una prodezza individuale di Maiga con un tiro da venti metri (36′), a cui segue appena dieci minuti dopo il raddoppio del sempre più fondamentale Marvin Martin; poi però i Lionceaux lasciano eccessivamente l’iniziativa all’avversario subendo il gol di Traoré (66′) e correndo qualche rischio di troppo prima del fischio finale.

C’è un’altra squadra che giocherà gli ottavi di finale per la prima volta nella propria storia ed è il Jeanne d’Arc de Drancy, club fondato nel 1903 nella grande banlieue parigina (Seine-Saint-Denis, per la precisione), colori sociali bianco e blu, attualmente quattordicesimo nel girone A di CFA, categoria nella quale è stato promosso nel 2009 dopo aver vinto il campionato di CFA 2; un’eliminazione ai trentaduesimi ad opera del Metz nel 2006 era il suo risultato più prestigioso in Coupe de France prima dell’edizione in corso. Gli uomini allenati da Malik Hebbar hanno il singolare primato di essere arrivati fino a questo punto giocando sempre in trasferta: dal momento della propria entrata in scena al quarto stadio della competizione, il 3 ottobre scorso, hanno superato in totale sei turni, eliminando sempre club di pari categoria o di categoria inferiore ad eccezione del Boulogne incontrato sabato. La vittoria allo Stade de la Libération è un capolavoro di cinismo, ottenuta concretizzando all’ultimo minuto di recupero l’unica occasione avuta in tutta la partita grazie a Karim Herouat, ventiquattrenne centrocampista offensivo che sogna il salto tra i professionisti; e consente al Drancy di ripercorrere le orme dell’US Quevilly, il Petit Poucet dell’edizione precedente, che prima di arrendersi al PSG in semifinale eliminò a sorpresa ai quarti proprio il Boulogne, allora in Ligue 1. Il sorteggio effettuato domenica ha stabilito che il JAD -opposto alla vincente di Nice-Lyon che si sarebbe giocata poco più tardi nella stessa serata- disputerà agli ottavi la prima partita casalinga della propria avventura.

Sahinovic trasforma il rigore decisivo portando lo Chambéry agli ottavi

In un turno in cui dopo l’ecatombe dei trentaduesimi le squadre della massima categoria sono riuscite tutto sommato a limitare i danni con tre sole eliminazioni, un’altra testa eccellente a cadere è quella del Bordeaux. Allo stadio Jean Bouin di Angers si gioca una partita intensissima soprattutto nella ripresa, decisa da una rete di Renouard al 65′ e vinta meritatamente dai padroni di casa che mostrano convinzione e determinazione maggiori: guardinghi all’inizio, si fanno via via più intraprendenti fino al gol del vantaggio e chiudono un pò in affanno per il prevedibile assalto finale dei Girondins che tuttavia, schierati con un 4-4-2 con Modeste e Diabaté di punta, non riescono mai a far scorrere il gioco in modo fluido e si affidano troppo ai lanci lunghi; il Bordeaux non vince ormai dal 21 novembre e a fine partita Alou Diarra ha parlato della necessità di un cambiamento, cambiamento che a sentire le voci che hanno iniziato a circolare nell’ambiente potrebbe riguardare in primis la guida tecnica, anche se il presidente Jean-Louis Triaud ha subito provveduto a smentirle e a confermare ufficialmente Tigana.

Teatro del quarto ed ultimo sovvertimento di gerarchia dei sedicesimi è lo Stade de la Meinau, dove i padroni di casa dello Strasbourg, pur nel contesto di una stagione mediocre, non hanno ancora mai perso e dove riescono ad avere la meglio sull’Evian secondo in classifica in Ligue 2 e giustiziere dell’Olympique Marseille nel turno precedente. In un’atmosfera resa glaciale dalla temperatura e dalla scelta di gran parte della tifoseria di disertare lo stadio in segno di protesta contro la società per il costo eccessivo dei biglietti (solo 2.816 paganti), si gioca una partita che verrà ricordata principalmente per la grottesca vicenda dell’allenatore degli alsaziani Laurent Fournier, sedutosi in panchina da virtualmente esonerato, con il presidente Jafar Hilali che -con una tempistica quantomeno discutibile- aveva fatto sapere al suo agente di non ritenerlo la persona adatta a riportare la squadra in Ligue 2 e che aveva già individuato il successore in Peter Zeidler (ex assistente di Rangnick all’Hoffenheim), come annunciato da tutti i media regionali e nazionali e come ammesso dallo stesso Fournier. Il passaggio del turno di coppa sembra dunque il classico regalo d’addio, con tutta la squadra che corre ad abbracciare l’allenatore dopo il gol ed il pubblico che scandisce il suo nome nei minuti di recupero; salvo poi apprendere, l’indomani mattina, che nella notte il controverso Hilali ha cambiato idea e che Fournier resterà al suo posto, almeno per il momento. La partita in sè riserva decisamente meno emozioni e si decide su un episodio, l’atterramento in area di Mathlouthi da parte del portiere dei Roses Durand al 27′ del primo tempo, con conseguente rigore assegnato dall’arbitro e trasformato dal medesimo attaccante di origine tunisina, giunto alla sua dodicesima marcatura stagionale. Da quel momento la difesa ben organizzata dello Strasbourg, squadra che subisce pochi gol, riesce a soffocare le velleità offensive di un Evian a cui manca la consueta brillantezza e che nelle pochissime occasioni pericolose costruite si trova di fronte il giovanissimo secondo portiere Vauvenargues Kéhi in serata di grazia. Stante l’eliminazione del Paris FC, il Racing Strasbourg è dunque l’unica squadra di terza serie ad accedere agli ottavi di finale.

I giocatori dello Strasbourg festeggiano l’1-0 con l’allenatore Fournier- foto Jean-Marc Loos

Se non si tratta di un vero e proprio “cupset”, è sicuramente una sorpresa il passaggio del turno del Nice ai danni del Lyon, che interrompe così la sua striscia positiva dopo tredici partite consecutive senza sconfitte. Allo Stade de Ray l’OL conserva il predominio territoriale ma uomini chiave come Gourcuff e Lisandro Lopez non sono nella loro migliore giornata e la prima vera occasione da gol arriva solo al 69′, con Letizi strepitoso su Gomis; il Nice si fa preferire per incisività, ma complessivamente ne esce fuori una partita deludente. Com’era successo alla Gerlande nei quarti di finale di Coupe de la Ligue contro il PSG, anche stavolta agli uomini di Puel sono fatali i supplementari, con l’ulteriore beffa di subire il classico gol dell’ex da parte di Clerc, lasciato libero proprio la scorsa estate: su corner battuto da un altro ex, Mounier, il difensore è lesto ad approfittare della dormita della difesa lionese e ad insaccare da due passi sulla sponda di Pejcinovic; a fine partita, Clerc dichiarerà di provare una grande gioia per la qualificazione ma nessun senso di rivalsa nei confronti della sua vecchia squadra, considerata un capitolo ormai chiuso. Ad ogni modo, pochi minuti dopo il vantaggio del Nice arriva pure l’espulsione di Lovren per doppia ammonizione a complicare le cose per l’OL, che non ha più le forze per tentare una rimonta.

Lascia la competizione il Petit Poucet dei sedicesimi di finale, il FC Vaulx-en-Velin, unico club di Division d’Honneur arrivato fino a questo punto: trovandosi di fronte il Rennes secondo in Ligue 1 a pari merito col PSG, di gran lunga la miglior difesa della massima serie ed un solo gol subito nelle sette partite precedenti, si sapeva che l’impresa sarebbe stata oggettivamente proibitiva, ma il piccolo club della banlieue lionese -dove gioca tra l’altro Gressy Benzema, diciannovenne fratello di Karim- esce a testa altissima. I bretoni, sfavoriti anche dal terreno gelato, devono faticare più del previsto per sbloccare la partita e ci riescono solo nella ripresa grazie al talento di Brahimi, che prima serve l’assist dalla sinistra a Tettey (49′) e poi segna lui stesso servito da M’Vila (73′). Nelle interviste di rito del dopopartita, il tecnico del Rennes Antonetti si lamenterà con la FFF per le condizioni impossibili del terreno di gioco chiedendo che gli incontri dai trentaduesimi di finale in poi si giochino solo su campi di squadre di Ligue 1 o di Ligue 2.

Clerc è l’autore del gol che condanna la sua ex squadra all’eliminazione

Insieme a Chambéry e Drancy, avanza anche una terza squadra di amatori, il Martigues (CFA), che va ad imporsi sul campo di una rivale di pari categoria, proprio quell’US Quevilly che era stata la grande sorpresa dell’edizione precedente: dopo l’1-1 con cui si concludono i tempi regolamentari e supplementari, ai calci di rigore una parata del portiere Robinet è decisiva per regalare agli ospiti una qualificazione meritata. Il Martigues, che rappresenterà la Provenza agli ottavi, ha un passato relativamente recente in Ligue 1, dove ha giocato le tre stagioni successive alla vittoria della Ligue 2 edizione 1992-93; e già in due precedenti occasioni ha raggiunto gli ottavi della Coupe de France, venendo eliminata nel 1981 dal Bastia e nel 2003 dal Paris Saint-Germain, con gol vittoria di Ronaldinho al 75′.

Destino vuole che anche stavolta si ritrovi di fronte proprio il PSG, che senza per nulla entusiasmare si limita a far rispettare le gerarchie nei confronti dell’Agen, undicesimo nel suo gruppo di CFA 2 e battagliero fino all’ultimo. Prima Daffé al 41′ risponde al gol del vantaggio di Bodmer (13′), poi quando il risultato sembra ormai messo al sicuro dall’uno-due dei parigini ad inizio ripresa, la squadra di Kombouaré abbassa troppo il ritmo consentendo agli aquitani di accorciare le distanze con Vandersnick (69′) e di infiammare un finale che avrebbe potuto e dovuto essere molto più tranquillo. L’ambiente allo Stade Armandie era particolarmente caldo a causa soprattutto delle polemiche della vigilia, con il PSG che aveva irritato i locali chiedendo per ragioni di sicurezza di giocare in un altro stadio: ma sarà probabilmente ancora più caldo quello che aspetterà la squadra della capitale a Martigues, dove -vista la vicinanza con Marseille- molti tifosi degli eterni rivali dell’OM hanno già fatto sapere che andranno a sostenere i padroni di casa. Da segnalare che gli altri due gol del PSG sono stati segnati da Hoarau e Luyindula, quest’ultimo al centro di un caso spinoso in settimana per la lite con Kombouaré in seguito alla sua esclusione dalla formazione iniziale nella semifinale di Coupe de la Ligue persa a Montpellier: dopo quello di Sessegnon, è già il secondo caso del genere che si verifica in poco tempo, in uno spogliatoio sempre abbastanza movimentato quale è quello parigino.

I giocatori di Rennes e Vaulx-en-Velin insieme nella foto scattata prima della partita: era questa la sfida con il maggior scarto di categoria tra le due squadre in campo

Il derby di questi sedicesimi era Lille-Wasquehal, un’altra sfida tra contendenti divise da quattro categorie di differenza. Wasquehal è un comune dell’area metropolitana di Lille e le due squadre si sono incrociate brevemente in Ligue 2 negli anni duemila, poichè nel 1997 i Dogues retrocessero dalla L1 e nel 2003 il Wasquehal fu promosso dal National: risalgono proprio a quel periodo i primi screzi cittadini, causati dal fatto che il più piccolo dei due club, non essendo in grado di far fronte all’impegno finanziario che la categoria comportava, chiese aiuto al più grande; ma il LOSC, che non aveva i mezzi economici di adesso, fu costretto a rifiutarlo, così da indurre i propri vicini a rivolgersi ai rivali regionali del Lens , che all’epoca erano all’apogeo della propria gloria (nel 1998 arrivò il titolo nazionale) e che invece accettarono di dare un appoggio sotto forma di finanziamenti e prestiti di giocatori, pare più per contrariare il Lille che per effettivo interesse sportivo. Quest’anno la Coupe de France ha riacceso le polemiche in quanto secondo Gérard Vignoble, sindaco di Wasquehal e presidente onorario della squadra, il LOSC non sarebbe stato entusiasta di prestare lo Stadium Nord Lille Métropole in occasione della partita dei trentaduesimi Wasquehal-Auxerre ed in generale sarebbe disinteressato allo sviluppo del calcio amatoriale nella regione. In campo e in tribuna invece il clima è stato molto tranquillo, tenendo presente che a Wasquehal gran parte della tifoseria e della squadra stessa sostiene anche il Lille, dal cui centro di formazione molti giocatori gialloneri sono passati ad inizio carriera e nel quale il tecnico Régis Bogaert ha lavorato addirittura per quindici anni; per non parlare del caso più eclatante, quello dei fratelli Debuchy, che domenica si sono affrontati per la prima volta da avversari, il maggiore Grégoire in campo con gli amatori ed il minore e ben più celebre Mathieu con i professionisti. Per quel riguarda la gara, non si tratta di una passeggiata nemmeno per la capolista della Ligue 1, peraltro priva di Hazard, Sow, Cabaye e Chedjou: per risolvere la pratica c’è bisogno di un calcio piazzato, quello battuto da Obraniak che al 40′ mette sulla testa di De Melo il pallone del definitivo e striminzito 1-0.

Le difficoltà incontrate nell’eliminare squadre di categoria inferiore ed in generale sul piano del gioco non hanno avuto eccezioni in questi sedicesimi di finale: ha rischiato grosso il Lorient, impegnato a La Roche-sur-Yon in Vandea sul campo del Fontenay (CFA), dove ha rivisto gli spettri delle tre eliminazioni consecutive subite tra il 2004 ed il 2007 per mano di amatori (Brive, Changé, Calais); la squadra di casa, allenata proprio da quell’Anthony Gauvin che faceva parte della rosa del Lorient vincitore a sorpresa della Coupe de France edizione 2002, regge benissimo soprattutto finchè è sostenuta dalle energie fisiche e costringe i Merlus ai supplementari, nei quali a risolvere una situazione che si stava facendo complicata ci pensa al 107′ Autret, il cui ingresso si rivela fondamentale così come quello di Monnet-Paquet. Secondo quanto dichiarato da Christian Gourcuff, la partita è lo specchio dei limiti attuali della propria squadra, incapace in questo periodo di dare alla manovra la profondità e l’accellerazione necessarie.

Ancora peggio dal punto di vista della prestazione globale fa il Nantes, su cui piove addirittura qualche fischio della Beaujoire. Contro un Raon L’Etape (CFA) inibito dall’importanza dell’evento, così come l’ha definito il suo tecnico Déziré, il vantaggio raggiunto molto presto (16′) avrebbe dovuto a rigor di logica mettere subito in discesa la partita, ma si vede invece un’approssimazione abbastanza sconcertante da parte dei Canaris, che sbagliano anche i passaggi più elementari fino a farsi raggiungere da una rete di Choleur al 51′. L’unico a salvarsi è il ventenne maliano Keita, autore della doppietta che dà la vittoria ai gialloverdi: non è chiaro se il pallone da lui colpito di testa al 63′ abbia effettivamente varcato la linea di porta, ma in ogni caso il gol viene concesso e si rivela quello decisivo, sebbene il Nantes sbandi ancora e rischi di subire un nuovo pareggio al 92′.

In attesa della grande festa d’inaugurazione della MMArena prevista per sabato prossimo nella sfida di campionato contro l’Ajaccio, per la quale sono già andati esauriti tutti i 25.000 biglietti disponibili, anche il Le Mans si dimostra molto fortunato confermando di non attraversare un buon momento di forma. A fare la differenza contro i normanni del Cherbourg (CFA) sono i portieri: Georgi Makaridze, il nazionale georgiano classe 1990 cresciuto nella Dinamo Tbilisi e abitualmente riserva di Ovono, schierato da titolare, compie un miracolo dietro l’altro e in due circostanze anche palo e traversa gli vengono in aiuto; per contro Kévin Aubin, lo sfortunato portiere dello Cherbourg, nell’unica occasione in cui viene chiamato in causa rinvia il pallone sui piedi di Mickaël Poté, l’attaccante del Benin appena arrivato in prestito dal Nice dove trovava poco spazio, che tutto solo segna al 24′ il suo primo gol con la maglia giallorossa che sarà anche l’unico della partita. Con la contemporanea presenza di Le Mans, Nantes ed Angers, la Loira sarà così la regione più rappresentata agli ottavi di finale.

I fratelli Grégoire (27) e Mathieu (24) Debuchy si sono affrontati per la prima volta da avversari in Lille-Wasquehal

Oltre a quella dell’OL si chiude in coppa un’altra serie positiva, anche se c’è da puntualizzare che in entrambi i casi la sconfitta è arrivata solo nei tempi supplementari: a cadere è il Nîmes, che non perdeva dalla partita di campionato giocata in casa del Nantes il 5 novembre scorso ed era imbattuto con Tosi in panchina. Allo Stade de la Costières, i Crocos segnano per primi con un colpo di testa di Gigliotti su assist di Moukandjo, eletto nel frattempo miglior giocatore di L2 del mese di dicembre, e nel primo tempo surclassano il Nancy ben più di quanto non dica l’1-0 con cui si va al riposo. Non aver concretizzato le tante occasioni avute, anche per merito del portiere ospite Gregorini, si rivelerà fatale ai padroni di casa perchè nell’intervallo i loreni si riorganizzano, Bakar sostituisce il deludente Brison e dal 4-2-3-1 iniziale si passa ad un 4-4-2 in cui Féret si allarga a sinistra, posizione in cui avrà più libertà e sarà determinante con la sua doppietta (68’e 111′).

Ma la striscia di gare consecutive senza sconfitta la cui interruzione desta più scalpore è senza dubbio quella del Sedan al Louis Dugauguez: dopo un anno, quattro mesi e dodici giorni di imbattibilità, trentadue partite in totale, la più lunga serie in corso tra Ligue 1 e Ligue 2, a compiere l’impresa di espugnare la fortezza delle Ardenne è il Metz. I Sangliers dominano sia a livello di volume di gioco che di occasioni create (anche due traverse), ma gli ospiti vincono d’opportunismo, grazie al gol al 44′ del promettente N’Gbakoto, ragazzo classe 1992 schierato sulla sinistra del centrocampo. Sulla fascia opposta fa il suo esordio in maglia granata anche un altro giovanissimo, il ventenne Samy Kehli, che solitamente gioca nel Metz B: con loro due più il portiere M’Fa, autore di un’ottima prova, e Bussman subentrato a partita in corso, sono ben quattro i ragazzi vincitori della Coupe Gambardella 2010 mandati in campo contemporaneamente da Bijotat.

Qualificazione senza ombre infine quella del Reims, che impone la legge del contrappasso ed infligge al Clermont al Montpied lo stesso punteggio subito a dicembre in campionato sul proprio terreno. Gli Stadistes tornano così agli ottavi di finale per la prima volta dal 2004 e proseguono nel loro momento d’oro, con la quarta vittoria consecutiva tra campionato e coppa dopo quelle ottenute contro Evian, Montpellier e Le Mans. Trascinata da un regale Krychowiak, il ventenne polacco che fa da perno del centrocampo nel 4-1-4-1 schierato da Hubert Fournier, la squadra biancorossa si porta sul 2-0 con Gamiette (24′) e Toudic (28′), entrambi a segno su assist di Fortes, subisce il gol di Alessandrini al 39′ ma ristabilisce le distanze un minuto dopo con una conclusione da trenta metri di Amalfitano. Uniche note negative della serata dello Stade, l’ammonizione del capitano Barbier che dovrà saltare l’ottavo di finale e soprattutto l’infortunio di Fortes, che in occasione del secondo assist si procura una distorsione della caviglia con probabile interessamento del legamento.

Il giovane N’Gbakoto festeggiato dai compagni: è il suo gol a far cadere l’imbattibilità del Louis Dugauguez

Già la prossima settimana si tornerà in campo per gli ottavi di finale, in programma martedì 1 febbraio e mercoledì 2 febbraio, con in lizza sette squadre di Ligue 1, cinque di Ligue 2, una di National, due di CFA 1 e una di CFA 2.

- IL QUADRO COMPLETO DEI RISULTATI:

Venerdì 21 gennaio

Sochaux (Ligue 1) – Paris FC (National) : 2-1

Sabato 22 gennaio

Chambéry (CFA2) – Brest (Ligue 1) : 1-1 (4-3 d.c.r.)

Clermont (Ligue 2) – Reims (Ligue 2) : 1-3

Angers (Ligue 2) – Bordeaux (Ligue 1) : 1-0

Nîmes (Ligue 2) – Nancy (Ligue 1) : 1-2 (d.t.s.)

Boulogne (Ligue 2) – Drancy (CFA) : 0-1

Nantes (Ligue 2) – Raon-L’Etape (CFA) : 2-1

Quevilly (CFA) – Martigues (CFA) : 1-1 (3-5 d.c.r.)

Fontenay-le-Comte (CFA) – Lorient (Ligue 1) : 0-1 (d.t.s.)

Cherbourg (CFA) – Le Mans (Ligue 2) : 0-1

Strasbourg (National) – Evian Thonon-Gaillard (Ligue 2) : 1-0

Domenica 23 gennaio

Vaulx-en-Velin (DH) – Rennes (Ligue 1) 0-2

Sedan (Ligue 2) – Metz (Ligue 2) 0-1

Agen (CFA2) – Paris Saint-Germain (Ligue 1) 2-3

Lille (Ligue 1) – Wasquehal (CFA2) 1-0

Nice (Ligue 1) – Lyon (Ligue 1) 1-0 (d.t.s.)

- I VIDEO DEI GOL:

Boulogne – Drancy 0-1,

Agen – PSG 2-3,

Lille – Wasquehal 1-0,

Nice – Lyon 1-0

- IL SORTEGGIO DEGLI OTTAVI DI FINALE:

Chambéry (CFA2) – Sochaux (L1)

Martigues (CFA) – Paris Saint-Germain (L1)

LOSC (L1) – Nantes (L2)

Angers (L2) – Strasbourg (National)

Nancy (L1) – Le Mans (L2)

Stade Rennais (L1) – Stade de Reims (L2)

Lorient (L1) – Metz (L2)

Drancy (CFA) – Nice (L1) ou Lyon (L1)

- I TURNI PRECEDENTI:

Settimo turno

Ottavo turno

Trentaduesimi di finale.

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